Calcio
Elezione FIGC, Malagò favorito contro Abete: come funziona il voto per il nuovo presidente
La FIGC elegge il nuovo presidente dopo le dimissioni di Gravina. Sfida tra Giovanni Malagò e Giancarlo Abete: regolamento, favoriti e scenari.

È arrivato il momento della verità per la Federazione Italiana Giuoco Calcio. Dopo settimane di confronti, strategie e alleanze, il calcio italiano conoscerà il nome del nuovo presidente che avrà il compito di guidare la FIGC in una fase particolarmente delicata per tutto il movimento nazionale. L’elezione arriva in un contesto segnato dalla forte delusione per la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali, un risultato che ha alimentato il dibattito sulla necessità di riforme profonde e di una nuova visione per il futuro del calcio azzurro.
Malagò e Abete: due candidature per il futuro della FIGC
La corsa alla presidenza vede protagonisti due figure di grande esperienza nel panorama sportivo italiano. Da una parte Giovanni Malagò, dirigente di lungo corso e considerato il candidato favorito grazie al sostegno di importanti componenti del sistema calcistico. Dall’altra Giancarlo Abete, già presidente federale in passato e attuale riferimento del calcio dilettantistico italiano. Due profili differenti, accomunati dall’obiettivo di rilanciare il movimento e riportare il calcio italiano ai massimi livelli internazionali.
Come funziona il sistema di voto
L’assemblea elettiva non si limita alla scelta del presidente, ma provvede anche al rinnovo di diversi organi federali. Il sistema di voto prevede una rappresentanza articolata delle varie componenti del calcio italiano, ciascuna con un peso specifico all’interno dell’assemblea. Serie A, Serie B, Lega Pro, Lega Nazionale Dilettanti, calciatori e allenatori partecipano infatti alla votazione attraverso delegati il cui voto ha una ponderazione differente in base alla componente rappresentata. Questo meccanismo è stato progettato per garantire un equilibrio tra professionismo e calcio di base, assicurando una rappresentanza diffusa dell’intero movimento sportivo nazionale.
Le maggioranze necessarie per l’elezione
L’elezione del nuovo presidente avverrà attraverso voto segreto con sistema elettronico. Per essere eletto sarà necessario raggiungere specifiche soglie di consenso che variano in base al numero degli scrutini effettuati. Nei primi passaggi servirà una maggioranza particolarmente ampia, mentre nelle votazioni successive il quorum richiesto diminuirà progressivamente fino ad arrivare alla maggioranza semplice dei voti validi. Qualora nessun candidato riuscisse a prevalere nei primi scrutini, il regolamento prevede ulteriori passaggi fino all’individuazione del vincitore.

Malagò parte avanti nei pronostici
Alla vigilia del voto, Giovanni Malagò viene considerato il candidato con maggiori possibilità di successo. Il sostegno ricevuto da numerose componenti del calcio professionistico rappresenta un vantaggio significativo nella corsa alla presidenza. Tuttavia, il voto segreto potrebbe riservare sorprese e modificare gli equilibri teorici emersi nelle settimane precedenti all’assemblea. Per questo motivo nessuno dei due candidati considera il risultato già scritto e l’attenzione resta altissima fino all’apertura delle urne elettroniche.
Le sfide del nuovo presidente FIGC
Chiunque verrà eletto dovrà affrontare immediatamente questioni fondamentali per il futuro del calcio italiano. Tra le priorità figurano il rilancio della Nazionale, la valorizzazione dei giovani talenti, il miglioramento delle infrastrutture sportive e la sostenibilità economica del sistema. Particolare attenzione sarà dedicata alla crescita dei settori giovanili e alla competitività delle società italiane nel panorama europeo. L’obiettivo comune resta quello di restituire centralità e prestigio al calcio italiano dopo anni caratterizzati da risultati altalenanti sul piano internazionale.
Il calcio italiano attende il verdetto
L’assemblea federale rappresenta uno degli appuntamenti più importanti degli ultimi anni per il movimento calcistico nazionale. Le decisioni che emergeranno dal voto influenzeranno strategie, programmi e obiettivi della FIGC nel prossimo quadriennio. Malagò e Abete sono pronti a contendersi la guida della Federazione, mentre club, tifosi e addetti ai lavori attendono di conoscere chi sarà chiamato a scrivere il prossimo capitolo della storia del calcio italiano.
Calcio
Malagò sotto indagine: a rischio anche Mancini in Nazionale
L’indagine sulla candidatura di Giovanni Malagò alla presidenza FIGC potrebbe avere conseguenze anche sulla nomina di Roberto Mancini come ct.

