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NBA, risultati: LeBron batte i Knicks, George da record
NBA 2026/27, LeBron James guida Philadelphia al successo sui Knicks, Paul George segna 38 punti al debutto e Oklahoma City supera San Antonio.

Foto di LOGAN WEAVER | @LGNWVR su Unsplash
La nuova stagione NBA si apre con una notte ricca di sorprese, prestazioni individuali di alto livello e momenti di tensione. Le prime tre partite della regular season regalano subito indicazioni interessanti sulle ambizioni delle principali contendenti al titolo. A prendersi la scena sono LeBron James, protagonista del suo debutto con i Philadelphia 76ers, Paul George, autore di una prestazione storica con Boston, e gli Oklahoma City Thunder, capaci di imporsi sui San Antonio Spurs in una sfida accesa.
NBA, LeBron James rovina la festa dei Knicks: Philadelphia vince a New York
L’inizio della stagione avrebbe dovuto essere una celebrazione per i New York Knicks, campioni in carica e pronti a festeggiare il titolo davanti al pubblico del Madison Square Garden. La serata è stata però rovinata dai Philadelphia 76ers, capaci di imporsi per 106-100 e di conquistare immediatamente una vittoria di prestigio.
Tutti gli occhi erano puntati su LeBron James, al debutto con la maglia di Philadelphia. Il fuoriclasse, che si appresta a disputare la sua 24ª stagione NBA, ha chiuso con 14 punti, 9 rimbalzi e 7 assist, confermando di poter essere ancora un riferimento importante nonostante l’età.
Il miglior realizzatore dei Sixers è stato Tyrese Maxey, autore di 28 punti. Positivo anche l’esordio di Jaylen Brown, che ha contribuito con 19 punti, 8 rimbalzi e 6 assist. Joel Embiid ha invece terminato la partita con 13 punti e 11 rimbalzi.
Ai Knicks non sono bastati i 21 punti di Jalen Brunson e le doppie doppie di Karl-Anthony Towns e Andre Drummond. Le basse percentuali al tiro hanno pesato sul risultato, impedendo ai campioni di trasformare la festa iniziale in una vittoria.
Per Philadelphia, invece, il successo rappresenta un segnale importante: la squadra dispone di talento e profondità per provare a recitare un ruolo da protagonista nella Eastern Conference.
Paul George segna 38 punti al debutto con Boston, ma Detroit firma la rimonta
La seconda grande storia della notte arriva dalla sfida tra Detroit Pistons e Boston Celtics, vinta dai padroni di casa per 121-113. Il risultato assume ancora più valore considerando che Detroit si era trovata sotto di 21 punti prima di completare una rimonta spettacolare.
A brillare tra i Celtics è stato Paul George, autore di 38 punti e sette triple nella sua prima partita con Boston. Una prestazione da record per un esordiente nella storia della franchigia, che non è però bastata a evitare la sconfitta.
I Pistons hanno costruito il proprio successo grazie a una reazione collettiva, trovando risorse importanti anche dalla panchina. Tra i protagonisti spicca Javonte Green, ex giocatore di Trieste, capace di realizzare 19 punti con cinque conclusioni da tre punti.
Prezioso anche il contributo di Cade Cunningham, Jalen Duren e Duncan Robinson, tutti capaci di superare quota 20 punti. La rimonta conferma la capacità di Detroit di restare dentro la partita anche nei momenti più difficili.
Per Boston resta l’amarezza di una sconfitta maturata dopo un ottimo avvio. Jayson Tatum, pur chiudendo con una doppia doppia da 13 punti e 11 rimbalzi, ha faticato al tiro, fermandosi a sei canestri su 23 tentativi.

Foto di Ben Hershey su Unsplash
Oklahoma City supera San Antonio: Gilgeous-Alexander brilla, Wembanyama fatica
Il terzo incontro metteva di fronte San Antonio Spurs e Oklahoma City Thunder, in una sfida che richiamava il confronto tra le due squadre nella finale della Western Conference della stagione precedente.
