Motori
WEC: a San Paolo la 6 ore per il quarto round del Mondiale
La 6 Ore di San Paolo apre la seconda metà del FIA WEC 2026. Ferrari cerca il riscatto contro Toyota, leader del Mondiale, e Cadillac. Programma e protagonisti del weekend.
Il Mondiale WEC torna protagonista con la 6 Ore di San Paolo, quarto appuntamento di una stagione che entra nella sua fase decisiva. Sul circuito brasiliano prende il via la seconda metà del campionato, con la lotta al titolo che si preannuncia più aperta che mai dopo la spettacolare 24 Ore di Le Mans. Toyota arriva in Sudamerica da leader della classifica, ma BMW e Ferrari sono determinate a ridurre il divario, mentre Cadillac punta a confermare l’ottimo rendimento mostrato su questo tracciato nelle ultime stagioni.
WEC: Toyota in testa al Mondiale dopo il successo di Le Mans
La vittoria conquistata alla 24 Ore di Le Mans ha permesso all’equipaggio della Toyota GR010 Hybrid n. 7, composto da Kamui Kobayashi, Mike Conway e Nyck de Vries, di consolidare la leadership della classifica piloti. L’equipaggio giapponese guida il campionato con 75 punti, mantenendo un margine ridotto sulla BMW M Hybrid V8 n. 20 affidata a Robin Frijns e René Rast, protagonisti di un campionato estremamente competitivo. Anche in Brasile Sheldon van der Linde completerà l’equipaggio della vettura tedesca. La sfida tra Toyota e BMW rappresenta uno dei temi principali del weekend, con entrambe le squadre pronte a giocarsi punti fondamentali in ottica iridata.
Cadillac vuole confermarsi protagonista in Brasile
Tra le candidate al successo c’è anche Cadillac, che su questo circuito ha già dimostrato di poter essere estremamente competitiva. La casa americana punta a tornare nelle posizioni di vertice grazie alla V-Series.R n. 38, affidata a Sébastien Bourdais, Earl Bamber e Jack Aitken, attuale leader dell’IMSA SportsCar Championship. Non sarà invece presente Alex Lynn, ancora alle prese con il recupero dall’infortunio al collo che ha condizionato buona parte della sua stagione. L’obiettivo del marchio statunitense è confermare l’elevato livello di competitività mostrato nelle precedenti edizioni della gara brasiliana.
WEC: Ferrari cerca il riscatto sulla pista di San Paolo
Per Ferrari la trasferta sudamericana rappresenta un’importante occasione di rilancio. La casa di Maranello non ha ottenuto risultati particolarmente brillanti a San Paolo nelle ultime stagioni, ma il completo rifacimento dell’asfalto potrebbe modificare gli equilibri rispetto al passato. Le Ferrari 499P arrivano al quarto round del Mondiale con la volontà di recuperare terreno nella classifica costruttori e piloti, facendo affidamento su una vettura che nel corso del campionato ha mostrato segnali di crescita. Ogni punto conquistato potrebbe rivelarsi determinante nella corsa al titolo mondiale, soprattutto considerando il livello sempre più elevato della concorrenza.

LMGT3: Corvette difende la leadership, Ferrari prova ad avvicinarsi
Grande equilibrio anche nella categoria LMGT3, dove Corvette Racing continua a guidare la classifica grazie agli ottimi risultati ottenuti nella prima parte della stagione. Jonny Edgar si presenta in Brasile da leader del campionato e proverà ad aumentare il proprio vantaggio sugli inseguitori. Alle sue spalle continua invece la rimonta della Ferrari 296 LMGT3 di VISTA AF Corse, affidata a Simon Mann, Alessio Rovera e François Heriau. Pur senza vittorie stagionali, il team italiano ha raccolto punti importanti che mantengono aperta la lotta per il titolo. Attenzione anche alla Lexus di Akkodis ASP, reduce da una prestazione convincente a Le Mans e pronta a inserirsi nella sfida per il podio.
Programma della 6 Ore di San Paolo 2026
Il weekend brasiliano entrerà nel vivo con le qualifiche in programma sabato alle ore 19:30 italiane, mentre la gara scatterà domenica alle ore 16:30 italiane. La 6 Ore di San Paolo rappresenta uno snodo fondamentale del FIA WEC 2026: con ancora diversi appuntamenti da disputare, il risultato del Brasile potrebbe influenzare in maniera significativa la corsa ai titoli mondiali sia nella categoria Hypercar sia nella LMGT3.
