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Ranking UEFA, Italia in difficoltà: l’eliminazione dell’Atalanta complica la corsa al posto extra

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L’uscita di scena della Atalanta dagli ottavi di finale di Champions League segna un passaggio delicato per il calcio italiano anche fuori dal campo. Con l’eliminazione per mano del Bayern Monaco, infatti, l’Italia perde terreno nel ranking UEFA per nazioni, scivolando dal quarto al quinto posto.

L’Italia si stacca nel ranking UEFA

A beneficiare della situazione è il Portogallo, che completa il sorpasso e complica ulteriormente la corsa degli italiani verso uno dei due slot aggiuntivi per la prossima Champions League. Il distacco dalla seconda posizione — quella che garantisce il posto extra — si amplia sensibilmente: da meno di mille punti a oltre millecinquecento, rendendo la rimonta sempre più difficile.

In vetta alla classifica resta saldamente l’Inghilterra, già certa aritmeticamente di uno dei due posti supplementari grazie ai risultati complessivi dei suoi club. Alle sue spalle prosegue la sfida tra Spagna e Germania per la seconda piazza, con gli iberici al momento avanti.

Il meccanismo del ranking UEFA è ormai consolidato: i risultati ottenuti da tutte le squadre di una stessa federazione nelle competizioni europee contribuiscono a un punteggio complessivo stagionale. Vittorie, pareggi, qualificazioni e avanzamenti nei turni garantiscono punti, a cui si aggiungono bonus legati alla partecipazione e al rendimento.

Un aspetto fondamentale è il sistema di calcolo: il totale dei punti raccolti viene diviso per il numero di squadre partecipanti per ciascuna nazione. Un criterio che rende il rendimento medio ancora più determinante e penalizza chi perde rapidamente club lungo il percorso europeo.

Per l’Italia, le speranze restano ora affidate alle poche squadre ancora in corsa tra Europa League e Conference League. Servirà un finale di stagione quasi perfetto per provare a ridurre il gap e rientrare nella lotta per il secondo posto, ma la strada, dopo l’eliminazione dell’Atalanta, appare decisamente in salita.

Calcio

PSG-Aston Villa 2-1: Kvaratskhelia decide la Supercoppa

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Il PSG batte 2-1 l’Aston Villa e conquista la Supercoppa UEFA 2026. Kvaratskhelia apre la sfida, Madjo pareggia, poi la decide Doué in favore dei francesi.

Spagna

Il Paris Saint-Germain continua a vincere e inaugura la nuova stagione con un altro trofeo internazionale. La squadra di Luis Enrique ha superato l’Aston Villa per 2-1 alla Red Bull Arena di Salisburgo, conquistando per il secondo anno consecutivo la Supercoppa Europea. Dopo il successo ottenuto nella precedente edizione contro il Tottenham, questa volta il PSG ha avuto la meglio sulla formazione inglese guidata da Unai Emery. Una sfida equilibrata, decisa dagli episodi e soprattutto dalle giocate dei suoi uomini di maggiore qualità.

Supercoppa: Kvaratskhelia apre la partita per il PSG

A sbloccare il risultato è stato ancora una volta Khvicha Kvaratskhelia. Il georgiano ha firmato l’1-0 al 20′, capitalizzando un’azione costruita insieme a Désiré Doué. Un’altra prova di grande concretezza per l’ex Napoli, sempre più protagonista nelle partite che mettono in palio trofei. Il vantaggio parigino, tuttavia, non ha scoraggiato l’Aston Villa. La formazione inglese ha reagito e prima dell’intervallo ha trovato il pareggio con una delle storie più belle della serata.

Al 45′ è arrivato l’1-1 firmato da Brian Madjo, giovane attaccante di appena 17 anni. Emery ha scelto di lanciarlo a sorpresa dal primo minuto e il ragazzo ha ripagato immediatamente la fiducia dell’allenatore. Per Madjo si trattava della prima presenza con l’Aston Villa a livello professionistico. In precedenza aveva giocato soprattutto con la formazione riserve dei Villans e aveva raccolto soltanto cinque presenze in Ligue 1 con il Metz. Contro i campioni d’Europa è arrivato il primo gol della sua carriera tra i professionisti. Una rete dal peso enorme, che ha permesso all’Aston Villa di andare all’intervallo sul risultato di parità e ha trasformato Madjo nel protagonista più sorprendente della finale.