A imporsi sono stati i campioni di Oklahoma City, vittoriosi in trasferta per 116-104. I Thunder hanno dimostrato solidità e capacità di controllo, allungando nel corso del secondo quarto e amministrando il vantaggio fino alla sirena finale.
Il protagonista assoluto è stato Shai Gilgeous-Alexander, che ha chiuso con 32 punti, confermandosi il principale riferimento offensivo della squadra. Importante anche il contributo di Jared McCain, autore di 20 punti partendo dalla panchina.
La partita è stata caratterizzata anche da momenti di tensione. Un contatto tra De’Aaron Fox e Chet Holmgren ha acceso gli animi, provocando una mischia e diversi provvedimenti arbitrali. L’episodio ha contribuito ad aumentare l’intensità di una gara già molto sentita.
Serata complicata, invece, per Victor Wembanyama. Il centro francese ha terminato con 12 punti, 13 rimbalzi e sei stoppate, ma le percentuali al tiro sono state estremamente negative: appena un canestro realizzato su 13 tentativi dal campo. Un dato che racconta le difficoltà offensive incontrate contro la difesa dei Thunder.
Il successo permette a Oklahoma City di iniziare la regular season con una vittoria significativa, mentre San Antonio dovrà ripartire dagli aspetti positivi della prestazione difensiva del proprio leader.
NBA, non solo LeBron: i risultati della prima notte
Ecco tutti i risultati delle tre partite che hanno aperto la stagione NBA:
- Detroit Pistons-Boston Celtics 121-113
- New York Knicks-Philadelphia 76ers 100-106
- San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder 104-116
La prima notte della regular season ha già offerto tre indicazioni importanti: Philadelphia può contare su un gruppo ambizioso attorno a LeBron James, Boston deve trovare maggiore continuità nonostante l’impatto offensivo di Paul George e Oklahoma City sembra intenzionata a confermare le proprie ambizioni. Il campionato è appena cominciato, ma lo spettacolo non è mancato.
Basket
NBA, LeBron James a caccia del record di vittorie di Kareem
LeBron James punta a un nuovo record in NBA: gli mancano 27 vittorie in regular season per superare Kareem Abdul-Jabbar e scrivere la storia del basket americano.

Foto di Ben Hershey su Unsplash
La leggenda di LeBron James è ancora in continua evoluzione. Il fuoriclasse statunitense si prepara ad affrontare la sua 24ª stagione in NBA con un nuovo obiettivo storico: superare il record di Kareem Abdul-Jabbar nella classifica dei giocatori con il maggior numero di vittorie nella regular season. Al campione dei Philadelphia 76ers mancano 27 successi per diventare il primatista assoluto in questa speciale graduatoria. Un traguardo che arricchirebbe ulteriormente una carriera straordinaria, già caratterizzata da record individuali e risultati che hanno segnato diverse epoche del basket americano. A 41 anni, James continua quindi a trovare nuove motivazioni per restare ai vertici. La sua longevità sportiva rappresenta uno degli aspetti più sorprendenti del suo percorso, iniziato nel 2003 e proseguito attraverso diverse generazioni di campioni NBA.
LeBron James, il record NBA di Kareem Abdul-Jabbar nel mirino
Per comprendere il valore dell’impresa che LeBron sta cercando di realizzare, basta guardare ai numeri. Kareem Abdul-Jabbar conserva il primato storico con 1.074 vittorie in regular season, mentre James è sempre più vicino alla vetta. Il sorpasso non dipenderà soltanto dal rendimento individuale del fuoriclasse, ma anche dai risultati della sua squadra. Nel basket, infatti, il numero di successi in stagione regolare è legato al percorso collettivo e alla capacità di mantenere continuità lungo un calendario particolarmente impegnativo. La nuova avventura con Philadelphia offre a James un’altra occasione per inseguire il titolo NBA e, allo stesso tempo, avvicinarsi a un record che confermerebbe la sua capacità di incidere anche sul lungo periodo.

