Calcio
Calcio in lutto: addio ad Alexander Manninger, morto a 48 anni
Il mondo del calcio piange la scomparsa di Alexander Manninger, ex portiere di grande esperienza internazionale, morto all’età di 48 anni in un tragico incidente stradale avvenuto nella mattinata di giovedì nei pressi di Salisburgo.

Mondo del calcio in lutto: morto Manninger
Le circostanze dell’accaduto sono ancora in fase di accertamento. Secondo le prime informazioni, Manninger si trovava alla guida della sua auto quando avrebbe attraversato un passaggio a livello privo di barriere, venendo travolto da un treno in transito. L’impatto è stato violentissimo e, nonostante il rapido intervento dei soccorsi, per l’ex calciatore non c’è stato nulla da fare.
La notizia ha rapidamente fatto il giro dell’Europa, suscitando profondo cordoglio tra tifosi, ex compagni e addetti ai lavori. Manninger, nel corso della sua carriera, aveva vestito maglie importanti, distinguendosi per professionalità e affidabilità tra i pali. Tra le squadre più note in cui ha militato figura anche la Juventus, con cui ha giocato dal 2008 al 2012.
Portiere solido e uomo riservato, Manninger lascia il ricordo di un atleta serio e rispettato, capace di farsi apprezzare in ogni spogliatoio. La sua improvvisa scomparsa rappresenta una perdita dolorosa per tutto il movimento calcistico, che oggi si stringe attorno alla sua famiglia in un momento di grande dolore.
Calcio
Caso Infantino, la FIFA si spacca: Norvegia chiede le dimissioni
Il caso Gianni Infantino divide il calcio mondiale: la Norvegia chiede le dimissioni del presidente FIFA, mentre Messico e Argentina confermano il loro sostegno. Ecco gli ultimi sviluppi.
La crisi che coinvolge Gianni Infantino continua ad agitare il calcio internazionale. Dopo le polemiche nate attorno alla gestione della FIFA e al ritiro del controverso progetto sui diritti commerciali dei Mondiali, il fronte delle federazioni si presenta sempre più diviso. Da una parte c’è chi continua a sostenere l’attuale presidente, dall’altra aumentano le richieste di un cambio ai vertici dell’organizzazione.
FIFA: la Norvegia chiede un passo indietro
Tra le posizioni più dure c’è quella della Federazione calcistica norvegese, che ha chiesto apertamente le dimissioni di Infantino. Secondo i dirigenti norvegesi, il rapporto di fiducia con l’attuale governance della FIFA si sarebbe ormai incrinato, rendendo necessario un cambio di leadership per ristabilire credibilità e trasparenza all’interno dell’organizzazione. La presa di posizione della Norvegia si inserisce in un contesto di crescente malcontento che coinvolge anche altre federazioni europee, alimentando il dibattito sul futuro della FIFA in vista del prossimo Congresso presidenziale.

Messico e Argentina confermano il sostegno
Sul fronte opposto, Messico e Argentina hanno ribadito il proprio appoggio a Gianni Infantino. Le due federazioni hanno espresso la volontà di proseguire il percorso di collaborazione con il presidente della FIFA, riconoscendo il lavoro svolto negli ultimi anni pur ammettendo che alcune decisioni recenti abbiano generato forti discussioni. Anche altre confederazioni continuano a sostenere l’attuale numero uno del calcio mondiale, segnale di una spaccatura sempre più evidente all’interno della governance internazionale.
Futuro della FIFA ancora incerto
Nonostante le forti pressioni, al momento non è ancora emersa una candidatura alternativa in vista delle prossime elezioni per la presidenza. Tuttavia, la vicenda ha aperto un confronto profondo sul modello di governance dell’organizzazione e sulla necessità di riforme che possano ricompattare il movimento calcistico mondiale. Le prossime settimane potrebbero rivelarsi decisive per comprendere se la frattura tra le federazioni si ricomporrà oppure se il caso Infantino continuerà ad alimentare tensioni ai vertici del calcio internazionale.
Calcio
Gianfranco Zola torna in azzurro: è il nuovo coordinatore dei progetti giovanili del Club Italia
Ufficiale il ritorno di Gianfranco Zola in FIGC: sarà il coordinatore dei progetti delle attività giovanili del Club Italia, affiancando Maurizio Viscidi.

