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Europei di curling femminile, Italia outsider: Zardini Lacedelli sogna le medaglie
Europei di curling femminile 2026, l’Italia di Giulia Zardini Lacedelli punta a sorprendere a Ostrava. Azzurre outsider nella corsa alle medaglie.

Foto di Immo Wegmann su Unsplash
L’Italia si prepara a vivere una nuova sfida agli Europei di curling femminile, in programma a Ostrava, in Repubblica Ceca, dal 27 ottobre al 1° novembre. La nazionale azzurra si presenta alla rassegna continentale con un gruppo rinnovato e ambizioni da outsider: l’obiettivo è competere con le migliori formazioni europee e provare a inserirsi nella lotta per le medaglie. A guidare la squadra sarà Giulia Zardini Lacedelli, nuova skip della selezione italiana, chiamata a raccogliere una responsabilità importante dopo il successo ottenuto nel torneo di qualificazione interna. La formazione tricolore dovrà misurarsi con avversarie di alto livello, in un torneo che si annuncia particolarmente competitivo.
Italia agli Europei di curling 2026: Zardini Lacedelli al comando
La squadra azzurra sarà composta da Giulia Zardini Lacedelli, Elena Antonia Mathis, Marta Lo Deserto e Rachele Scalesse, con Ulrik Schmidt nel ruolo di allenatore. Il quartetto ha conquistato il diritto di rappresentare l’Italia grazie alla vittoria nel Challenge disputato a Cembra, in Trentino. La selezione si è conclusa con un netto 3-0 nella serie finale contro il Team DARE+ di Stefania Constantini. Zardini Lacedelli e compagne hanno conquistato le prime due partite con i punteggi di 8-7 e 5-4, prima di chiudere definitivamente i conti con un successo per 9-5 nella terza sfida. Una qualificazione significativa, arrivata al termine di un confronto equilibrato e combattuto, che ha premiato la solidità del gruppo e la capacità di gestire i momenti decisivi.

Europei curling femminile, le avversarie dell’Italia
Il torneo di Ostrava vedrà al via dodici nazionali, suddivise in due gironi da sei squadre. L’Italia è stata inserita nel Gruppo A, insieme a Repubblica Ceca, Germania, Lettonia, Norvegia e Svizzera. Il percorso nella fase iniziale sarà impegnativo: le azzurre dovranno affrontare cinque incontri, uno contro ciascuna avversaria del girone. Le prime due classificate accederanno alle semifinali, dove si incroceranno con le migliori del Gruppo B. Tra le rivali più temibili figurano la Svizzera, medaglia di bronzo agli Europei 2025, e la Norvegia, quarta nella precedente edizione. Anche la Repubblica Ceca potrà contare sul sostegno del pubblico di casa, mentre la Lettonia arriva con entusiasmo dopo aver vinto la Divisione B nel 2025.
Italia outsider, ma con ambizioni: la corsa alle medaglie
Sulla carta, la nazionale italiana non parte tra le favorite assolute per il titolo continentale. Il cambio di guida tecnica in campo e la necessità di consolidare gli automatismi rendono la squadra una possibile sorpresa, più che una certezza nella corsa al podio. Il gruppo, tuttavia, ha già mostrato segnali incoraggianti nelle competizioni disputate a inizio stagione. Il passaggio attraverso il Challenge ha permesso alle atlete di rafforzare l’intesa e di conquistare la qualificazione con tre vittorie consecutive nella serie finale. La sfida sarà ora confermare questi progressi contro avversarie abituate ai grandi appuntamenti internazionali. Per Zardini Lacedelli e compagne, ogni partita potrà rivelarsi decisiva per inseguire la qualificazione alle semifinali e alimentare il sogno di una medaglia. Gli Europei di Ostrava rappresenteranno soprattutto un banco di prova importante per il nuovo corso del curling femminile italiano. L’obiettivo è crescere, trovare continuità e dimostrare sul ghiaccio di poter competere anche contro le nazionali più quotate.
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Mondiali ginnastica artistica, Italia senza medaglie
Mondiali di ginnastica artistica 2026, l’Italia chiude senza medaglie nelle ultime finali: Manila Esposito quinta alla trave, Yumin Abbadini ottavo alla sbarra.