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Philadelphia, una nuova sfida per il Re
L’approdo ai Philadelphia 76ers aggiunge un nuovo capitolo alla carriera di LeBron, che ha già vinto il titolo NBA con Miami Heat, Cleveland Cavaliers e Los Angeles Lakers. In questa stagione, oltre al record di vittorie, punta a conquistare un altro anello e diventare il primo giocatore a vincere il campionato con quattro franchigie differenti. Il percorso non sarà semplice: la regular season è lunga e richiede continuità, gestione delle energie e un rendimento collettivo all’altezza delle ambizioni. Philadelphia dovrà trovare il giusto equilibrio tra talento ed esperienza per competere ai massimi livelli della Eastern Conference.
LeBron James continua a collezionare record in NBA
Il primato delle vittorie si aggiunge a una collezione impressionante di record. James è già il miglior realizzatore nella storia della regular season NBA e si appresta a disputare la sua 24ª stagione, un altro risultato che testimonia una longevità fuori dal comune. La sfida con Kareem Abdul-Jabbar rappresenta quindi molto più di un semplice dato statistico: è un’altra occasione per consolidare il posto di LeBron tra i più grandi giocatori di sempre. Le 27 vittorie che lo separano dal primato sono il prossimo obiettivo. Se riuscirà a raggiungerlo, James aggiungerà un nuovo capitolo a una carriera già entrata nella storia del basket mondiale.
Basket
Eurolega, quattro nuove franchigie: Virtus Bologna al 2027

Foto di LOGAN WEAVER | @LGNWVR su Unsplash
L’Eurolega accelera sul progetto di espansione e si prepara a introdurre nuove franchigie permanenti nella principale competizione europea di basket. Secondo le indiscrezioni riportate dalla stampa spagnola e rilanciate da diverse testate specializzate, Valencia Basket, Paris Basketball, Dubai Basketball e PAOK Salonicco sarebbero le quattro società destinate a entrare nel primo gruppo di nuove affiliate, con un possibile annuncio nei primi giorni di novembre.
La notizia riguarda da vicino anche il basket italiano: la Virtus Bologna, attualmente presente in Eurolega con una wild card triennale, dovrà probabilmente attendere la successiva finestra di valutazione, prevista tra la primavera e l’estate del 2027. La situazione economica del club emiliano sarebbe infatti uno degli elementi da chiarire prima di un eventuale ingresso stabile.
Eurolega, Valencia, Parigi, Dubai e PAOK verso la franchigia
Il piano di sviluppo dell’Eurolega punta ad ampliare la propria rete di società affiliate, trasformando progressivamente le attuali licenze di lungo periodo in un sistema di franchigie permanenti. In questo scenario, Valencia, Paris Basketball, Dubai e PAOK sarebbero in vantaggio per ottenere i primi posti disponibili. Le cifre riportate dalle indiscrezioni danno la misura delle ambizioni del progetto. Valencia e Paris Basketball dovrebbero versare una quota d’ingresso di circa 50 milioni di euro ciascuna, mentre per Dubai la somma salirebbe a 70 milioni.
La richiesta più elevata riguarderebbe il PAOK Salonicco, con una cifra indicata intorno ai 130 milioni di euro. Il totale delle quattro operazioni arriverebbe così a circa 300 milioni di euro. Le modalità di pagamento potrebbero prevedere più rate, in modo da distribuire gli investimenti nel corso degli anni. Si tratta, tuttavia, di cifre e scenari riportati dalla stampa: le condizioni definitive dovranno essere confermate dagli organi competenti dell’Eurolega.
Eurolega: Virtus Bologna, ingresso rinviato alla seconda finestra
Tra le società interessate a ottenere una posizione stabile nella competizione c’è anche la Virtus Bologna. Le V Nere hanno già partecipato all’Eurolega grazie a una wild card triennale e sarebbero da tempo al lavoro per consolidare la propria presenza nel torneo. La candidatura, secondo le ricostruzioni circolate nelle ultime ore, potrebbe però essere valutata nella seconda fase delle ammissioni, attesa tra la primavera e l’estate del 2027. A pesare sarebbe soprattutto la necessità di presentare un quadro economico ritenuto adeguato per sostenere un impegno permanente ai massimi livelli europei.
