Calcio
Malagò sotto indagine: a rischio anche Mancini in Nazionale
L’indagine sulla candidatura di Giovanni Malagò alla presidenza FIGC potrebbe avere conseguenze anche sulla nomina di Roberto Mancini come ct.

È una situazione che rischia di creare un vero terremoto ai vertici del calcio italiano. L’indagine avviata dalla Procura del CONI sulla candidatura di Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC potrebbe infatti avere conseguenze anche sulla nomina di Roberto Mancini come commissario tecnico della Nazionale. Al momento si tratta di uno scenario legato all’esito degli accertamenti e non di una decisione già assunta.
Malagò, sotto esame la regolarità della candidatura
Al centro della vicenda c’è il requisito del tesseramento federale necessario per poter presentare la candidatura alla presidenza della FIGC. La questione è stata sollevata da Renato Miele, avvocato ed ex calciatore, che aveva presentato un esposto contestando la regolarità della procedura. La FIGC aveva sostenuto che Malagò fosse stato ritenuto candidabile dai propri uffici. Tuttavia, secondo quanto emerso dall’inchiesta, sarebbe necessario verificare la presenza della documentazione relativa al tesseramento nell’anagrafe federale. L’accertamento è ora nelle mani degli organi competenti. L’obiettivo è stabilire se, al momento della candidatura, fossero presenti tutti i requisiti previsti dallo Statuto federale.
Cosa rischia la FIGC
La questione potrebbe avere conseguenze rilevanti qualora venisse accertata un’eventuale irregolarità. Secondo la ricostruzione riportata da Eurosport sulla base delle informazioni della Stampa, la candidatura di Malagò potrebbe essere considerata non valida, con possibili ripercussioni sull’elezione alla presidenza della Federazione. Lo scenario più delicato potrebbe arrivare fino all’eventuale annullamento delle elezioni e al commissariamento della FIGC. Si tratta però di ipotesi subordinate agli accertamenti in corso e, pertanto, non di decisioni già prese.

Mancini, nomina a rischio?
È proprio questo il punto che coinvolge direttamente Roberto Mancini. L’ex commissario tecnico azzurro è stato scelto da Malagò come nuovo allenatore della Nazionale e la nomina è stata ufficializzata a fine luglio. Se l’inchiesta dovesse portare alla decadenza di Malagò e alla conseguente messa in discussione degli atti adottati dalla sua gestione, potrebbe essere coinvolta anche la scelta del nuovo commissario tecnico. Questo non significa, allo stato attuale, che Mancini sia stato sollevato dall’incarico o che la sua nomina sia già stata annullata. L’eventuale effetto sulla panchina azzurra dipenderebbe infatti dall’esito dell’indagine e dalle decisioni che gli organi federali e sportivi dovessero successivamente assumere.
Caso Malagò: il futuro della Nazionale resta in bilico
La vicenda aggiunge quindi un ulteriore elemento di incertezza attorno alla Nazionale italiana, reduce da settimane particolarmente movimentate sul piano dirigenziale e tecnico. Il ritorno di Mancini sulla panchina azzurra era stato presentato come l’inizio di un nuovo progetto, con Claudio Ranieri nel ruolo di direttore tecnico. Ora, però, l’attenzione è concentrata sull’indagine riguardante Malagò. Prima di qualsiasi conclusione sarà necessario attendere gli esiti degli accertamenti: il futuro della presidenza FIGC e, indirettamente, quello di Mancini come ct dell’Italia potrebbero dipendere proprio da questa verifica.
Calcio
FIGC, sfida Malagò-Galliani: Serie A divisa, ecco le date decisive

