Calcio
Pallone d’Oro 2026, trionfa Harry Kane: battuti Mbappé e Yamal
Harry Kane vince il Pallone d’Oro 2026 davanti a Mbappé e Yamal. Tutti i premi assegnati a Londra e la top 10 della classifica del prestigioso trofeo.

È Harry Kane il vincitore del Pallone d’Oro 2026. L’attaccante inglese ha conquistato la 70ª edizione del riconoscimento individuale più ambito del calcio mondiale, superando Kylian Mbappé e Lamine Yamal, rispettivamente secondo e terzo classificato. La cerimonia si è svolta al London Palladium Theatre, nella capitale inglese, al termine di una serata ricca di premi e riconoscimenti per i protagonisti della stagione.
Per Kane si tratta di un traguardo straordinario, che premia il percorso compiuto con il Bayern Monaco e il contributo offerto alla nazionale inglese. Il centravanti ha ricevuto il trofeo da Ronaldo il Fenomeno e ha sottolineato l’importanza del lavoro collettivo, ringraziando i compagni di squadra, lo staff tecnico e i club che hanno accompagnato la sua carriera, compreso il Tottenham.
L’attaccante ha ricordato anche il legame con la propria famiglia, dedicando un pensiero speciale alla moglie e ai figli. Un momento particolarmente significativo per il capitano dell’Inghilterra, che ha così aggiunto il più importante riconoscimento individuale alla propria bacheca.
La classifica del Pallone d’Oro 2026: Kane davanti a tutti, Mbappé secondo, Yamal terzo
Alle spalle di Kane si è piazzato Kylian Mbappé, protagonista di un’altra stagione di alto livello. Terzo posto per Lamine Yamal, ancora una volta tra i principali volti del calcio internazionale e premiato anche nella categoria dedicata ai giovani talenti. Questa la top 10 del Pallone d’Oro 2026:
- Harry Kane
- Kylian Mbappé
- Lamine Yamal
-
Rodri
- Lionel Messi
- Khvicha Kvaratskhelia
- Ousmane Dembélé
- Erling Haaland
- Michael Olise
- Fabián Ruiz

Tutti gli altri premi: Yamal, Unai Simón e De la Fuente protagonisti
La cerimonia di Londra ha assegnato anche gli altri riconoscimenti individuali e di squadra. Lamine Yamal ha conquistato per il terzo anno consecutivo il premio riservato al miglior giovane talento, confermandosi uno dei giocatori più rappresentativi della nuova generazione.
Unai Simón è stato premiato come miglior portiere, mentre Luis de la Fuente ha ricevuto il riconoscimento come miglior allenatore maschile, grazie al percorso compiuto alla guida della nazionale spagnola.
Il premio per il miglior attaccante è andato allo stesso Harry Kane, autore di una stagione che gli ha permesso di aggiudicarsi anche il Pallone d’Oro. Tra le squadre, il Paris Saint-Germain è stato eletto miglior club maschile, mentre il Barcellona ha ottenuto il riconoscimento nella categoria femminile.
Sul fronte del calcio femminile, il Pallone d’Oro è stato conquistato da Alexia Putellas, al terzo successo personale dopo quelli del 2021 e del 2022. Charlyn Corral ha invece ricevuto il premio come miglior attaccante femminile, mentre Cata Coll è stata premiata come miglior portiere.
Il premio Socrates, dedicato all’impegno sociale e umanitario, è stato assegnato a Bukayo Saka per le iniziative sostenute al di fuori del campo.
Una vittoria al Pallone d’oro che consacra Kane
Il Pallone d’Oro 2026 rappresenta una tappa fondamentale nella carriera di Harry Kane. Dopo anni trascorsi ai vertici del calcio europeo, l’attaccante inglese raggiunge il massimo riconoscimento individuale, precedendo alcuni dei calciatori più attesi della vigilia. La vittoria del centravanti del Bayern Monaco chiude una serata che ha celebrato non soltanto i risultati personali, ma anche il peso dei successi collettivi, delle prestazioni individuali e della continuità ad alto livello. Per Kane, il premio segna l’ingresso definitivo tra i grandi protagonisti della storia recente del calcio.
Calcio
Bayern Monaco, Kompany ricoverato: malore dopo l’allenamento
Paura per Vincent Kompany: l’allenatore del Bayern Monaco ha avuto un malore dopo l’allenamento ed è stato ricoverato. Accertamenti in ospedale.