La FIGC ha ufficializzato il ritorno di Gianfranco Zola nel mondo azzurro. L’ex fantasista della Nazionale entra a far parte del Club Italia con il ruolo di coordinatore dei progetti delle attività giovanili, assumendo un incarico strategico nello sviluppo dei giovani talenti del calcio italiano.
Un ruolo chiave per il futuro del calcio italiano per Zola
La scelta di affidare a Zola questo importante incarico conferma la volontà della Federazione di investire sulla crescita dei settori giovanili. L’ex numero 10 metterà a disposizione la propria esperienza internazionale e lavorerà a stretto contatto con il coordinatore tecnico Maurizio Viscidi, contribuendo alla formazione delle future generazioni di calciatori azzurri. L’attuale vicepresidente vicario della Lega Pro continuerà a ricoprire anche il proprio incarico istituzionale, affiancando il nuovo ruolo all’interno del Club Italia.

La fiducia della FIGC
La nomina rientra nel progetto di rinnovamento della Federazione, che punta a rafforzare il percorso di crescita del calcio italiano partendo proprio dal vivaio. La scelta di Zola è stata fortemente sostenuta dai vertici federali, convinti che il suo carisma, la competenza tecnica e l’attenzione dimostrata negli ultimi anni verso la valorizzazione dei giovani possano rappresentare un valore aggiunto per tutto il movimento.
Zola: esperienza e competenza al servizio degli azzurri
Per Gianfranco Zola si tratta di un ritorno in azzurro con una veste diversa rispetto al passato da calciatore. Dopo una brillante carriera e le successive esperienze da allenatore e dirigente, l’ex campione sarà chiamato a coordinare i progetti dedicati ai giovani, con l’obiettivo di favorire la crescita dei migliori prospetti italiani e creare una filiera sempre più solida tra i vivai e le Nazionali.
Calcio
UEFA-FIFA, scontro totale: possibile azione legale contro Infantino, tensione ai massimi livelli
Cresce la tensione tra UEFA e FIFA. Possibile azione legale contro Gianni Infantino sul progetto FFE, mentre aumentano le indiscrezioni sul futuro della presidenza.
Il rapporto tra UEFA e FIFA attraversa uno dei momenti più delicati degli ultimi anni. Lo scontro tra le due principali istituzioni del calcio mondiale si è ulteriormente inasprito dopo le polemiche legate al progetto FIFA Forward Enterprise (FFE), l’iniziativa promossa dalla FIFA per riorganizzare e valorizzare commercialmente alcune delle proprie attività. Secondo le ultime ricostruzioni, la UEFA starebbe valutando anche possibili iniziative legali nei confronti della FIFA, ritenendo che il progetto presenti criticità sotto il profilo della governance e della trasparenza.
Il progetto FFE porta allo scontro FIFA E UEFA
Il piano proposto dalla FIFA prevedeva la creazione di una nuova struttura commerciale con la possibilità di coinvolgere investitori privati attraverso una quota di minoranza. L’obiettivo dichiarato era incrementare le risorse economiche da redistribuire alle federazioni affiliate. La proposta, tuttavia, ha incontrato una forte opposizione da parte della UEFA, che considera il progetto incompatibile con il modello di governance del calcio internazionale e teme un’eccessiva influenza del capitale privato sulle principali competizioni mondiali.

Infantino nel mirino, futuro da definire
Le tensioni hanno inevitabilmente coinvolto il presidente della FIFA, Gianni Infantino, finito al centro delle critiche di diverse federazioni. La contrapposizione tra le parti potrebbe avere ripercussioni anche in vista delle future elezioni per la guida della federazione mondiale. Negli ultimi giorni sono emerse indiscrezioni su possibili alternative per la presidenza FIFA. Tra i nomi citati in alcune ricostruzioni giornalistiche figura anche quello di Nasser Al-Khelaifi, presidente del Paris Saint-Germain e dell’ECA, anche se al momento non esistono candidature ufficiali né conferme su un suo coinvolgimento diretto nella corsa alla presidenza della FIFA.
UEFA contro FIFA: una frattura che può cambiare il calcio
Il confronto tra UEFA e FIFA rischia di incidere profondamente sugli equilibri del calcio internazionale. Oltre agli aspetti economici, al centro del dibattito ci sono il modello di gestione delle competizioni, la distribuzione delle risorse e il ruolo delle confederazioni nella governance del calcio mondiale. Le prossime settimane saranno decisive per capire se le parti riusciranno a ricucire il rapporto oppure se il confronto sfocerà in un vero e proprio contenzioso legale, con possibili conseguenze sul futuro assetto del calcio internazionale.
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