È una situazione che rischia di creare un vero terremoto ai vertici del calcio italiano. L’indagine avviata dalla Procura del CONI sulla candidatura di Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC potrebbe infatti avere conseguenze anche sulla nomina di Roberto Mancini come commissario tecnico della Nazionale. Al momento si tratta di uno scenario legato all’esito degli accertamenti e non di una decisione già assunta.
Malagò, sotto esame la regolarità della candidatura
Al centro della vicenda c’è il requisito del tesseramento federale necessario per poter presentare la candidatura alla presidenza della FIGC. La questione è stata sollevata da Renato Miele, avvocato ed ex calciatore, che aveva presentato un esposto contestando la regolarità della procedura. La FIGC aveva sostenuto che Malagò fosse stato ritenuto candidabile dai propri uffici. Tuttavia, secondo quanto emerso dall’inchiesta, sarebbe necessario verificare la presenza della documentazione relativa al tesseramento nell’anagrafe federale. L’accertamento è ora nelle mani degli organi competenti. L’obiettivo è stabilire se, al momento della candidatura, fossero presenti tutti i requisiti previsti dallo Statuto federale.
Cosa rischia la FIGC
La questione potrebbe avere conseguenze rilevanti qualora venisse accertata un’eventuale irregolarità. Secondo la ricostruzione riportata da Eurosport sulla base delle informazioni della Stampa, la candidatura di Malagò potrebbe essere considerata non valida, con possibili ripercussioni sull’elezione alla presidenza della Federazione. Lo scenario più delicato potrebbe arrivare fino all’eventuale annullamento delle elezioni e al commissariamento della FIGC. Si tratta però di ipotesi subordinate agli accertamenti in corso e, pertanto, non di decisioni già prese.

Mancini, nomina a rischio?
È proprio questo il punto che coinvolge direttamente Roberto Mancini. L’ex commissario tecnico azzurro è stato scelto da Malagò come nuovo allenatore della Nazionale e la nomina è stata ufficializzata a fine luglio. Se l’inchiesta dovesse portare alla decadenza di Malagò e alla conseguente messa in discussione degli atti adottati dalla sua gestione, potrebbe essere coinvolta anche la scelta del nuovo commissario tecnico. Questo non significa, allo stato attuale, che Mancini sia stato sollevato dall’incarico o che la sua nomina sia già stata annullata. L’eventuale effetto sulla panchina azzurra dipenderebbe infatti dall’esito dell’indagine e dalle decisioni che gli organi federali e sportivi dovessero successivamente assumere.
Caso Malagò: il futuro della Nazionale resta in bilico
La vicenda aggiunge quindi un ulteriore elemento di incertezza attorno alla Nazionale italiana, reduce da settimane particolarmente movimentate sul piano dirigenziale e tecnico. Il ritorno di Mancini sulla panchina azzurra era stato presentato come l’inizio di un nuovo progetto, con Claudio Ranieri nel ruolo di direttore tecnico. Ora, però, l’attenzione è concentrata sull’indagine riguardante Malagò. Prima di qualsiasi conclusione sarà necessario attendere gli esiti degli accertamenti: il futuro della presidenza FIGC e, indirettamente, quello di Mancini come ct dell’Italia potrebbero dipendere proprio da questa verifica.
Calcio
Arsenal-Manchester City 3-0: Community Shield ai Gunners
Arsenal-Manchester City finisce 3-0: Calafiori, Havertz e Ødegaard regalano il Community Shield ai Gunners. Esordio amaro per Maresca sulla panchina del City.