La corsa alla presidenza della FIGC entra in una fase decisiva e apre una nuova frattura all’interno della Serie A. Giovanni Malagò, attuale commissario straordinario della Federazione, deve fare i conti con la possibile candidatura di Adriano Galliani, storico dirigente del calcio italiano ed ex amministratore delegato di Milan e Monza. Quella che sembrava una strada indirizzata verso la conferma di Malagò si è trasformata in una partita ancora aperta, con le società chiamate a trovare una posizione condivisa. Il confronto tra i club del massimo campionato ha evidenziato le difficoltà nel raggiungere un’intesa. Secondo quanto riportato dalle cronache del 27 ottobre, quattordici società hanno partecipato a una riunione informale da remoto per discutere dei possibili candidati. L’incontro, tuttavia, non ha prodotto una decisione definitiva e le posizioni restano distanti. La posta in gioco è importante: individuare il nome da sostenere nella corsa alla guida del calcio italiano, in un momento delicato per la Federazione e per il futuro delle Nazionali.
Elezioni FIGC: Malagò-Galliani, la Serie A si divide
Il nome di Malagò era emerso come riferimento della Serie A nella precedente fase elettorale. Negli ultimi giorni, però, una parte dei club ha iniziato a valutare l’ipotesi di puntare su Galliani, dirigente con una lunga esperienza ai vertici del calcio italiano e già presidente della Lega Serie A dal 2002 al 2006. Tra gli elementi che alimentano il confronto ci sono le divergenze sulla gestione della Federazione e sulle modalità con cui vengono assunte alcune decisioni strategiche. Una parte delle società chiederebbe un maggiore coinvolgimento dei club nelle scelte riguardanti il movimento calcistico nazionale.
Il fronte favorevole a Galliani comprende società come Inter, Milan e Atalanta, mentre tra i club indicati come sostenitori di Malagò figurano Napoli e Roma. Non si tratta, però, di schieramenti definitivamente certificati: le interlocuzioni sono ancora in corso e gli orientamenti potrebbero cambiare prima della scadenza per la presentazione delle candidature. La riunione del 27 ottobre non ha quindi sancito una vittoria politica di uno dei due candidati. Ha piuttosto confermato che la ricerca di un accordo richiederà ulteriori confronti.

Adriano Galliani, un passaggio formale verso la candidatura
Un elemento importante nella vicenda riguarda il tesseramento di Galliani con l’Enotria 1908, società dilettantistica milanese, nel ruolo di dirigente accompagnatore. Si tratta di un passaggio formale necessario per rendere possibile la sua candidatura alla presidenza federale. L’operazione ha dato maggiore concretezza all’ipotesi di una sfida con Malagò, senza significare che la candidatura sia già stata depositata o che siano stati definiti tutti gli appoggi necessari.
L’esperienza maturata da Galliani tra Milan, Monza e Lega Serie A rappresenta uno degli elementi centrali del suo profilo. Resta da capire, tuttavia, se riuscirà a raccogliere un consenso sufficiente tra le componenti del calcio italiano e, soprattutto, a diventare il candidato unitario del massimo campionato. Dall’altra parte, Malagò può contare sulla posizione già espressa in suo favore da numerosi club e sul lavoro svolto ai vertici del movimento sportivo italiano. La sua conferma, però, non può essere considerata scontata alla luce delle nuove dinamiche politiche.
Elezioni FIGC, Malagò contro Galliani: le date da segnare: 4 novembre e 14 dicembre
Il calendario delle prossime settimane sarà determinante per chiarire gli equilibri della corsa alla presidenza federale. Due sono gli appuntamenti principali:
- 4 novembre 2026: scadenza per la presentazione delle candidature alla presidenza della FIGC. Per presentarsi attraverso la componente della Serie A occorrono almeno 11 accrediti su 20.
- 14 dicembre 2026: data fissata per l’Assemblea federale elettiva, chiamata a scegliere il nuovo presidente della Federazione.
La scelta della Serie A avrà un peso importante, ma non determinerà automaticamente l’esito finale. Il sistema elettorale federale coinvolge infatti diverse componenti, ciascuna con un proprio peso nella votazione. Per questo motivo, anche un eventuale accordo tra le società del massimo campionato dovrà essere accompagnato dalla ricerca di consensi più ampi all’interno del movimento calcistico.
Il futuro del calcio italiano passa dalla scelta del presidente
La contrapposizione tra Malagò e Galliani va oltre la semplice individuazione di un nuovo vertice federale. Sul tavolo ci sono la governance della FIGC, il rapporto tra Federazione e società e le strategie necessarie per affrontare le difficoltà del calcio italiano. Da una parte c’è Malagò, chiamato a difendere il sostegno ottenuto nella precedente fase elettorale e a convincere i club della validità del proprio percorso. Dall’altra Galliani, che potrebbe mettere a disposizione della Federazione l’esperienza maturata in decenni di attività dirigenziale.
Al momento, la partita resta aperta e la Serie A non ha ancora trovato una posizione condivisa. Le prossime interlocuzioni saranno decisive per capire se prevarrà la continuità con Malagò oppure se maturerà una convergenza sul nome di Galliani. La certezza riguarda le scadenze: il 4 novembre rappresenta il primo spartiacque, mentre il 14 dicembre sarà il giorno della decisione finale. Fino ad allora, alleanze e strategie potranno ancora cambiare.
Calcio
Pallone d’Oro 2026, trionfa Harry Kane: battuti Mbappé e Yamal
Harry Kane vince il Pallone d’Oro 2026 davanti a Mbappé e Yamal. Tutti i premi assegnati a Londra e la top 10 della classifica del prestigioso trofeo.

