Calcio
Calcio: è morto Sandro Mazzola, leggenda dell’Inter
Calcio: è morto a 83 anni Sandro Mazzola, leggenda dell’Inter e della Nazionale. Quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni e l’Europeo 1968 per l’ex nerazzurro.
Il calcio italiano piange Sandro Mazzola, scomparso a 83 anni. L’ex attaccante e centrocampista è stato una delle figure più importanti della storia dell’Inter e della Nazionale italiana. La notizia della morte è arrivata nella notte tra venerdì 18 e sabato 19 settembre ed è stata comunicata ufficialmente dal club nerazzurro. Mazzola ha legato praticamente tutta la propria carriera alla maglia dell’Inter. Cresciuto nel settore giovanile nerazzurro, ha giocato in prima squadra dal 1961 al 1977, diventando uno dei simboli della formazione guidata da Helenio Herrera durante gli anni della Grande Inter. Il club lo ha inserito nella propria Hall of Fame, riconoscendone il ruolo centrale nella storia nerazzurra.
Calcio: Sandro Mazzola, una carriera con l’Inter
Con l’Inter Mazzola ha conquistato quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Tra le immagini più celebri della sua carriera c’è la finale di Coppa dei Campioni del 1964 contro il Real Madrid: a Vienna il numero 10 nerazzurro realizzò una doppietta nel successo per 3-1 dell’Inter. Nel 1965 arrivò anche il titolo di capocannoniere della Serie A, mentre nel 1971 Mazzola chiuse al secondo posto nella classifica del Pallone d’Oro, alle spalle di Johan Cruyff. Il suo percorso con l’Inter si concluse dopo 17 stagioni da professionista, prima del successivo impegno anche nel ruolo dirigenziale.

Mazzola e la Nazionale italiana di calcio
Importante anche il percorso di Sandro Mazzola con la Nazionale. In azzurro ha collezionato 70 presenze e 22 gol, conquistando il Campionato Europeo del 1968. Nel 1970 partecipò inoltre al Mondiale in Messico, arrivando fino alla finale persa dall’Italia contro il Brasile. Proprio con la Nazionale è rimasta celebre la rivalità sportiva con Gianni Rivera, protagonista insieme a Mazzola della storica alternanza nel corso del Mondiale del 1970.
Il legame con Valentino Mazzola e il Grande Torino
Sandro Mazzola portava anche un cognome legato a una delle pagine più drammatiche del calcio italiano. Era infatti il figlio di Valentino Mazzola, capitano e simbolo del Grande Torino, morto nella tragedia di Superga del 4 maggio 1949. Sandro aveva appena sei anni quando perse il padre. Negli anni successivi costruì però una propria identità calcistica, diventando a sua volta una figura simbolo del calcio italiano, ma con la maglia dell’Inter. La scomparsa di Mazzola lascia dunque un vuoto profondo nella storia del calcio nerazzurro e della Nazionale. Il CONI ha disposto un minuto di silenzio in tutte le manifestazioni sportive del fine settimana per ricordare l’ex campione.
Calcio
Rafael Nadal entra nel Real Madrid: Florentino Pérez lo vuole nel Consiglio di Amministrazione

Nuova pagina nella carriera di Rafael Nadal, ma questa volta lontano dai campi da tennis. L’ex campione spagnolo si prepara a entrare nella dirigenza del Real Madrid, società della quale è da tempo un grande sostenitore e socio onorario. La notizia è stata ufficializzata dal club attraverso un comunicato pubblicato il 4 novembre. Il Consiglio di Amministrazione, riunitosi nella giornata di mercoledì, ha deliberato di sottoporre all’Assemblea Generale dei Soci la ratifica della nomina di Nadal come nuovo componente dell’organo direttivo. Si tratta di un riconoscimento importante per uno degli sportivi più rappresentativi della storia spagnola, che dopo aver concluso la propria carriera agonistica nel novembre 2024 potrebbe mettere la propria esperienza al servizio di una delle società più prestigiose del panorama calcistico internazionale.
Real Madrid, Nadal nel CDA: manca il via libera dei soci
La proposta porta la firma del presidente Florentino Pérez e del Consiglio direttivo del Real Madrid. Per diventare effettiva, tuttavia, dovrà ottenere l’approvazione dei soci rappresentanti durante l’Assemblea straordinaria convocata per il prossimo 21 novembre. Nadal ha accolto con entusiasmo la possibilità di assumere questo nuovo incarico, ringraziando il presidente e la dirigenza per la fiducia ricevuta. L’ex tennista ha manifestato la volontà di imparare e di mettere a disposizione del club il proprio contributo. La sua presenza rappresenterebbe un ulteriore collegamento tra il mondo dello sport individuale e quello del calcio, portando all’interno della società madridista una figura riconosciuta a livello internazionale per risultati, professionalità e personalità.

