Calcio
FIGC, Adriano Galliani candidato alla presidenza: arriva il sostegno di AIC e AIAC
La corsa alla presidenza della FIGC entra nel vivo con una candidatura di peso. Adriano Galliani potrà contare sul sostegno ufficiale dell’Associazione Italiana Calciatori (AIC) e dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio (AIAC), che hanno completato la raccolta delle firme necessarie per presentarlo alle elezioni federali del prossimo 14 dicembre 2026. L’annuncio segna un passaggio importante nella partita per la guida del calcio italiano. Le due associazioni hanno scelto di puntare sull’esperienza del dirigente brianzolo, protagonista per molti anni ai vertici del Milan e successivamente impegnato anche nel progetto del Monza. La decisione di AIC e AIAC rafforza quindi la posizione di Galliani in vista dell’Assemblea Federale Elettiva, in una fase caratterizzata da confronti e trattative tra le diverse componenti del sistema calcistico nazionale.
AIC e AIAC a sostegno di Galliani alla FIGC
Nel comunicato congiunto, le due associazioni hanno motivato la scelta richiamando il percorso professionale e i risultati ottenuti da Galliani nel corso della sua carriera. La candidatura viene presentata come un’opportunità per avviare una nuova fase nella gestione della Federcalcio. AIC e AIAC sottolineano in particolare la necessità di una visione federale aperta e progressiva, capace di affrontare le riforme considerate ormai indispensabili per il futuro del movimento calcistico italiano. Le organizzazioni auspicano inoltre che questa posizione possa trovare condivisione anche tra le altre componenti della FIGC. L’obiettivo dichiarato è favorire un percorso comune, in grado di superare le divisioni e individuare soluzioni concrete per le questioni che interessano il calcio nazionale.

Foto di Connor Coyne su Unsplash
Galliani contro Malagò: si profila la sfida per la FIGC
Il sostegno di calciatori e allenatori apre ufficialmente la strada al confronto con Giovanni Malagò, attuale commissario della FIGC e candidato sostenuto da una parte significativa dei club di Serie A. Secondo le ricostruzioni pubblicate il 29 ottobre, Malagò avrebbe raccolto l’appoggio necessario di undici società del massimo campionato per formalizzare la propria candidatura. Si delinea così una competizione che coinvolge interessi e rappresentanze differenti: da una parte le associazioni di calciatori e allenatori schierate con Galliani, dall’altra i club di Serie A che sostengono Malagò.
Il passaggio decisivo sarà rappresentato dall’Assemblea Federale Elettiva del 14 dicembre, quando le diverse componenti saranno chiamate a esprimersi sulla futura guida della Federcalcio. Per Galliani, il sostegno di AIC e AIAC costituisce un punto di partenza importante, ma saranno gli equilibri complessivi tra le rappresentanze del calcio italiano a determinare l’esito della votazione. La partita per la presidenza FIGC è dunque entrata nella fase decisiva. Le prossime settimane saranno fondamentali per conoscere i programmi dei candidati, le alleanze e i consensi effettivamente disponibili in vista dell’appuntamento elettorale.
Calcio
FIFA, l’Asia sostiene Infantino: si dimette Takeshi Okada, vicepresidente della Federcalcio giapponese

La corsa alla presidenza della FIFA si accende in vista delle elezioni del marzo 2027. Il sostegno annunciato dalla Confederazione calcistica asiatica (AFC) a Gianni Infantino ha provocato una presa di posizione significativa in Giappone: Takeshi Okada ha lasciato l’incarico di vicepresidente della Federcalcio nipponica, manifestando il proprio dissenso rispetto alla gestione delle recenti vicende legate alla Coppa del Mondo. La decisione dell’ex commissario tecnico della nazionale giapponese è stata comunicata ufficialmente il 28 ottobre, dopo le dimissioni formalizzate il 24 ottobre. Al centro della vicenda c’è il cambio di posizione dell’AFC, che ha dichiarato il proprio appoggio alla candidatura di Infantino per un nuovo mandato alla guida del calcio mondiale.
Okada lascia la Federcalcio giapponese: «Lo sport deve essere integro»
Nella dichiarazione che accompagna le dimissioni, Okada ha spiegato di aver maturato la decisione dopo un’attenta riflessione. L’ex allenatore ha sottolineato il valore sociale dello sport e l’importanza di preservarne i principi etici, evidenziando una distanza ormai troppo ampia tra le proprie convinzioni e le risposte fornite alle controversie legate alla FIFA e ai Mondiali.
«Come sportivo, non posso accettarlo», è il senso del passaggio più netto della sua presa di posizione, nella quale ha ribadito la propria convinzione che lo sport debba essere praticato con integrità.
Okada ha anche riconosciuto che, nei rapporti tra la federazione giapponese e l’organismo continentale, possono esistere ragioni pratiche per mantenere una linea comune con l’AFC. Tuttavia, questo non gli ha impedito di scegliere una strada diversa, rinunciando alla carica federale prima della scadenza naturale del mandato.

