Basket
Steph Curry, rinnovo Warriors: sarà un giocatore a vita?
Steph Curry può rinnovare con i Golden State Warriors: la franchigia vuole trattenerlo fino al ritiro, ma resta il dubbio sulle ambizioni per il titolo NBA.

Foto di Ben Hershey su Unsplash
Steph Curry e i Golden State Warriors, un legame destinato a continuare ancora a lungo. La franchigia della Bay Area è pronta a discutere un nuovo contratto con il suo simbolo assoluto, con l’obiettivo di accompagnare il numero 30 fino alla fine della sua straordinaria carriera NBA. Curry è entrato nell’ultimo anno dell’attuale accordo, dal valore di 62,6 milioni di dollari, e dal 29 agosto sarà nelle condizioni di poter firmare una nuova estensione. L’intenzione della dirigenza di Golden State appare chiara: fare in modo che il fuoriclasse americano possa chiudere la propria carriera con la stessa maglia con cui ha scritto alcune delle pagine più importanti della storia della NBA.
Curry e Warriors, trattativa per il rinnovo
La possibilità di un nuovo accordo non rappresenta una sorpresa. Secondo le informazioni riportate da Eurosport, le discussioni tra le parti sarebbero già in corso e il general manager Mike Dunleavy Jr. avrebbe manifestato fiducia sulla possibilità di arrivare alla firma. L’obiettivo della società è mantenere Curry come volto della franchigia anche nelle prossime stagioni. A 38 anni, il fuoriclasse potrebbe quindi prolungare il suo rapporto con Golden State per altri due o tre anni, legando definitivamente il proprio nome alla squadra della Bay Area. Si tratta di una prospettiva dal forte valore simbolico. Curry è infatti uno dei principali artefici dell’epoca d’oro dei Warriors e ha costruito tutta la propria carriera NBA con la franchigia californiana.

Foto di LOGAN WEAVER | @LGNWVR su Unsplash
Golden State, il problema resta la corsa al titolo NBA
Il possibile rinnovo apre però anche un interrogativo di natura prettamente sportiva: quali saranno le reali ambizioni dei Warriors nelle prossime stagioni? La fedeltà di Curry a Golden State non è in discussione, ma la squadra dovrà dimostrare di poter costruire un roster competitivo intorno alla sua stella. Nell’ultima offseason, infatti, gli Warriors non sono riusciti a compiere operazioni di mercato tali da modificare radicalmente gli equilibri della squadra.
Gli ultimi posti disponibili nel roster sono stati occupati da Georges Niang e Brandon Williams, due innesti che possono aumentare la profondità del gruppo ma che, almeno sulla carta, non sembrano sufficienti per trasformare Golden State in una delle principali candidate al titolo. Il tema è particolarmente importante considerando la fase della carriera attraversata da Curry. Il tempo a disposizione per inseguire un altro titolo NBA non è infinito e ogni stagione potrebbe diventare decisiva.
Steph Curry, ancora il simbolo dei Warriors
Nonostante i dubbi sulle prospettive sportive, la volontà di Golden State è inequivocabile. La franchigia considera Curry il proprio leader e vuole accompagnarlo fino al momento del ritiro. Del resto, il rapporto tra il giocatore e i Warriors rappresenta uno dei binomi più importanti della storia recente della NBA. Dal suo arrivo nella Bay Area, Curry ha trasformato il modo di interpretare il basket moderno, diventando il volto di una squadra capace di dominare la lega per diversi anni. Il nuovo contratto avrebbe quindi un significato che va oltre il semplice aspetto economico. Per Golden State Warriors e Steph Curry, l’obiettivo sarebbe quello di chiudere insieme un percorso iniziato nel 2009 e destinato, salvo sorprese, a concludersi con il ritiro del numero 30.
Rinnovo Curry, la domanda è una sola
La firma sembra dunque essere sempre più vicina, ma rimane una domanda fondamentale: Golden State riuscirà a costruire una squadra capace di permettere a Curry di lottare ancora per il titolo NBA? Il rinnovo potrebbe rappresentare l’inizio dell’ultimo capitolo della carriera del fuoriclasse, ma la competitività della squadra sarà determinante. Curry sembra pronto a restare nella Bay Area: ora toccherà alla dirigenza costruire un progetto all’altezza delle ambizioni del suo giocatore simbolo.
Basket
NBA, paura per Jalen Williams: grave infortunio con i Thunder, stagione a rischio
NBA, grave infortunio per Jalen Williams durante Thunder-Clippers 108-101. L’esterno di OKC esce in barella: si teme un lungo stop per il cestista.