L’Arsenal conquista il Community Shield e lo fa con una prestazione autoritaria. I Gunners superano il Manchester City per 3-0 al Principality Stadium di Cardiff e inaugurano nel migliore dei modi la nuova stagione. A decidere la sfida sono Riccardo Calafiori, Kai Havertz e Martin Ødegaard, protagonisti delle tre reti che regalano a Mikel Arteta il primo trofeo della nuova annata. Per Enzo Maresca, invece, l’esordio ufficiale sulla panchina del Manchester City è da dimenticare. L’ex allenatore del Chelsea, chiamato a raccogliere la pesante eredità di Pep Guardiola, incassa una sconfitta netta e dovrà lavorare molto per trovare rapidamente i giusti equilibri alla sua nuova squadra.
Calafiori sblocca subito Arsenal-Manchester City
Il match non poteva iniziare meglio per l’Arsenal. Dopo appena 24 secondi, Riccardo Calafiori porta avanti i Gunners con una conclusione precisa sugli sviluppi dell’azione avviata da Myles Lewis-Skelly. Un gol fulmineo che mette immediatamente la partita sui binari favorevoli alla formazione di Arteta. Il Manchester City prova a reagire, ma fatica a costruire occasioni realmente pericolose. L’Arsenal, invece, continua a giocare con grande intensità e trova il raddoppio al 28′.
Havertz firma il raddoppio
A poco meno di mezz’ora dal calcio d’inizio arriva il 2-0 dell’Arsenal. È Kai Havertz a firmare la seconda rete, sfruttando una situazione favorevole nell’area del Manchester City e permettendo ai londinesi di andare all’intervallo con un doppio vantaggio. Il City non riesce a trovare le contromisure e appare in difficoltà soprattutto nella costruzione della manovra. L’Arsenal controlla il ritmo e mostra una maggiore brillantezza, dando continuità alla stagione che lo ha visto conquistare il titolo di Premier League.

Ødegaard chiude i conti
Nella ripresa arriva anche il tris. Martin Ødegaard firma il 3-0 e mette definitivamente in cassaforte il Community Shield. Il capitano dell’Arsenal completa così una prova di grande livello, risultando tra i migliori in campo. Grande protagonista della serata è anche Christos Tzolis, coinvolto nelle azioni che portano a tutte e tre le reti dell’Arsenal e autore di due assist. La squadra di Arteta continua quindi a spingere fino al triplice fischio, mentre il Manchester City non trova la forza per riaprire l’incontro.
Arsenal, un messaggio forte alla Premier League
Il 3-0 al Manchester City rappresenta un importante segnale in vista della nuova stagione. L’Arsenal dimostra di essere già competitivo e conquista il Community Shield per la seconda volta negli ultimi tre anni. Per Maresca, invece, il debutto ufficiale sulla panchina del City coincide con una pesante battuta d’arresto. La nuova era dopo Guardiola parte dunque in salita, mentre Arteta può godersi un successo che alimenta le ambizioni dei Gunners in vista della difesa del titolo di Premier League.
Calcio
Ferran Torres al PSG, Rodri si avvicina al Barça
Ferran Torres lascia il Barcellona e firma con il PSG fino al 2031. I blaugrana incassano 50 milioni e accelerano per Rodri.

