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Iannone verso il ritorno in Italia: possibile approdo al CIV 2026

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Andrea Iannone potrebbe presto tornare protagonista sulle piste italiane. Il pilota abruzzese, volto noto del motociclismo internazionale, è infatti al centro di indiscrezioni che lo vedrebbero vicino alla partecipazione al Campionato Italiano Velocità 2026. Un’ipotesi che sta prendendo sempre più forma dopo la sua presenza ai box del Cecchini Racing Team durante i recenti test andati in scena a Misano.

Iannone pronto al ritorno a Misano

Proprio il circuito romagnolo sarà teatro del primo appuntamento stagionale del CIV, in programma nel weekend del 25 e 26 aprile. Un contesto che potrebbe segnare il ritorno ufficiale di Iannone in una competizione nazionale, dopo anni trascorsi tra MotoGP e Superbike. Al momento non è arrivata alcuna conferma ufficiale, ma i segnali lasciano intendere che qualcosa si stia muovendo concretamente. Qualora la partecipazione venisse confermata, Iannone si troverebbe ad affrontare un campionato altamente competitivo, con la presenza di piloti di primo piano come Michele Pirro e Manuel Ruben Rinaldi. La possibile scelta della Ducati del Cecchini Racing Team rappresenterebbe inoltre una continuità tecnica con il percorso recente del pilota, già legato alla casa di Borgo Panigale nelle sue ultime esperienze.

Chi è Andrea Iannone

Classe 1989, originario di Vasto, Iannone ha costruito una carriera di rilievo nel motomondiale, distinguendosi per talento e aggressività in pista. Dopo gli ottimi risultati in Moto2, dove ha chiuso per tre anni consecutivi tra i primi tre in classifica generale, è approdato in MotoGP nel 2013. Nella classe regina ha corso fino al 2019, vestendo i colori di Ducati, Suzuki e Aprilia, ottenendo una vittoria e numerosi piazzamenti sul podio. Il momento più brillante della sua carriera resta legato proprio al periodo in Ducati, dove si è affermato come uno dei piloti più spettacolari del panorama internazionale. Tuttavia, la sua ascesa si è interrotta bruscamente alla fine del 2019, a causa di una squalifica per una violazione delle normative antidoping. Dopo anni lontano dalle competizioni, Iannone è tornato in pista nel 2024 nel Mondiale Superbike, segnando un nuovo capitolo della sua carriera. Ora, l’eventuale approdo al CIV potrebbe rappresentare non solo una scelta sportiva, ma anche un’occasione per rilanciarsi davanti al pubblico italiano.

In attesa di comunicazioni ufficiali, la sua presenza a Misano resta un indizio significativo. Il conto alla rovescia è iniziato: il CIV 2026 potrebbe avere tra i suoi protagonisti uno dei nomi più discussi e talentuosi del motociclismo degli ultimi anni.

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All’asta la Toleman di Ayrton Senna: un pezzo unico della F1

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Un frammento prezioso della storia della Formula 1 si prepara a cambiare proprietario. Il prossimo 25 aprile, a Montecarlo, sarà battuta all’asta la Toleman TG183B del 1984, la monoposto con cui Ayrton Senna fece il suo debutto nel mondiale, segnando l’inizio di una delle carriere più iconiche dell’automobilismo.

Senna, all’asta la Toleman del debutto mondiale

L’evento, organizzato da Sotheby’s in concomitanza con il weekend del Gran Premio storico di Monaco, metterà in vendita una selezione esclusiva di vetture e cimeli legati al mondo delle corse. Tra questi, la Toleman guidata dal campione brasiliano rappresenta senza dubbio uno dei lotti più ambiti. La base d’asta è fissata tra i 2,8 e i 3,8 milioni di dollari, una cifra che riflette il valore storico e simbolico del veicolo.

La TG183B non è soltanto un’auto da collezione, ma un autentico testimone degli esordi di Senna in Formula 1. Il brasiliano arrivò nel circus nel 1984 proprio con la scuderia Toleman, che decise di puntare su di lui dopo il trionfo nel campionato britannico di Formula 3 dell’anno precedente. In attesa della nuova monoposto, il team schierò una versione aggiornata della vettura del 1983, utilizzata nei primi appuntamenti stagionali.

Il debutto della Toleman

Il debutto avvenne nel Gran Premio del Brasile, dove Senna fu costretto al ritiro dopo pochi giri a causa di un problema al motore. Nei successivi appuntamenti, tuttavia, il talento del giovane pilota iniziò già a emergere: conquistò due sesti posti consecutivi in Sudafrica e Belgio, entrando per la prima volta in zona punti. Più complicato invece il weekend di Imola, dove non riuscì a qualificarsi in seguito a tensioni tecniche tra la scuderia e il fornitore di pneumatici. Dalla gara di Francia, la TG183B lasciò spazio alla nuova TG184, segnando la fine della breve ma significativa esperienza della monoposto. Nonostante il suo utilizzo limitato nel tempo, la vettura è rimasta legata a doppio filo con l’inizio della leggenda di Senna.

Ancora oggi perfettamente funzionante, la monoposto può essere utilizzata nelle competizioni dedicate alle auto storiche. Lo dimostra anche il suo recente ritorno in pista: nel 2024, in occasione del quarantesimo anniversario del debutto di Senna e del trentennale della sua scomparsa, la TG183B è stata guidata a Silverstone da Pierre Gasly.

