Basket
Olimpia Milano-Barcellona 81-89: quinta sconfitta in Eurolega
Eurolega, l’Olimpia Milano cade ancora: 89-81 contro il Barcellona al Forum. Per i biancorossi è crisi nera, arriva la quinta sconfitta consecutiva europea.
Non si arresta la crisi europea dell’Olimpia Milano, sconfitta dal Barcellona per 89-81 al Forum nella settima giornata di Eurolega. Per la squadra milanese arriva la quinta sconfitta consecutiva nella competizione, un risultato che conferma le difficoltà incontrate in questo avvio di stagione. I biancorossi non riescono a sfruttare il fattore campo e devono arrendersi a una formazione catalana più efficace nei momenti decisivi. Milano prova a restare in partita, ma non trova la continuità necessaria per completare la rimonta e conquistare una vittoria importante per la propria classifica.
Eurolega: Olimpia Milano-Barcellona, il match
Il Barcellona parte con maggiore incisività e chiude il primo quarto avanti 23-21. L’Olimpia cerca di rispondere, ma gli ospiti mantengono il controllo anche nel secondo periodo, andando all’intervallo lungo sul 44-40. Al rientro dagli spogliatoi, la formazione catalana aumenta il proprio vantaggio e arriva all’ultima frazione sul 71-64. Milano tenta di riavvicinarsi, senza però riuscire a ribaltare l’inerzia dell’incontro. Nel finale il Barcellona gestisce il margine accumulato e difende il vantaggio fino alla sirena. Per l’Olimpia resta il rammarico per un’altra occasione mancata davanti ai propri tifosi.

Foto di Ben Hershey su Unsplash
Burnell tra le note positive, Punter decisivo
Tra i giocatori dell’Olimpia si distingue Jason Burnell, autore di 15 punti e preciso dall’arco dei tre punti. La sua prestazione rappresenta uno degli aspetti positivi di una serata complicata per la squadra di Peppe Poeta. Dall’altra parte, il protagonista è Kevin Punter, che chiude con 17 punti e contribuisce in maniera determinante al successo del Barcellona. La formazione spagnola riesce a trovare risposte offensive nei momenti più delicati, mentre Milano non riesce a mantenere la stessa efficacia per tutta la durata della gara.
Eurolega, Olimpia Milano chiamata a reagire dopo il Barcellona
La sconfitta contro il Barcellona aggrava il bilancio europeo dell’Olimpia, che deve ora ritrovare fiducia e continuità per risalire la classifica. Il gruppo è chiamato a lavorare sugli aspetti che hanno condizionato le ultime uscite, a partire dalla capacità di gestire i momenti chiave delle partite. Per Milano diventa fondamentale interrompere la serie negativa e ritrovare risultati positivi, così da non compromettere ulteriormente il proprio cammino in Eurolega.
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Virtus Bologna, sconfitta con l’Hapoel Tel Aviv: finisce 90-81
Eurolega, la Virtus Bologna perde 90-81 contro l’Hapoel Tel Aviv dopo un primo tempo dominato. Si interrompe la striscia di quattro vittorie consecutive.

