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Tennis: Sara Errani in finale a Toronto con Melichar-Martinez

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US Open

Sara Errani raggiunge la finale del doppio di tennis a Toronto insieme a Nicole Melichar-Martinez. L’azzurra continua a brillare nel circuito WTA.

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Sara Errani è ancora protagonista a Toronto. La tennista italiana ha conquistato l’accesso alla finale del doppio del National Bank Open, torneo WTA 1000 di tennis in corso in Canada, facendo coppia con la statunitense Nicole Melichar-Martinez. Un risultato importante per la veterana azzurra, capace ancora una volta di confermare la propria competitività ai massimi livelli.

Tennis: Errani in finale a Toronto con Melichar-Martinez

La qualificazione all’atto conclusivo assume un significato particolare perché Errani sta affrontando il torneo con una nuova compagna di doppio. La collaborazione con Melichar-Martinez ha immediatamente prodotto risultati significativi, permettendo alla coppia di arrivare fino alla sfida che mette in palio il titolo.

Per Errani si tratta dell’ennesima dimostrazione di grande adattabilità. Nel corso della sua lunga carriera, l’azzurra ha costruito una straordinaria esperienza nella specialità del doppio, riuscendo a mantenere un rendimento elevato anche quando cambiano partner e situazioni tecniche.

La finale di Toronto rappresenta quindi un’altra opportunità per aggiungere un trofeo prestigioso al proprio palmarès e confermare il proprio ruolo tra le protagoniste del doppio femminile.

Sara Errani, una nuova coppia per il torneo canadese

La scelta di giocare insieme a Nicole Melichar-Martinez è arrivata in una fase particolare della stagione. Errani ha infatti dovuto modificare la consueta collaborazione con Jasmine Paolini, con la quale ha condiviso alcuni dei risultati più importanti degli ultimi anni. La coppia italiana ha conquistato grandi successi nel circuito WTA e ha rappresentato uno dei binomi più competitivi del tennis femminile internazionale. Nel 2026, però, diversi contrattempi hanno impedito alle due azzurre di mantenere la continuità degli anni precedenti. A Miami, per esempio, Errani e Paolini hanno raggiunto la finale del WTA 1000, prima di essere sconfitte da Siniakova e Townsend.

Paolini guarda al rientro

Mentre Sara Errani continua il proprio cammino a Toronto, resta da capire quando potrà tornare in campo Jasmine Paolini. L’azzurra ha recentemente rinunciato al torneo di Cincinnati, spiegando di voler recuperare al meglio in vista degli US Open e della parte conclusiva della stagione.  La situazione rende ancora più interessante il percorso di Errani in Canada. L’azzurra ha trovato una soluzione temporanea con Melichar-Martinez e ha immediatamente raggiunto una finale di livello WTA 1000. Ora resta l’ultimo ostacolo. Errani e Melichar-Martinez proveranno a completare l’opera a Toronto, con l’obiettivo di conquistare il titolo e regalare all’Italia un’altra importante soddisfazione nel circuito del doppio femminile.

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Rybakina vince lo US Open: battuta Sabalenka

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US Open

Elena Rybakina vince lo US Open 2026 battendo Sabalenka 6-4, 5-7, 6-2. Per la kazaka è il secondo Slam dell’anno e arriva anche il numero 1 WTA.

Elena Rybakina è la campionessa dello US Open. La tennista kazaka supera Aryna Sabalenka nella finale dell’Arthur Ashe Stadium con il punteggio di 6-4, 5-7, 6-2 e conquista per la prima volta in carriera il torneo di New York. Per Rybakina si tratta del terzo titolo del Grande Slam, il secondo conquistato nel 2026 dopo il trionfo agli Australian Open. Il successo assume un valore ancora maggiore perché arriva proprio contro Sabalenka, la numero uno del mondo e campionessa uscente. La kazaka completa così una stagione straordinaria sul cemento, diventando la nuova leader della classifica WTA.

Rybakina-Sabalenka 2-1: la finale dello US Open

La finale dello US Open conferma le attese della vigilia. Rybakina parte con grande autorità e conquista il primo set per 6-4, riuscendo a mettere pressione alla rivale con il suo tennis potente e particolarmente efficace al servizio. Sabalenka reagisce nel secondo parziale. La bielorussa alza il livello, trova maggiore continuità negli scambi e riesce a trascinare la partita al terzo set imponendosi per 7-5. Nel momento decisivo, però, Rybakina ritrova lucidità e aggressività. La kazaka prende immediatamente il controllo del set finale e costruisce il margine necessario per chiudere sul 6-2, mettendo le mani sul trofeo.