Momenti di grande apprensione in casa Bayern Monaco per le condizioni di Vincent Kompany. L’allenatore belga è stato ricoverato d’urgenza in ospedale venerdì 23 ottobre, dopo aver accusato un malore ed essere collassato mentre assisteva a una seduta di allenamento della seconda squadra bavarese. Il tecnico è stato trasportato in ospedale per ulteriori accertamenti medici, mentre il club ha disposto che, almeno temporaneamente, siano i suoi collaboratori a occuparsi delle attività della prima squadra.
Bayern Monaco, Kompany ricoverato per un malore
La notizia è stata confermata dalla società tedesca, che ha spiegato come l’allenatore abbia avuto bisogno di assistenza medica dopo il malore accusato durante la seduta della formazione giovanile. Kompany, che aveva raggiunto il centro sportivo per seguire l’allenamento della seconda squadra dopo la sessione dei professionisti, è stato accompagnato in ospedale per essere sottoposto a controlli approfonditi.
Il Bayern ha comunicato che il tecnico resterà sotto osservazione medica. Nel frattempo, il suo staff continuerà a gestire gli allenamenti e le attività legate alle partite, in attesa di ulteriori aggiornamenti sulle condizioni dell’allenatore. Il direttore sportivo Max Eberl ha ribadito la posizione del club, sottolineando la priorità assoluta della salute del tecnico: «La salute di Vincent ha la massima priorità per noi». Eberl ha inoltre assicurato che Kompany riceverà tutta l’assistenza necessaria e il tempo indispensabile per recuperare.

Il virus e i problemi fisici: Kompany era già debilitato
Il malore arriva al termine di una settimana complicata per l’allenatore del Bayern Monaco. Nei giorni precedenti, infatti, Kompany aveva dovuto ridurre i propri impegni a causa di un’infezione virale che lo aveva debilitato. Il tecnico aveva saltato alcune sedute di allenamento e non aveva preso parte alla conferenza stampa precedente alla sfida di Champions League contro l’Arsenal, venendo sostituito dal suo collaboratore Aaron Danks.
Anche durante la vittoria per 6-1 contro il Lipsia, Kompany aveva mostrato segni di difficoltà, rimanendo seduto in panchina per tutta la partita. Successivamente era tornato a seguire la squadra dalla panchina nel pareggio per 2-2 contro l’Arsenal in Champions League. Dopo la gara europea, l’allenatore aveva riconosciuto di non essersi fermato nonostante i segnali del proprio corpo, spiegando di aver contratto un virus particolarmente intenso.
Bayern Monaco, lo staff tecnico prende il posto di Kompany dopo il malore
In attesa di conoscere gli esiti degli accertamenti, il Bayern Monaco ha scelto di affidare temporaneamente la gestione della squadra allo staff tecnico. Una soluzione necessaria per garantire continuità al lavoro quotidiano, senza mettere in secondo piano le condizioni di salute dell’allenatore. I bavaresi sono attesi domenica dalla trasferta contro il Friburgo in Bundesliga. La presenza di Kompany in panchina resta legata all’evoluzione della situazione clinica: al momento, la priorità è consentire al tecnico di ricevere tutte le cure necessarie. La notizia ha suscitato preoccupazione nell’ambiente del calcio tedesco. Si attendono ulteriori aggiornamenti ufficiali sulle condizioni dell’allenatore belga, mentre la società ha ribadito il proprio sostegno al tecnico e l’auspicio di una pronta guarigione.
Calcio
Giuseppe Signori torna in Nazionale: nuovo ruolo nell’Under 20
Giuseppe Signori è il nuovo capo delegazione della Nazionale Under 20. La nomina di Giovanni Malagò, l’intesa con Claudio Ranieri e il ritorno in azzurro.