Foto di Ben Hershey su Unsplash
La vittoria degli Oklahoma City Thunder sui Los Angeles Clippers per 108-101 è stata oscurata dal grave infortunio di Jalen Williams. L’esterno della franchigia campione NBA 2025 si è fatto male nel finale della partita, lasciando il parquet in barella tra la preoccupazione dei compagni e degli avversari. Al momento non è stata comunicata una diagnosi ufficiale, ma le prime impressioni fanno temere uno stop prolungato, con il rischio di compromettere la sua stagione.
NBA: infortunio Jalen Williams, paura nel finale di Thunder-Clippers
L’episodio è avvenuto a poco più di un minuto dalla sirena. Williams stava attaccando il canestro quando, dopo un contatto con Kris Dunn, è ricaduto in maniera innaturale sulla gamba sinistra. La torsione del piede ha immediatamente fatto temere un problema serio. I soccorsi sono intervenuti rapidamente e il giocatore è stato immobilizzato e trasportato fuori dal campo in barella. La partita è rimasta interrotta per circa cinque minuti, mentre i giocatori di entrambe le squadre osservavano la scena visibilmente scossi. Nonostante il dolore e la preoccupazione, Williams ha cercato di rassicurare il pubblico del Paycom Center mostrando il pollice alzato mentre veniva accompagnato fuori dal parquet.

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Gilgeous-Alexander scosso: «Tornerà più forte di prima»
Tra i più colpiti dall’accaduto c’è stato Shai Gilgeous-Alexander, protagonista della serata con 34 punti. La stella dei Thunder ha faticato a trattenere l’emozione nel commentare l’infortunio del compagno: “Mi sento male per lui. Ovviamente sarà difficile senza un giocatore del genere, ma non è sparito per sempre. Tornerà più forte che mai e lo sappiamo. Dobbiamo solo tenere duro fino a quando non rientrerà”, ha dichiarato Gilgeous-Alexander nel dopopartita.
Anche l’allenatore Mark Daigneault ha espresso tutta la propria preoccupazione, in attesa di ricevere aggiornamenti sulle condizioni del giocatore. La franchigia avrebbe programmato un punto sulla situazione medica per la mattinata successiva alla partita.
Thunder, una vittoria amara: si teme un lungo stop
Il successo contro i Clippers permette a Oklahoma City di portare il proprio bilancio a tre vittorie in altrettante partite, ma il risultato passa inevitabilmente in secondo piano. Oltre a Williams, anche Cason Wallace e Jaylin Williams hanno lasciato il campo per problemi fisici durante il match. L’eventuale assenza prolungata di Jalen Williams rappresenterebbe un duro colpo per le ambizioni dei Thunder. L’esterno è infatti uno degli elementi più importanti della squadra e aveva già dovuto fare i conti con diversi problemi fisici nella scorsa stagione, saltando numerose partite. La diagnosi definitiva resta il passaggio decisivo: senza comunicazioni ufficiali, non è possibile stabilire con certezza i tempi di recupero né confermare che il giocatore abbia già concluso la propria stagione. Le prossime ore saranno fondamentali per comprendere la reale entità dell’infortunio e le prospettive di rientro.
Basket
Virtus Bologna, impresa a Milano: rimonta da -19 e vittoria all’overtime. Moore trascina le V Nere

Foto di Ben Hershey su Unsplash
La Virtus Bologna firma una vittoria di grande carattere nel derby d’Italia contro l’Olimpia Milano. All’Unipol Forum di Assago, nella quinta giornata della Serie A di basket, le V Nere si impongono per 98-94 dopo un tempo supplementare, recuperando uno svantaggio che nel terzo quarto aveva raggiunto i 19 punti.
Un successo pesante per la squadra allenata da Alex Mumbrú, capace di ribaltare una partita che sembrava ormai nelle mani dei padroni di casa. Con questo risultato, Bologna mantiene l’imbattibilità in campionato e consolida il primo posto in classifica, mentre per l’Olimpia Milano arriva un’altra delusione dopo le difficoltà mostrate in Eurolega. Il grande protagonista della serata è Wendell Moore, autore di 27 punti e decisivo nel guidare la rimonta bianconera. Fondamentale anche il contributo di Trent Frazier, che chiude con 17 punti, e di Marcus Carr, a referto con 13 punti e 9 assist.
L’Olimpia Milano scappa, la Virtus Bologna non si arrende
L’avvio della sfida è equilibrato, con l’Olimpia che chiude il primo quarto avanti 22-20. Nel secondo periodo, però, la squadra di Peppe Poeta cambia marcia e approfitta delle difficoltà offensive degli ospiti per costruire un vantaggio importante. Un parziale di 14-0 permette ai biancorossi di prendere il controllo dell’incontro. Le giocate di Leandro Bolmaro e Moses Wright alimentano la fuga milanese, con il punteggio che all’intervallo segna 52-37.
La situazione peggiora ulteriormente per la Virtus nella ripresa, quando Milano raggiunge il massimo vantaggio sul 61-42. Sotto di 19 punti, Bologna sembra vicina alla resa, ma trova la forza per reagire grazie all’energia di Moore e Frazier. I bianconeri aumentano l’intensità difensiva, ritrovano fluidità in attacco e cominciano a ridurre progressivamente il divario. Al termine del terzo quarto, il tabellone indica 67-59: la partita è ancora aperta.

