Rugby
Italia-Sudafrica 7-66: gli Springboks travolgono gli Azzurri a Torino

Foto di Thomas Serer su Unsplash
Pesantissima sconfitta per l’Italia del rugby, travolta dal Sudafrica con il punteggio di 66-7 nella quarta giornata del Nations Championship 2026. All’Allianz Stadium di Torino gli Springboks confermano tutta la propria superiorità, imponendosi con nove mete e lasciando pochissimo spazio alla formazione guidata da Gonzalo Quesada. Una partita a senso unico soprattutto nella prima frazione, con i campioni del mondo capaci di costruire un vantaggio enorme già prima dell’intervallo. Gli Azzurri, alle prese anche con numerose assenze per infortunio, hanno faticato a contenere la potenza fisica e la velocità degli avversari. Nella ripresa è arrivata una reazione d’orgoglio, ma il divario accumulato era ormai incolmabile.
Rugby, Italia-Sudafrica: primo tempo da incubo
Il Sudafrica impone immediatamente il proprio ritmo. Dopo il calcio piazzato iniziale di Sacha Feinberg-Mngomezulu, è proprio il numero 10 degli ospiti a trovare la prima meta al 10′, con una splendida iniziativa personale che mette in evidenza le difficoltà della difesa italiana.
Gli Springboks continuano a spingere e trovano rapidamente altre marcature. Morné van den Berg, Malcolm Marx, Siya Kolisi e Damian Willemse vanno a segno, sfruttando soprattutto la superiorità nelle fasi statiche e la potenza del gioco avanzante. Per Marx arriva anche la seconda meta personale al 33′, dopo che l’Italia era rimasta temporaneamente in inferiorità numerica per il cartellino giallo mostrato a Muhamed Hasa.
La squadra di Quesada non riesce a trovare contromisure e fatica persino a superare la propria metà campo. All’intervallo il tabellone dell’Allianz Stadium racconta una partita già ampiamente compromessa: 45-0 per il Sudafrica.

Foto di Angel Arcalle su Unsplash
La reazione dell’Italia nella ripresa: Ruzza firma l’unica meta azzurra
Al rientro dagli spogliatoi gli Springboks riprendono da dove avevano lasciato. Wilco Louw porta il risultato oltre quota 50, confermando la difficoltà italiana nel contrastare la spinta del pacchetto sudafricano.
Con il passare dei minuti, però, gli Azzurri riescono a mostrare maggiore personalità. La squadra trova più continuità nel possesso e al 62′ arriva finalmente la meta italiana: Federico Ruzza conclude una buona azione offensiva e Tommaso Allan trasforma, regalando al pubblico torinese il primo momento di soddisfazione.
Il Sudafrica non perde comunque il controllo dell’incontro. Paul de Villiers aggiunge un’altra marcatura al 73′, mentre Ethan Hooker chiude definitivamente i conti all’80’, firmando la nona meta degli ospiti. Feinberg-Mngomezulu si conferma protagonista anche dalla piazzola, trasformando tutte le marcature sudafricane.
Nations Championship di rugby, per l’Italia dopo il Sudafrica, c’è l’Argentina
Il 66-7 finale rappresenta una battuta d’arresto molto pesante per l’Italia, che dovrà ripartire dalla reazione mostrata nella seconda metà dell’incontro. Il divario tecnico e fisico con i campioni del mondo è apparso evidente, soprattutto nei primi quaranta minuti, quando gli Azzurri non sono riusciti a contenere l’intensità degli avversari.
Per la formazione di Gonzalo Quesada non c’è però molto tempo per rimuginare sulla sconfitta. Il prossimo appuntamento del Nations Championship sarà contro l’Argentina, il 14 novembre a Genova. Una sfida importante per provare a riscattare la prestazione di Torino e ritrovare fiducia davanti al pubblico italiano.
Rugby
Nations Championship, risultati quarto turno: All Blacks travolgenti, Francia a valanga sulle Fiji
Nations Championship, tutti i risultati del quarto turno: Nuova Zelanda batte la Scozia 43-21, Francia travolgente sulle Fiji e Galles vincente.