È Harry Kane il vincitore del Pallone d’Oro 2026. L’attaccante inglese ha conquistato la 70ª edizione del riconoscimento individuale più ambito del calcio mondiale, superando Kylian Mbappé e Lamine Yamal, rispettivamente secondo e terzo classificato. La cerimonia si è svolta al London Palladium Theatre, nella capitale inglese, al termine di una serata ricca di premi e riconoscimenti per i protagonisti della stagione.
Per Kane si tratta di un traguardo straordinario, che premia il percorso compiuto con il Bayern Monaco e il contributo offerto alla nazionale inglese. Il centravanti ha ricevuto il trofeo da Ronaldo il Fenomeno e ha sottolineato l’importanza del lavoro collettivo, ringraziando i compagni di squadra, lo staff tecnico e i club che hanno accompagnato la sua carriera, compreso il Tottenham.
L’attaccante ha ricordato anche il legame con la propria famiglia, dedicando un pensiero speciale alla moglie e ai figli. Un momento particolarmente significativo per il capitano dell’Inghilterra, che ha così aggiunto il più importante riconoscimento individuale alla propria bacheca.
La classifica del Pallone d’Oro 2026: Kane davanti a tutti, Mbappé secondo, Yamal terzo
Alle spalle di Kane si è piazzato Kylian Mbappé, protagonista di un’altra stagione di alto livello. Terzo posto per Lamine Yamal, ancora una volta tra i principali volti del calcio internazionale e premiato anche nella categoria dedicata ai giovani talenti. Questa la top 10 del Pallone d’Oro 2026:
- Harry Kane
- Kylian Mbappé
- Lamine Yamal
-
Rodri
- Lionel Messi
- Khvicha Kvaratskhelia
- Ousmane Dembélé
- Erling Haaland
- Michael Olise
- Fabián Ruiz

Tutti gli altri premi: Yamal, Unai Simón e De la Fuente protagonisti
La cerimonia di Londra ha assegnato anche gli altri riconoscimenti individuali e di squadra. Lamine Yamal ha conquistato per il terzo anno consecutivo il premio riservato al miglior giovane talento, confermandosi uno dei giocatori più rappresentativi della nuova generazione.
Unai Simón è stato premiato come miglior portiere, mentre Luis de la Fuente ha ricevuto il riconoscimento come miglior allenatore maschile, grazie al percorso compiuto alla guida della nazionale spagnola.
Il premio per il miglior attaccante è andato allo stesso Harry Kane, autore di una stagione che gli ha permesso di aggiudicarsi anche il Pallone d’Oro. Tra le squadre, il Paris Saint-Germain è stato eletto miglior club maschile, mentre il Barcellona ha ottenuto il riconoscimento nella categoria femminile.
Sul fronte del calcio femminile, il Pallone d’Oro è stato conquistato da Alexia Putellas, al terzo successo personale dopo quelli del 2021 e del 2022. Charlyn Corral ha invece ricevuto il premio come miglior attaccante femminile, mentre Cata Coll è stata premiata come miglior portiere.
Il premio Socrates, dedicato all’impegno sociale e umanitario, è stato assegnato a Bukayo Saka per le iniziative sostenute al di fuori del campo.
Una vittoria al Pallone d’oro che consacra Kane
Il Pallone d’Oro 2026 rappresenta una tappa fondamentale nella carriera di Harry Kane. Dopo anni trascorsi ai vertici del calcio europeo, l’attaccante inglese raggiunge il massimo riconoscimento individuale, precedendo alcuni dei calciatori più attesi della vigilia. La vittoria del centravanti del Bayern Monaco chiude una serata che ha celebrato non soltanto i risultati personali, ma anche il peso dei successi collettivi, delle prestazioni individuali e della continuità ad alto livello. Per Kane, il premio segna l’ingresso definitivo tra i grandi protagonisti della storia recente del calcio.
Calcio
Bayern Monaco, Kompany ricoverato: malore dopo l’allenamento
Paura per Vincent Kompany: l’allenatore del Bayern Monaco ha avuto un malore dopo l’allenamento ed è stato ricoverato. Accertamenti in ospedale.

