Atletica
Tamberi oro agli Europei di Birmingham: Sioli è bronzo
Gianmarco Tamberi conquista l’oro nel salto in alto agli Europei di Birmingham 2026 con 2,32 metri. Bronzo per Matteo Sioli a 2,27.

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Gianmarco Tamberi torna sul tetto d’Europa. Il campione azzurro ha conquistato la medaglia d’oro nel salto in alto agli Europei di atletica di Birmingham, firmando una prestazione da campione nel momento più importante della gara. Alle sue spalle l’ucraino Oleh Doroshchuk, mentre l’Italia festeggia anche il bronzo di Matteo Sioli. Per Tamberi si tratta del quarto titolo europeo outdoor della carriera, dopo quelli conquistati ad Amsterdam nel 2016, Monaco di Baviera nel 2022 e Roma nel 2024. Un successo che conferma ancora una volta la straordinaria longevità internazionale del saltatore azzurro.
Tamberi oro a Birmingham con 2,32 metri
La finale del salto in alto ha regalato emozioni fino alle battute decisive. Tamberi ha trovato il salto vincente a 2,32 metri, misura superata al secondo tentativo. Una risposta da fuoriclasse in una gara che non era iniziata nel migliore dei modi e che ha richiesto grande capacità di gestione. Il risultato permette all’azzurro di aggiungere un altro titolo europeo al proprio palmarès e di confermarsi protagonista assoluto della specialità a livello continentale. Il podio è stato completato dall’ucraino Oleh Doroshchuk, medaglia d’argento, mentre la terza posizione è andata a un altro italiano.
Matteo Sioli è bronzo
Grande protagonista della finale è stato infatti anche Matteo Sioli, capace di conquistare una preziosa medaglia di bronzo con 2,27 metri. L’azzurro aveva mostrato grande solidità nelle misure precedenti, ma un problema muscolare lo ha condizionato nella parte conclusiva della competizione. Il terzo posto rappresenta comunque un risultato di grande valore per Sioli, che conferma la crescita del movimento italiano nel salto in alto e riesce a salire sul podio europeo insieme al connazionale Tamberi.

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Tamberi, un poker europeo da record
Con il successo di Birmingham, Tamberi raggiunge quota quattro ori agli Europei outdoor. Un dato che lo porta tra gli atleti italiani più vincenti nella storia della rassegna continentale, al pari di Nadia Battocletti dopo il successo della mezzofondista nei 10.000 metri. La vittoria assume un significato ancora maggiore considerando il percorso recente del campione azzurro. Dopo una stagione 2025 complicata, Tamberi è riuscito a ritrovare il risultato che cercava proprio sul grande palcoscenico europeo.
Italia protagonista agli Europei di Birmingham
L’oro di Tamberi e il bronzo di Sioli contribuiscono a una giornata straordinaria per l’Italia dell’atletica. La spedizione azzurra ha infatti raccolto altre medaglie pesanti a Birmingham, confermandosi tra le protagoniste della manifestazione. (ANSA.it)
Il successo nel salto in alto aggiunge dunque un altro capitolo alla storia recente dell’atletica italiana. Tamberi continua a vincere, mentre Sioli rappresenta una delle nuove generazioni pronte a raccogliere il testimone.
Doppietta azzurra nel salto in alto
L’immagine della serata di Birmingham è quindi tutta italiana: Gianmarco Tamberi medaglia d’oro e Matteo Sioli medaglia di bronzo. Due generazioni diverse sullo stesso podio e un risultato che certifica la qualità del salto in alto azzurro. Per Tamberi è il quarto titolo europeo outdoor. Per Sioli, invece, un bronzo che può rappresentare un ulteriore passo nella sua crescita internazionale. A Birmingham l’Italia vola ancora una volta in alto.
Atletica
Tamberi, 2,37 all’Ultimate Championship: è oro
Tamberi vince l’Ultimate Championship 2026 nel salto in alto con 2,37 metri e firma la world lead. Pernici è quinto e riscrive il record italiano.

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Serata da incorniciare per l’atletica italiana all’Ultimate Championship di Budapest. Il protagonista assoluto è Gianmarco Tamberi, che conquista il titolo nel salto in alto superando la misura di 2,37 metri e firma la nuova migliore prestazione mondiale dell’anno. Una gara straordinaria per il campione azzurro, tornato a volare su quote che non riusciva a superare da tempo. Nella stessa serata brilla anche Francesco Pernici, capace di riscrivere ancora una volta il record italiano degli 800 metri. L’azzurro chiude la finale al quinto posto, ma il risultato cronometro è eccezionale: 1’42″67, nuovo primato nazionale e ulteriore conferma della crescita del giovane mezzofondista.
Tamberi, una gara da campione
Gianmarco Tamberi arriva all’appuntamento di Budapest con grande fiducia e mantiene le promesse della vigilia. Il capitano della Nazionale supera 2,37 metri con una prova di grande sicurezza e conquista il gradino più alto del podio dell’Ultimate Championship. La misura assume un significato particolare perché Tamberi torna a superare quota 2,37 dopo un lungo periodo. L’ultima volta era riuscito a farlo a Roma nel 2024. A Budapest, invece, il campione azzurro ritrova la condizione dei giorni migliori e mette alle spalle anche i principali rivali. Il successo vale anche la world lead, ovvero la migliore misura mondiale stagionale nel salto in alto. Un risultato ancora più significativo considerando che Tamberi ha da poco compiuto 34 anni.
Il tentativo di Tamberi a 2,41
Una volta conquistato il titolo, Tamberi decide di alzare ulteriormente l’asticella. L’obiettivo è quota 2,41 metri, misura che avrebbe rappresentato un ulteriore salto di qualità. Il campione italiano prova per tre volte, ma nessuno dei tentativi va a buon fine. Il risultato non cancella però la straordinaria prestazione realizzata in precedenza: il 2,37 resta una delle immagini più belle della prima edizione dell’Ultimate Championship. La vittoria di Budapest arricchisce ulteriormente il palmarès di Tamberi e conferma la sua capacità di esaltarsi nelle grandi occasioni.