Infantino incassa il sostegno dell’Asia in vista delle elezioni FIFA
La vicenda si inserisce nella partita politica che precede le elezioni presidenziali della FIFA, previste per marzo 2027. Il presidente uscente Gianni Infantino, alla guida dell’organizzazione dal 2016, punta a ottenere un nuovo mandato e può ora contare sull’appoggio annunciato dal presidente dell’AFC, lo sceicco Salman bin Ebrahim Al Khalifa.
La dichiarazione è arrivata durante il congresso straordinario della confederazione asiatica tenutosi a Tokyo il 23 ottobre. Il sostegno rappresenta un passaggio importante, considerando che l’AFC riunisce 47 federazioni nazionali, i cui voti possono incidere in modo rilevante sull’esito dell’elezione.
La posizione attuale segna inoltre un’inversione rispetto alle critiche espresse nei mesi precedenti nei confronti della FIFA. In agosto, infatti, l’organismo asiatico aveva aderito alle contestazioni relative al progetto FIFA Forward Enterprise, che prevedeva il coinvolgimento di investitori privati nei diritti commerciali delle competizioni calcistiche. L’iniziativa è stata successivamente accantonata dopo le polemiche suscitate.
Il caso FIFA-Infantino e il progetto sugli investimenti privati
Il piano per coinvolgere capitali privati nello sfruttamento commerciale delle competizioni FIFA aveva alimentato tensioni tra la dirigenza mondiale e diversi organismi calcistici. Le critiche riguardavano soprattutto le modalità con cui era stata concepita l’operazione e le possibili conseguenze sulla gestione dei diritti legati ai tornei internazionali.
Dopo il ritiro della proposta, Infantino ha riconosciuto alcuni errori e presentato le proprie scuse agli organi direttivi della FIFA. La vicenda, tuttavia, ha lasciato strascichi politici e ha contribuito ad alimentare il dibattito sulla leadership dell’organizzazione.
In questo scenario, il sostegno dell’AFC rafforza la posizione elettorale del presidente uscente, ma non significa necessariamente che tutte le federazioni asiatiche condividano la stessa linea. Le dimissioni di Okada rappresentano proprio un segnale delle tensioni che attraversano il calcio internazionale.
Chi è Takeshi Okada: l’ex ct del Giappone ai Mondiali
Takeshi Okada è una figura di primo piano del calcio giapponese. Da commissario tecnico ha guidato la nazionale nipponica ai Mondiali del 1998 in Francia e del 2010 in Sudafrica. In quest’ultima edizione, il Giappone ha raggiunto gli ottavi di finale, confermando la propria crescita sulla scena internazionale.
La sua uscita dai vertici della federazione assume quindi un significato che va oltre il semplice avvicendamento istituzionale. La scelta di lasciare l’incarico in seguito alle divergenze sulla gestione delle questioni FIFA porta in primo piano il rapporto tra interessi politici, governance sportiva e principi etici.
Con le elezioni del marzo 2027 all’orizzonte, la partita per la presidenza della FIFA resta aperta. L’appoggio asiatico costituisce un vantaggio per Infantino, mentre il gesto di Okada evidenzia come, anche all’interno delle federazioni nazionali, la ricerca di consenso non sia priva di contrasti.
Calcio
FIGC, sfida Malagò-Galliani: Serie A divisa, ecco le date decisive