Momenti di grande apprensione in casa Bayern Monaco per le condizioni di Vincent Kompany. L’allenatore belga è stato ricoverato d’urgenza in ospedale venerdì 23 ottobre, dopo aver accusato un malore ed essere collassato mentre assisteva a una seduta di allenamento della seconda squadra bavarese. Il tecnico è stato trasportato in ospedale per ulteriori accertamenti medici, mentre il club ha disposto che, almeno temporaneamente, siano i suoi collaboratori a occuparsi delle attività della prima squadra.
Bayern Monaco, Kompany ricoverato per un malore
La notizia è stata confermata dalla società tedesca, che ha spiegato come l’allenatore abbia avuto bisogno di assistenza medica dopo il malore accusato durante la seduta della formazione giovanile. Kompany, che aveva raggiunto il centro sportivo per seguire l’allenamento della seconda squadra dopo la sessione dei professionisti, è stato accompagnato in ospedale per essere sottoposto a controlli approfonditi.
Il Bayern ha comunicato che il tecnico resterà sotto osservazione medica. Nel frattempo, il suo staff continuerà a gestire gli allenamenti e le attività legate alle partite, in attesa di ulteriori aggiornamenti sulle condizioni dell’allenatore. Il direttore sportivo Max Eberl ha ribadito la posizione del club, sottolineando la priorità assoluta della salute del tecnico: «La salute di Vincent ha la massima priorità per noi». Eberl ha inoltre assicurato che Kompany riceverà tutta l’assistenza necessaria e il tempo indispensabile per recuperare.

Il virus e i problemi fisici: Kompany era già debilitato
Il malore arriva al termine di una settimana complicata per l’allenatore del Bayern Monaco. Nei giorni precedenti, infatti, Kompany aveva dovuto ridurre i propri impegni a causa di un’infezione virale che lo aveva debilitato. Il tecnico aveva saltato alcune sedute di allenamento e non aveva preso parte alla conferenza stampa precedente alla sfida di Champions League contro l’Arsenal, venendo sostituito dal suo collaboratore Aaron Danks.
Anche durante la vittoria per 6-1 contro il Lipsia, Kompany aveva mostrato segni di difficoltà, rimanendo seduto in panchina per tutta la partita. Successivamente era tornato a seguire la squadra dalla panchina nel pareggio per 2-2 contro l’Arsenal in Champions League. Dopo la gara europea, l’allenatore aveva riconosciuto di non essersi fermato nonostante i segnali del proprio corpo, spiegando di aver contratto un virus particolarmente intenso.
Bayern Monaco, lo staff tecnico prende il posto di Kompany dopo il malore
In attesa di conoscere gli esiti degli accertamenti, il Bayern Monaco ha scelto di affidare temporaneamente la gestione della squadra allo staff tecnico. Una soluzione necessaria per garantire continuità al lavoro quotidiano, senza mettere in secondo piano le condizioni di salute dell’allenatore. I bavaresi sono attesi domenica dalla trasferta contro il Friburgo in Bundesliga. La presenza di Kompany in panchina resta legata all’evoluzione della situazione clinica: al momento, la priorità è consentire al tecnico di ricevere tutte le cure necessarie. La notizia ha suscitato preoccupazione nell’ambiente del calcio tedesco. Si attendono ulteriori aggiornamenti ufficiali sulle condizioni dell’allenatore belga, mentre la società ha ribadito il proprio sostegno al tecnico e l’auspicio di una pronta guarigione.
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