Foto di Angel Arcalle su Unsplash
Il quarto turno del Nations Championship 2026 regala spettacolo e risultati importanti nella finestra internazionale di novembre. A prendersi la scena sono soprattutto Nuova Zelanda e Francia, entrambe protagoniste di vittorie convincenti rispettivamente contro Scozia e Fiji. Successo più sofferto, invece, per il Galles, che riesce a superare il Giappone al termine di una partita combattuta fino agli ultimi minuti. Gli All Blacks si impongono per 43-21 a Murrayfield, mentre i Bleus travolgono le Fiji con un netto 54-17 a Lione. A Cardiff, infine, i Dragoni difendono il vantaggio e battono i nipponici per 28-21. Per la Francia, però, la serata è accompagnata da una preoccupazione importante: l’infortunio di Romain Ntamack, costretto a lasciare il campo.
Nations Championship, Scozia-Nuova Zelanda 21-43: gli All Blacks dominano
La Nuova Zelanda conferma la propria superiorità storica nei confronti della Scozia, conquistando una vittoria per 43-21 a Edimburgo. Il risultato finale racconta di una partita nella quale i padroni di casa hanno provato a restare in corsa, prima di arrendersi alla maggiore fisicità e qualità degli All Blacks. La prima frazione è particolarmente spettacolare. La Scozia trova in Ewan Ashman un protagonista inatteso: il tallonatore realizza una tripletta di mete e tiene in partita la propria nazionale. Al termine dei primi quaranta minuti il punteggio è di 24-21 per gli ospiti, con gli scozzesi ancora pienamente in corsa.
Nella ripresa, però, la Nuova Zelanda cambia marcia. La squadra ospite alza l’intensità difensiva e trova nuove soluzioni offensive, costruendo un parziale che spegne le speranze dei padroni di casa. Tra i protagonisti spicca Beauden Barrett, autore di una doppietta che gli permette di raggiungere quota 50 mete con la maglia della nazionale. A completare il successo neozelandese contribuiscono anche Sititi, de Groot, Lakai, Moorby e Aumua. Per la Scozia arriva un’altra sconfitta contro gli All Blacks, che confermano una tradizione favorevole lunga oltre un secolo.
Francia-Fiji 54-17: otto mete dei Bleus, ma Ntamack si infortuna
La Francia offre una prestazione offensiva di altissimo livello e supera le Fiji per 54-17 davanti al pubblico di Lione. I Bleus mettono a segno otto mete e conquistano un successo che consente loro di rafforzare la propria posizione nel Nations Championship. La partita, tuttavia, non è priva di momenti complicati. Dopo un avvio nel quale i figiani riescono a contenere gli attacchi francesi, la squadra di Fabien Galthié trova progressivamente il ritmo giusto, sfruttando la qualità dei propri interpreti e la capacità di accelerare negli spazi.
La notizia più preoccupante riguarda però Romain Ntamack. L’apertura francese è costretta a uscire durante il primo tempo a causa di un problema alla spalla sinistra, lasciando spazio a Maxime Lucu. Un episodio che rischia di avere conseguenze importanti per il prosieguo del torneo e che mette in apprensione lo staff tecnico in vista dei prossimi impegni.
La Francia riesce comunque a mantenere il controllo della partita. Antoine Dupont, tornato a disposizione della nazionale, è tra i grandi protagonisti della serata e firma anche una meta personale. Ottima la prova collettiva dei Bleus, capaci di sfruttare le occasioni offensive e di mettere in difficoltà la difesa avversaria. Le Fiji trovano due mete nel finale con Vinaya Habosi e Selestino Ravutaumada, ma il divario resta ampio. Il risultato premia nettamente la formazione francese, che può guardare con fiducia alla prossima sfida contro il Sudafrica.

