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Tennis, Errani e Paolini alle WTA Finals 2026: qualificazione per il terzo anno consecutivo

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Errani e Paolini conquistano le WTA Finals 2026 dopo il 6-4 6-0 a Mihalikova e Nicholls. Domenica la finale del WTA 500 di Tokyo.
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Sara Errani e Jasmine Paolini conquistano un altro importante traguardo nel circuito internazionale. Le due tenniste italiane hanno centrato la qualificazione alle WTA Finals di doppio, ottenendo il pass per il prestigioso appuntamento di fine stagione per il terzo anno consecutivo. Decisiva la vittoria nella semifinale del WTA 500 di Tokyo contro Tereza Mihalikova e Olivia Nicholls, in una partita che rappresentava un vero e proprio spareggio per l’ultimo posto disponibile.

WTA 500 di Tokio: Errani-Paolini, vittoria decisiva contro Mihalikova e Nicholls

La coppia azzurra ha superato le avversarie con un netto 6-4, 6-0, al termine di un incontro durato un’ora e 16 minuti. Una prestazione in crescendo per Errani e Paolini, capaci di gestire un primo set più equilibrato e di dominare completamente la seconda frazione.

La posta in palio era particolarmente importante: oltre all’accesso alla finale del torneo giapponese, c’era da conquistare l’ultimo biglietto per le WTA Finals di Indian Wells. Le italiane hanno risposto nel migliore dei modi, imponendosi su una coppia che rappresentava la principale concorrente nella corsa alla qualificazione.

Per Sara Errani e Jasmine Paolini si tratta della terza partecipazione consecutiva al torneo che riunisce le migliori coppie della stagione. Dopo le esperienze del 2024 e del 2025, le due azzurre avranno nuovamente l’opportunità di confrontarsi con le migliori interpreti del doppio mondiale.

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WTA Finals 2026, quando si giocano e le coppie qualificate oltre a Errani e Paolini

Le WTA Finals 2026 si disputeranno a Indian Wells, in California, dall’8 al 15 novembre. Errani e Paolini saranno la testa di serie numero 8 del tabellone di doppio, completando così il gruppo delle qualificate. L’obiettivo sarà provare a superare per la prima volta la fase a gironi, dopo le precedenti partecipazioni. La qualificazione rappresenta un’ulteriore conferma della continuità raggiunta dalla coppia italiana, protagonista anche nel corso di questa stagione con risultati importanti nei principali tornei del circuito.

Errani e Paolini, domenica la finale del WTA 500 di Tokyo

Prima di volare negli Stati Uniti, però, le italiane avranno un altro appuntamento da affrontare. Domenica 1° novembre, Errani e Paolini torneranno in campo per disputare la finale del WTA 500 di Tokyo. Dall’altra parte della rete ci saranno Gabriela Dabrowski e Luisa Stefani, prime teste di serie del torneo e attualmente ai vertici della Race stagionale. Per le azzurre sarà un’occasione importante per aggiungere un altro titolo a una stagione che ha già regalato la qualificazione al Masters di fine anno. La finale giapponese rappresenterà inoltre un interessante anticipo delle WTA Finals, dove le migliori coppie del circuito si contenderanno il titolo più prestigioso della stagione nel doppio femminile.

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FIGC, Adriano Galliani candidato alla presidenza: arriva il sostegno di AIC e AIAC

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Presidenza FIGC, AIC e AIAC ufficializzano il sostegno ad Adriano Galliani. L’ex dirigente del Milan si prepara alla sfida elettorale del 14 dicembre.

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La corsa alla presidenza della FIGC entra nel vivo con una candidatura di peso. Adriano Galliani potrà contare sul sostegno ufficiale dell’Associazione Italiana Calciatori (AIC) e dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio (AIAC), che hanno completato la raccolta delle firme necessarie per presentarlo alle elezioni federali del prossimo 14 dicembre 2026.  L’annuncio segna un passaggio importante nella partita per la guida del calcio italiano. Le due associazioni hanno scelto di puntare sull’esperienza del dirigente brianzolo, protagonista per molti anni ai vertici del Milan e successivamente impegnato anche nel progetto del Monza. La decisione di AIC e AIAC rafforza quindi la posizione di Galliani in vista dell’Assemblea Federale Elettiva, in una fase caratterizzata da confronti e trattative tra le diverse componenti del sistema calcistico nazionale.

