Calcio
Franco Baresi è morto: addio alla leggenda del Milan
Il calcio italiano piange Franco Baresi, storico capitano del Milan e campione del mondo con l’Italia. Aveva 66 anni. La sua eredità resterà eterna.
Il mondo del calcio è in lutto per la scomparsa di Franco Baresi. Lo storico capitano del Milan e della Nazionale italiana è morto all’età di 66 anni, lasciando un vuoto enorme nel panorama sportivo italiano e internazionale. Considerato uno dei più grandi difensori di tutti i tempi, Baresi ha scritto pagine indelebili della storia del calcio grazie al suo talento, alla sua leadership e a un legame indissolubile con la maglia rossonera.
Negli ultimi anni Baresi aveva affrontato alcuni problemi di salute. Nel 2025 era stato sottoposto a un intervento chirurgico per un nodulo polmonare e aveva intrapreso un percorso di cure, continuando ad affrontare la malattia con la discrezione che aveva sempre contraddistinto il suo carattere.
Baresi, una carriera leggendaria con il Milan
Franco Baresi ha dedicato l’intera carriera professionistica al Milan, diventandone il simbolo per eccellenza. Per oltre vent’anni ha guidato la difesa rossonera, conquistando numerosi trofei nazionali e internazionali e indossando la fascia da capitano. La sua straordinaria fedeltà ai colori rossoneri lo ha reso una delle bandiere più amate nella storia del calcio italiano. Al termine della carriera, il Milan ha ritirato la maglia numero 6, un omaggio riservato a pochissimi campioni e destinato a ricordare per sempre il suo contributo alla crescita della società.
Campione del Mondo con l’Italia
Anche con la Nazionale azzurra Baresi ha lasciato un segno indelebile. Ha conquistato il titolo mondiale nel 1982 e, da capitano, ha guidato l’Italia fino alla finale della Coppa del Mondo del 1994. Quella competizione è rimasta nella memoria collettiva anche per il suo straordinario rientro in campo dopo un grave infortunio al ginocchio, dimostrando determinazione e spirito di sacrificio fuori dal comune.

Baresi, il cordoglio del Milan e del mondo del calcio
La notizia della sua scomparsa ha generato un’ondata di commozione. Il Milan ha ricordato il proprio capitano con un messaggio carico di emozione.
“Non è semplice comunicare la perdita di un battito del nostro cuore, di uno dei respiri della nostra anima. Ma tutto il Milan e tutti i Milanisti devono provare ad essere all’altezza di Franco Baresi, bisogna farsi forza e raccogliere tutte le energie utili, pur fra le lacrime e la commozione di un momento che pesa tantissimo. Franco ci ha lasciati, dopo averci regalato solo pochi mesi fa l’ultima grande, orgogliosa immagine di sé in uno stadio gremito, collegato con tutto il mondo, per una cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali milanesi che lui ha reso storica.
Abbracciamo tutti uniti il ricordo gigantesco di Franco, sapendo che ci terrà sempre per mano, e che ci darà una motivazione in più per ogni istante della nostra vita rossonera. Per sempre. Perché Baresi è per sempre.”
Calcio
Calcio, UEFA contro FIFA: boicottaggio dei Mondiali, è scontro
La UEFA annuncia il boicottaggio delle competizioni FIFA contro l’ingresso di investitori privati nei Mondiali. Ecco cosa prevede il comunicato.
Il calcio mondiale vive uno dei momenti più delicati della sua storia recente. La UEFA e tutte le 55 federazioni nazionali affiliate hanno deciso di opporsi compatte al progetto presentato dalla FIFA, annunciando il boicottaggio delle competizioni organizzate dalla federazione internazionale qualora non venga ritirata la proposta di aprire il capitale dei principali tornei a investitori privati.
La presa di posizione arriva dopo la presentazione della FIFA Forward Enterprise (FFE), una nuova holding commerciale attraverso la quale la FIFA intende gestire i diritti economici e organizzativi della Coppa del Mondo e del Mondiale per Club, con l’obiettivo di raccogliere miliardi di dollari cedendo quote di minoranza a investitori selezionati. La risposta del calcio europeo è stata immediata e unanime, dando vita a uno scontro istituzionale senza precedenti.
La FIFA punta su una holding commerciale
Il progetto illustrato dalla FIFA prevede la nascita della FIFA Forward Enterprise, una società valutata circa 20 miliardi di dollari, incaricata di amministrare in esclusiva gli asset commerciali delle principali competizioni internazionali. Secondo il piano, una quota di minoranza della holding verrebbe ceduta a investitori privati, con l’obiettivo di raccogliere circa 4,2 miliardi di dollari entro la fine dell’anno. La FIFA ha precisato che tali quote non attribuirebbero poteri di controllo sulla governance dell’organizzazione. Nonostante queste rassicurazioni, la proposta ha trovato una netta opposizione da parte della UEFA.
La UEFA: “La Coppa del Mondo non è in vendita”
Nel comunicato diffuso al termine della riunione straordinaria con le 55 federazioni affiliate, la UEFA ha espresso una posizione durissima. Tra i passaggi più significativi si legge: “Rifiutiamo unanimemente e senza mezzi termini la proposta della FIFA di trasferire quote di proprietà della Coppa del Mondo e di altre competizioni a investitori privati.”
Il massimo organismo del calcio europeo ribadisce che il Mondiale rappresenta un patrimonio sportivo costruito nel corso di decenni: “La Coppa del Mondo non può essere trattata come un prodotto d’investimento. È uno dei più grandi lasciti del calcio mondiale. È stata costruita da giocatori, nazionali e tifosi in ogni continente. La Coppa del Mondo non è in vendita.”
L’accusa alla FIFA: “Grave fallimento di leadership”
Nel documento non mancano critiche molto pesanti al metodo con cui sarebbe stata elaborata la proposta. La UEFA parla infatti di una decisione maturata senza un reale confronto con le federazioni nazionali: “È irresponsabile e indifendibile che una proposta di tale portata sia stata concepita in segreto e portata vicino all’approvazione senza una consultazione significativa con chi ha il compito di custodire il calcio.”
Ancora più dura la valutazione sul ruolo della FIFA: “Non è soltanto un profondo fallimento di leadership, ma un’abdicazione del dovere della FIFA come custode del calcio mondiale.”