Foto di Thomas Serer su Unsplash
Galles-Giappone 28-21: i Dragoni resistono nel finale
Partita decisamente più equilibrata a Cardiff, dove il Galles riesce a superare il Giappone con il punteggio di 28-21. I padroni di casa devono faticare per avere la meglio sui Brave Blossoms, protagonisti di una prestazione combattiva e capace di tenere aperto il risultato fino alla conclusione. Il primo tempo è caratterizzato da continui ribaltamenti di fronte. Il Galles trova la via della meta con Archie Griffin, Josh Adams e Louis Rees-Zammit, mentre il Giappone risponde con Ben Gunter e Warner Dearns. All’intervallo i Dragoni conducono 21-14.
Nella seconda parte dell’incontro il ritmo diminuisce e le difese riescono a limitare maggiormente le iniziative offensive. A spezzare l’equilibrio è ancora Josh Adams, che firma la propria doppietta personale e porta il Galles sul 28-14. Il Giappone, però, non si arrende. A cinque minuti dalla fine Kenta Fukuda trova la meta che riapre la partita, riportando i suoi a sette punti di distanza. Gli ultimi minuti diventano così particolarmente intensi, con i padroni di casa costretti a difendere il vantaggio dagli ultimi tentativi degli avversari. Il Galles riesce a resistere e porta a casa una vittoria preziosa, mentre il Giappone esce sconfitto nonostante una prestazione di carattere.
Nations Championship 2026, tutti i risultati del quarto turno
Ecco il riepilogo delle tre sfide del quarto turno del Nations Championship:
- Nuova Zelanda-Scozia 43-21
- Francia-Fiji 54-17
- Galles-Giappone 28-21
La giornata conferma le ambizioni di Nuova Zelanda e Francia, entrambe capaci di imporsi con un margine significativo. Il Galles, invece, conquista due punti importanti sul piano del morale grazie a una vittoria ottenuta con maggiore sofferenza. Per i francesi, nonostante il largo successo, resta da valutare la situazione di Ntamack: le condizioni dell’apertura saranno un elemento fondamentale in vista del prossimo appuntamento contro i campioni del mondo del Sudafrica. Le tre partite hanno confermato il buon momento di Nuova Zelanda e Francia, mentre il Galles ha dovuto soffrire fino alla fine. Particolare attenzione merita l’infortunio di Ntamack, che potrebbe pesare sulle ambizioni dei Bleus nel prosieguo del torneo.
Rugby
Rugby, accordo storico tra Sei Nazioni e SANZAAR: nasce una nuova alleanza mondiale
Rugby mondiale, Sei Nazioni e SANZAAR uniscono i diritti tv e commerciali. Ricavi condivisi tra dieci federazioni: la svolta parte dal 2028.

Foto di Angel Arcalle su Unsplash
Il rugby internazionale si prepara a vivere una trasformazione destinata a cambiare gli equilibri economici e commerciali dell’intero movimento. Le federazioni del Sei Nazioni e della SANZAAR hanno raggiunto un’intesa per gestire congiuntamente la commercializzazione dei diritti televisivi e commerciali delle principali competizioni internazionali. Un accordo di portata storica, che punta a rafforzare il valore del rugby mondiale attraverso una strategia comune tra le grandi potenze dell’emisfero settentrionale e meridionale.
L’iniziativa coinvolge dieci federazioni: Italia, Inghilterra, Irlanda, Francia, Galles, Scozia, Sudafrica, Nuova Zelanda, Australia e Argentina. Si tratta delle nazioni fondatrici del Nations Championship, progetto che rappresenta uno dei principali punti di contatto tra i due emisferi. La novità più importante riguarda la possibilità di condividere i ricavi generati dalle diverse competizioni, superando un sistema nel quale ciascun blocco operava prevalentemente attraverso strategie commerciali separate.