Generata con AI
Si chiudono senza medaglie per l’Italia le ultime finali di specialità dei Mondiali di ginnastica artistica 2026, disputati a Rotterdam. Nell’ultima giornata della rassegna iridata, Manila Esposito ha terminato al quinto posto la finale della trave, mentre Yumin Abbadini ha chiuso ottavo nella prova alla sbarra. Due risultati che non consentono agli azzurri di salire sul podio, al termine di una competizione nella quale la Nazionale ha comunque mostrato spunti interessanti.
Mondiali di Ginnastica artistica, Manila Esposito quinta alla trave
La finale della trave si è conclusa con il quinto posto di Manila Esposito, che ha ottenuto 14.066 punti. L’azzurra ha portato a termine un esercizio solido, ma il punteggio di difficoltà, inferiore alle sue potenzialità, ha limitato le possibilità di conquistare una medaglia. A imporsi è stata l’algerina Kaylia Nemour, capace di totalizzare 14.566 punti. Seconda posizione per la cinese Zhang Qingying, con lo stesso punteggio della vincitrice ma un’esecuzione valutata meno favorevolmente. Il bronzo è andato alla brasiliana Flavia Saraiva, che ha chiuso con 14.200 punti. Per Esposito resta il rammarico di aver mancato il podio, distante poco più di un decimo di punto. La ginnasta italiana ha comunque confermato la propria competitività anche in una finale di alto livello internazionale.

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Mondiali, Yumin Abbadini ottavo alla sbarra
Non è andata meglio a Yumin Abbadini, impegnato nell’ultima finale maschile della rassegna iridata. Il ginnasta bergamasco ha commesso una caduta nelle prime fasi dell’esercizio alla sbarra, compromettendo immediatamente la possibilità di lottare per le posizioni di vertice. Il punteggio finale di 12.600 punti gli è valso l’ottavo posto. La vittoria è andata al taiwanese Chia-Hung Tang, primo con 14.966 punti, davanti al giapponese Shinnosuke Oka e al russo Sergei Naidin, entrambi a quota 14.800. Per Abbadini, dunque, una conclusione amara dopo il percorso che lo aveva portato fino all’ultimo atto della competizione.
Italia, il bilancio dei Mondiali di ginnastica artistica di Rotterdam
Le prove di Esposito e Abbadini chiudono il programma azzurro delle finali di specialità con due piazzamenti lontani dal podio. La spedizione italiana lascia Rotterdam senza medaglie in queste ultime gare, ma con indicazioni utili in vista dei prossimi appuntamenti internazionali. Il quinto posto di Manila Esposito alla trave conferma la sua presenza tra le ginnaste capaci di competere ad alto livello, mentre la prestazione di Abbadini evidenzia quanto gli errori possano incidere nelle finali mondiali. Per l’Italia della ginnastica artistica resta ora da ripartire dalle esperienze maturate in questa rassegna, con l’obiettivo di trasformare il potenziale mostrato durante la stagione in risultati ancora più significativi nelle prossime competizioni.
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Mondiali ginnastica, Targhetta conquista l’argento
Gabriele Targhetta conquista l’argento ai Mondiali di ginnastica artistica 2026 a Rotterdam. Oro a Hamlet Manukyan, podio storico per l’Italia.

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Gabriele Targhetta conquista una straordinaria medaglia d’argento ai Mondiali di ginnastica artistica, in corso a Rotterdam, nei Paesi Bassi. Il ventenne azzurro ha brillato nella finale del cavallo con maniglie, chiudendo al secondo posto con 15.233 punti e arrendendosi soltanto all’armeno Hamlet Manukyan, vincitore della gara con 15.300. Un risultato di enorme valore per la ginnastica italiana, che torna sul podio mondiale in questa specialità dopo ben 113 anni. Per Targhetta, già campione europeo in carica, si tratta di un’ulteriore conferma del proprio talento e della crescita mostrata negli ultimi mesi sulla scena internazionale.
Mondiali di ginnastica artistica, Targhetta sfiora l’oro: decisivi appena 67 millesimi
La finale mondiale ha premiato la precisione e la qualità tecnica dei due principali protagonisti. Targhetta, sceso in pedana per primo, ha eseguito una prova di altissimo livello, caratterizzata da movimenti fluidi, grande controllo dell’attrezzo e un’uscita particolarmente efficace, ideata dallo stesso ginnasta. La sua prestazione ha ricevuto un punteggio di 15.233, con un coefficiente di difficoltà di 5.9 e ben 9.333 punti per l’esecuzione. Una prova che gli ha permesso di migliorare sensibilmente il risultato ottenuto nelle qualificazioni e di portarsi momentaneamente al comando della classifica. A negargli il titolo è stato soltanto Hamlet Manukyan, capace di totalizzare 15.300 punti. La differenza tra i due è stata di appena 67 millesimi, un margine minimo che racconta l’equilibrio di una finale di altissimo livello. Il bronzo è andato all’altro armeno Mamikon Khachatryan, che ha concluso la gara con 15.000 punti.