Nadal, un palmarès leggendario al servizio del Real Madrid
La scelta del Real Madrid non è legata soltanto alla passione di Nadal per i colori blancos. Nel comunicato ufficiale, la società ha sottolineato anche le qualità umane e sportive che hanno accompagnato il maiorchino durante tutta la sua carriera. I numeri raccontano un percorso straordinario: 22 titoli del Grande Slam, 92 tornei ATP conquistati, due medaglie d’oro olimpiche e cinque Coppe Davis con la nazionale spagnola. Nadal ha inoltre raggiunto il primo posto della classifica mondiale, diventando uno dei protagonisti assoluti della storia del tennis. Il club ha voluto evidenziare soprattutto lo spirito di sacrificio, la determinazione, l’umiltà e il rispetto per gli avversari, valori considerati pienamente coerenti con l’identità del Real Madrid. Per Nadal si apre dunque una possibile seconda carriera, questa volta dietro le quinte del calcio. Dopo aver scritto pagine indimenticabili sui campi da tennis, l’ex numero uno del mondo è pronto a mettere la propria esperienza al servizio del club che ha sempre sostenuto.
Calcio
Tragedia nel calcio spagnolo, morto Jesús De Miguel: l’attaccante del Tenerife aveva 30 anni

Una tragedia sconvolge il calcio spagnolo. Jesús De Miguel, attaccante del Tenerife, è morto all’età di 30 anni dopo essere rimasto coinvolto in un gravissimo incidente durante la partita contro l’FC Andorra, valida per la Segunda División, la seconda serie del campionato spagnolo. Il calciatore era stato trasportato d’urgenza in ospedale dopo un violento impatto con il portiere avversario, Jesús Owono. Durante il trasferimento aveva accusato un arresto cardiaco, riuscendo a essere rianimato grazie all’intervento dei soccorritori. Nonostante le prime informazioni avessero descritto una situazione stabile, seppur estremamente grave, nelle ore successive il quadro clinico è peggiorato fino al tragico epilogo. La notizia della scomparsa è stata comunicata dal Tenerife nella mattinata di martedì 3 novembre, lasciando nello sconforto compagni di squadra, società e tutto il mondo del calcio.
Jesús De Miguel morto dopo lo scontro in campo
L’episodio si è verificato nei minuti finali della sfida tra Tenerife e Andorra, quando il risultato era fermo sul 2-2. Durante un’azione di gioco, De Miguel stava cercando di raggiungere un pallone in profondità quando il portiere ospite, Jesús Owono, è uscito dalla propria area per anticiparlo. L’estremo difensore ha colpito violentemente l’attaccante con il ginocchio, provocando un impatto particolarmente duro. De Miguel è crollato immediatamente sul terreno di gioco, privo di sensi, facendo scattare l’allarme tra i calciatori di entrambe le squadre. I soccorsi sono intervenuti rapidamente, prestando le prime cure direttamente sul campo per diversi minuti. Owono è stato espulso con un cartellino rosso diretto, mentre la partita è stata definitivamente sospesa al 108′, per consentire l’intervento del personale sanitario e il trasferimento del giocatore in ospedale.