Foto di LOGAN WEAVER | @LGNWVR su Unsplash
Si ferma la corsa europea della Virtus Bologna. Nella settima giornata di Eurolega, le Vu Nere vengono sconfitte dall’Hapoel Tel Aviv con il punteggio di 90-81 sul parquet neutro di Sofia, in Bulgaria. La squadra di Alex Mumbrù paga una ripresa complicata dopo aver chiuso il primo tempo con un vantaggio di dodici punti, interrompendo così la striscia di quattro vittorie consecutive nella competizione. Resta il rammarico per una partita che, per venti minuti, sembrava essere nelle mani dei bianconeri. La Virtus aveva trovato ritmo, buone soluzioni offensive e un’ottima organizzazione difensiva, riuscendo a mettere in difficoltà una delle formazioni più attrezzate del torneo. Nella seconda metà dell’incontro, però, la musica è cambiata: l’Hapoel ha aumentato l’intensità e ha ribaltato l’inerzia della sfida.
Hapoel Tel Aviv-Virtus Bologna, primo tempo di qualità per le Vu nere
L’inizio della partita è equilibrato, con la Virtus capace di rispondere colpo su colpo alle iniziative degli israeliani. Il primo quarto termina sul 25-23 per Bologna, che riesce a trovare continuità in attacco e a sfruttare il contributo di diversi giocatori. Nel secondo periodo, la formazione di Mumbrù alza ulteriormente il livello della propria prestazione. Derrick Alston Jr., Aliou Diarra e Tommaso Baldasso contribuiscono alla crescita offensiva delle Vu Nere, che riescono progressivamente ad allungare nel punteggio. La difesa bianconera limita le principali opzioni dell’Hapoel e permette alla squadra italiana di gestire il vantaggio. Il canestro di Wendell Moore Jr. allo scadere del secondo quarto fissa il punteggio sul 48-36, consegnando alla Virtus un margine significativo in vista della ripresa.
Il terzo quarto cambia la partita: l’Hapoel completa la rimonta
Al rientro dagli spogliatoi, la squadra israeliana cambia passo. L’Hapoel aumenta la pressione difensiva, trova maggiore efficacia nelle conclusioni e costringe la Virtus a perdere progressivamente fluidità nella costruzione del gioco. Il parziale del terzo quarto diventa decisivo: gli israeliani realizzano 28 punti contro i 14 dei bolognesi, cancellando lo svantaggio accumulato nei primi venti minuti. Zach LeDay si conferma il principale riferimento offensivo dei suoi, mentre Vasilije Micic contribuisce a dare qualità e imprevedibilità alla manovra. La Virtus fatica a ritrovare il ritmo mostrato nel primo tempo e, alla terza sirena, si ritrova sotto 64-62. Il vantaggio costruito con merito nella prima metà della gara è ormai svanito e l’inerzia è completamente dalla parte dell’Hapoel.

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Ultimo quarto, Bologna non riesce a evitare la sconfitta
Nell’ultima frazione, la formazione israeliana consolida il sorpasso e riesce ad aumentare il margine, arrivando anche a toccare un vantaggio in doppia cifra. La Virtus prova a reagire, cercando punti attraverso le iniziative di Diarra, Alston Jr. e Marcus Carr, ma non trova la continuità necessaria per riaprire davvero l’incontro. L’Hapoel gestisce il finale con maggiore lucidità e porta a casa il successo per 90-81. Una vittoria costruita soprattutto grazie alla reazione dopo l’intervallo e alla capacità di sfruttare il calo della squadra bolognese.
LeDay trascina l’Hapoel, non bastano cinque giocatori in doppia cifra
Il miglior realizzatore della serata è Zach LeDay, autore di una prestazione da 22 punti e 10 rimbalzi. Il lungo dell’Hapoel domina sotto canestro e rappresenta un riferimento costante nei momenti decisivi della partita. Importante anche il contributo di Vasilije Micic, che chiude con 16 punti, e di Tai Odiase, autore di 13 punti. Elijah Bryant aggiunge 12 punti, confermando la profondità offensiva della squadra israeliana. Per la Virtus Bologna, invece, arrivano 12 punti a testa da Derrick Alston Jr. e Aliou Diarra. Wendell Moore Jr. ne realizza 11, mentre Tommaso Baldasso e Marcus Carr chiudono entrambi a quota 10. Cinque giocatori in doppia cifra, dunque, non sono sufficienti per evitare la sconfitta.
Eurolega, la Virtus Bologna deve ripartire dopo lo stop contro l’Hapoel Tel Aviv
Il ko contro l’Hapoel Tel Aviv interrompe una serie positiva importante per la Virtus Bologna, che aveva trovato continuità nelle ultime uscite europee. La prestazione del primo tempo dimostra che la squadra di Mumbrù può competere anche contro avversarie di alto livello, ma il calo dopo l’intervallo evidenzia la necessità di mantenere concentrazione e intensità per tutti i quaranta minuti. Per le Vu Nere sarà fondamentale archiviare rapidamente la delusione e concentrarsi sui prossimi impegni, a partire dalla sfida di campionato contro l’Olimpia Milano. La sconfitta di Sofia lascia amarezza, ma anche indicazioni utili per proseguire il percorso di crescita nella stagione europea.
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NBA, risultati: LeBron batte i Knicks, George da record
NBA 2026/27, LeBron James guida Philadelphia al successo sui Knicks, Paul George segna 38 punti al debutto e Oklahoma City supera San Antonio.

