Tennis
Tennis, Shelton campione a Montreal: Nakashima battuto in finale
Ben Shelton vince ancora il Masters 1000 di tennis a Montreal: battuto Brandon Nakashima 6-3, 7-6. Secondo titolo consecutivo in Canada.

Ben Shelton concede il bis in Canada e conquista nuovamente il Masters 1000 di Montreal. L’americano ha superato il connazionale Brandon Nakashima nella finale del National Bank Open, imponendosi con il punteggio di 6-3, 7-6(4). Per Shelton si tratta di una conferma straordinaria dopo il trionfo ottenuto lo scorso anno a Toronto. Il successo in Quebec gli permette di entrare in un gruppo ristretto di giocatori capaci di vincere per due edizioni consecutive il torneo canadese.
Tennis: Shelton-Nakashima, la finale di Montreal
La finale tutta statunitense ha visto Shelton partire con grande autorità. Il numero 5 del seeding ha imposto il proprio ritmo fin dalle prime fasi, riuscendo a conquistare il primo set per 6-3. Nakashima ha reagito nella seconda frazione, rendendo il confronto decisamente più equilibrato. Nessuno dei due americani è però riuscito a trovare il break decisivo e la partita è arrivata al tie-break. Qui Shelton ha dimostrato ancora una volta grande freddezza nei momenti importanti, chiudendo il parziale sul 7-4 e mettendo le mani sul trofeo.
Secondo Masters 1000 per Shelton
Il successo di Montreal rappresenta il secondo titolo Masters 1000 della carriera per Shelton, entrambi conquistati sul cemento canadese. L’americano ha inoltre completato il torneo senza perdere nemmeno un set nelle sei partite disputate. Un risultato particolarmente significativo considerando che la stagione del ventitreenne aveva vissuto momenti complicati, soprattutto nei tornei più importanti. A Montreal Shelton ha invece ritrovato continuità, potenza e fiducia, caratteristiche che lo hanno accompagnato fino alla conquista del titolo.
Shelton nella storia del tennis canadese
Il trionfo permette inoltre a Shelton di scrivere il proprio nome nella storia del torneo. L’americano è diventato il primo giocatore dopo Rafael Nadal nel 2019 a riuscire a confermarsi campione in Canada. Prima di lui, nell’era moderna, erano riusciti nell’impresa anche Andy Murray e Novak Djokovic. Shelton si aggiunge così a una lista di campioni che comprende alcuni dei più grandi protagonisti della storia recente del tennis.
Nakashima, una finale comunque storica
Per Brandon Nakashima, invece, resta una settimana da ricordare nonostante la sconfitta. L’americano ha raggiunto per la prima volta in carriera una finale di un torneo Masters 1000, superando diversi avversari importanti nel percorso verso l’ultimo atto. La finale di Montreal è stata inoltre la prima sfida per il titolo di un Masters 1000 tra due tennisti statunitensi dal 2003. Alla fine, però, la coppa è finita ancora nelle mani di Ben Shelton, che conferma il proprio feeling speciale con il cemento canadese e si presenta nel migliore dei modi ai prossimi appuntamenti sul cemento americano.
Tennis
Rybakina vince lo US Open: battuta Sabalenka
Elena Rybakina vince lo US Open 2026 battendo Sabalenka 6-4, 5-7, 6-2. Per la kazaka è il secondo Slam dell’anno e arriva anche il numero 1 WTA.

Foto di Moises Alex su Unsplash
Elena Rybakina è la campionessa dello US Open. La tennista kazaka supera Aryna Sabalenka nella finale dell’Arthur Ashe Stadium con il punteggio di 6-4, 5-7, 6-2 e conquista per la prima volta in carriera il torneo di New York. Per Rybakina si tratta del terzo titolo del Grande Slam, il secondo conquistato nel 2026 dopo il trionfo agli Australian Open. Il successo assume un valore ancora maggiore perché arriva proprio contro Sabalenka, la numero uno del mondo e campionessa uscente. La kazaka completa così una stagione straordinaria sul cemento, diventando la nuova leader della classifica WTA.
Rybakina-Sabalenka 2-1: la finale dello US Open
La finale dello US Open conferma le attese della vigilia. Rybakina parte con grande autorità e conquista il primo set per 6-4, riuscendo a mettere pressione alla rivale con il suo tennis potente e particolarmente efficace al servizio. Sabalenka reagisce nel secondo parziale. La bielorussa alza il livello, trova maggiore continuità negli scambi e riesce a trascinare la partita al terzo set imponendosi per 7-5. Nel momento decisivo, però, Rybakina ritrova lucidità e aggressività. La kazaka prende immediatamente il controllo del set finale e costruisce il margine necessario per chiudere sul 6-2, mettendo le mani sul trofeo.
Secondo Slam del per Rybakina
Il trionfo di New York completa un’annata da protagonista assoluta per Elena Rybakina. La tennista aveva già conquistato l’Australian Open, superando proprio Sabalenka in finale. Due successi Slam nello stesso anno, entrambi ottenuti contro la stessa avversaria, certificano la crescita della kazaka ai massimi livelli del tennis mondiale. Con il titolo allo US Open arriva inoltre il terzo Slam della carriera, dopo Wimbledon 2022 e l’Australian Open 2026.