La rimonta si completa nel quarto periodo
La Virtus continua a crederci anche negli ultimi dieci minuti. Moore si conferma il riferimento offensivo della squadra, mentre Bologna sfrutta con efficacia i rimbalzi d’attacco per costruire nuove opportunità di tiro. Milano fatica a mantenere il controllo e vede progressivamente svanire il vantaggio. La rimonta si completa quando la Virtus raggiunge l’81-81 a 51 secondi dalla sirena. Nessuna delle due squadre riesce a trovare il canestro decisivo nel finale dei tempi regolamentari e il derby si decide all’overtime.
Nei cinque minuti supplementari, Bologna dimostra maggiore lucidità nei momenti cruciali. Moore continua a incidere, mentre Hackett e Carr contribuiscono a respingere i tentativi di rientro dell’Olimpia. Milano prova a restare aggrappata alla partita con le giocate di Devon Hall e Marko Guduric, ma gli ultimi possessi non premiano i padroni di casa. La Virtus gestisce meglio il finale e porta a casa una vittoria preziosissima: 98-94 dopo un supplementare.
Moore trascina la Virtus Bologna, Olimpia Milano ancora in difficoltà
Il successo bianconero nasce da una prova collettiva di carattere, ma i numeri di Wendell Moore raccontano bene il peso della sua prestazione: 27 punti, con 9 canestri realizzati su 12 tentativi dal campo. Alle sue spalle si distinguono Frazier con 17 punti e Carr con 13 punti e 9 assist. In doppia cifra anche Kessler Edwards e Mouhamet Diouf, entrambi a quota 10 punti. Proprio Diouf aggiunge un contributo importante a rimbalzo, chiudendo con una doppia doppia da 10 punti e 10 rimbalzi.
Per Milano non bastano i 19 punti di RJ Cole, i 16 di Jason Burnell e i 15 di Moses Wright. L’Olimpia, dopo aver controllato a lungo la gara, paga il calo nella seconda parte dell’incontro e l’incapacità di gestire il vantaggio accumulato. La Virtus Bologna si conferma così la squadra da battere in questo avvio di campionato: cinque vittorie in altrettante giornate e primato solitario. Per l’Olimpia Milano, invece, la sconfitta nel derby rappresenta un nuovo campanello d’allarme in una fase della stagione particolarmente complicata.
Basket
Olimpia Milano-Barcellona 81-89: quinta sconfitta in Eurolega
Eurolega, l’Olimpia Milano cade ancora: 89-81 contro il Barcellona al Forum. Per i biancorossi è crisi nera, arriva la quinta sconfitta consecutiva europea.
Non si arresta la crisi europea dell’Olimpia Milano, sconfitta dal Barcellona per 89-81 al Forum nella settima giornata di Eurolega. Per la squadra milanese arriva la quinta sconfitta consecutiva nella competizione, un risultato che conferma le difficoltà incontrate in questo avvio di stagione. I biancorossi non riescono a sfruttare il fattore campo e devono arrendersi a una formazione catalana più efficace nei momenti decisivi. Milano prova a restare in partita, ma non trova la continuità necessaria per completare la rimonta e conquistare una vittoria importante per la propria classifica.
Eurolega: Olimpia Milano-Barcellona, il match
Il Barcellona parte con maggiore incisività e chiude il primo quarto avanti 23-21. L’Olimpia cerca di rispondere, ma gli ospiti mantengono il controllo anche nel secondo periodo, andando all’intervallo lungo sul 44-40. Al rientro dagli spogliatoi, la formazione catalana aumenta il proprio vantaggio e arriva all’ultima frazione sul 71-64. Milano tenta di riavvicinarsi, senza però riuscire a ribaltare l’inerzia dell’incontro. Nel finale il Barcellona gestisce il margine accumulato e difende il vantaggio fino alla sirena. Per l’Olimpia resta il rammarico per un’altra occasione mancata davanti ai propri tifosi.

Foto di Ben Hershey su Unsplash
Burnell tra le note positive, Punter decisivo
Tra i giocatori dell’Olimpia si distingue Jason Burnell, autore di 15 punti e preciso dall’arco dei tre punti. La sua prestazione rappresenta uno degli aspetti positivi di una serata complicata per la squadra di Peppe Poeta. Dall’altra parte, il protagonista è Kevin Punter, che chiude con 17 punti e contribuisce in maniera determinante al successo del Barcellona. La formazione spagnola riesce a trovare risposte offensive nei momenti più delicati, mentre Milano non riesce a mantenere la stessa efficacia per tutta la durata della gara.
Eurolega, Olimpia Milano chiamata a reagire dopo il Barcellona
La sconfitta contro il Barcellona aggrava il bilancio europeo dell’Olimpia, che deve ora ritrovare fiducia e continuità per risalire la classifica. Il gruppo è chiamato a lavorare sugli aspetti che hanno condizionato le ultime uscite, a partire dalla capacità di gestire i momenti chiave delle partite. Per Milano diventa fondamentale interrompere la serie negativa e ritrovare risultati positivi, così da non compromettere ulteriormente il proprio cammino in Eurolega.
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