Foto di LOGAN WEAVER | @LGNWVR su Unsplash
La nuova stagione NBA si apre con una notte ricca di sorprese, prestazioni individuali di alto livello e momenti di tensione. Le prime tre partite della regular season regalano subito indicazioni interessanti sulle ambizioni delle principali contendenti al titolo. A prendersi la scena sono LeBron James, protagonista del suo debutto con i Philadelphia 76ers, Paul George, autore di una prestazione storica con Boston, e gli Oklahoma City Thunder, capaci di imporsi sui San Antonio Spurs in una sfida accesa.
NBA, LeBron James rovina la festa dei Knicks: Philadelphia vince a New York
L’inizio della stagione avrebbe dovuto essere una celebrazione per i New York Knicks, campioni in carica e pronti a festeggiare il titolo davanti al pubblico del Madison Square Garden. La serata è stata però rovinata dai Philadelphia 76ers, capaci di imporsi per 106-100 e di conquistare immediatamente una vittoria di prestigio.
Tutti gli occhi erano puntati su LeBron James, al debutto con la maglia di Philadelphia. Il fuoriclasse, che si appresta a disputare la sua 24ª stagione NBA, ha chiuso con 14 punti, 9 rimbalzi e 7 assist, confermando di poter essere ancora un riferimento importante nonostante l’età.
Il miglior realizzatore dei Sixers è stato Tyrese Maxey, autore di 28 punti. Positivo anche l’esordio di Jaylen Brown, che ha contribuito con 19 punti, 8 rimbalzi e 6 assist. Joel Embiid ha invece terminato la partita con 13 punti e 11 rimbalzi.
Ai Knicks non sono bastati i 21 punti di Jalen Brunson e le doppie doppie di Karl-Anthony Towns e Andre Drummond. Le basse percentuali al tiro hanno pesato sul risultato, impedendo ai campioni di trasformare la festa iniziale in una vittoria.
Per Philadelphia, invece, il successo rappresenta un segnale importante: la squadra dispone di talento e profondità per provare a recitare un ruolo da protagonista nella Eastern Conference.
Paul George segna 38 punti al debutto con Boston, ma Detroit firma la rimonta
La seconda grande storia della notte arriva dalla sfida tra Detroit Pistons e Boston Celtics, vinta dai padroni di casa per 121-113. Il risultato assume ancora più valore considerando che Detroit si era trovata sotto di 21 punti prima di completare una rimonta spettacolare.
A brillare tra i Celtics è stato Paul George, autore di 38 punti e sette triple nella sua prima partita con Boston. Una prestazione da record per un esordiente nella storia della franchigia, che non è però bastata a evitare la sconfitta.
I Pistons hanno costruito il proprio successo grazie a una reazione collettiva, trovando risorse importanti anche dalla panchina. Tra i protagonisti spicca Javonte Green, ex giocatore di Trieste, capace di realizzare 19 punti con cinque conclusioni da tre punti.
Prezioso anche il contributo di Cade Cunningham, Jalen Duren e Duncan Robinson, tutti capaci di superare quota 20 punti. La rimonta conferma la capacità di Detroit di restare dentro la partita anche nei momenti più difficili.
Per Boston resta l’amarezza di una sconfitta maturata dopo un ottimo avvio. Jayson Tatum, pur chiudendo con una doppia doppia da 13 punti e 11 rimbalzi, ha faticato al tiro, fermandosi a sei canestri su 23 tentativi.