La UEFA boccia i capitali privati
Secondo la UEFA, l’ingresso di capitali privati nelle competizioni internazionali rischierebbe di modificare in maniera irreversibile il modello di governo del calcio. Nel comunicato si legge infatti: “Nel momento in cui investitori esterni acquisiscono quote di proprietà nelle competizioni FIFA, il calcio cambia per sempre.”
L’organismo europeo teme che le future decisioni su calendari, formati dei tornei e sviluppo del movimento possano essere condizionate principalmente dalle esigenze economiche degli azionisti: “Ogni decisione non sarà più guidata da ciò che serve al calcio, ma da ciò che serve agli investitori.”
Per la UEFA questo modello è incompatibile con i valori dello sport: “Il calcio non può ipotecare il proprio futuro per un guadagno finanziario.”
Annunciato il boicottaggio delle competizioni FIFA
La parte più significativa del comunicato riguarda la posizione ufficiale assunta dalle federazioni europee. La UEFA ha infatti annunciato che nessuna nazionale affiliata prenderà parte agli eventi organizzati dalla FIFA qualora il progetto non venga completamente ritirato.
“Nessuna nazionale UEFA parteciperà ad alcuna competizione FIFA finché queste proposte rimarranno in vita, salvo il completo abbandono del progetto e garanzie vincolanti che simili iniziative non vengano più riproposte.”
Uno scontro destinato a segnare il futuro del calcio
La frattura tra FIFA e UEFA apre uno scenario senza precedenti. Se da una parte la federazione internazionale punta a rafforzare la sostenibilità economica delle proprie competizioni attraverso nuovi strumenti finanziari, dall’altra il calcio europeo ritiene che la proprietà delle manifestazioni più prestigiose debba rimanere esclusivamente nelle mani delle istituzioni sportive.
Nei prossimi mesi saranno decisive le eventuali trattative tra le parti. In caso di mancato accordo, il rischio di un boicottaggio delle competizioni FIFA da parte delle nazionali europee potrebbe trasformarsi in una crisi istituzionale senza precedenti nel mondo del calcio.
Calcio
Roberto Mancini torna sulla panchina dell’Italia! Ranieri nuovo Direttore Tecnico
Roberto Mancini è il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana. Giovanni Malagò ufficializza anche Claudio Ranieri come direttore tecnico dopo l’addio di Paolo Maldini.

La Nazionale italiana riparte da Roberto Mancini. Il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, ha annunciato la nomina dell’ex tecnico azzurro come nuovo commissario tecnico, affidandogli il compito di guidare l’Italia in una delicata fase di ricostruzione. Contestualmente è stata ufficializzata anche la nomina di Claudio Ranieri nel ruolo di direttore tecnico, incarico che raccoglie l’eredità lasciata da Paolo Maldini dopo le recenti dimissioni. La decisione è arrivata al termine del Consiglio Federale e rappresenta una svolta significativa per il calcio italiano, che punta sull’esperienza di due figure di assoluto prestigio per rilanciare il progetto tecnico della Nazionale.
Il ritorno di Mancini sulla panchina azzurra
Per Roberto Mancini si tratta di un ritorno alla guida dell’Italia dopo il precedente ciclo che aveva riportato entusiasmo al movimento culminando con il trionfo agli Europei del 2021. Ora l’allenatore marchigiano è chiamato ad affrontare una nuova sfida: ricostruire un gruppo competitivo e restituire credibilità alla selezione azzurra dopo un periodo particolarmente complesso. La scelta di Malagò punta su un profilo che conosce perfettamente l’ambiente federale e che ha già dimostrato di saper valorizzare giovani talenti e creare un’identità di gioco riconoscibile.