AIC e AIAC a sostegno di Galliani alla FIGC

Nel comunicato congiunto, le due associazioni hanno motivato la scelta richiamando il percorso professionale e i risultati ottenuti da Galliani nel corso della sua carriera. La candidatura viene presentata come un’opportunità per avviare una nuova fase nella gestione della Federcalcio. AIC e AIAC sottolineano in particolare la necessità di una visione federale aperta e progressiva, capace di affrontare le riforme considerate ormai indispensabili per il futuro del movimento calcistico italiano. Le organizzazioni auspicano inoltre che questa posizione possa trovare condivisione anche tra le altre componenti della FIGC. L’obiettivo dichiarato è favorire un percorso comune, in grado di superare le divisioni e individuare soluzioni concrete per le questioni che interessano il calcio nazionale.

Galliani contro Malagò: si profila la sfida per la FIGC

Il sostegno di calciatori e allenatori apre ufficialmente la strada al confronto con Giovanni Malagò, attuale commissario della FIGC e candidato sostenuto da una parte significativa dei club di Serie A. Secondo le ricostruzioni pubblicate il 29 ottobre, Malagò avrebbe raccolto l’appoggio necessario di undici società del massimo campionato per formalizzare la propria candidatura.  Si delinea così una competizione che coinvolge interessi e rappresentanze differenti: da una parte le associazioni di calciatori e allenatori schierate con Galliani, dall’altra i club di Serie A che sostengono Malagò.

Il passaggio decisivo sarà rappresentato dall’Assemblea Federale Elettiva del 14 dicembre, quando le diverse componenti saranno chiamate a esprimersi sulla futura guida della Federcalcio. Per Galliani, il sostegno di AIC e AIAC costituisce un punto di partenza importante, ma saranno gli equilibri complessivi tra le rappresentanze del calcio italiano a determinare l’esito della votazione. La partita per la presidenza FIGC è dunque entrata nella fase decisiva. Le prossime settimane saranno fondamentali per conoscere i programmi dei candidati, le alleanze e i consensi effettivamente disponibili in vista dell’appuntamento elettorale.

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FIFA, l’Asia sostiene Infantino: si dimette Takeshi Okada, vicepresidente della Federcalcio giapponese

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FIFA, l’Asia sostiene la rielezione di Gianni Infantino. Takeshi Okada si dimette da vicepresidente della Federcalcio giapponese.
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La corsa alla presidenza della FIFA si accende in vista delle elezioni del marzo 2027. Il sostegno annunciato dalla Confederazione calcistica asiatica (AFC) a Gianni Infantino ha provocato una presa di posizione significativa in Giappone: Takeshi Okada ha lasciato l’incarico di vicepresidente della Federcalcio nipponica, manifestando il proprio dissenso rispetto alla gestione delle recenti vicende legate alla Coppa del Mondo. La decisione dell’ex commissario tecnico della nazionale giapponese è stata comunicata ufficialmente il 28 ottobre, dopo le dimissioni formalizzate il 24 ottobre. Al centro della vicenda c’è il cambio di posizione dell’AFC, che ha dichiarato il proprio appoggio alla candidatura di Infantino per un nuovo mandato alla guida del calcio mondiale.

Okada lascia la Federcalcio giapponese: «Lo sport deve essere integro»

Nella dichiarazione che accompagna le dimissioni, Okada ha spiegato di aver maturato la decisione dopo un’attenta riflessione. L’ex allenatore ha sottolineato il valore sociale dello sport e l’importanza di preservarne i principi etici, evidenziando una distanza ormai troppo ampia tra le proprie convinzioni e le risposte fornite alle controversie legate alla FIFA e ai Mondiali.

«Come sportivo, non posso accettarlo», è il senso del passaggio più netto della sua presa di posizione, nella quale ha ribadito la propria convinzione che lo sport debba essere praticato con integrità.

Okada ha anche riconosciuto che, nei rapporti tra la federazione giapponese e l’organismo continentale, possono esistere ragioni pratiche per mantenere una linea comune con l’AFC. Tuttavia, questo non gli ha impedito di scegliere una strada diversa, rinunciando alla carica federale prima della scadenza naturale del mandato.