Giuseppe Signori torna a vestire i colori azzurri, questa volta in una veste diversa da quella che lo ha reso protagonista sui campi di calcio. L’ex attaccante è stato nominato capo delegazione della Nazionale italiana Under 20, formazione guidata dal commissario tecnico Carmine Nunziata. La decisione è stata presa da Giovanni Malagò, commissario della FIGC, in accordo con Claudio Ranieri, direttore tecnico federale e presidente del Club Italia. Per Signori si apre così una nuova fase della carriera, con l’obiettivo di mettere la propria esperienza a disposizione dei giovani talenti del calcio italiano. Il suo compito sarà accompagnare il gruppo nel percorso di crescita, contribuendo a rafforzare il legame con la maglia azzurra e a preparare i ragazzi al passaggio verso livelli sempre più competitivi.
Signori, nuovo capo delegazione della Nazionale Under 20
L’ex attaccante ha accolto con grande entusiasmo la nuova opportunità, sottolineando il valore personale e professionale di questo incarico: “Tornare in azzurro è un’emozione speciale e un grande motivo d’orgoglio”, ha dichiarato Signori, spiegando di voler condividere il proprio bagaglio di esperienze con i calciatori dell’Under 20. L’obiettivo è accompagnarli nella loro maturazione e aiutarli ad avvicinarsi al sogno di affermarsi nel calcio di alto livello. Signori ha inoltre ringraziato Malagò per la fiducia ricevuta, ribadendo la propria motivazione e la volontà di offrire un contributo concreto alla Federazione e alla Nazionale.

Foto di Connor Coyne su Unsplash
Malagò e Ranieri puntano sull’esperienza di Signori
La scelta di affidare a Signori questo ruolo nasce anche dalla volontà di valorizzare una figura che conosce profondamente il calcio italiano e le pressioni legate alla maglia della Nazionale. Claudio Ranieri ha accolto positivamente il suo ingresso nello staff federale, evidenziando le qualità tecniche e umane che hanno caratterizzato la sua carriera. Secondo il dirigente, la sua esperienza potrà rappresentare un riferimento importante per i giovani, aiutandoli a sviluppare consapevolezza e senso di appartenenza. La presenza di Signori al fianco del gruppo guidato da Nunziata avrà quindi una funzione che va oltre il semplice supporto organizzativo: l’obiettivo è accompagnare i ragazzi in una fase decisiva della loro formazione sportiva.
La carriera di Giuseppe Signori con la maglia della Nazionale e non solo
Prima del nuovo incarico federale, Signori ha costruito una carriera da protagonista nel calcio italiano. Con la maglia della Nazionale maggiore ha collezionato 28 presenze e 7 gol, prendendo parte al Mondiale del 1994 negli Stati Uniti, concluso dall’Italia al secondo posto. A livello di club è rimasto particolarmente legato alla Lazio, con cui ha conquistato per tre volte il titolo di capocannoniere della Serie A. Nel corso della sua carriera ha vestito anche le maglie di Foggia, Sampdoria e Bologna, lasciando un segno importante nel campionato italiano. Adesso si apre una nuova avventura: Signori metterà il proprio vissuto al servizio delle nuove generazioni, con l’ambizione di contribuire alla crescita dei prossimi talenti azzurri. Per l’Under 20 di Carmine Nunziata, il suo arrivo rappresenta un innesto di esperienza in vista delle sfide future.
Calcio
Italia, Baldini attacca i dirigenti: “Il problema è il calcio italiano”
Silvio Baldini, ct dell’Italia Under 21, critica i dirigenti del calcio italiano: troppi interessi economici e poco spazio ai giovani talenti.