Ranieri avrà il ruolo di direttore tecnico
Accanto a Mancini lavorerà Claudio Ranieri, nominato nuovo direttore tecnico della FIGC. L’ex allenatore, reduce da una lunga carriera ai massimi livelli del calcio internazionale, avrà il compito di coordinare l’area tecnica e contribuire allo sviluppo del progetto sportivo federale. La sua esperienza rappresenta un valore aggiunto per una struttura che punta a rafforzare la programmazione e la crescita del calcio italiano a tutti i livelli.
Si apre una nuova fase per la FIGC
Le nomine arrivano dopo giorni particolarmente movimentati in Federazione, segnati dalle dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo e da un intenso confronto interno sulla scelta del nuovo commissario tecnico. Con l’annuncio di Mancini e Ranieri, la FIGC ha ora definito il nuovo assetto dirigenziale e tecnico con l’obiettivo di riportare stabilità e rilanciare le ambizioni della Nazionale. L’attenzione si sposterà ora sul lavoro del nuovo staff e sulle prime convocazioni, che offriranno le prime indicazioni sul nuovo corso azzurro. L’obiettivo è costruire una squadra competitiva, capace di ritrovare continuità di risultati e restituire entusiasmo ai tifosi italiani.
Calcio
Terremoto in FIGC, Maldini e Leonardo verso l’addio: si dimettono direttore tecnico e advisor della Nazionale
Scossone in FIGC: Paolo Maldini e Leonardo avrebbero deciso di lasciare i rispettivi incarichi di direttore tecnico e advisor della Nazionale. Ecco cosa sta succedendo e quali potrebbero essere le conseguenze.

Clamoroso colpo di scena ai vertici della FIGC. A poche settimane dall’inizio del nuovo corso federale, Paolo Maldini e Leonardo sarebbero pronti a lasciare i rispettivi incarichi di direttore tecnico e advisor della Nazionale italiana, mettendo improvvisamente in discussione il progetto di rilancio avviato dalla nuova governance federale. La notizia rappresenta un inatteso cambio di scenario, considerando che entrambi erano stati scelti per guidare il rinnovamento dell’area tecnica azzurra con un progetto pluriennale orientato verso i prossimi grandi appuntamenti internazionali.
FIGC: le dimissioni cambiano il futuro
L’eventuale uscita di scena di Maldini e Leonardo aprirebbe un nuovo capitolo all’interno della Federazione. I due dirigenti erano stati chiamati a ricoprire un ruolo centrale nella riorganizzazione tecnica della Nazionale, con l’obiettivo di costruire una struttura solida, coordinare il lavoro delle selezioni giovanili e contribuire alle scelte strategiche del calcio italiano. Le dimissioni, costringerebbero la FIGC a individuare rapidamente nuove figure di riferimento per evitare rallentamenti nella programmazione.

Una decisione che scuote la Federazione
L’arrivo di Maldini era stato accolto come uno dei primi grandi segnali del nuovo corso federale. L’ex capitano azzurro aveva accettato l’incarico di direttore tecnico e presidente del Club Italia, mentre Leonardo era stato scelto come advisor grazie alla consolidata esperienza maturata sia in Italia sia all’estero. La loro collaborazione avrebbe dovuto rappresentare uno dei pilastri del progetto tecnico della Federazione, ma gli ultimi sviluppi sembrano aver modificato profondamente lo scenario.
La FIGC valuta le prossime mosse
L’eventuale addio dei due dirigenti obbligherebbe la Federazione a ridefinire in tempi brevi l’organigramma tecnico e a individuare un nuovo responsabile capace di garantire continuità al progetto della Nazionale. Nelle prossime ore sono attese comunicazioni ufficiali che potranno chiarire le motivazioni della decisione e delineare il futuro dell’area tecnica azzurra. Nel frattempo, il possibile passo indietro di Maldini e Leonardo rappresenta uno dei temi più rilevanti del calcio italiano e rischia di incidere significativamente sulla pianificazione della Nazionale.
-
Altri sport5 giorni faPentathlon Mondiali U17, l’Italia chiude con sei medaglie
-
Uncategorized5 giorni faTour de France, a Van Der Poel la tappa e a Pogacar tutto
-
Ciclismo6 giorni faTour de France, Carapaz vince la 20a tappa
-
Nuoto6 giorni faEuropei di nuoto, Parigi è pronta: scatta la sfida azzurra
-
Formula 15 giorni faF1, Norris domina all’Hungaroring, Antonelli sul podio
-
Altri sport4 giorni faScherma: Martina Favaretto campionessa del mondo nel fioretto
-
Formula 16 giorni faF1, Norris in pole in Ungheria: Ferrari subito dietro
-
Calcio4 giorni faTerremoto in FIGC, Maldini e Leonardo verso l’addio: si dimettono direttore tecnico e advisor della Nazionale