Secondo Slam del per Rybakina

Il trionfo di New York completa un’annata da protagonista assoluta per Elena Rybakina. La tennista aveva già conquistato l’Australian Open, superando proprio Sabalenka in finale. Due successi Slam nello stesso anno, entrambi ottenuti contro la stessa avversaria, certificano la crescita della kazaka ai massimi livelli del tennis mondiale. Con il titolo allo US Open arriva inoltre il terzo Slam della carriera, dopo Wimbledon 2022 e l’Australian Open 2026.

Rybakina nuova numero 1 del mondo

Il successo di New York vale anche la vetta del ranking. Elena Rybakina sarà la nuova numero 1 WTA, prendendo il posto di Sabalenka. È un traguardo storico per la kazaka, che raggiunge per la prima volta in carriera la posizione più alta della classifica mondiale. La vittoria nello US Open rappresenta dunque la consacrazione definitiva di una giocatrice ormai stabilmente ai vertici del tennis femminile.

Sabalenka, sfuma il terzo US Open consecutivo

Per Aryna Sabalenka arriva invece una sconfitta pesante. La bielorussa puntava a conquistare il terzo US Open consecutivo, ma il progetto si interrompe davanti alla potenza e alla solidità di Rybakina. La finale chiude inoltre la striscia vincente di Sabalenka a New York e consegna alla kazaka una delle vittorie più importanti della sua carriera.

Un nuovo capitolo del tennis femminile

La finale di New York conferma così la grande rivalità tra Rybakina e Sabalenka, protagoniste di diversi appuntamenti di vertice negli ultimi anni. Nel 2026 le due si sono affrontate anche nella finale degli Australian Open e nella finale di Indian Wells, a conferma di una sfida ormai centrale nel circuito WTA.

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Sinner, cure finite a Torino. Pechino resta l’obiettivo

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Buone notizie per Jannik Sinner. Il lungo stop seguito alla vittoria di Wimbledon comincia a intravedere la sua conclusione. Il tennista italiano ha terminato a Torino il ciclo di cure e riabilitazione al JMedical e si prepara a rientrare a Montecarlo, dove riprenderà progressivamente il lavoro sul campo.

La situazione del ginocchio destro, alle prese con una tendinopatia extra-articolare, è migliorata dopo circa tre settimane di terapie. I riscontri degli ultimi giorni sono stati incoraggianti, tanto da permettere allo staff medico e tecnico di passare dalla fase prevalentemente riabilitativa a quella sportiva.

Dal J Medical al campo, il prossimo test sarà quello decisivo per Sinner

Il passaggio a Montecarlo rappresenta una tappa importante, ma non equivale ancora al via libera definitivo per il ritorno alle competizioni.

A Torino Sinner ha alternato terapie, fisioterapia, lavoro di potenziamento e stabilizzazione dell’articolazione, fino ai primi test con la racchetta e ai movimenti specifici richiesti dal tennis, come appoggi, cambi di direzione e rotazioni. Le risposte sono state positive e hanno consentito di programmare il ritorno agli allenamenti in campo. Anche durante la sua recente apparizione al Gran Premio d’Italia di Monza, Sinner aveva lasciato filtrare ottimismo sulle condizioni del ginocchio, rispondendo positivamente a chi gli chiedeva come stesse.

Ora, però, sarà proprio il campo a fornire le indicazioni più importanti. L’obiettivo è aumentare progressivamente i carichi, verificando giorno dopo giorno come il ginocchio reagirà al lavoro tennistico vero e proprio.

La prudenza resta quindi fondamentale. Anche perché il problema aveva già costretto Sinner a rinunciare alla tournée americana e, soprattutto, agli US Open.

Obiettivo Pechino, ma senza una corsa contro il tempo

Il calendario continua a indicare una data precisa. L’ATP 500 di Pechino, in programma dal 30 settembre al 6 ottobre. Sinner è il campione in carica e l’intenzione dello staff è quella di arrivare in Cina nelle condizioni necessarie per competere al massimo livello. Ad oggi però sarebbe prematuro considerare il suo rientro a Pechino come una certezza assoluta.