La corsa alla presidenza della FIGC entra in una fase decisiva e apre una nuova frattura all’interno della Serie A. Giovanni Malagò, attuale commissario straordinario della Federazione, deve fare i conti con la possibile candidatura di Adriano Galliani, storico dirigente del calcio italiano ed ex amministratore delegato di Milan e Monza. Quella che sembrava una strada indirizzata verso la conferma di Malagò si è trasformata in una partita ancora aperta, con le società chiamate a trovare una posizione condivisa. Il confronto tra i club del massimo campionato ha evidenziato le difficoltà nel raggiungere un’intesa. Secondo quanto riportato dalle cronache del 27 ottobre, quattordici società hanno partecipato a una riunione informale da remoto per discutere dei possibili candidati. L’incontro, tuttavia, non ha prodotto una decisione definitiva e le posizioni restano distanti. La posta in gioco è importante: individuare il nome da sostenere nella corsa alla guida del calcio italiano, in un momento delicato per la Federazione e per il futuro delle Nazionali.
Elezioni FIGC: Malagò-Galliani, la Serie A si divide
Il nome di Malagò era emerso come riferimento della Serie A nella precedente fase elettorale. Negli ultimi giorni, però, una parte dei club ha iniziato a valutare l’ipotesi di puntare su Galliani, dirigente con una lunga esperienza ai vertici del calcio italiano e già presidente della Lega Serie A dal 2002 al 2006. Tra gli elementi che alimentano il confronto ci sono le divergenze sulla gestione della Federazione e sulle modalità con cui vengono assunte alcune decisioni strategiche. Una parte delle società chiederebbe un maggiore coinvolgimento dei club nelle scelte riguardanti il movimento calcistico nazionale.
Il fronte favorevole a Galliani comprende società come Inter, Milan e Atalanta, mentre tra i club indicati come sostenitori di Malagò figurano Napoli e Roma. Non si tratta, però, di schieramenti definitivamente certificati: le interlocuzioni sono ancora in corso e gli orientamenti potrebbero cambiare prima della scadenza per la presentazione delle candidature. La riunione del 27 ottobre non ha quindi sancito una vittoria politica di uno dei due candidati. Ha piuttosto confermato che la ricerca di un accordo richiederà ulteriori confronti.

Adriano Galliani, un passaggio formale verso la candidatura
Un elemento importante nella vicenda riguarda il tesseramento di Galliani con l’Enotria 1908, società dilettantistica milanese, nel ruolo di dirigente accompagnatore. Si tratta di un passaggio formale necessario per rendere possibile la sua candidatura alla presidenza federale. L’operazione ha dato maggiore concretezza all’ipotesi di una sfida con Malagò, senza significare che la candidatura sia già stata depositata o che siano stati definiti tutti gli appoggi necessari.
L’esperienza maturata da Galliani tra Milan, Monza e Lega Serie A rappresenta uno degli elementi centrali del suo profilo. Resta da capire, tuttavia, se riuscirà a raccogliere un consenso sufficiente tra le componenti del calcio italiano e, soprattutto, a diventare il candidato unitario del massimo campionato. Dall’altra parte, Malagò può contare sulla posizione già espressa in suo favore da numerosi club e sul lavoro svolto ai vertici del movimento sportivo italiano. La sua conferma, però, non può essere considerata scontata alla luce delle nuove dinamiche politiche.
Elezioni FIGC, Malagò contro Galliani: le date da segnare: 4 novembre e 14 dicembre
Il calendario delle prossime settimane sarà determinante per chiarire gli equilibri della corsa alla presidenza federale. Due sono gli appuntamenti principali:
- 4 novembre 2026: scadenza per la presentazione delle candidature alla presidenza della FIGC. Per presentarsi attraverso la componente della Serie A occorrono almeno 11 accrediti su 20.
- 14 dicembre 2026: data fissata per l’Assemblea federale elettiva, chiamata a scegliere il nuovo presidente della Federazione.
La scelta della Serie A avrà un peso importante, ma non determinerà automaticamente l’esito finale. Il sistema elettorale federale coinvolge infatti diverse componenti, ciascuna con un proprio peso nella votazione. Per questo motivo, anche un eventuale accordo tra le società del massimo campionato dovrà essere accompagnato dalla ricerca di consensi più ampi all’interno del movimento calcistico.
Il futuro del calcio italiano passa dalla scelta del presidente
La contrapposizione tra Malagò e Galliani va oltre la semplice individuazione di un nuovo vertice federale. Sul tavolo ci sono la governance della FIGC, il rapporto tra Federazione e società e le strategie necessarie per affrontare le difficoltà del calcio italiano. Da una parte c’è Malagò, chiamato a difendere il sostegno ottenuto nella precedente fase elettorale e a convincere i club della validità del proprio percorso. Dall’altra Galliani, che potrebbe mettere a disposizione della Federazione l’esperienza maturata in decenni di attività dirigenziale.
Al momento, la partita resta aperta e la Serie A non ha ancora trovato una posizione condivisa. Le prossime interlocuzioni saranno decisive per capire se prevarrà la continuità con Malagò oppure se maturerà una convergenza sul nome di Galliani. La certezza riguarda le scadenze: il 4 novembre rappresenta il primo spartiacque, mentre il 14 dicembre sarà il giorno della decisione finale. Fino ad allora, alleanze e strategie potranno ancora cambiare.
Calcio
Pallone d’Oro 2026, trionfa Harry Kane: battuti Mbappé e Yamal
Harry Kane vince il Pallone d’Oro 2026 davanti a Mbappé e Yamal. Tutti i premi assegnati a Londra e la top 10 della classifica del prestigioso trofeo.