Il mercato dei grandi club europei regala un doppio movimento destinato a far discutere. Ferran Torres è ufficialmente un nuovo giocatore del PSG, mentre il Barcellona accelera per portare in Catalogna Rodri, attualmente al Manchester City. Due operazioni strettamente collegate sul piano delle strategie di mercato e che coinvolgono due dei protagonisti della Spagna campione del mondo 2026.
Ferran Torres al PSG: operazione da 50 milioni
Il PSG ha ufficializzato l’acquisto di Ferran Torres dal Barcellona. L’attaccante spagnolo ha firmato un contratto valido fino al 30 giugno 2031 e vestirà la maglia numero 9 del club francese. L’operazione è stata definita sulla base di 50 milioni di euro. Per Torres si chiude così l’esperienza al Barcellona, iniziata nel gennaio 2022 dopo il trasferimento dal Manchester City. La cessione arriva dopo una stagione particolarmente positiva: nel 2025/26 l’attaccante ha realizzato 21 gol e 3 assist in 49 presenze, contribuendo alla conquista della Liga. Il trasferimento assume inoltre un significato particolare dopo il Mondiale. Torres è stato infatti protagonista della finale vinta dalla Spagna contro l’Argentina, firmando il gol decisivo ai supplementari. Ora lo attende una nuova sfida in Francia, dove ritroverà Luis Enrique, già suo allenatore con la nazionale spagnola.
Il PSG punta su Torres per l’attacco
L’arrivo dello spagnolo permette al Paris Saint-Germain di aggiungere ulteriore qualità e versatilità al proprio reparto offensivo. Torres può infatti essere utilizzato sia come esterno sia come attaccante centrale, caratteristica particolarmente apprezzata da Luis Enrique. Il tecnico conosce bene il giocatore e potrà sfruttarne la duttilità all’interno del proprio sistema di gioco. Per il PSG si tratta dunque di un rinforzo importante in vista della nuova stagione e di un’operazione che porta a Parigi un calciatore reduce da un’annata di alto livello.
Il Barcellona incassa e prepara l’assalto a Rodri
La cessione di Ferran Torres rappresenta anche una fonte importante di liquidità per il Barcellona. I 50 milioni di euro incassati dal club catalano possono infatti contribuire alla strategia blaugrana per arrivare a Rodri. Il centrocampista del Manchester City è diventato il principale obiettivo del Barça per il centrocampo. Secondo le ultime informazioni, il giocatore avrebbe manifestato la volontà di trasferirsi in Catalogna e la trattativa tra i due club sarebbe entrata nella fase decisiva. La valutazione complessiva dell’operazione potrebbe aggirarsi intorno ai 70 milioni di euro, bonus compresi. Una cifra significativa che testimonia l’importanza attribuita dal Barcellona al centrocampista spagnolo.
Rodri-Barcellona, trattativa sempre più vicina
Il possibile arrivo di Rodri rappresenterebbe un colpo di enorme spessore per il Barcellona. Il centrocampista è reduce da anni di assoluto protagonismo con il Manchester City e ha conquistato il Pallone d’Oro 2024, oltre a numerosi trofei con il club inglese e la nazionale spagnola. Il Manchester City, dal canto suo, si sta già muovendo per preparare il centrocampo a un’eventuale partenza del proprio numero 16. Il club inglese ha investito su nuovi centrocampisti e continua a monitorare il mercato alla ricerca di ulteriori rinforzi.
Un incrocio di mercato tra PSG, Barcellona e Manchester City
Il trasferimento di Ferran Torres e la possibile operazione Rodri delineano quindi uno scenario particolarmente interessante. Il PSG acquista un attaccante spagnolo campione del mondo, il Barcellona monetizza la cessione e utilizza le risorse per puntare su uno dei centrocampisti più importanti del panorama internazionale, mentre il Manchester City prepara il dopo Rodri. Per il momento una delle due operazioni è già ufficiale: Ferran Torres è un nuovo giocatore del PSG fino al 2031. Per Rodri, invece, bisognerà attendere l’ultimo passaggio, ma il Barcellona sembra aver compiuto un passo importante verso quello che sarebbe uno dei colpi più significativi dell’estate.
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