Il problema del calcio italiano non sarebbe la mancanza di talento, ma il modo in cui viene gestito il movimento. È questa la posizione espressa da Silvio Baldini, commissario tecnico della Nazionale Under 21, che è tornato a criticare duramente il sistema dirigenziale del nostro calcio. Le sue dichiarazioni sono arrivate a Roma, in occasione della consegna del premio Scopigno-Pulici per l’immagine italiana nel mondo, e riaccendono il dibattito sulla valorizzazione dei giovani calciatori.
Secondo l’allenatore, l’Italia dispone ancora di giocatori con qualità tecniche e potenzialità importanti. Il vero ostacolo sarebbe rappresentato dalle scelte di chi dirige le società, con una gestione che, a suo giudizio, privilegia troppo spesso il guadagno e la visibilità rispetto alla crescita sportiva. Un messaggio chiaro, che si inserisce nel confronto sulle difficoltà del calcio italiano e sulla necessità di costruire un percorso più efficace per accompagnare i giovani dal settore giovanile alle prime squadre.
Italia, Baldini non ha dubbi: «Il problema non sono i giocatori giovani, ma i dirigenti»
Il ct dell’Under 21 ha ribadito il proprio pensiero senza mezzi termini, puntando l’attenzione sulle responsabilità della classe dirigenziale. Queste le sue parole: “Il problema non sono i giocatori giovani, ma i dirigenti. Non c’è un problema di materia prima, ma di dirigenti che hanno il loro modo di organizzare il calcio e fare le loro cose. Il mondo del calcio è in mano a persone che mettono la coscienza in secondo piano, mentre prevalgono il guadagno e la visibilità”.
Baldini ha poi insistito sulla necessità di recuperare valori e responsabilità nella gestione delle società calcistiche: “Ci sono dei valori che non possono cambiare quando i nostri dirigenti non si assumono le loro responsabilità in coscienza ci sarà sempre questo problema”.

Foto di Connor Coyne su Unsplash
Italia, Baldini difende i giovani: «Devono giocare per crescere»
Uno dei punti centrali del ragionamento del commissario tecnico riguarda l’impiego dei talenti emergenti. L’Italia continua a produrre giovani interessanti, ma il passaggio dalle selezioni giovanili al calcio professionistico resta un tema fondamentale. Baldini ha già sottolineato in precedenti interventi che il talento, da solo, non basta: per migliorare, un calciatore deve poter giocare con continuità e confrontarsi con avversari di livello crescente. Il rischio, altrimenti, è che le potenzialità restino inespresse per mancanza di opportunità.
Il tecnico ha espresso questa convinzione anche parlando a Sky Sport, evidenziando la necessità di investire concretamente sui ragazzi e non limitarsi a trasferirli in prestito senza garantire loro un percorso di crescita adeguato. La questione coinvolge direttamente le società, chiamate a trovare un equilibrio tra la ricerca di risultati immediati e la costruzione di rose capaci di valorizzare le risorse interne. Dare spazio ai giovani, in questa prospettiva, non significa soltanto abbassare l’età media della squadra, ma permettere ai calciatori più promettenti di accumulare esperienza e responsabilità.
Nazionale Under 21, i talenti ci sono: serve un progetto per il futuro
Le dichiarazioni di Baldini arrivano in un momento importante per la Nazionale Under 21, reduce dalla qualificazione alla fase finale dell’Europeo del 2027. Un risultato che conferma il potenziale del gruppo azzurro e alimenta le aspettative sul futuro di diversi giocatori. Il commissario tecnico ritiene che alcuni elementi della sua selezione siano già pronti per confrontarsi con il livello della Nazionale maggiore. Il problema, dunque, non sarebbe individuare nuovi talenti, ma creare le condizioni affinché possano crescere anche nei rispettivi club.
La continuità di impiego, la fiducia degli allenatori e una programmazione lungimirante diventano fattori determinanti per trasformare le qualità individuali in un patrimonio stabile per il calcio italiano. Il messaggio di Baldini va quindi oltre la semplice critica: il rilancio del movimento passa anche dalla capacità delle società di assumersi responsabilità precise nella formazione dei calciatori. Perché il talento può rappresentare il punto di partenza, ma senza occasioni concrete rischia di non raggiungere il livello che promette. La sua presa di posizione riporta al centro una questione destinata a far discutere: il futuro del calcio italiano dipende anche dallo spazio che i club saranno disposti a concedere ai giovani e dalle scelte di chi è chiamato a guidarli.
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