Rugby, Sei Nazioni e SANZAAR insieme: come funzionerà il nuovo accordo
Il cuore dell’intesa è la creazione di una struttura commerciale comune, affidata a un’agenzia specializzata che opererà sotto la supervisione dei rappresentanti delle dieci federazioni coinvolte. L’obiettivo è presentare sul mercato un’offerta più ampia e competitiva, mettendo insieme alcuni dei prodotti più importanti del panorama rugbistico internazionale. Tra questi figurano il Sei Nazioni, il Rugby Championship e il Nations Championship, ma anche i tour dei British & Irish Lions e Rugby’s Greatest Rivalry, la storica sfida tra Nuova Zelanda e Sudafrica.
La principale innovazione sarà la distribuzione condivisa dei proventi. Le federazioni dell’emisfero sud potranno beneficiare anche delle entrate commerciali generate dal Sei Nazioni e dai British & Irish Lions. Allo stesso modo, le nazioni europee avranno accesso a una parte dei ricavi prodotti dalle competizioni organizzate nell’emisfero australe. Una scelta che potrebbe garantire maggiore stabilità economica alle federazioni e nuove risorse da investire nello sviluppo del movimento.

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Diritti televisivi del rugby: la svolta arriverà nel 2030
L’intesa avrà un’attuazione progressiva. I primi effetti concreti sul fronte commerciale e delle sponsorizzazioni sono previsti dal 2028, anno nel quale si disputerà la seconda edizione del Nations Championship. Per quanto riguarda i diritti televisivi, invece, sarà necessario attendere il 2030. Gli attuali contratti di trasmissione del Sei Nazioni e delle competizioni SANZAAR rimarranno infatti in vigore fino al 2029.
Il nuovo ciclo rappresenterà quindi il momento decisivo per mettere sul mercato, attraverso una strategia coordinata, alcune delle proprietà più importanti del rugby internazionale. Non è necessariamente prevista la nascita di un unico canale televisivo mondiale. Le differenti normative nazionali, soprattutto quelle relative alla trasmissione gratuita degli eventi sportivi, continueranno a influenzare le modalità di distribuzione dei contenuti. La novità sarà piuttosto una gestione commerciale unificata, con l’obiettivo di valorizzare maggiormente i diritti nei diversi mercati.
Rugby mondiale, cosa cambia per le dieci federazioni
L’accordo tra Sei Nazioni e SANZAAR rappresenta un passaggio strategico per il futuro del rugby. La collaborazione tra Nord e Sud non si limiterà più soltanto agli appuntamenti sul campo, ma coinvolgerà direttamente anche la gestione delle risorse economiche. In un panorama sportivo nel quale la concorrenza per attirare pubblico, sponsor e investimenti è sempre più forte, presentarsi uniti potrebbe consentire al rugby di aumentare la propria competitività e raggiungere nuovi mercati.
La condivisione dei ricavi potrebbe inoltre contribuire a ridurre alcune differenze economiche tra le federazioni, offrendo maggiori opportunità di crescita e sviluppo. Si apre così una nuova fase per il movimento internazionale: Sei Nazioni e SANZAAR scelgono di fare squadra anche fuori dal campo. Il 2028 segnerà i primi cambiamenti sul piano commerciale, mentre il 2030 potrebbe rappresentare l’inizio di una vera rivoluzione nella gestione dei diritti televisivi del rugby mondiale.
Rugby
Rugby, Lorenzo Pani torna al Benetton Treviso: contratto fino al 2029
Lorenzo Pani torna al Benetton Treviso dopo quattro stagioni alle Zebre Parma. Contratto fino al 2029 per l’estremo della Nazionale italiana.

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La Benetton Treviso rinforza il reparto dei trequarti con il ritorno di Lorenzo Pani. L’estremo della Nazionale italiana lascia le Zebre Parma dopo quattro stagioni e si prepara a vestire nuovamente la maglia biancoverde, con un contratto valido dal 1° novembre 2026 al 30 giugno 2029. Un’operazione importante per la franchigia veneta, che punta ad ampliare le soluzioni a disposizione dell’allenatore Wayne Pivac in vista dei prossimi impegni dello United Rugby Championship. Per Pani si tratta di un ritorno alle origini. Il giocatore classe 2002 aveva infatti già esordito tra i professionisti con il Benetton nella stagione 2021-2022, prima di trasferirsi a Parma nell’aprile 2022. L’esperienza con le Zebre gli ha permesso di accumulare presenze, maturare sul piano tecnico e conquistare spazio nel panorama internazionale.