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Pernici riscrive il record italiano degli 800 metri
Grande protagonista anche Francesco Pernici. Il classe 2003 affronta la finale degli 800 metri dopo aver già mostrato un ottimo stato di forma nelle batterie, dove aveva corso in 1’43″80, conquistando l’accesso all’atto conclusivo. In finale l’azzurro compie un ulteriore passo avanti e porta il record italiano degli 800 metri a 1’42″67. Un tempo straordinario che gli permette di scendere per la prima volta sotto la barriera dell’1’43. Pernici chiude la gara al quinto posto, ma il piazzamento passa inevitabilmente in secondo piano davanti alla prestazione cronometrica. Il giovane italiano conferma così di essere uno dei nomi più interessanti del movimento azzurro per il futuro.
Italia protagonista a Budapest
L’impresa di Tamberi e il record di Pernici si aggiungono al successo ottenuto da Larissa Iapichino, che aveva conquistato il titolo nell’Ultimate Championship nel salto in lungo con 6,90 metri. Per l’Italia si chiude quindi una prima edizione della manifestazione particolarmente positiva. L’Ultimate Championship, evento organizzato da World Athletics e disputato a Budapest, ha riunito numerosi campioni olimpici, mondiali e protagonisti delle classifiche stagionali.
A prendersi la scena nell’ultima giornata sono stati soprattutto Tamberi e Pernici: il primo con un salto da 2,37 che vale il titolo e la world lead, il secondo con un nuovo record italiano destinato a far parlare ancora a lungo. La serata di Budapest regala dunque all’atletica italiana due prestazioni di enorme valore e conferma la straordinaria longevità agonistica di Tamberi, affiancata dall’esplosione definitiva di un talento come Pernici.
Atletica
Atletica, Battocletti vince i 1500 a Rovereto: 3’59″49
Atletica, Nadia Battocletti vince i 1500 al Palio della Quercia 2026 di Rovereto in 3’59″49: ancora sotto i 4 minuti, ma niente nuovo record italiano.

Atletica: Nadia Battocletti non si ferma e conquista un’altra vittoria nei 1500 metri. Al Palio della Quercia di Rovereto, l’atleta azzurra ha chiuso la gara in 3’59″49, riuscendo ancora una volta a scendere sotto il muro dei quattro minuti. Un risultato di grande spessore, anche se questa volta non è arrivato il nuovo record italiano. La mezzofondista italiana era arrivata a Rovereto con l’obiettivo di provare a migliorare ulteriormente il primato nazionale stabilito poco più di una settimana prima a Bellinzona, dove aveva fermato il cronometro sul 3’57″54. Questa volta, però, le condizioni di gara non hanno permesso a Battocletti di avvicinare quel riferimento.
Atletica: Battocletti ancora sotto i 4 minuti nei 1500
La prestazione di Rovereto resta comunque particolarmente significativa. Battocletti ha infatti completato i 1500 metri in 3’59″49, confermando una condizione eccellente sulla distanza. La gara non ha seguito però il copione sperato. L’obiettivo era sfruttare il ritmo imposto dalla lepre per provare a correre nuovamente sotto il precedente record italiano, ma il gruppo non è riuscito a rimanere compatto alle spalle della battistrada nelle fasi iniziali. Questo ha inevitabilmente modificato l’andamento della prova, costringendo Battocletti a gestire diversamente lo sforzo e a costruire nel finale la propria vittoria.