Motori
Superbike, Morbidelli in Ducati dal 2027: è ufficiale
Franco Morbidelli lascia la MotoGP e correrà in Superbike con Ducati dal 2027: ufficiale il passaggio nel team Aruba.it Racing per sostituire Nicolò Bulega.

Generata con AI
La notizia ora è ufficiale: Franco Morbidelli correrà nel Mondiale Superbike 2027 con Aruba.it Racing Ducati. Il pilota romano lascerà quindi la MotoGP al termine della stagione 2026 per iniziare una nuova avventura in sella alla Ducati Panigale V4 R ufficiale. Morbidelli prenderà il posto di Nicolò Bulega, fresco campione del mondo Superbike, che compirà invece il percorso inverso approdando in MotoGP con il team VR46. Il nuovo compagno di squadra del pilota italiano sarà Iker Lecuona, confermato dalla struttura ufficiale Ducati.
Superbike: Morbidelli lascia la MotoGP dopo nove stagioni
Il passaggio in Superbike segna la conclusione di un lungo capitolo della carriera di Morbidelli nella classe regina. Il pilota italiano ha disputato nove stagioni in MotoGP, dopo aver conquistato il titolo mondiale Moto2 nel 2017. La sua esperienza ai massimi livelli del motociclismo comprende 228 Gran Premi complessivi, considerando Moto2 e MotoGP, con 11 vittorie, 29 podi e 8 pole position. In MotoGP il momento più importante è arrivato nel 2020, quando Morbidelli ha conquistato tre successi e chiuso il campionato al secondo posto. Dal 2024 il pilota romano è entrato nell’universo Ducati, prima con Pramac e successivamente con il team VR46. La conoscenza dell’ambiente di Borgo Panigale rappresenterà quindi un elemento di continuità anche nel passaggio alle derivate di serie.
Ducati, Morbidelli raccoglie l’eredità di Bulega
La sfida che attende Morbidelli sarà particolarmente importante. Il pilota italiano entrerà infatti nel box di una squadra reduce dalla conquista del Mondiale Superbike, raccogliendo l’eredità di Bulega. Ducati punta sulla sua esperienza maturata in MotoGP e sulla capacità di adattamento dimostrata durante la carriera. Un altro elemento interessante riguarda il passaggio alle nuove gomme Michelin previste nel WorldSBK dal 2027: Morbidelli conosce già molto bene il costruttore francese grazie agli anni trascorsi in MotoGP. Per il progetto Aruba.it Racing Ducati si tratta dunque di una scelta che guarda sia all’esperienza sia alla possibilità di affrontare al meglio una stagione caratterizzata da importanti novità tecniche.

Morbidelli: “Un nuovo capitolo della mia carriera”
Morbidelli ha accolto con entusiasmo la nuova sfida e ha sottolineato la sua volontà di essere all’altezza di una squadra reduce dalla conquista del titolo mondiale. Il pilota italiano ha ringraziato Ducati e Aruba per l’opportunità, promettendo massimo impegno nel nuovo campionato. Anche Gigi Dall’Igna, direttore generale di Ducati Corse, ha evidenziato il valore dell’esperienza che Morbidelli porterà nel progetto Superbike, sottolineando le sue qualità tecniche e la capacità di adattarsi ai massimi livelli del motociclismo.
Superbike 2027, Morbidelli pronto alla nuova sfida
Per Franco Morbidelli si apre quindi una fase completamente nuova. Dopo nove anni in MotoGP, il pilota romano sarà chiamato a confrontarsi con una categoria diversa e con una moto che richiederà un approccio differente rispetto alla Desmosedici GP. La Ducati ufficiale Superbike rappresenta però una grande occasione per rilanciare ulteriormente la propria carriera. Morbidelli potrà contare sull’esperienza maturata nel Motomondiale e sulla conoscenza dell’ambiente Ducati. Il 2027 sarà dunque l’anno del debutto di Franco Morbidelli in Superbike, con l’obiettivo di essere subito protagonista al fianco di Iker Lecuona. Una nuova pagina della sua carriera è pronta a cominciare.
Motori
Nicolò Bulega campione del mondo Superbike 2026
Nicolò Bulega è campione del mondo Superbike 2026. A Cremona il pilota Ducati chiude secondo e conquista uno storico titolo prima del passaggio in MotoGP.
