Basket
NBA-Eurolega, proposta respinta: il dialogo resta aperto
NBA ed Eurolega non trovano l’accordo: respinta la proposta di acquisizione, ma la trattativa resta aperta in vista del progetto NBA Europe.

Foto di Ben Hershey su Unsplash
Il futuro del basket europeo resta ancora tutto da scrivere. L’incontro tra i vertici dell’Eurolega e la NBA, andato in scena a Cernobbio, non ha prodotto l’intesa sperata. I proprietari dei club della competizione europea hanno infatti respinto la proposta di acquisizione avanzata dalla NBA, ritenendo le condizioni presentate non sufficientemente convincenti. Il no, tuttavia, non rappresenta una chiusura definitiva. Il dialogo tra le due realtà rimane aperto e le parti potrebbero tornare a confrontarsi nelle prossime settimane per cercare una soluzione condivisa. La partita è particolarmente importante perché riguarda la possibile nascita di NBA Europe, il progetto con cui la lega americana punta a entrare stabilmente nel panorama del basket continentale a partire dalla stagione 2027/28.
Eurolega, proposta NBA giudicata non soddisfacente
Alla base del rifiuto ci sono soprattutto due questioni: l’aspetto economico e quello relativo alla governance. La proposta della NBA non avrebbe soddisfatto i proprietari dei club di Eurolega, che intendono mantenere un ruolo centrale nella gestione della competizione. Durante l’incontro, durato diverse ore, è emersa quindi la volontà di non accettare l’offerta nelle condizioni attuali. Allo stesso tempo, però, l’Eurolega ha scelto di non interrompere il confronto con la NBA, lasciando aperta la porta a una possibile nuova proposta.La decisione assume un peso ancora maggiore perché l’Eurolega sta portando avanti un proprio progetto di crescita. L’idea prevede un’evoluzione dell’attuale struttura e l’introduzione di un sistema basato sulle franchigie permanenti, con l’obiettivo di aumentare la stabilità economica e il valore commerciale della competizione.
NBA Europe, il progetto resta sul tavolo
La NBA non sembra intenzionata a rinunciare al proprio piano europeo. L’obiettivo resta quello di creare una nuova competizione composta da 16 squadre, con una parte dei posti riservata a franchigie permanenti e altre possibilità di accesso legate ai risultati sportivi. Il progetto dovrebbe partire nel 2027, anche nel caso in cui non venisse raggiunta un’intesa con l’Eurolega. La NBA punta inoltre a coinvolgere alcuni dei principali mercati europei e guarda con interesse alle grandi città e ai club calcistici capaci di garantire una forte base di tifosi. Tra le piazze considerate figurano, tra le altre, Milano, Roma, Parigi, Londra, Madrid, Barcellona, Berlino e Monaco. L’eventuale mancato accordo rischierebbe dunque di creare due competizioni parallele, con la NBA da una parte e l’Eurolega dall’altra. Uno scenario che potrebbe cambiare profondamente gli equilibri del basket europeo.

Eurolega, congelati per ora i piani di espansione
Uno degli elementi più importanti emersi dal vertice riguarda i progetti di sviluppo dell’Eurolega. Per mantenere vivo il confronto con la NBA, la competizione europea ha scelto di mettere temporaneamente in pausa l’espansione a 24 squadre e il processo di trasformazione dei club in franchigie permanenti. Si tratta di una sospensione strategica e non necessariamente definitiva. L’Eurolega vuole infatti continuare a lavorare al proprio progetto, ma senza chiudere la possibilità di trovare un’intesa con la NBA. I club azionisti hanno comunque confermato l’intenzione di procedere verso una maggiore stabilità societaria e finanziaria. L’obiettivo è aumentare il valore della competizione senza perdere il controllo del sistema.
Basket europeo a un bivio
La situazione apre così una fase decisiva per il futuro del basket europeo. Da una parte c’è la NBA, forte di risorse economiche, capacità commerciale e di un progetto destinato a coinvolgere alcuni dei principali mercati del continente. Dall’altra c’è l’Eurolega, che vuole difendere la propria identità e il ruolo dei club che hanno costruito negli anni la principale competizione europea. Il rifiuto dell’offerta americana non chiude quindi la partita. Al contrario, potrebbe rappresentare soltanto il primo passaggio di una trattativa molto più lunga. La possibilità di una collaborazione resta concreta, ma per arrivare all’accordo servirà trovare un punto d’incontro su soldi, governance, numero di squadre e gestione delle franchigie. Il futuro della pallacanestro europea passa da questi nodi e dalle prossime mosse di NBA ed Eurolega.
Basket
Eurolega a 24 squadre: Napoli verso il sì, ci sono Virtus e Roma
Eurolega verso le 24 squadre dal 2027-28: Napoli ha ottenuto un sì condizionale. In corsa anche Virtus Bologna, BC Roma e Maxima Roma.