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Italia sul podio mondiale dopo 113 anni
La medaglia di Targhetta assume un significato speciale per la storia della ginnastica artistica italiana. Nel cavallo con maniglie, infatti, l’ultimo podio iridato azzurro risaliva al 1913. Oltre un secolo dopo, il giovane ginnasta riporta l’Italia tra i protagonisti mondiali di una disciplina che richiede coordinazione, forza, precisione e un controllo tecnico eccezionale. Il ventenne brianzolo, tesserato per le Fiamme Oro e cresciuto nella palestra della Spes Mestre sotto la guida dell’allenatore Gianmatteo Centazzo, sta vivendo una stagione da protagonista assoluto. Dopo il titolo europeo conquistato a Zagabria, l’argento di Rotterdam rappresenta un altro traguardo prestigioso e conferma la sua competitività ai massimi livelli.
Le parole di Targhetta dopo l’argento ai Mondiali di ginnastica artistica
Al termine della finale, l’azzurro ha raccontato tutta la propria emozione per un risultato che resterà nella sua carriera: “È andata benissimo, veramente benissimo», ha dichiarato Targhetta, sottolineando poi l’atmosfera vissuta durante la competizione: «Sono partito per primo in un palazzetto pienissimo di gente. Non ho neanche avuto il tempo di abituarmi a questa bellissima atmosfera”.
Il ginnasta ha spiegato di aver cercato di restare concentrato nonostante la pressione e il pubblico presente: «Ho cercato di non farmi distrarre, ho fatto il mio e poi mi sono goduto questa finale di altissimo livello». Infine, le parole che riassumono il significato di questa impresa: “Sto vivendo un sogno”.
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Ginnastica artistica, Hashimoto campione del mondo per la quarta volta
Mondiali di ginnastica artistica 2026, Daiki Hashimoto conquista il quarto titolo mondiale nell’all-around. Yumin Abbadini chiude al 13° posto.

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Daiki Hashimoto continua a scrivere la storia della ginnastica artistica mondiale. Il fuoriclasse giapponese ha conquistato a Rotterdam il suo quarto titolo mondiale consecutivo nel concorso generale individuale, confermando una superiorità che lo colloca tra i più grandi interpreti della disciplina. Con un totale di 85.998 punti, il campione nipponico ha preceduto nettamente la concorrenza, aggiungendo un nuovo trionfo ai successi ottenuti nelle precedenti edizioni iridate.
Alle sue spalle si è classificato il cinese Yang Haonan, medaglia d’argento con 84.199 punti, mentre il britannico Joe Fraser ha conquistato il bronzo con 83.531. Hashimoto ha così centrato un altro risultato prestigioso, avvicinandosi ulteriormente al primato del connazionale Kohei Uchimura, capace di vincere sei titoli mondiali nel concorso generale.
Ginnastica artistica, Hashimoto domina a Rotterdam
La finale maschile ha confermato il valore del ginnasta giapponese, capace di mantenere un rendimento elevato nelle sei rotazioni. Il margine di 1.799 punti sul secondo classificato testimonia l’efficacia della sua prova e la capacità di gestire la pressione in una competizione di altissimo livello. Per Yang Haonan è arrivata una medaglia d’argento importante, conquistata alla sua prima partecipazione ai Mondiali. Fraser, invece, ha completato il podio grazie a una prestazione che gli ha permesso di precedere di misura il russo Daniel Marinov, quarto con 83.297 punti. Giornata difficile per il campione olimpico di Parigi 2024, Shinnosuke Oka. Il giapponese, che aveva concluso le qualificazioni al primo posto, ha commesso due cadute, al volteggio e alla sbarra, terminando la finale in ottava posizione.
Ginnastica artistica, Yumin Abbadini chiude al 13° posto
Per l’Italia, la finale del concorso generale ha visto protagonista Yumin Abbadini, che ha terminato la gara al tredicesimo posto con 79.632 punti, confermando la posizione ottenuta nelle qualificazioni. Il ginnasta azzurro ha affrontato le sei rotazioni con l’obiettivo di competere con i migliori atleti del panorama internazionale. Il momento più complicato è arrivato alla sbarra, dove una caduta durante il tentativo di eseguire il difficile elemento Pegan ha compromesso il punteggio dell’esercizio, fermatosi a 12.333. Abbadini ha però reagito nelle ultime due rotazioni, ottenendo 13.766 punti al corpo libero e 14.100 al cavallo con maniglie. Una risposta positiva che gli ha permesso di concludere la prova con determinazione, nonostante il rammarico per l’errore. Il tredicesimo posto rappresenta comunque un risultato significativo in una finale che riunisce i migliori ginnasti del mondo. L’azzurro avrà ora un’altra occasione per mettersi in evidenza ai Mondiali di Rotterdam.
Mentre Hashimoto festeggia un altro trionfo storico, l’Italia si affida ad Abbadini per provare a lasciare il segno nella competizione. La finale alla sbarra offrirà all’azzurro una nuova opportunità per confrontarsi con l’élite internazionale e trasformare l’esperienza maturata nel concorso generale in una prestazione di alto livello.
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