Nicolò Bulega è il nuovo campione del mondo Superbike. Il pilota italiano ha conquistato matematicamente il titolo 2026 al Cremona Circuit, chiudendo al secondo posto Gara 2 alle spalle del compagno di squadra Iker Lecuona. Un risultato storico per Bulega e per Ducati.
Bulega campione del mondo: la festa Ducati a Cremona
Domenica da ricordare per Ducati e per Nicolò Bulega. Sotto gli occhi dell’amministratore delegato Claudio Domenicali e del direttore generale Gigi Dall’Igna, il pilota dell’Aruba.it Racing-Ducati ha completato una stagione straordinaria conquistando il titolo mondiale della Superbike. A Cremona Bulega non aveva bisogno di vincere. Il secondo posto in Gara 2 era sufficiente per chiudere matematicamente i giochi e il pilota italiano ha gestito la situazione con grande lucidità. Per Ducati si tratta di un altro capitolo importante nella storia del WorldSBK, mentre Bulega diventa il secondo italiano a conquistare il titolo della categoria dopo Max Biaggi, che aveva trionfato nel 2010 e nel 2012 con Aprilia.
Lecuona domina Gara 2, l’italiano controlla
La vittoria di Gara 2 è andata a Iker Lecuona, protagonista di un weekend perfetto sul tracciato lombardo. Lo spagnolo ha conquistato tutte le prove principali del fine settimana, completando la tripletta nelle gare dopo aver fatto segnare anche il miglior tempo in Superpole. Bulega, invece, ha pensato al campionato. Partito nelle prime posizioni, ha mantenuto il controllo della situazione e ha tagliato il traguardo in seconda posizione, con un distacco di 8”590 dal compagno di squadra. Sul terzo gradino del podio è salito Yari Montella, autore di un’altra prestazione positiva in sella alla Ducati del Barni Spark Racing Team.

Generata con AI
Una stagione da record
Il titolo mondiale è il coronamento di una stagione eccezionale. Bulega ha dominato il campionato 2026, riuscendo a mettere insieme numeri impressionanti e a chiudere la pratica iridata con diverse gare ancora da disputare. Il successo di Cremona conferma la superiorità mostrata dal pilota emiliano nell’arco dell’intera stagione e rappresenta il punto più alto della sua carriera nel WorldSBK. La sua crescita è stata raccontata anche dal campionato stesso, che lo ha visto protagonista di numerosi record e di una lunga serie di vittorie.
Gli italiani brillano nella top ten
Oltre a Bulega e Montella, altri piloti italiani hanno chiuso Gara 2 nelle prime dieci posizioni. Alberto Surra ha portato la Ducati al quarto posto, mentre Lorenzo Baldassarri ha terminato settimo. Nona posizione per Axel Bassani con la Bimota, mentre Andrea Locatelli ha chiuso decimo con la Yamaha. Una presenza tricolore importante nella classifica di una gara che ha avuto come protagonista assoluto il nuovo campione del mondo.
Bulega saluta la Superbike: nel 2027 c’è la MotoGP
Il titolo conquistato a Cremona assume un significato ancora più speciale considerando ciò che attende Bulega nel prossimo futuro. Dal 2027 il pilota italiano correrà infatti in MotoGP con il Pertamina Enduro VR46 Racing Team, la squadra legata a Valentino Rossi. Bulega sarà in sella a una Ducati Desmosedici GP e dividerà il box con Fermín Aldeguer. Dopo aver conquistato il mondo delle derivate di serie, Bulega si prepara dunque alla nuova sfida nella classe regina. Il passaggio alla MotoGP arriva nel momento in cui il campionato entrerà nella nuova era tecnica delle moto da 850 cc, con Bulega che ha già maturato esperienza nello sviluppo della nuova Ducati.
Motori
Robin Räikkönen in Red Bull dal 2027: la scelta
Robin Räikkönen, figlio di Kimi, entrerà nel Red Bull Junior Team dal 2027. Il giovane finlandese è già protagonista nel karting.