Foto di LOGAN WEAVER | @LGNWVR su Unsplash
Il basket europeo guarda al futuro e l’Eurolega prepara una possibile svolta storica. Il progetto di espansione della competizione prevede il passaggio dalle attuali 20 squadre a 24 partecipanti a partire dalla stagione 2027-28, con l’introduzione di un modello sempre più vicino a quello delle franchigie. Tra le realtà interessate al nuovo scenario ci sono anche quattro società italiane: Napoli, Virtus Bologna, BC Roma e Maxima Roma. Per il movimento italiano si tratta di un’opportunità particolarmente importante. La possibile crescita dell’Eurolega potrebbe infatti riportare stabilmente nuove piazze italiane ai massimi livelli del basket continentale, aumentando anche l’interesse commerciale e sportivo intorno alla competizione.
Eurolega: Napoli, arriva il sì condizionale
La situazione più interessante riguarda il Napoli Basket. Secondo quanto riportato da Eurosport, la società guidata da Matt Rizzetta avrebbe già ottenuto nel mese di agosto un’approvazione condizionata per il progetto Eurolega. Il via libera definitivo dovrebbe arrivare nei prossimi mesi, al termine delle verifiche previste dal processo di selezione. Il progetto del club partenopeo non riguarda soltanto l’aspetto sportivo. Napoli starebbe infatti lavorando anche sul fronte infrastrutturale, con l’idea di realizzare una nuova arena sulla Costiera Amalfitana capace di rispettare gli standard richiesti dall’Eurolega e, eventualmente, anche da NBA Europe. Una prospettiva ambiziosa che potrebbe cambiare il peso del basket napoletano nel panorama internazionale.
Virtus Bologna, candidatura già forte
Tra le italiane in corsa c’è anche la Virtus Bologna, che rappresenta una delle realtà più consolidate del basket nazionale. La società bianconera ha già un accordo triennale per partecipare all’Eurolega e punta a costruire le condizioni per una presenza sempre più stabile nella competizione. La candidatura della Virtus si inserisce quindi in un percorso già avviato e potrebbe rappresentare una delle opzioni più solide nel momento in cui verranno assegnate le nuove licenze.

