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NBA, i risultati della notte: Curry incanta contro Minnesota, Miami trova la prima vittoria
NBA, tutti i risultati della notte: Stephen Curry segna 44 punti contro Minnesota, Miami conquista la prima vittoria e Philadelphia e New York festeggiano.

Foto di Ben Hershey su Unsplash
La notte NBA regala spettacolo, rimonte e prestazioni individuali di altissimo livello. Tra i protagonisti assoluti c’è Stephen Curry, che trascina i Golden State Warriors al successo contro i Minnesota Timberwolves con una prova da 44 punti. Importante anche la prima vittoria stagionale dei Miami Heat, capaci di superare gli Atlanta Hawks in trasferta. Festeggiano inoltre i Philadelphia 76ers, che ribaltano la partita contro Indiana, e i New York Knicks, vittoriosi sul parquet dei Chicago Bulls dopo una sfida combattuta. Ecco le quattro principali curiosità della notte NBA del 28 ottobre 2026.
NBA, Stephen Curry trascina Golden State: 44 punti contro Minnesota
La prestazione di Stephen Curry è il grande tema della notte. Il fuoriclasse dei Warriors mette a referto 44 punti, 8 rimbalzi e 6 assist, guidando Golden State al successo per 119-114 contro Minnesota. Curry trova il canestro con continuità, realizza sei triple e si dimostra impeccabile dalla lunetta, dove chiude con 16 tiri liberi segnati su 16 tentativi. Una prova di grande personalità, fondamentale per permettere alla squadra californiana di conquistare la seconda vittoria consecutiva dopo un avvio di stagione complicato. Accanto a lui brilla anche il rookie Yaxel Lendeborg, autore di 26 punti e 9 rimbalzi. I Warriors arrivano ad avere un vantaggio di 24 lunghezze, ma nel finale devono resistere al tentativo di rimonta dei Timberwolves. Minnesota, priva dell’infortunato Anthony Edwards, riesce a riavvicinarsi grazie alle iniziative di Jonathan Kuminga, che chiude con 20 punti contro la sua ex squadra, ma non completa la rimonta.
Miami si sblocca: Antetokounmpo e Adebayo decisivi
Dopo un inizio di campionato difficile, i Miami Heat possono finalmente festeggiare la prima vittoria stagionale. La formazione della Florida passa sul campo degli Atlanta Hawks con il punteggio di 129-117, mostrando un attacco capace di mettere costantemente sotto pressione la difesa avversaria. Il successo porta soprattutto la firma di Giannis Antetokounmpo e Bam Adebayo, entrambi autori di 24 punti. Il greco aggiunge 18 rimbalzi, mentre il centro degli Heat contribuisce anche con 9 rimbalzi e una presenza importante nella metà campo difensiva. Atlanta prova a restare in partita e trova una prestazione interessante dal giovane Kingston Flemings, che chiude con 23 punti uscendo dalla panchina. Miami, però, mantiene il controllo nei momenti decisivi e interrompe la serie negativa. Per gli Heat è una vittoria preziosa soprattutto sul piano della fiducia, dopo le difficoltà delle prime gare della stagione 2026-2027.

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Philadelphia rimonta Indiana, Maxey guida i 76ers
Partita ricca di emozioni anche a Indianapolis, dove i Philadelphia 76ers superano i Pacers per 114-109. Gli ospiti costruiscono il successo soprattutto nell’ultimo quarto, cambiando completamente l’inerzia di una gara che sembrava indirizzata a favore dei padroni di casa. Il protagonista è Tyrese Maxey, che conclude con 27 punti e alza il livello nel momento più importante. Il playmaker trova con continuità la via del canestro e firma alcune giocate decisive nel finale, contribuendo alla rimonta della squadra della Pennsylvania. Prezioso anche il contributo di Joel Embiid, autore di una doppia doppia da 21 punti e 11 rimbalzi. Indiana, invece, non riesce a difendere il vantaggio costruito nel corso della partita, nonostante i 26 punti e 11 rimbalzi di Pascal Siakam. I 76ers dimostrano così di avere le risorse per reagire anche nelle situazioni più complicate, conquistando una vittoria importante in trasferta.
4. New York soffre ma vince: Brunson decisivo contro Chicago
I New York Knicks devono faticare più del previsto per avere la meglio sui Chicago Bulls, ma alla fine riescono a imporsi per 133-127. A decidere la sfida è soprattutto Jalen Brunson, autore di una prestazione offensiva straordinaria. Il leader dei Knicks chiude con 38 punti, 7 assist e 6 triple realizzate, diventando il riferimento della squadra nei momenti di maggiore pressione. New York è costretta a inseguire per lunghi tratti, ma trova nel proprio capitano la lucidità necessaria per completare la rimonta. Chicago gioca una partita competitiva e si affida soprattutto a Norman Powell, che mette a referto 30 punti. I Bulls riescono a mettere in difficoltà gli avversari, ma nel finale non trovano le risposte necessarie per evitare la sconfitta. Per i Knicks si tratta di un successo importante, ottenuto grazie alla qualità individuale e alla capacità di mantenere la calma nei possessi decisivi.
NBA, non solo Curry: una notte di grandi protagonisti
La giornata conferma quanto sia imprevedibile l’inizio della nuova stagione NBA. Stephen Curry si prende la scena con una prestazione da 44 punti, Miami conquista finalmente il primo successo e Philadelphia dimostra carattere rimontando Indiana. Anche New York ritrova la vittoria grazie alla leadership di Brunson, mentre le altre partite della notte offrono ulteriori spunti interessanti: dai 36 punti di Victor Wembanyama nel successo ai supplementari di San Antonio contro Utah alla tripla doppia numero 200 in carriera di Nikola Jokic, decisivo contro New Orleans. La stagione è ancora nelle sue fasi iniziali, ma le prime gare stanno già delineando protagonisti e squadre da seguire con attenzione nelle prossime settimane.
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Panathinaikos-Olimpia Milano 80-75: beffa per l’Armani, sesta sconfitta consecutiva in Eurolega
Eurolega, l’Olimpia Milano perde 80-75 contro il Panathinaikos ad Atene. Non bastano i 15 punti di Hall: per Poeta arriva un’altra beffa.