La posizione della Virtus resta quindi da definire. Il rinvio non equivale a un’esclusione definitiva, ma obbliga la società bolognese a proseguire il lavoro sul fronte finanziario e organizzativo per convincere i vertici della competizione. Anche il Partizan Belgrado sarebbe destinato ad attendere una finestra successiva, mentre tra i club indicati come possibili protagonisti della prossima tornata figurano la Stella Rossa e l’Hapoel Tel Aviv.

Foto di Ben Hershey su Unsplash
Eurolega a 24 squadre dal 2027-28: il progetto di espansione
L’ingresso delle nuove franchigie si inserisce in un piano più ampio: portare l’Eurolega a 24 squadre dalla stagione 2027-28, rispetto alle 20 attualmente previste per il campionato 2026-27. L’obiettivo è rafforzare il valore commerciale del torneo, ampliare il numero dei mercati coinvolti e garantire maggiori risorse economiche alla competizione. Secondo le stime riportate dalle fonti di settore, il progetto potrebbe generare circa 1,2 miliardi di euro attraverso le quote d’ingresso delle nuove società nel lungo periodo. Una parte importante della strategia riguarda proprio il passaggio dalle licenze tradizionali a un sistema di franchigie, pensato per dare maggiore stabilità economica e istituzionale ai club partecipanti. L’espansione, tuttavia, si sviluppa in un contesto complesso, segnato anche dal confronto con i progetti legati alla NBA in Europa. Per questo motivo, tempi e modalità delle nuove ammissioni potrebbero ancora subire modifiche.
Non soltanto Virtus: anche Napoli e Roma guardano all’Eurolega
La corsa per entrare stabilmente nell’élite europea coinvolge anche altre realtà. Tra le società interessate figurano Napoli Basket, le due nuove progettualità della capitale, London Lions, Hapoel Gerusalemme e Aris Salonicco. Il numero delle candidature dimostra quanto sia forte l’interesse verso una competizione che punta a diventare sempre più centrale nel panorama cestistico continentale. Per i club, ottenere una franchigia permanente significherebbe poter programmare investimenti e sviluppo sportivo con una prospettiva di lungo periodo.
Per la Virtus Bologna, invece, la priorità sarà trasformare la candidatura in un progetto economicamente sostenibile. La prima finestra di novembre potrebbe premiare altre quattro società, ma la partita per le successive ammissioni rimane aperta. Le decisioni definitive dell’Eurolega saranno determinanti per delineare il volto della competizione del futuro.
Basket
Eurolega, Olimpia Milano-Dubai 97-101: quarto ko di fila

Foto di LOGAN WEAVER | @LGNWVR su Unsplash
L’Olimpia Milano non riesce a invertire la rotta e incassa un’altra sconfitta in Eurolega. All’Unipol Forum, la formazione allenata da Peppe Poeta si arrende a Dubai Basketball con il punteggio di 97-101, al termine di una partita dai due volti. Dopo un avvio convincente, i biancorossi perdono progressivamente il controllo della gara, arrivando a inseguire anche con venti punti di svantaggio. Nel finale, però, arriva una reazione d’orgoglio che riapre sorprendentemente i giochi, senza riuscire a completare la rimonta. Per Milano si tratta del quarto ko consecutivo nella competizione europea, il secondo in pochi giorni davanti al proprio pubblico dopo quello contro il Real Madrid. Una serata che lascia interrogativi sulla tenuta difensiva e sulla continuità della squadra, nonostante la prestazione offensiva di Garrison Mathews, miglior realizzatore dell’Olimpia con 21 punti.
Olimpia Milano-Dubai: partenza forte, poi il crollo
La squadra di Poeta comincia la partita con energia e determinazione. L’approccio iniziale sembra quello giusto per lasciarsi alle spalle le difficoltà delle precedenti uscite: Milano trova ritmo in attacco e mette in difficoltà gli avversari, portandosi rapidamente sul 18-7. La risposta di Dubai, tuttavia, è immediata. Gli ospiti cambiano marcia e piazzano un parziale di 16-0 che ribalta completamente l’inerzia dell’incontro. Dwayne Bacon diventa il principale riferimento offensivo della formazione emiratina, mentre Mfiondu Kabengele crea problemi alla difesa milanese con la propria presenza sotto canestro.