Foto di Ben Hershey su Unsplash
Rybakina nuova numero 1 del mondo
Il successo di New York vale anche la vetta del ranking. Elena Rybakina sarà la nuova numero 1 WTA, prendendo il posto di Sabalenka. È un traguardo storico per la kazaka, che raggiunge per la prima volta in carriera la posizione più alta della classifica mondiale. La vittoria nello US Open rappresenta dunque la consacrazione definitiva di una giocatrice ormai stabilmente ai vertici del tennis femminile.
Sabalenka, sfuma il terzo US Open consecutivo
Per Aryna Sabalenka arriva invece una sconfitta pesante. La bielorussa puntava a conquistare il terzo US Open consecutivo, ma il progetto si interrompe davanti alla potenza e alla solidità di Rybakina. La finale chiude inoltre la striscia vincente di Sabalenka a New York e consegna alla kazaka una delle vittorie più importanti della sua carriera.
Un nuovo capitolo del tennis femminile
La finale di New York conferma così la grande rivalità tra Rybakina e Sabalenka, protagoniste di diversi appuntamenti di vertice negli ultimi anni. Nel 2026 le due si sono affrontate anche nella finale degli Australian Open e nella finale di Indian Wells, a conferma di una sfida ormai centrale nel circuito WTA.
Tennis
Sinner, cure finite a Torino. Pechino resta l’obiettivo
Buone notizie per Jannik Sinner. Il lungo stop seguito alla vittoria di Wimbledon comincia a intravedere la sua conclusione. Il tennista italiano ha terminato a Torino il ciclo di cure e riabilitazione al JMedical e si prepara a rientrare a Montecarlo, dove riprenderà progressivamente il lavoro sul campo.
La situazione del ginocchio destro, alle prese con una tendinopatia extra-articolare, è migliorata dopo circa tre settimane di terapie. I riscontri degli ultimi giorni sono stati incoraggianti, tanto da permettere allo staff medico e tecnico di passare dalla fase prevalentemente riabilitativa a quella sportiva.
Dal J Medical al campo, il prossimo test sarà quello decisivo per Sinner
Il passaggio a Montecarlo rappresenta una tappa importante, ma non equivale ancora al via libera definitivo per il ritorno alle competizioni.
A Torino Sinner ha alternato terapie, fisioterapia, lavoro di potenziamento e stabilizzazione dell’articolazione, fino ai primi test con la racchetta e ai movimenti specifici richiesti dal tennis, come appoggi, cambi di direzione e rotazioni. Le risposte sono state positive e hanno consentito di programmare il ritorno agli allenamenti in campo. Anche durante la sua recente apparizione al Gran Premio d’Italia di Monza, Sinner aveva lasciato filtrare ottimismo sulle condizioni del ginocchio, rispondendo positivamente a chi gli chiedeva come stesse.
Ora, però, sarà proprio il campo a fornire le indicazioni più importanti. L’obiettivo è aumentare progressivamente i carichi, verificando giorno dopo giorno come il ginocchio reagirà al lavoro tennistico vero e proprio.
La prudenza resta quindi fondamentale. Anche perché il problema aveva già costretto Sinner a rinunciare alla tournée americana e, soprattutto, agli US Open.
Obiettivo Pechino, ma senza una corsa contro il tempo
Il calendario continua a indicare una data precisa. L’ATP 500 di Pechino, in programma dal 30 settembre al 6 ottobre. Sinner è il campione in carica e l’intenzione dello staff è quella di arrivare in Cina nelle condizioni necessarie per competere al massimo livello. Ad oggi però sarebbe prematuro considerare il suo rientro a Pechino come una certezza assoluta.
La formula scelta dal team di Sinner è chiara, prima il recupero completo, poi la competizione. Il ritorno a Montecarlo servirà proprio a capire se il ginocchio è in grado di sostenere progressivamente i carichi di allenamento senza dolore o altri segnali di allarme.
Solo dopo questa fase si potrà avere un quadro più preciso sulla possibilità di scendere in campo in Cina.
Il percorso seguito nelle ultime settimane racconta bene la strategia adottata dal gruppo di lavoro del numero uno del mondo. Prima la riduzione dell’infiammazione, poi il recupero della forza e della stabilità dell’articolazione e infine la progressiva introduzione dei gesti specifici.
Se tutto procederà secondo programma, Pechino sarà il primo vero banco di prova dopo lo stop. E il calendario potrebbe poi proseguire con il Masters 1000 di Shanghai, in programma subito dopo il torneo cinese.