La formula scelta dal team di Sinner è chiara, prima il recupero completo, poi la competizione. Il ritorno a Montecarlo servirà proprio a capire se il ginocchio è in grado di sostenere progressivamente i carichi di allenamento senza dolore o altri segnali di allarme.

Solo dopo questa fase si potrà avere un quadro più preciso sulla possibilità di scendere in campo in Cina.

Il percorso seguito nelle ultime settimane racconta bene la strategia adottata dal gruppo di lavoro del numero uno del mondo. Prima la riduzione dell’infiammazione, poi il recupero della forza e della stabilità dell’articolazione e infine la progressiva introduzione dei gesti specifici.

Se tutto procederà secondo programma, Pechino sarà il primo vero banco di prova dopo lo stop. E il calendario potrebbe poi proseguire con il Masters 1000 di Shanghai, in programma subito dopo il torneo cinese.

SINNER PECHINO

La priorità dello staff tecnico e medico di Sinner rimane comunque la stessa. Tornare quando sarà davvero tutto pronto, non semplicemente quando sarà possibile.

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Shelton, il sogno americano contro Zverev in finale

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Gli US Open 2026 hanno finalmente i loro due finalisti. Saranno Alexander Zverev e Ben Shelton a contendersi domenica sera il titolo di New York, al termine di due semifinali molto diverse. Il tedesco ha superato Karen Khachanov in tre set, mentre l’americano ha rimontato Frances Tiafoe nel derby statunitense, conquistando la prima finale Slam della sua carriera.

Zverev, solidità e nervi d’acciaio

Zverev ha battuto Khachanov 6-3, 7-6(7), 7-6(6), in una partita nella quale il punteggio non racconta fino in fondo l’equilibrio del confronto. Dopo un primo set controllato dal tedesco, Khachanov ha alzato il livello ed ha costretto l’avversario a giocare due tie-break estremamente combattuti. Zverev, però, ha mostrato ancora una volta grande freddezza nei momenti decisivi, che ha fatto già vedere negli scorsi mesi in diverse occasioni, chiudendo entrambi i parziali e conquistando così la sua terza finale Slam consecutiva.

Shelton, la rimonta che vale una finale

Ancora più spettacolare la sfida tra Shelton e Tiafoe. Il numero 8 al mondo ha iniziato meglio, vincendo il primo set 6-4, ma Shelton ha reagito con autorità. Il ventitreenne ha ribaltato l’incontro imponendosi 4-6, 6-3, 6-3, 7-5, grazie soprattutto alla potenza del servizio e alla capacità di mantenere l’aggressività nei momenti più delicati. Con 18 ace e una grande prestazione nei punti importanti, Shelton ha chiuso la partita al quarto set, centrando il più grande risultato della sua carriera.

Zverev favorito, ma i precedenti parlano chiaro

Sulla carta sarà Zverev a partire favorito. Il tedesco ha maggiore esperienza nelle finali Slam e, soprattutto, ha un bilancio perfetto contro Shelton. 4 vittorie su 4 incontri disputati. L’ultimo precedente risale alle ATP Finals 2025, quando Zverev si impose 6-3, 7-6(6). Anche gli altri tre confronti, disputati nel 2025, sono terminati a favore del tedesco.

La chiave della finale potrebbe essere il duello tra il servizio esplosivo di Shelton e la risposta di Zverev. L’americano dovrà cercare punti rapidi e mantenere un ritmo offensivo elevato, mentre il tedesco proverà ad allungare gli scambi sfruttando la propria solidità da fondo. L’esperienza favorisce Zverev, ma Shelton ha già dimostrato in questo torneo di poter ribaltare qualsiasi pronostico, eliminando anche Carlos Alcaraz nei quarti.

Il sogno americano degli US Open

Domenica sera non ci sarà soltanto un titolo in palio. Zverev cerca il secondo Slam della carriera e la rivincita dopo la finale persa a New York nel 2020. Shelton, invece, può diventare il primo statunitense a vincere un Major maschile dal 2003 e il primo uomo afroamericano a raggiungere la finale degli US Open dai tempi di Arthur Ashe.

Zverev Shelton US Open

Esperienza contro potenza, favorito contro outsider. New York è pronta a incoronare il suo nuovo campione domenica notte.

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