La Red Bull guarda al futuro e investe su un nuovo talento del motorsport. A partire dal 2027, Robin Räikkönen, figlio dell’ex campione del mondo di Formula 1 Kimi Räikkönen, entrerà ufficialmente nel Red Bull Junior Team, il programma dedicato alla crescita dei giovani piloti. Il giovane finlandese ha appena 11 anni, ma ha già attirato l’attenzione degli addetti ai lavori grazie ai risultati ottenuti nel karting. Robin rappresenta uno dei prospetti sui quali Red Bull ha deciso di puntare per costruire il proprio futuro.
Robin Räikkönen, dal karting al Red Bull Junior Team
Il percorso di Robin nel mondo delle corse è iniziato molto presto. Dopo aver provato per la prima volta un kart a quattro anni, il figlio di Kimi Räikkönen ha iniziato a gareggiare in competizioni ufficiali dall’età di otto anni, raccogliendo risultati importanti nei campionati di karting. Le sue prestazioni hanno convinto la Red Bull a inserirlo nel proprio programma di sviluppo. L’ingresso nel Red Bull Junior Team rappresenta un passaggio significativo, anche se la strada verso la Formula 1 è ancora lunghissima. La scuderia austriaca ha infatti scelto di accompagnare il giovane pilota nella sua crescita senza accelerare i tempi. L’obiettivo sarà quello di svilupparne gradualmente le qualità e permettergli di maturare esperienza nelle diverse categorie del motorsport.

Foto di Philip Myrtorp su Unsplash
Red Bull, una scuola che ha lanciato Vettel e Verstappen
Il programma Red Bull vanta una storia particolarmente importante nel panorama della Formula 1. Dal suo vivaio sono passati piloti che hanno poi raggiunto i vertici del campionato, tra cui Sebastian Vettel e Max Verstappen, entrambi capaci di conquistare quattro titoli mondiali. Per Robin Räikkönen si tratta quindi di un’opportunità prestigiosa, ma anche di un percorso che dovrà essere affrontato con calma. Il team principal Laurent Mekies ha sottolineato proprio l’importanza di accompagnare il giovane senza caricarlo di pressioni premature, evidenziandone velocità, capacità di guida e maturità.
Kimi Räikkönen: “Siamo entusiasti”
Anche Kimi Räikkönen ha accolto con grande entusiasmo la decisione. Il campione del mondo 2007 ha sottolineato la qualità del progetto Red Bull e la possibilità per il figlio di crescere all’interno di una struttura altamente specializzata. L’ex pilota Ferrari, protagonista di una lunga carriera in Formula 1 con 21 vittorie e 103 podi, conosce bene le difficoltà necessarie per arrivare ai massimi livelli del motorsport. Il cognome Räikkönen torna così a essere associato alla Formula 1, almeno per il momento attraverso una promessa del karting. Il prossimo passo sarà il lavoro con il programma Red Bull a partire dal 2027.
Una nuova generazione cresce
L’ingresso di Robin nel vivaio Red Bull non significa naturalmente un’immediata prospettiva di Formula 1. A 11 anni, il giovane finlandese ha davanti a sé diverse categorie e molte stagioni di formazione. La Red Bull, però, ha già scelto di scommettere sulle sue qualità. Ora toccherà a Robin continuare il proprio percorso, con l’obiettivo di trasformare il talento mostrato nei kart in una carriera ai massimi livelli. Il cognome è pesante, il talento sembra esserci e la Red Bull ha deciso di accompagnarlo nella crescita. Dal 2027 comincerà ufficialmente una nuova pagina della storia motoristica della famiglia Räikkönen.
-
Formula 16 giorni faF1 Singapore, Verstappen in pole Sprint: Leclerc terzo, Antonelli 7°
-
MotoGP4 giorni faMotoGP, Indonesia: Bezzecchi torna alla vittoria! Martín leader
-
Baseball6 giorni faBaseball, Italia-Colombia 4-3: rimonta azzurra verso il Premier12
-
Altri sport6 giorni faCollari d’Oro 2026: tutti gli italiani premiati dal CONI
-
Altri sport4 giorni faPallanuoto femminile, SIS Roma travolgente: Sori e Lazio ai rigori
-
Ciclismo3 giorni faCiclismo, Giulio Ciccone alla Pinarello Q36.5: ufficiale, sarà con Pidcock
-
Basket7 giorni faOlimpia Milano, ora è crisi: ko col Maccabi in Eurolega
-
Calcio5 giorni faItalia femminile, Bielorussia-Italia 0-2: gol di Piemonte e Polli