Spagna

Doué firma il gol decisivo

Nella ripresa il PSG ha aumentato la pressione e al 61′ ha trovato nuovamente la via della rete. A segnare il 2-1 è stato Désiré Doué, protagonista assoluto della serata con un gol e un assist. La rete è stata inizialmente oggetto di verifica da parte del VAR per una possibile posizione di fuorigioco, ma dopo la revisione è arrivata la convalida. Il PSG è così tornato avanti e ha poi gestito il vantaggio fino al triplice fischio.

Seconda Supercoppa consecutiva per il PSG

Il successo di Salisburgo conferma il momento straordinario vissuto dal Paris Saint-Germain, che continua a mettere trofei in bacheca dopo il trionfo in Champions League. Per Luis Enrique arriva dunque un altro titolo, mentre Kvaratskhelia si conferma ancora una volta decisivo. Il georgiano ha aperto la strada alla vittoria, Doué ha completato l’opera e il PSG ha potuto festeggiare un’altra notte europea.

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Calcio

Calcio: Omar Artan, dall’esclusione Mondiale alla Supercoppa

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Omar Abdulkadir Artan arbitrerà PSG-Aston Villa in Supercoppa Europea dopo l’esclusione dai Mondiali 2026. Una designazione storica.

Dalla grande delusione del Mondiale alla prestigiosa designazione per la Supercoppa Europea. È la particolare parabola vissuta da Omar Abdulkadir Artan, arbitro somalo di 34 anni scelto per dirigere la sfida tra Paris Saint-Germain e Aston Villa, in programma questa sera alla Red Bull Arena di Salisburgo. Artan avrebbe dovuto prendere parte alla Coppa del Mondo disputata tra Stati Uniti, Canada e Messico, essendo stato inserito dalla FIFA nel gruppo degli ufficiali di gara selezionati per la competizione. Il suo percorso, però, si è interrotto prima ancora di poter scendere in campo.

Artan respinto al Mondiale negli Stati Uniti

Il direttore di gara era arrivato all’aeroporto internazionale di Miami, ma non gli è stato consentito l’ingresso negli Stati Uniti. La vicenda ha inevitabilmente impedito all’arbitro somalo di partecipare al torneo iridato, trasformando quello che avrebbe dovuto essere uno dei momenti più importanti della sua carriera in una profonda delusione. Lo stesso Artan ha raccontato di aver vissuto un periodo particolarmente difficile, sottolineando il sostegno ricevuto da numerose persone dopo quanto accaduto. Un episodio che, tuttavia, non ha fermato la sua crescita professionale.

Spagna

La UEFA punta su Artan per la Supercoppa Europea

A distanza di poche settimane è arrivata la grande occasione. La UEFA ha designato Omar Artan come arbitro di PSG-Aston Villa, gara che mette in palio il primo trofeo europeo della stagione 2026/27. Il match vedrà di fronte i campioni della Champions League e i vincitori dell’Europa League. La designazione assume un significato particolare anche dal punto di vista storico: Artan sarà il primo arbitro non europeo a dirigere una Supercoppa UEFA. Per il direttore di gara somalo si tratta inoltre della prima partita arbitrata in Europa.

Una nuova occasione per il fischietto somalo

La partita di Salisburgo rappresenta quindi molto più di una semplice designazione internazionale. Per Artan è l’opportunità di trasformare una delle pagine più complicate della propria carriera in un nuovo punto di partenza. Il suo percorso dimostra come una battuta d’arresto possa essere seguita da un’occasione ancora più prestigiosa. Dopo aver dovuto rinunciare al Mondiale, l’arbitro somalo è ora chiamato a dirigere una delle partite più importanti dell’estate calcistica europea. Questa sera, dunque, tutti gli occhi saranno puntati anche su Omar Abdulkadir Artan, protagonista di una storia di riscatto che lo ha portato dall’amarezza dell’esclusione dalla Coppa del Mondo alla ribalta della Supercoppa Europea. Un appuntamento storico per il calcio somalo e per lo stesso direttore di gara.

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Calcio

Infantino: UEFA, AFC e CONCACAF pronte allo scontro

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UEFA, AFC e CONCACAF attaccano Infantino e la FIFA: fiducia compromessa dopo il progetto sulla Coppa del Mondo. Tensione ai vertici del calcio.