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Infantino incassa il sostegno dell’Asia in vista delle elezioni FIFA

La vicenda si inserisce nella partita politica che precede le elezioni presidenziali della FIFA, previste per marzo 2027. Il presidente uscente Gianni Infantino, alla guida dell’organizzazione dal 2016, punta a ottenere un nuovo mandato e può ora contare sull’appoggio annunciato dal presidente dell’AFC, lo sceicco Salman bin Ebrahim Al Khalifa.

La dichiarazione è arrivata durante il congresso straordinario della confederazione asiatica tenutosi a Tokyo il 23 ottobre. Il sostegno rappresenta un passaggio importante, considerando che l’AFC riunisce 47 federazioni nazionali, i cui voti possono incidere in modo rilevante sull’esito dell’elezione.

La posizione attuale segna inoltre un’inversione rispetto alle critiche espresse nei mesi precedenti nei confronti della FIFA. In agosto, infatti, l’organismo asiatico aveva aderito alle contestazioni relative al progetto FIFA Forward Enterprise, che prevedeva il coinvolgimento di investitori privati nei diritti commerciali delle competizioni calcistiche. L’iniziativa è stata successivamente accantonata dopo le polemiche suscitate.

Il caso FIFA-Infantino e il progetto sugli investimenti privati

Il piano per coinvolgere capitali privati nello sfruttamento commerciale delle competizioni FIFA aveva alimentato tensioni tra la dirigenza mondiale e diversi organismi calcistici. Le critiche riguardavano soprattutto le modalità con cui era stata concepita l’operazione e le possibili conseguenze sulla gestione dei diritti legati ai tornei internazionali.

Dopo il ritiro della proposta, Infantino ha riconosciuto alcuni errori e presentato le proprie scuse agli organi direttivi della FIFA. La vicenda, tuttavia, ha lasciato strascichi politici e ha contribuito ad alimentare il dibattito sulla leadership dell’organizzazione.

In questo scenario, il sostegno dell’AFC rafforza la posizione elettorale del presidente uscente, ma non significa necessariamente che tutte le federazioni asiatiche condividano la stessa linea. Le dimissioni di Okada rappresentano proprio un segnale delle tensioni che attraversano il calcio internazionale.

Chi è Takeshi Okada: l’ex ct del Giappone ai Mondiali

Takeshi Okada è una figura di primo piano del calcio giapponese. Da commissario tecnico ha guidato la nazionale nipponica ai Mondiali del 1998 in Francia e del 2010 in Sudafrica. In quest’ultima edizione, il Giappone ha raggiunto gli ottavi di finale, confermando la propria crescita sulla scena internazionale.

La sua uscita dai vertici della federazione assume quindi un significato che va oltre il semplice avvicendamento istituzionale. La scelta di lasciare l’incarico in seguito alle divergenze sulla gestione delle questioni FIFA porta in primo piano il rapporto tra interessi politici, governance sportiva e principi etici.

Con le elezioni del marzo 2027 all’orizzonte, la partita per la presidenza della FIFA resta aperta. L’appoggio asiatico costituisce un vantaggio per Infantino, mentre il gesto di Okada evidenzia come, anche all’interno delle federazioni nazionali, la ricerca di consenso non sia priva di contrasti.

 

 

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FIGC, sfida Malagò-Galliani: Serie A divisa, ecco le date decisive

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Elezioni FIGC, cresce la sfida tra Giovanni Malagò e Adriano Galliani. La Serie A è divisa: candidature entro il 4 novembre, voto il 14 dicembre.

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La corsa alla presidenza della FIGC entra in una fase decisiva e apre una nuova frattura all’interno della Serie A. Giovanni Malagò, attuale commissario straordinario della Federazione, deve fare i conti con la possibile candidatura di Adriano Galliani, storico dirigente del calcio italiano ed ex amministratore delegato di Milan e Monza. Quella che sembrava una strada indirizzata verso la conferma di Malagò si è trasformata in una partita ancora aperta, con le società chiamate a trovare una posizione condivisa. Il confronto tra i club del massimo campionato ha evidenziato le difficoltà nel raggiungere un’intesa. Secondo quanto riportato dalle cronache del 27 ottobre, quattordici società hanno partecipato a una riunione informale da remoto per discutere dei possibili candidati. L’incontro, tuttavia, non ha prodotto una decisione definitiva e le posizioni restano distanti. La posta in gioco è importante: individuare il nome da sostenere nella corsa alla guida del calcio italiano, in un momento delicato per la Federazione e per il futuro delle Nazionali.