Arresto cardiaco e ricovero: poi il tragico epilogo
Le condizioni dell’attaccante sono apparse subito molto serie. Durante il trasporto verso l’ospedale, De Miguel ha accusato un arresto cardiaco ed è stato sottoposto alle manovre di rianimazione cardiopolmonare da parte dei sanitari, che sono riusciti a ripristinare il battito. Il Tenerife aveva inizialmente comunicato che il proprio giocatore si trovava in condizioni stabili, seppur in una situazione di estrema gravità. Nelle ore successive, tuttavia, il quadro neurologico aveva subito un peggioramento. La mattina del 3 novembre è arrivata la notizia che nessuno avrebbe voluto ricevere: Jesús De Miguel non ce l’ha fatta. Aveva soltanto 30 anni.
Il calcio spagnolo piange Jesús De Miguel
La scomparsa del centravanti rappresenta un dolore enorme per il Tenerife e per tutto il movimento calcistico spagnolo. Una partita di campionato si è trasformata in una tragedia che ha lasciato senza parole giocatori, allenatori e tifosi. In questo momento il risultato e il calcio giocato passano inevitabilmente in secondo piano. Resta il dolore per la perdita di un ragazzo di appena 30 anni, la cui vita si è spezzata in seguito a un drammatico incidente durante una normale giornata di sport.
Calcio
Tennis, Errani e Paolini alle WTA Finals 2026: qualificazione per il terzo anno consecutivo

Sara Errani e Jasmine Paolini conquistano un altro importante traguardo nel circuito internazionale. Le due tenniste italiane hanno centrato la qualificazione alle WTA Finals di doppio, ottenendo il pass per il prestigioso appuntamento di fine stagione per il terzo anno consecutivo. Decisiva la vittoria nella semifinale del WTA 500 di Tokyo contro Tereza Mihalikova e Olivia Nicholls, in una partita che rappresentava un vero e proprio spareggio per l’ultimo posto disponibile.
WTA 500 di Tokio: Errani-Paolini, vittoria decisiva contro Mihalikova e Nicholls
La coppia azzurra ha superato le avversarie con un netto 6-4, 6-0, al termine di un incontro durato un’ora e 16 minuti. Una prestazione in crescendo per Errani e Paolini, capaci di gestire un primo set più equilibrato e di dominare completamente la seconda frazione.
La posta in palio era particolarmente importante: oltre all’accesso alla finale del torneo giapponese, c’era da conquistare l’ultimo biglietto per le WTA Finals di Indian Wells. Le italiane hanno risposto nel migliore dei modi, imponendosi su una coppia che rappresentava la principale concorrente nella corsa alla qualificazione.
Per Sara Errani e Jasmine Paolini si tratta della terza partecipazione consecutiva al torneo che riunisce le migliori coppie della stagione. Dopo le esperienze del 2024 e del 2025, le due azzurre avranno nuovamente l’opportunità di confrontarsi con le migliori interpreti del doppio mondiale.

WTA Finals 2026, quando si giocano e le coppie qualificate oltre a Errani e Paolini
Le WTA Finals 2026 si disputeranno a Indian Wells, in California, dall’8 al 15 novembre. Errani e Paolini saranno la testa di serie numero 8 del tabellone di doppio, completando così il gruppo delle qualificate. L’obiettivo sarà provare a superare per la prima volta la fase a gironi, dopo le precedenti partecipazioni. La qualificazione rappresenta un’ulteriore conferma della continuità raggiunta dalla coppia italiana, protagonista anche nel corso di questa stagione con risultati importanti nei principali tornei del circuito.
Errani e Paolini, domenica la finale del WTA 500 di Tokyo
Prima di volare negli Stati Uniti, però, le italiane avranno un altro appuntamento da affrontare. Domenica 1° novembre, Errani e Paolini torneranno in campo per disputare la finale del WTA 500 di Tokyo. Dall’altra parte della rete ci saranno Gabriela Dabrowski e Luisa Stefani, prime teste di serie del torneo e attualmente ai vertici della Race stagionale. Per le azzurre sarà un’occasione importante per aggiungere un altro titolo a una stagione che ha già regalato la qualificazione al Masters di fine anno. La finale giapponese rappresenterà inoltre un interessante anticipo delle WTA Finals, dove le migliori coppie del circuito si contenderanno il titolo più prestigioso della stagione nel doppio femminile.
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