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BC Roma e Maxima Roma sognano l’Eurolega
A completare il poker italiano ci sono le due nuove realtà della capitale: BC Roma e Maxima Roma. Entrambi i progetti puntano a riportare Roma ai vertici del basket europeo. La capitale rappresenta una piazza di enorme valore potenziale per l’Eurolega e le due candidature testimoniano la volontà di tornare a costruire un progetto di primo piano nella città. La concorrenza, però, è molto ampia. Le candidature complessive hanno superato quota venti e l’Eurolega prevede di assegnare fino a otto nuove franchigie per la stagione 2027-28.
Eurolega, otto nuove franchigie dal 2027
Il progetto prevede un cambiamento strutturale della competizione. Le 13 società attualmente in possesso di licenza decennale potranno trasformare il proprio status in franchigie permanenti, mentre saranno assegnati fino a otto nuovi posti attraverso il processo di selezione. L’Eurolega ha già ricevuto numerose proposte, per un valore potenziale degli investimenti superiore a 1,2 miliardi di euro. Il processo non riguarda dunque soltanto il campo, ma anche la solidità economica, le infrastrutture, il mercato di riferimento e le prospettive commerciali dei club interessati.
Il futuro dell’Eurolega e la sfida con la NBA
Il progetto di espansione arriva in un momento delicato per il basket europeo. Nei giorni scorsi i club azionisti dell’Eurolega hanno respinto l’offerta della NBA, pur lasciando aperto il dialogo tra le parti. Parallelamente, l’organizzazione europea ha confermato la volontà di portare avanti il proprio percorso di crescita. La decisione definitiva sulle nuove licenze sarà quindi fondamentale per delineare gli equilibri del basket europeo dei prossimi anni. Per l’Italia, intanto, la partita è aperta: Napoli, Virtus Bologna, BC Roma e Maxima Roma sono pronte a giocarsi le proprie chance per entrare nel nuovo progetto dell’Eurolega a 24 squadre. E per Napoli, il sì condizionale già ottenuto rappresenta un primo passo concreto verso un possibile salto storico.
Basket
Italia-Turchia, basket: sfida a Roma il 26 novembre 2026
Italia-Turchia si giocherà al PalaEur di Roma il 26 novembre 2026 alle 20. Gli Azzurri tornano nella Capitale dopo 19 anni di assenza dalla città eterna.
L’Italia di basket torna a Roma dopo 19 anni. La Federazione Italiana Pallacanestro ha ufficializzato la sede della sfida tra Italia e Turchia, valida per la seconda fase delle qualificazioni alla FIBA World Cup 2027. Gli Azzurri scenderanno in campo al PalaEur di Roma giovedì 26 novembre 2026 alle ore 20:00. Si tratta di un ritorno particolarmente significativo per la Nazionale maschile, che ritroverà il pubblico della Capitale dopo quasi due decenni. L’ultima apparizione degli Azzurri a Roma risale infatti all’agosto 2007, quando la Nazionale affrontò la Grecia in amichevole.
Italia-Turchia, appuntamento al PalaEur
La sfida contro la Turchia rappresenterà la terza partita della seconda fase delle qualificazioni al Mondiale 2027. L’incontro è stato inserito nel calendario della Nazionale per la finestra di novembre e metterà di fronte due squadre inserite nel Gruppo J, insieme a Serbia, Lituania, Bosnia Erzegovina e Islanda. Il confronto del PalaEur sarà quindi un appuntamento importante nel percorso degli Azzurri verso la rassegna iridata del 2027, che si disputerà a Doha, in Qatar. La formula delle qualificazioni europee prevede infatti che le prime tre squadre di ciascun raggruppamento della seconda fase conquistino l’accesso al Mondiale.

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L’Italia torna nella Capitale dopo 19 anni
Il ritorno dell’Italbasket a Roma rappresenta un evento significativo anche per la storia della Nazionale. La squadra maschile ha disputato numerose partite nella Capitale, mentre il PalaEur è stato teatro di alcuni momenti importanti della pallacanestro italiana. Il Palazzo dello Sport dell’EUR fu infatti uno degli impianti utilizzati durante le Olimpiadi di Roma 1960. La Nazionale italiana raggiunse in quell’occasione il quarto posto, ottenendo quello che all’epoca era il miglior risultato olimpico della propria storia. Anche EuroBasket 1991 ebbe un ruolo importante nella storia cestistica della Capitale. L’Italia arrivò fino alla finale e conquistò la medaglia d’argento davanti al proprio pubblico. Ora, a distanza di anni, il PalaEur è pronto a riabbracciare la Nazionale maschile per una gara ufficiale.
Gli Azzurri ritrovano Roma
La sfida contro la Turchia sarà quindi molto più di una semplice partita di qualificazione. Per l’Italia sarà l’occasione di tornare a giocare nella Capitale davanti al proprio pubblico, in uno degli impianti che hanno segnato la storia della pallacanestro italiana. L’attesa è già iniziata: il 26 novembre 2026 alle ore 20:00, Italia e Turchia si affronteranno al PalaEur nel percorso verso la FIBA World Cup 2027.
Basket
Basket, LeBron James, effetto sponsor: accordo record per i 76ers
Basket, LeBron James sbarca ai Philadelphia 76ers e l’effetto commerciale è immediato: nuovo sponsor Bloom Energy e accordo tra i più ricchi NBA.