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L’Olimpia Milano esce sconfitta dalla trasferta contro il Panathinaikos, che si impone per 80-75 al termine di una partita combattuta fino agli ultimi possessi. Ad Atene, nella sfida valida per l’ottava giornata di Eurolega, la formazione allenata da Peppe Poeta offre una prestazione di carattere, riuscendo a mettere in difficoltà una delle squadre più attrezzate della competizione. Nel finale, però, alcuni errori pesanti impediscono ai biancorossi di completare l’impresa. Per l’Armani arriva così un’altra battuta d’arresto in campo europeo, la sesta consecutiva secondo il bilancio riportato da Eurosport. Resta il rammarico per una gara nella quale Milano ha mostrato segnali incoraggianti, soprattutto sul piano dell’intensità difensiva e della capacità di reagire nei momenti più difficili.
Eurolega, Milano parte bene ma il Panathinaikos rimonta
L’Olimpia approccia la partita con personalità e chiude il primo quarto in vantaggio sul 19-18. Nei minuti iniziali è soprattutto Wright a mettersi in evidenza, sostenuto dal contributo di Cole. Milano riesce a trovare buone soluzioni offensive e tiene testa ai padroni di casa, dimostrando di poter competere alla pari nonostante le difficoltà delle ultime settimane. Nel secondo periodo, tuttavia, il Panathinaikos alza il ritmo. Kendrick Nunn e Juancho Hernangómez guidano la reazione greca, mentre la difesa dell’Armani concede qualche opportunità di troppo. I padroni di casa riescono così ad allungare fino a un vantaggio in doppia cifra. La squadra di Poeta non si disunisce e reagisce prima dell’intervallo. Le iniziative di Booker e le triple di Hall consentono ai biancorossi di ricucire lo strappo, tornando negli spogliatoi sul punteggio di 40-37 per il Panathinaikos.
Olimpia Milano, grande reazione nel terzo quarto
Al rientro sul parquet, Milano ritrova fiducia e intensità. La difesa diventa più aggressiva e l’attacco riesce a coinvolgere diversi protagonisti. Hall, Bolmaro, Thompson e Booker contribuiscono alla rimonta, permettendo agli ospiti di ribaltare momentaneamente l’inerzia dell’incontro. Il momento migliore dell’Armani arriva proprio nella terza frazione, quando la squadra italiana riesce a mettere in difficoltà il Panathinaikos e a passare in vantaggio. Il parziale si chiude sul 61-60 per Milano, che si presenta agli ultimi dieci minuti con la possibilità concreta di conquistare una vittoria pesante. Anche la scelta di utilizzare contemporaneamente Booker e Diop sotto canestro offre alla squadra maggiore fisicità e presenza a rimbalzo. Una soluzione che aiuta l’Olimpia a competere contro la struttura atletica dei greci.