Il rapporto tra Gianni Infantino e alcune delle principali confederazioni del calcio mondiale è ormai ai minimi termini. UEFA, AFC e CONCACAF hanno firmato una lettera congiunta indirizzata alla comunità calcistica internazionale, nella quale esprimono forti critiche nei confronti della gestione della FIFA e del suo presidente. Al centro della contestazione c’è il progetto relativo alla possibile cessione di interessi economici legati alla Coppa del Mondo, iniziativa che le tre confederazioni considerano problematica non soltanto per i suoi contenuti, ma soprattutto per le modalità con cui sarebbe stata gestita. Secondo UEFA, AFC e CONCACAF, sarebbero infatti mancate trasparenza e condivisione nelle decisioni.

UEFA, AFC e CONCACAF contro Infantino

La presa di posizione rappresenta un nuovo e pesante capitolo dello scontro ai vertici del calcio internazionale. Le tre confederazioni sostengono che la fiducia sia stata compromessa e contestano una gestione che, a loro giudizio, avrebbe messo in secondo piano il principio della governance collettiva. Il messaggio lanciato è particolarmente duro: la leadership del calcio mondiale, secondo i firmatari, non può essere considerata una proprietà personale. Il calcio appartiene infatti a un sistema molto più ampio, composto da federazioni, club, calciatori, tifosi e istituzioni. Non viene quindi messa in discussione soltanto una singola iniziativa economica. La questione riguarda soprattutto il modello decisionale della FIFA e il rapporto tra il presidente e le confederazioni continentali.

Il caso della Coppa del Mondo

La vicenda nasce dal piano che avrebbe previsto l’ingresso di investitori privati negli interessi commerciali legati alla Coppa del Mondo FIFA. Un progetto che ha provocato una forte reazione all’interno del mondo del calcio e che, secondo l’Associated Press, UEFA, CONCACAF e AFC considerano una vera e propria violazione della fiducia nei confronti delle istituzioni che fanno parte della FIFA. Le tre confederazioni precisano inoltre che il problema non riguarda la crescita economica del calcio in sé. Al contrario, viene riconosciuto il valore dello sviluppo registrato negli ultimi anni. La contestazione riguarda piuttosto il modo in cui determinate decisioni vengono assunte e comunicate.

“La crescita del calcio è stata un lavoro collettivo”

Nel documento viene sottolineato come l’espansione delle competizioni, l’assegnazione dei Mondiali del 2030 e del 2034 e la distribuzione delle risorse siano risultati frutto di decisioni condivise tra FIFA, confederazioni e federazioni nazionali. Il concetto espresso dalle tre organizzazioni è chiaro: la crescita del calcio mondiale non può essere attribuita a una sola persona. I risultati raggiunti negli ultimi anni sarebbero infatti il prodotto del lavoro congiunto di numerose componenti del sistema. La questione finanziaria, dunque, viene messa in secondo piano rispetto a quella istituzionale. UEFA, AFC e CONCACAF chiedono che le ingenti risorse disponibili vengano utilizzate in modo responsabile per continuare a sostenere lo sviluppo delle federazioni e del movimento calcistico.

Una frattura sempre più profonda

La lettera conferma così una frattura sempre più evidente tra la FIFA e una parte importante del calcio internazionale. UEFA, AFC e CONCACAF rappresentano infatti tre aree fondamentali dello sport mondiale: Europa, Asia e Nord e Centro America con i Caraibi. La situazione potrebbe avere conseguenze anche sul futuro della governance della FIFA. La contestazione a Infantino non si limita più a singole dichiarazioni o divergenze sulle strategie commerciali, ma coinvolge direttamente il rapporto di fiducia tra il presidente e alcune delle principali componenti dell’organizzazione.

Infantino sotto pressione

Per Gianni Infantino, quindi, si apre una fase particolarmente delicata. Il presidente della FIFA continua a difendere la propria visione dello sviluppo del calcio, ma il fronte dei suoi oppositori si è fatto più ampio e organizzato. La lettera congiunta rappresenta soprattutto un segnale politico: le tre confederazioni chiedono maggiore trasparenza, collegialità e rispetto degli equilibri istituzionali. Lo scontro, dunque, è tutt’altro che chiuso. E mentre il calcio mondiale si prepara ai prossimi grandi appuntamenti internazionali, la partita più delicata potrebbe giocarsi lontano dal campo, nei corridoi della FIFA e della sua governance.

 

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