Elezioni FIGC: Malagò-Galliani, la Serie A si divide

Il nome di Malagò era emerso come riferimento della Serie A nella precedente fase elettorale. Negli ultimi giorni, però, una parte dei club ha iniziato a valutare l’ipotesi di puntare su Galliani, dirigente con una lunga esperienza ai vertici del calcio italiano e già presidente della Lega Serie A dal 2002 al 2006. Tra gli elementi che alimentano il confronto ci sono le divergenze sulla gestione della Federazione e sulle modalità con cui vengono assunte alcune decisioni strategiche. Una parte delle società chiederebbe un maggiore coinvolgimento dei club nelle scelte riguardanti il movimento calcistico nazionale.

Il fronte favorevole a Galliani comprende società come Inter, Milan e Atalanta, mentre tra i club indicati come sostenitori di Malagò figurano Napoli e Roma. Non si tratta, però, di schieramenti definitivamente certificati: le interlocuzioni sono ancora in corso e gli orientamenti potrebbero cambiare prima della scadenza per la presentazione delle candidature. La riunione del 27 ottobre non ha quindi sancito una vittoria politica di uno dei due candidati. Ha piuttosto confermato che la ricerca di un accordo richiederà ulteriori confronti.

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Adriano Galliani, un passaggio formale verso la candidatura

Un elemento importante nella vicenda riguarda il tesseramento di Galliani con l’Enotria 1908, società dilettantistica milanese, nel ruolo di dirigente accompagnatore. Si tratta di un passaggio formale necessario per rendere possibile la sua candidatura alla presidenza federale. L’operazione ha dato maggiore concretezza all’ipotesi di una sfida con Malagò, senza significare che la candidatura sia già stata depositata o che siano stati definiti tutti gli appoggi necessari.

L’esperienza maturata da Galliani tra Milan, Monza e Lega Serie A rappresenta uno degli elementi centrali del suo profilo. Resta da capire, tuttavia, se riuscirà a raccogliere un consenso sufficiente tra le componenti del calcio italiano e, soprattutto, a diventare il candidato unitario del massimo campionato. Dall’altra parte, Malagò può contare sulla posizione già espressa in suo favore da numerosi club e sul lavoro svolto ai vertici del movimento sportivo italiano. La sua conferma, però, non può essere considerata scontata alla luce delle nuove dinamiche politiche.

Elezioni FIGC, Malagò contro Galliani: le date da segnare: 4 novembre e 14 dicembre

Il calendario delle prossime settimane sarà determinante per chiarire gli equilibri della corsa alla presidenza federale. Due sono gli appuntamenti principali:

  • 4 novembre 2026: scadenza per la presentazione delle candidature alla presidenza della FIGC. Per presentarsi attraverso la componente della Serie A occorrono almeno 11 accrediti su 20.
  • 14 dicembre 2026: data fissata per l’Assemblea federale elettiva, chiamata a scegliere il nuovo presidente della Federazione.

La scelta della Serie A avrà un peso importante, ma non determinerà automaticamente l’esito finale. Il sistema elettorale federale coinvolge infatti diverse componenti, ciascuna con un proprio peso nella votazione. Per questo motivo, anche un eventuale accordo tra le società del massimo campionato dovrà essere accompagnato dalla ricerca di consensi più ampi all’interno del movimento calcistico.

Il futuro del calcio italiano passa dalla scelta del presidente

La contrapposizione tra Malagò e Galliani va oltre la semplice individuazione di un nuovo vertice federale. Sul tavolo ci sono la governance della FIGC, il rapporto tra Federazione e società e le strategie necessarie per affrontare le difficoltà del calcio italiano. Da una parte c’è Malagò, chiamato a difendere il sostegno ottenuto nella precedente fase elettorale e a convincere i club della validità del proprio percorso. Dall’altra Galliani, che potrebbe mettere a disposizione della Federazione l’esperienza maturata in decenni di attività dirigenziale.

Al momento, la partita resta aperta e la Serie A non ha ancora trovato una posizione condivisa. Le prossime interlocuzioni saranno decisive per capire se prevarrà la continuità con Malagò oppure se maturerà una convergenza sul nome di Galliani. La certezza riguarda le scadenze: il 4 novembre rappresenta il primo spartiacque, mentre il 14 dicembre sarà il giorno della decisione finale. Fino ad allora, alleanze e strategie potranno ancora cambiare.

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