La priorità dello staff tecnico e medico di Sinner rimane comunque la stessa. Tornare quando sarà davvero tutto pronto, non semplicemente quando sarà possibile.
Tennis
Shelton, il sogno americano contro Zverev in finale
Gli US Open 2026 hanno finalmente i loro due finalisti. Saranno Alexander Zverev e Ben Shelton a contendersi domenica sera il titolo di New York, al termine di due semifinali molto diverse. Il tedesco ha superato Karen Khachanov in tre set, mentre l’americano ha rimontato Frances Tiafoe nel derby statunitense, conquistando la prima finale Slam della sua carriera.
Zverev, solidità e nervi d’acciaio
Zverev ha battuto Khachanov 6-3, 7-6(7), 7-6(6), in una partita nella quale il punteggio non racconta fino in fondo l’equilibrio del confronto. Dopo un primo set controllato dal tedesco, Khachanov ha alzato il livello ed ha costretto l’avversario a giocare due tie-break estremamente combattuti. Zverev, però, ha mostrato ancora una volta grande freddezza nei momenti decisivi, che ha fatto già vedere negli scorsi mesi in diverse occasioni, chiudendo entrambi i parziali e conquistando così la sua terza finale Slam consecutiva.
Shelton, la rimonta che vale una finale
Ancora più spettacolare la sfida tra Shelton e Tiafoe. Il numero 8 al mondo ha iniziato meglio, vincendo il primo set 6-4, ma Shelton ha reagito con autorità. Il ventitreenne ha ribaltato l’incontro imponendosi 4-6, 6-3, 6-3, 7-5, grazie soprattutto alla potenza del servizio e alla capacità di mantenere l’aggressività nei momenti più delicati. Con 18 ace e una grande prestazione nei punti importanti, Shelton ha chiuso la partita al quarto set, centrando il più grande risultato della sua carriera.
Zverev favorito, ma i precedenti parlano chiaro
Sulla carta sarà Zverev a partire favorito. Il tedesco ha maggiore esperienza nelle finali Slam e, soprattutto, ha un bilancio perfetto contro Shelton. 4 vittorie su 4 incontri disputati. L’ultimo precedente risale alle ATP Finals 2025, quando Zverev si impose 6-3, 7-6(6). Anche gli altri tre confronti, disputati nel 2025, sono terminati a favore del tedesco.
La chiave della finale potrebbe essere il duello tra il servizio esplosivo di Shelton e la risposta di Zverev. L’americano dovrà cercare punti rapidi e mantenere un ritmo offensivo elevato, mentre il tedesco proverà ad allungare gli scambi sfruttando la propria solidità da fondo. L’esperienza favorisce Zverev, ma Shelton ha già dimostrato in questo torneo di poter ribaltare qualsiasi pronostico, eliminando anche Carlos Alcaraz nei quarti.
Il sogno americano degli US Open
Domenica sera non ci sarà soltanto un titolo in palio. Zverev cerca il secondo Slam della carriera e la rivincita dopo la finale persa a New York nel 2020. Shelton, invece, può diventare il primo statunitense a vincere un Major maschile dal 2003 e il primo uomo afroamericano a raggiungere la finale degli US Open dai tempi di Arthur Ashe.

Esperienza contro potenza, favorito contro outsider. New York è pronta a incoronare il suo nuovo campione domenica notte.
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