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Atletica: Nadia Battocletti, decisivi gli ultimi 300 metri
La parte conclusiva della gara ha fatto la differenza. Negli ultimi 300 metri, Battocletti ha aumentato progressivamente il ritmo, riuscendo a staccare le avversarie e a involarsi verso il successo. Il tempo finale, pur lontano dal 3’57″54 del record stabilito a Bellinzona, rappresenta comunque un’altra importante conferma del livello raggiunto dalla mezzofondista azzurra sui 1500 metri. La vittoria al Palio della Quercia permette quindi a Battocletti di chiudere questa parentesi della stagione con un’altra prestazione sotto i quattro minuti.
Palio della Quercia, Battocletti chiude con un’altra vittoria
Il successo di Rovereto si inserisce in un periodo particolarmente positivo per Nadia Battocletti. L’azzurra ha dimostrato ancora una volta di poter essere competitiva anche su una distanza più breve rispetto alle specialità nelle quali ha costruito gran parte dei suoi risultati internazionali. Il 3’59″49 ottenuto al Palio della Quercia assume quindi un valore importante anche in prospettiva, soprattutto considerando che è arrivato al termine di una gara tattica e senza un ritmo regolare nelle prime fasi. Per Battocletti, adesso, è arrivato il momento di staccare la spina dopo una stagione ricca di appuntamenti e risultati. La vittoria di Rovereto rappresenta infatti uno degli ultimi acuti prima di un periodo di pausa.
Atletica
Andy Diaz vince la Diamond League: battuto Pichardo
Andy Diaz trionfa nel salto triplo alle Finali della Diamond League 2026: 17,74 metri a Bruxelles, battuto Pichardo e quarto diamantone per l’azzurro.

Andy Diaz conquista la finale della Diamond League nel salto triplo e mette un altro importante trofeo nella sua straordinaria stagione. L’azzurro ha dominato la gara allo Stadio Re Baldovino di Bruxelles, riuscendo a imporsi davanti al grande rivale Pedro Pichardo. Un successo di enorme valore per il triplista italiano, che aggiunge così un altro prestigioso riconoscimento alla propria bacheca e conferma di essere uno dei grandi protagonisti assoluti della specialità a livello internazionale.
Andy Diaz, trionfo nella finale della Diamond League
Il risultato decisivo è arrivato già al primo tentativo. Andy Diaz ha realizzato 17,74 metri, misura che gli ha permesso di prendere immediatamente il comando della finale e di mettere pressione a tutti gli avversari. Alle sue spalle si è piazzato Pedro Pichardo, fermatosi a 17,51 metri. Il duello tra i due era uno degli elementi più attesi della gara e l’azzurro è riuscito a prendersi la rivincita dopo la recente sfida di Losanna. Diaz ha quindi gestito al meglio la competizione, confermando ancora una volta la propria continuità nelle grandi manifestazioni.
Quarto “diamantone” per Andy Diaz
La vittoria di Bruxelles assume un significato particolare anche per il palmarès dell’atleta italiano. Per Diaz si tratta infatti del quarto successo nella finale della Diamond League, dopo quelli ottenuti nel 2022, nel 2023 e nel 2025. Un rendimento che testimonia la straordinaria continuità del triplista, capace di tornare al vertice del circuito internazionale anche al termine di una stagione particolarmente intensa. Il successo arriva inoltre dopo una serie di risultati di assoluto rilievo. Nel 2026 Diaz aveva già conquistato il titolo europeo, saltando 18,15 metri, una misura che lo ha proiettato tra i migliori interpreti della storia del salto triplo.

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L’azzurro batte ancora Pichardo
Il confronto con Pedro Pichardo è ormai diventato uno dei duelli più interessanti del salto triplo internazionale. Il portoghese rappresenta da tempo uno dei principali rivali dell’azzurro e anche a Bruxelles era tra i favoriti per la vittoria. Questa volta, però, Diaz è riuscito a costruire una gara vincente fin dalle prime battute. Il 17,74 metri ottenuto al primo salto è bastato per mettere Pichardo nella condizione di dover inseguire. Il portoghese ha risposto con 17,51 metri, ma non è riuscito a colmare il divario con l’italiano.
Una stagione da incorniciare per l’azzurro
Il successo nella Diamond League completa una stagione eccezionale per Andy Diaz. L’atleta allenato da Fabrizio Donato ha infatti raccolto risultati di grande prestigio durante tutto il 2026, confermandosi stabilmente ai vertici della specialità. Tra i momenti più importanti c’è senza dubbio il salto da 18,15 metri realizzato agli Europei, prestazione che ha permesso all’azzurro di diventare il quarto uomo nella storia capace di superare la barriera dei 18 metri. A Bruxelles è arrivata quindi un’altra conferma: Diaz non è più soltanto una promessa del salto triplo italiano, ma una certezza assoluta dell’atletica internazionale.
Ora l’obiettivo è il record del mondo
Il trionfo nella finale della Diamond League alimenta anche le ambizioni future del triplista azzurro. Il grande obiettivo resta infatti il record del mondo del salto triplo, attualmente fissato a 18,29 metri. Il 18,15 realizzato agli Europei ha dimostrato che Diaz può avvicinarsi ulteriormente a quella misura. Il margine da colmare è ancora significativo, ma la crescita mostrata dall’azzurro lascia spazio a grandi prospettive. A 30 anni, Andy Diaz può quindi guardare al futuro con la consapevolezza di essere ormai uno dei punti di riferimento mondiali del salto triplo. La vittoria di Bruxelles rappresenta l’ennesima perla di una stagione straordinaria e permette all’Italia di festeggiare un altro grande successo nel panorama internazionale dell’atletica leggera.
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