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Oklahoma City supera San Antonio: Gilgeous-Alexander brilla, Wembanyama fatica
Il terzo incontro metteva di fronte San Antonio Spurs e Oklahoma City Thunder, in una sfida che richiamava il confronto tra le due squadre nella finale della Western Conference della stagione precedente.
A imporsi sono stati i campioni di Oklahoma City, vittoriosi in trasferta per 116-104. I Thunder hanno dimostrato solidità e capacità di controllo, allungando nel corso del secondo quarto e amministrando il vantaggio fino alla sirena finale.
Il protagonista assoluto è stato Shai Gilgeous-Alexander, che ha chiuso con 32 punti, confermandosi il principale riferimento offensivo della squadra. Importante anche il contributo di Jared McCain, autore di 20 punti partendo dalla panchina.
La partita è stata caratterizzata anche da momenti di tensione. Un contatto tra De’Aaron Fox e Chet Holmgren ha acceso gli animi, provocando una mischia e diversi provvedimenti arbitrali. L’episodio ha contribuito ad aumentare l’intensità di una gara già molto sentita.
Serata complicata, invece, per Victor Wembanyama. Il centro francese ha terminato con 12 punti, 13 rimbalzi e sei stoppate, ma le percentuali al tiro sono state estremamente negative: appena un canestro realizzato su 13 tentativi dal campo. Un dato che racconta le difficoltà offensive incontrate contro la difesa dei Thunder.
Il successo permette a Oklahoma City di iniziare la regular season con una vittoria significativa, mentre San Antonio dovrà ripartire dagli aspetti positivi della prestazione difensiva del proprio leader.
NBA, non solo LeBron: i risultati della prima notte
Ecco tutti i risultati delle tre partite che hanno aperto la stagione NBA:
- Detroit Pistons-Boston Celtics 121-113
- New York Knicks-Philadelphia 76ers 100-106
- San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder 104-116
La prima notte della regular season ha già offerto tre indicazioni importanti: Philadelphia può contare su un gruppo ambizioso attorno a LeBron James, Boston deve trovare maggiore continuità nonostante l’impatto offensivo di Paul George e Oklahoma City sembra intenzionata a confermare le proprie ambizioni. Il campionato è appena cominciato, ma lo spettacolo non è mancato.
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NBA, LeBron James a caccia del record di vittorie di Kareem
LeBron James punta a un nuovo record in NBA: gli mancano 27 vittorie in regular season per superare Kareem Abdul-Jabbar e scrivere la storia del basket americano.

Foto di Ben Hershey su Unsplash
La leggenda di LeBron James è ancora in continua evoluzione. Il fuoriclasse statunitense si prepara ad affrontare la sua 24ª stagione in NBA con un nuovo obiettivo storico: superare il record di Kareem Abdul-Jabbar nella classifica dei giocatori con il maggior numero di vittorie nella regular season. Al campione dei Philadelphia 76ers mancano 27 successi per diventare il primatista assoluto in questa speciale graduatoria. Un traguardo che arricchirebbe ulteriormente una carriera straordinaria, già caratterizzata da record individuali e risultati che hanno segnato diverse epoche del basket americano. A 41 anni, James continua quindi a trovare nuove motivazioni per restare ai vertici. La sua longevità sportiva rappresenta uno degli aspetti più sorprendenti del suo percorso, iniziato nel 2003 e proseguito attraverso diverse generazioni di campioni NBA.
LeBron James, il record NBA di Kareem Abdul-Jabbar nel mirino
Per comprendere il valore dell’impresa che LeBron sta cercando di realizzare, basta guardare ai numeri. Kareem Abdul-Jabbar conserva il primato storico con 1.074 vittorie in regular season, mentre James è sempre più vicino alla vetta. Il sorpasso non dipenderà soltanto dal rendimento individuale del fuoriclasse, ma anche dai risultati della sua squadra. Nel basket, infatti, il numero di successi in stagione regolare è legato al percorso collettivo e alla capacità di mantenere continuità lungo un calendario particolarmente impegnativo. La nuova avventura con Philadelphia offre a James un’altra occasione per inseguire il titolo NBA e, allo stesso tempo, avvicinarsi a un record che confermerebbe la sua capacità di incidere anche sul lungo periodo.

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Philadelphia, una nuova sfida per il Re
L’approdo ai Philadelphia 76ers aggiunge un nuovo capitolo alla carriera di LeBron, che ha già vinto il titolo NBA con Miami Heat, Cleveland Cavaliers e Los Angeles Lakers. In questa stagione, oltre al record di vittorie, punta a conquistare un altro anello e diventare il primo giocatore a vincere il campionato con quattro franchigie differenti. Il percorso non sarà semplice: la regular season è lunga e richiede continuità, gestione delle energie e un rendimento collettivo all’altezza delle ambizioni. Philadelphia dovrà trovare il giusto equilibrio tra talento ed esperienza per competere ai massimi livelli della Eastern Conference.
LeBron James continua a collezionare record in NBA
Il primato delle vittorie si aggiunge a una collezione impressionante di record. James è già il miglior realizzatore nella storia della regular season NBA e si appresta a disputare la sua 24ª stagione, un altro risultato che testimonia una longevità fuori dal comune. La sfida con Kareem Abdul-Jabbar rappresenta quindi molto più di un semplice dato statistico: è un’altra occasione per consolidare il posto di LeBron tra i più grandi giocatori di sempre. Le 27 vittorie che lo separano dal primato sono il prossimo obiettivo. Se riuscirà a raggiungerlo, James aggiungerà un nuovo capitolo a una carriera già entrata nella storia del basket mondiale.
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