Finale amaro: Nunn decide la partita
L’ultimo quarto si trasforma in un confronto punto a punto. Le due squadre si alternano al comando, senza riuscire a costruire un vantaggio decisivo. Milano trova risposte importanti anche da Cole, che firma una tripla pesante nel finale, ma il Panathinaikos resta lucido nei momenti determinanti. A fare la differenza sono alcuni possessi gestiti male dall’Armani e la capacità dei padroni di casa di sfruttare le occasioni concesse. Kendrick Nunn si prende la scena con una giocata decisiva in penetrazione a pochi secondi dalla sirena, contribuendo a indirizzare definitivamente l’incontro. Milano non riesce a trovare la risposta giusta nell’ultima azione e deve arrendersi con il punteggio di 80-75. Una sconfitta che lascia grande amarezza, soprattutto per quanto mostrato dalla squadra nel corso della partita.
Hall trascina Milano, Nunn è il miglior realizzatore
Tra le note positive della serata biancorossa spicca Devon Hall, miglior marcatore dell’Olimpia con 15 punti. Buon contributo anche da parte di Lorenzo Brown Bolmaro, Darius Thompson, R.J. Cole e Josh Nebo Booker, tutti a quota 10 punti secondo il tabellino della gara. Sul fronte greco, il protagonista assoluto è Kendrick Nunn, autore di 20 punti. Importante anche il contributo di Mathias Lessort, che chiude con 13 punti, e di Hernangómez, a quota 11. Per Milano, il risultato rappresenta un’altra occasione sfumata in una stagione europea fin qui complicata. La prestazione di Atene offre comunque indicazioni utili a Poeta, chiamato ora a trasformare i segnali positivi in risultati concreti. L’Olimpia dovrà ripartire dalla compattezza mostrata per provare a interrompere la serie negativa e rilanciare il proprio cammino in Eurolega.
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NBA, paura per Jalen Williams: grave infortunio con i Thunder, stagione a rischio
NBA, grave infortunio per Jalen Williams durante Thunder-Clippers 108-101. L’esterno di OKC esce in barella: si teme un lungo stop per il cestista.

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La vittoria degli Oklahoma City Thunder sui Los Angeles Clippers per 108-101 è stata oscurata dal grave infortunio di Jalen Williams. L’esterno della franchigia campione NBA 2025 si è fatto male nel finale della partita, lasciando il parquet in barella tra la preoccupazione dei compagni e degli avversari. Al momento non è stata comunicata una diagnosi ufficiale, ma le prime impressioni fanno temere uno stop prolungato, con il rischio di compromettere la sua stagione.
NBA: infortunio Jalen Williams, paura nel finale di Thunder-Clippers
L’episodio è avvenuto a poco più di un minuto dalla sirena. Williams stava attaccando il canestro quando, dopo un contatto con Kris Dunn, è ricaduto in maniera innaturale sulla gamba sinistra. La torsione del piede ha immediatamente fatto temere un problema serio. I soccorsi sono intervenuti rapidamente e il giocatore è stato immobilizzato e trasportato fuori dal campo in barella. La partita è rimasta interrotta per circa cinque minuti, mentre i giocatori di entrambe le squadre osservavano la scena visibilmente scossi. Nonostante il dolore e la preoccupazione, Williams ha cercato di rassicurare il pubblico del Paycom Center mostrando il pollice alzato mentre veniva accompagnato fuori dal parquet.

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Gilgeous-Alexander scosso: «Tornerà più forte di prima»
Tra i più colpiti dall’accaduto c’è stato Shai Gilgeous-Alexander, protagonista della serata con 34 punti. La stella dei Thunder ha faticato a trattenere l’emozione nel commentare l’infortunio del compagno: “Mi sento male per lui. Ovviamente sarà difficile senza un giocatore del genere, ma non è sparito per sempre. Tornerà più forte che mai e lo sappiamo. Dobbiamo solo tenere duro fino a quando non rientrerà”, ha dichiarato Gilgeous-Alexander nel dopopartita.
Anche l’allenatore Mark Daigneault ha espresso tutta la propria preoccupazione, in attesa di ricevere aggiornamenti sulle condizioni del giocatore. La franchigia avrebbe programmato un punto sulla situazione medica per la mattinata successiva alla partita.
Thunder, una vittoria amara: si teme un lungo stop
Il successo contro i Clippers permette a Oklahoma City di portare il proprio bilancio a tre vittorie in altrettante partite, ma il risultato passa inevitabilmente in secondo piano. Oltre a Williams, anche Cason Wallace e Jaylin Williams hanno lasciato il campo per problemi fisici durante il match. L’eventuale assenza prolungata di Jalen Williams rappresenterebbe un duro colpo per le ambizioni dei Thunder. L’esterno è infatti uno degli elementi più importanti della squadra e aveva già dovuto fare i conti con diversi problemi fisici nella scorsa stagione, saltando numerose partite. La diagnosi definitiva resta il passaggio decisivo: senza comunicazioni ufficiali, non è possibile stabilire con certezza i tempi di recupero né confermare che il giocatore abbia già concluso la propria stagione. Le prossime ore saranno fondamentali per comprendere la reale entità dell’infortunio e le prospettive di rientro.
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Virtus Bologna, impresa a Milano: rimonta da -19 e vittoria all’overtime. Moore trascina le V Nere