Il primo quarto si chiude sul 23-29 per Dubai. Da quel momento, l’Olimpia fatica a ritrovare l’equilibrio mostrato nelle battute iniziali e concede agli avversari troppi spazi per costruire conclusioni efficaci. Nel secondo periodo i biancorossi provano a restare in partita, ma Dubai conserva il controllo e va all’intervallo avanti 56-49. La differenza cresce ulteriormente nella ripresa, quando la difesa milanese non riesce a contenere le iniziative degli ospiti.
Dwayne Bacon trascina Dubai, Milano scivola a -20
Il terzo quarto si rivela particolarmente complicato per l’Olimpia. Dubai aumenta il proprio vantaggio sfruttando le difficoltà difensive dei padroni di casa e trova con continuità la via del canestro. Bacon è il grande protagonista della serata: chiuderà la partita con 29 punti, risultando decisivo nel costruire il vantaggio degli ospiti. Al suo fianco si fanno sentire Kabengele, autore di 18 punti, e Jaron Blossomgame, che contribuisce con altri 14. Milano perde progressivamente contatto e il divario arriva fino a venti lunghezze. La squadra appare in difficoltà nel contenere l’intensità offensiva di Dubai e fatica a trovare soluzioni per fermare l’inerzia negativa. Il terzo periodo termina sul 83-68 per gli ospiti. La partita sembra ormai indirizzata, mentre dagli spalti dell’Unipol Forum arrivano fischi che testimoniano la delusione del pubblico per l’andamento della gara.

Garrison Mathews guida la rimonta dell’Olimpia Milano
Quando la partita sembra ormai compromessa, l’Olimpia trova le energie per tentare una reazione. Nell’ultimo quarto, Milano alza l’intensità, aumenta la pressione e comincia a ridurre lo svantaggio, sfruttando anche un calo di concentrazione degli avversari. Il principale protagonista della rimonta è Garrison Mathews, che chiude con 21 punti e si conferma il miglior realizzatore della squadra. Al suo contributo si aggiungono i 16 punti di Moses Wright e i 14 di RJ Cole, mentre Leandro Bolmaro mette a referto 11 punti.
Il distacco diminuisce progressivamente e Milano riesce a riportarsi a un passo dall’impresa. Nel finale, i biancorossi arrivano fino al 97-99, riaccendendo le speranze del pubblico e mettendo pressione a una Dubai che sembrava avere già la vittoria in tasca. La rimonta, però, si ferma sul più bello. Bacon è freddo dalla lunetta e realizza i tiri liberi necessari per chiudere definitivamente la partita sul 101-97. L’Olimpia esce sconfitta, nonostante un ultimo quarto da 29 punti che aveva riaperto una sfida apparentemente già decisa.
Eurolega, quarto ko consecutivo per l’Olimpia: ora serve una svolta
Il risultato contro Dubai conferma il momento difficile dell’Olimpia Milano in Eurolega. La squadra di Poeta mostra ancora una volta di poter produrre punti e costruire buone sequenze offensive, ma paga a caro prezzo i passaggi a vuoto e le difficoltà nel contenere gli avversari. La rimonta finale dimostra che i biancorossi hanno ancora risorse per reagire, ma non cancella quanto accaduto nei primi tre quarti. Recuperare venti punti è un’impresa complessa e arrivare così vicini al pareggio rende ancora più amaro il risultato conclusivo.
Il bilancio europeo si fa sempre più pesante: quattro sconfitte consecutive e la necessità di ritrovare fiducia, solidità difensiva e continuità nell’arco dei quaranta minuti. Per uscire dalla crisi, Milano dovrà evitare quei blackout che permettono agli avversari di prendere il controllo delle partite. La sfida contro Dubai lascia dunque una doppia sensazione: da una parte la delusione per un’altra occasione mancata, dall’altra la reazione dell’ultimo quarto, da cui ripartire per cercare di cambiare passo nelle prossime giornate di Eurolega.
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