È Harry Kane il vincitore del Pallone d’Oro 2026. L’attaccante inglese ha conquistato la 70ª edizione del riconoscimento individuale più ambito del calcio mondiale, superando Kylian Mbappé e Lamine Yamal, rispettivamente secondo e terzo classificato. La cerimonia si è svolta al London Palladium Theatre, nella capitale inglese, al termine di una serata ricca di premi e riconoscimenti per i protagonisti della stagione.
Per Kane si tratta di un traguardo straordinario, che premia il percorso compiuto con il Bayern Monaco e il contributo offerto alla nazionale inglese. Il centravanti ha ricevuto il trofeo da Ronaldo il Fenomeno e ha sottolineato l’importanza del lavoro collettivo, ringraziando i compagni di squadra, lo staff tecnico e i club che hanno accompagnato la sua carriera, compreso il Tottenham.
L’attaccante ha ricordato anche il legame con la propria famiglia, dedicando un pensiero speciale alla moglie e ai figli. Un momento particolarmente significativo per il capitano dell’Inghilterra, che ha così aggiunto il più importante riconoscimento individuale alla propria bacheca.
La classifica del Pallone d’Oro 2026: Kane davanti a tutti, Mbappé secondo, Yamal terzo
Alle spalle di Kane si è piazzato Kylian Mbappé, protagonista di un’altra stagione di alto livello. Terzo posto per Lamine Yamal, ancora una volta tra i principali volti del calcio internazionale e premiato anche nella categoria dedicata ai giovani talenti. Questa la top 10 del Pallone d’Oro 2026:
- Harry Kane
- Kylian Mbappé
- Lamine Yamal
-
Rodri
- Lionel Messi
- Khvicha Kvaratskhelia
- Ousmane Dembélé
- Erling Haaland
- Michael Olise
- Fabián Ruiz

Tutti gli altri premi: Yamal, Unai Simón e De la Fuente protagonisti
La cerimonia di Londra ha assegnato anche gli altri riconoscimenti individuali e di squadra. Lamine Yamal ha conquistato per il terzo anno consecutivo il premio riservato al miglior giovane talento, confermandosi uno dei giocatori più rappresentativi della nuova generazione.
Unai Simón è stato premiato come miglior portiere, mentre Luis de la Fuente ha ricevuto il riconoscimento come miglior allenatore maschile, grazie al percorso compiuto alla guida della nazionale spagnola.
Il premio per il miglior attaccante è andato allo stesso Harry Kane, autore di una stagione che gli ha permesso di aggiudicarsi anche il Pallone d’Oro. Tra le squadre, il Paris Saint-Germain è stato eletto miglior club maschile, mentre il Barcellona ha ottenuto il riconoscimento nella categoria femminile.
Sul fronte del calcio femminile, il Pallone d’Oro è stato conquistato da Alexia Putellas, al terzo successo personale dopo quelli del 2021 e del 2022. Charlyn Corral ha invece ricevuto il premio come miglior attaccante femminile, mentre Cata Coll è stata premiata come miglior portiere.
Il premio Socrates, dedicato all’impegno sociale e umanitario, è stato assegnato a Bukayo Saka per le iniziative sostenute al di fuori del campo.
Una vittoria al Pallone d’oro che consacra Kane
Il Pallone d’Oro 2026 rappresenta una tappa fondamentale nella carriera di Harry Kane. Dopo anni trascorsi ai vertici del calcio europeo, l’attaccante inglese raggiunge il massimo riconoscimento individuale, precedendo alcuni dei calciatori più attesi della vigilia. La vittoria del centravanti del Bayern Monaco chiude una serata che ha celebrato non soltanto i risultati personali, ma anche il peso dei successi collettivi, delle prestazioni individuali e della continuità ad alto livello. Per Kane, il premio segna l’ingresso definitivo tra i grandi protagonisti della storia recente del calcio.
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