Foto di Ben Hershey su Unsplash
La Virtus Bologna firma una vittoria di grande carattere nel derby d’Italia contro l’Olimpia Milano. All’Unipol Forum di Assago, nella quinta giornata della Serie A di basket, le V Nere si impongono per 98-94 dopo un tempo supplementare, recuperando uno svantaggio che nel terzo quarto aveva raggiunto i 19 punti.
Un successo pesante per la squadra allenata da Alex Mumbrú, capace di ribaltare una partita che sembrava ormai nelle mani dei padroni di casa. Con questo risultato, Bologna mantiene l’imbattibilità in campionato e consolida il primo posto in classifica, mentre per l’Olimpia Milano arriva un’altra delusione dopo le difficoltà mostrate in Eurolega. Il grande protagonista della serata è Wendell Moore, autore di 27 punti e decisivo nel guidare la rimonta bianconera. Fondamentale anche il contributo di Trent Frazier, che chiude con 17 punti, e di Marcus Carr, a referto con 13 punti e 9 assist.
L’Olimpia Milano scappa, la Virtus Bologna non si arrende
L’avvio della sfida è equilibrato, con l’Olimpia che chiude il primo quarto avanti 22-20. Nel secondo periodo, però, la squadra di Peppe Poeta cambia marcia e approfitta delle difficoltà offensive degli ospiti per costruire un vantaggio importante. Un parziale di 14-0 permette ai biancorossi di prendere il controllo dell’incontro. Le giocate di Leandro Bolmaro e Moses Wright alimentano la fuga milanese, con il punteggio che all’intervallo segna 52-37.
La situazione peggiora ulteriormente per la Virtus nella ripresa, quando Milano raggiunge il massimo vantaggio sul 61-42. Sotto di 19 punti, Bologna sembra vicina alla resa, ma trova la forza per reagire grazie all’energia di Moore e Frazier. I bianconeri aumentano l’intensità difensiva, ritrovano fluidità in attacco e cominciano a ridurre progressivamente il divario. Al termine del terzo quarto, il tabellone indica 67-59: la partita è ancora aperta.

La rimonta si completa nel quarto periodo
La Virtus continua a crederci anche negli ultimi dieci minuti. Moore si conferma il riferimento offensivo della squadra, mentre Bologna sfrutta con efficacia i rimbalzi d’attacco per costruire nuove opportunità di tiro. Milano fatica a mantenere il controllo e vede progressivamente svanire il vantaggio. La rimonta si completa quando la Virtus raggiunge l’81-81 a 51 secondi dalla sirena. Nessuna delle due squadre riesce a trovare il canestro decisivo nel finale dei tempi regolamentari e il derby si decide all’overtime.
Nei cinque minuti supplementari, Bologna dimostra maggiore lucidità nei momenti cruciali. Moore continua a incidere, mentre Hackett e Carr contribuiscono a respingere i tentativi di rientro dell’Olimpia. Milano prova a restare aggrappata alla partita con le giocate di Devon Hall e Marko Guduric, ma gli ultimi possessi non premiano i padroni di casa. La Virtus gestisce meglio il finale e porta a casa una vittoria preziosissima: 98-94 dopo un supplementare.
Moore trascina la Virtus Bologna, Olimpia Milano ancora in difficoltà
Il successo bianconero nasce da una prova collettiva di carattere, ma i numeri di Wendell Moore raccontano bene il peso della sua prestazione: 27 punti, con 9 canestri realizzati su 12 tentativi dal campo. Alle sue spalle si distinguono Frazier con 17 punti e Carr con 13 punti e 9 assist. In doppia cifra anche Kessler Edwards e Mouhamet Diouf, entrambi a quota 10 punti. Proprio Diouf aggiunge un contributo importante a rimbalzo, chiudendo con una doppia doppia da 10 punti e 10 rimbalzi.
Per Milano non bastano i 19 punti di RJ Cole, i 16 di Jason Burnell e i 15 di Moses Wright. L’Olimpia, dopo aver controllato a lungo la gara, paga il calo nella seconda parte dell’incontro e l’incapacità di gestire il vantaggio accumulato. La Virtus Bologna si conferma così la squadra da battere in questo avvio di campionato: cinque vittorie in altrettante giornate e primato solitario. Per l’Olimpia Milano, invece, la sconfitta nel derby rappresenta un nuovo campanello d’allarme in una fase della stagione particolarmente complicata.
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