Ora, a distanza di oltre quarant’anni, questa vettura simbolo è pronta a scrivere un nuovo capitolo della sua storia. A Montecarlo, tra collezionisti e appassionati, si preannuncia una sfida serrata per aggiudicarsi un autentico pezzo di mito della Formula 1.

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Formula 1: si torna al V8 dal 2031?

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La Formula 1 potrebbe prepararsi a una svolta storica. Secondo indiscrezioni riportate dal portale tedesco Auto Motor und Sport, il circus starebbe valutando un radicale cambio regolamentare a partire dal 2031: addio alle power unit ibride e ritorno ai motori termici, ma alimentati da carburanti sintetici a zero emissioni di CO₂.

Formula 1, un possibile cambio di rotta

L’attuale ciclo tecnico, inaugurato recentemente e basato su un equilibrio sempre più marcato tra componente elettrica e termica, potrebbe avere una vita più breve del previsto. Già oggi, infatti, il sistema ibrido non convince del tutto addetti ai lavori e protagonisti in pista, alimentando dubbi sul futuro della categoria. Tra le voci più critiche c’è quella del campione del mondo Max Verstappen, che avrebbe manifestato difficoltà nell’adattarsi alle nuove monoposto, arrivando anche a ipotizzare un possibile addio anticipato in caso di mancanza di competitività.

Il ritorno del V8, ma in chiave green

Il progetto allo studio rappresenterebbe una vera inversione di tendenza rispetto alla rivoluzione avviata nel 2014. L’idea sarebbe quella di introdurre motori V8 turbo da 2.4 litri, completamente svincolati dalla componente elettrica ma alimentati da carburanti sintetici a impatto zero. Questa soluzione consentirebbe di mantenere l’attenzione sulla sostenibilità ambientale, senza rinunciare a elementi storicamente identitari della Formula 1. Tra questi, il suono dei motori, da anni al centro del dibattito tra appassionati, e una riduzione significativa del peso delle vetture.

Il ruolo della FIA

A spingere verso questa possibile rivoluzione ci sarebbe anche il presidente della Fédération Internationale de l’Automobile, Mohammed Ben Sulayem, che non ha mai nascosto una certa perplessità nei confronti dell’era ibrida. Il ritorno a una configurazione più semplice, almeno dal punto di vista tecnico, potrebbe incontrare il favore di diversi costruttori. Un altro fattore determinante riguarda i costi: lo sviluppo delle attuali power unit ibride comporta investimenti molto elevati, stimati tra 1,8 e 2,1 milioni di dollari per unità. L’adozione di motori V8, già diffusi nella produzione di serie, permetterebbe una significativa riduzione delle spese di ricerca e sviluppo.

Se confermata, la riforma segnerebbe un punto di svolta nella storia recente della Formula 1, cercando un equilibrio tra tradizione e sostenibilità. Da un lato il ritorno a soluzioni tecniche amate dal pubblico, dall’altro l’impegno verso carburanti sintetici in grado di azzerare le emissioni di CO₂. Per ora si tratta di indiscrezioni, ma il dibattito è già aperto: il futuro della Formula 1 potrebbe passare da un sorprendente ritorno al passato, rivisitato però con le tecnologie del domani.

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MotoGP, Forcada: “Marquez non è al 100%…”

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Quando Ramon Forcada parla, il paddock ascolta. L’ex tecnico di riferimento del Motomondiale ha offerto la sua analisi sullo stato attuale della MotoGP, soffermandosi in particolare sul rendimento di Marc Márquez nei primi Gran Premi del 2026.

MotoGP, le parole di Forcada

“Forse non è la moto il problema, ma Márquez ha veramente tanto su cui lavorare”, ha dichiarato Forcada durante il podcast spagnolo Dura la Vita. “Non lo abbiamo ancora visto a proprio agio sulla moto quest’anno. Per me è un problema legato all’infortunio, lo si nota anche dal linguaggio del corpo”.

L’ex capotecnico ha ricordato anche la caduta di Austin come sintomo delle difficoltà del campione del mondo: “Prima dell’infortunio, probabilmente Márquez non avrebbe mollato e avrebbe cercato in tutti i modi di recuperare la moto e salvarsi dalla caduta. Non è un fattore mentale, piuttosto istintivo. Il fatto che debba guidare una moto ‘facile’ è un segnale allarmante: qualcosa non va”.

Forcada non si limita a Márquez, ma evidenzia come le difficoltà del catalano abbiano ripercussioni anche su Ducati: “Se il leader non è al massimo della propria forma, anche la squadra ne perde la direzione. Con tutte le Ducati in pista, non si ha un’idea chiara: non c’è un riferimento. Chi era a proprio agio prima, come Márquez o Fermín Aldeguer, non si sta trovando. Morbidelli e Bagnaia sembrano lontani. L’unico che sembra veramente trovarsi bene è Di Giannantonio”.

Ampio spazio alle lodi per Aprilia, sia sul piano tecnico sia gestionale: “Le Case hanno dato troppo potere ai piloti, mentre in Aprilia gira tutto attorno a Massimo Rivola: è una delle poche squadre con una struttura chiara”. Dal punto di vista tecnico, Forcada aggiunge: “Sono stati bravi ad avere il coraggio di seguire la propria strada senza andare a copiare da Ducati: ora sono loro il riferimento, la moto da copiare”.

Con queste osservazioni, Forcada traccia un quadro chiaro delle dinamiche della MotoGP: da un lato la necessità di recupero di Márquez e la gestione dei talenti Ducati, dall’altro l’esempio di organizzazione e lungimiranza di Aprilia.

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