Foto di Ben Hershey su Unsplash
L’arrivo di LeBron James ai Philadelphia 76ers non sta producendo effetti soltanto sul parquet. La franchigia di Philadelphia di basket ha infatti raggiunto un nuovo accordo di sponsorizzazione con Bloom Energy, azienda della Silicon Valley attiva nel settore della produzione di energia, che prenderà il posto di Crypto.com sulla patch presente sulle divise. Il nuovo accordo commerciale accompagnerà i Sixers nella stagione NBA 26/27, quella che vedrà LeBron James indossare per la prima volta la maglia di Philadelphia. Il valore ufficiale della partnership non è stato comunicato, ma le indiscrezioni riportate da diverse fonti indicano una cifra particolarmente elevata. Secondo quanto riferito da Eurosport, il contratto potrebbe essere inferiore soltanto alla sponsorizzazione firmata dai Golden State Warriors con Iren, indicata a circa 50 milioni di euro a stagione.
Basket: Philadelphia 76ers, nuovo sponsor dopo Crypto.com
Bloom Energy diventa così il nuovo marchio associato alle divise dei Philadelphia 76ers. La società prende il posto di Crypto.com, partnership che la franchigia ha deciso di interrompere con un anno di anticipo rispetto alla scadenza prevista. L’operazione arriva in un momento particolarmente significativo per il club. Philadelphia ha cambiato profondamente la propria dimensione mediatica durante l’estate, assicurandosi LeBron James e Jaylen Brown, oltre a puntare sulla conferma di giocatori come Joel Embiid e Tyrese Maxey. LeBron, in particolare, rappresenta uno dei principali elementi di attrazione internazionale della nuova stagione NBA. Il quattro volte campione NBA ha lasciato i Los Angeles Lakers dopo otto stagioni e ha scelto Philadelphia per affrontare la sua 24ª stagione nella lega.
L’effetto LeBron James sui Sixers
L’impatto dell’arrivo di LeBron James è già stato evidente anche sul fronte commerciale. Dopo l’annuncio del trasferimento a Philadelphia, le vendite della sua nuova maglia hanno stabilito un record per un giocatore passato a una nuova squadra: Fanatics ha comunicato che nei primi 48 ore sono state vendute più maglie di qualsiasi altro atleta in occasione del cambio di franchigia, superando anche il precedente primato legato a Shohei Ohtani.Il nuovo accordo con Bloom Energy si inserisce quindi in un quadro di crescente attenzione attorno alla franchigia. La stagione dei 76ers sarà infatti caratterizzata da una visibilità nazionale particolarmente elevata: il calendario prevede 34 partite di regular season trasmesse a livello nazionale, il massimo consentito, oltre a un debutto contro i New York Knicks e alla sfida del Christmas Day contro i Los Angeles Lakers.

Un contratto NBA di grande valore
Le cifre ufficiali della partnership tra Bloom Energy e Philadelphia 76ers non sono state rese note. Le stime riportate dalle fonti, tuttavia, collocano l’accordo tra le sponsorizzazioni di maglia più importanti dello sport nordamericano. Eurosport riferisce che il contratto potrebbe essere secondo soltanto a quello dei Golden State Warriors con Iren, mentre altre ricostruzioni parlano di un valore superiore ai 10 milioni di dollari all’anno. Il confronto evidenzia la portata commerciale della nuova era dei Sixers. L’arrivo di LeBron non riguarda quindi soltanto l’aspetto sportivo: il suo trasferimento ha aumentato l’attenzione internazionale sul progetto Philadelphia e contribuisce a rendere particolarmente appetibile la visibilità garantita dalla franchigia ai propri partner.
Basket: LeBron James, Philadelphia punta anche sul marketing
LeBron James ha firmato con i Philadelphia 76ers un contratto biennale da 8 milioni di dollari complessivi, con player option sulla seconda stagione. Una cifra nettamente inferiore rispetto al suo precedente contratto con i Lakers, ma la nuova esperienza del fuoriclasse va considerata anche alla luce delle numerose opportunità commerciali generate dal suo trasferimento. Sul campo, James sarà affiancato da Joel Embiid, Tyrese Maxey e Jaylen Brown, in una squadra costruita per competere ai massimi livelli. Fuori dal parquet, invece, il suo arrivo ha già prodotto conseguenze importanti per il brand Philadelphia 76ers. Il nuovo accordo con Bloom Energy rappresenta dunque uno dei primi segnali concreti dell’impatto commerciale della nuova era dei Sixers, con la franchigia che si prepara ad affrontare una stagione NBA caratterizzata da una crescente attenzione mediatica e internazionale.
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