Lorenzo Pani lascia le Zebre e torna alla Benetton Treviso
Nato a Firenze, Pani ha costruito il proprio percorso di crescita attraverso Sesto Rugby, Cavalieri Union Prato e Accademia FIR. Dopo le prime apparizioni con il Benetton, il passaggio alle Zebre ha rappresentato una tappa fondamentale per la sua carriera. Con la formazione emiliana ha collezionato 39 presenze e nove mete, mettendosi in evidenza grazie alla velocità, alle capacità offensive e alla versatilità nel reparto arretrato. Qualità che gli hanno consentito di entrare stabilmente nel radar della Nazionale italiana. Il ritorno a Treviso gli offrirà una nuova opportunità per proseguire il proprio percorso ad alto livello. Il trasferimento si inserisce inoltre nella collaborazione tra le due franchigie italiane, impegnate a valorizzare i giocatori e a garantire loro le migliori condizioni per crescere e competere.

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Benetton, Pavanello spiega i motivi dell’operazione
Il presidente e amministratore delegato del Benetton Rugby, Antonio Pavanello, ha illustrato le ragioni che hanno portato il club a puntare nuovamente sull’estremo azzurro: “Lorenzo rappresenta un’opzione in più nel triangolo allargato, un giocatore di qualità che conosciamo bene”, ha spiegato Pavanello, sottolineando l’importanza di ampliare le alternative per lo staff tecnico.
La scelta è legata anche alla situazione del reparto dei trequarti. L’infortunio di Flook e l’impiego di Mey nel ruolo di centro hanno reso necessario individuare un’ulteriore soluzione per garantire maggiore profondità alla rosa. Il dirigente biancoverde ha inoltre ringraziato le Zebre Parma per la disponibilità dimostrata nella conclusione dell’operazione, evidenziando il valore della collaborazione tra le due realtà italiane.
Lorenzo Pani e la scelta della Benetton Treviso
Grande entusiasmo anche nelle parole del diretto interessato, pronto a rimettersi in gioco con la squadra che lo aveva lanciato nel rugby professionistico: “Sono molto felice di essere qui e non vedo l’ora di mettermi in gioco, dimostrare le mie qualità e contribuire agli obiettivi della squadra. Vestire questa maglia rappresenta per me un’opportunità straordinaria. Arrivo a Treviso con tanta voglia di lavorare, crescere e alzare continuamente l’asticella, in un contesto competitivo e stimolante”.
Nazionale italiana, i numeri di Pani in azzurro
Il percorso di Pani comprende anche un’esperienza significativa con la Nazionale maggiore. Il suo debutto internazionale è arrivato contro la Scozia nel luglio 2023, mentre durante la Coppa del Mondo ha trovato la via della meta nella sfida contro l’Uruguay. Un altro momento importante è rappresentato dalla marcatura contro il Galles nel Sei Nazioni 2024, premiata come la più bella dell’intero torneo. Il bilancio in azzurro riportato da OA Sport parla di 14 presenze e 15 punti. Numeri che testimoniano il percorso compiuto dal giocatore, diventato una risorsa interessante per il rugby italiano. Il ritorno al Benetton rappresenta quindi una nuova tappa per consolidare la propria crescita e continuare a puntare alla maglia della Nazionale. La franchigia trevigiana si assicura un giocatore che conosce già l’ambiente e che potrà mettere a disposizione dello staff tecnico velocità, qualità atletiche e soluzioni offensive. L’obiettivo sarà inserirsi nuovamente nel gruppo biancoverde e contribuire ai risultati della squadra nello United Rugby Championship, in un’annata nella quale la profondità della rosa potrebbe rivelarsi determinante.
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