Calcio
Euro 2032 a rischio: Ceferin lancia l’allarme sulle infrastrutture italiane
“Avete infrastrutture calcistiche tra le peggiori d’Europa. Se gli impianti non cambieranno, Euro 2032 da voi non si giocherà.” Parole dure quelle pronunciate da Aleksander Ceferin, che evidenziano l’urgenza di interventi concreti per il calcio italiano. L’Italia, insieme alla Turchia, è stata scelta per ospitare Euro 2032, ma gli stadi e le strutture sportive del nostro Paese non sembrano essere all’altezza della sfida.

Euro 2032, solo l’Allianz Stadium soddisfa
Al momento, solo l’Allianz Stadium, con i suoi 41.500 posti e inaugurato nel 2011, soddisfa i requisiti richiesti per competizioni internazionali. Per le altre città italiane candidate a ospitare le partite, la situazione è preoccupante: impianti datati, mancanza di modernizzazione e ritardi burocratici rischiano di compromettere l’organizzazione dell’evento.
Secondo l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, il nodo principale riguarda il confronto tra FIGC e Governo sui ritardi nella distribuzione dei fondi destinati alla riqualificazione degli stadi e alla costruzione di nuovi impianti. In ballo c’è un accordo che garantirebbe alla Federazione l’1% degli introiti derivanti dalle scommesse, cifra stimata tra i 150 e i 200 milioni di euro all’anno da investire nei lavori.
Il confronto con la Turchia è impietoso. Gli stadi turchi sono moderni e funzionali: a Istanbul, il Vodafone Park del Besiktas è del 2016, l’Ali Sami Yen del Galatasaray del 2011, mentre altre città come Kayseri (2009), Konya (2014), Bursa (2015), Gaziantep (2017), Izmir (2020) e Antiochia (2021) vantano impianti recenti o di nuova costruzione. Inoltre, Ankara e Antalya hanno già in programma la costruzione di nuovi stadi.
In Italia, invece, solo Cagliari e Roma mostrano segnali di avanzamento nei progetti di rinnovamento. Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo e Verona restano ancora in attesa di interventi concreti. Senza un’accelerazione nei lavori e un impegno reale da parte delle istituzioni, il sogno di vedere Euro 2032 disputarsi sul suolo italiano rischia di allontanarsi. L’allarme di Čeferin è chiaro: il tempo stringe, e serve un cambio di passo deciso se l’Italia vuole mantenere il diritto di ospitare uno degli eventi sportivi più importanti del continente.
Calcio
UEFA-FIFA, scontro totale: possibile azione legale contro Infantino, tensione ai massimi livelli
Cresce la tensione tra UEFA e FIFA. Possibile azione legale contro Gianni Infantino sul progetto FFE, mentre aumentano le indiscrezioni sul futuro della presidenza.
Il rapporto tra UEFA e FIFA attraversa uno dei momenti più delicati degli ultimi anni. Lo scontro tra le due principali istituzioni del calcio mondiale si è ulteriormente inasprito dopo le polemiche legate al progetto FIFA Forward Enterprise (FFE), l’iniziativa promossa dalla FIFA per riorganizzare e valorizzare commercialmente alcune delle proprie attività. Secondo le ultime ricostruzioni, la UEFA starebbe valutando anche possibili iniziative legali nei confronti della FIFA, ritenendo che il progetto presenti criticità sotto il profilo della governance e della trasparenza.
Il progetto FFE porta allo scontro FIFA E UEFA
Il piano proposto dalla FIFA prevedeva la creazione di una nuova struttura commerciale con la possibilità di coinvolgere investitori privati attraverso una quota di minoranza. L’obiettivo dichiarato era incrementare le risorse economiche da redistribuire alle federazioni affiliate. La proposta, tuttavia, ha incontrato una forte opposizione da parte della UEFA, che considera il progetto incompatibile con il modello di governance del calcio internazionale e teme un’eccessiva influenza del capitale privato sulle principali competizioni mondiali.

Infantino nel mirino, futuro da definire
Le tensioni hanno inevitabilmente coinvolto il presidente della FIFA, Gianni Infantino, finito al centro delle critiche di diverse federazioni. La contrapposizione tra le parti potrebbe avere ripercussioni anche in vista delle future elezioni per la guida della federazione mondiale. Negli ultimi giorni sono emerse indiscrezioni su possibili alternative per la presidenza FIFA. Tra i nomi citati in alcune ricostruzioni giornalistiche figura anche quello di Nasser Al-Khelaifi, presidente del Paris Saint-Germain e dell’ECA, anche se al momento non esistono candidature ufficiali né conferme su un suo coinvolgimento diretto nella corsa alla presidenza della FIFA.
UEFA contro FIFA: una frattura che può cambiare il calcio
Il confronto tra UEFA e FIFA rischia di incidere profondamente sugli equilibri del calcio internazionale. Oltre agli aspetti economici, al centro del dibattito ci sono il modello di gestione delle competizioni, la distribuzione delle risorse e il ruolo delle confederazioni nella governance del calcio mondiale. Le prossime settimane saranno decisive per capire se le parti riusciranno a ricucire il rapporto oppure se il confronto sfocerà in un vero e proprio contenzioso legale, con possibili conseguenze sul futuro assetto del calcio internazionale.
Calcio
FIFA, Infantino fa marcia indietro: stop alla vendita del Mondiale ai fondi privati
Gianni Infantino ritira il progetto di vendita di una quota del Mondiale a investitori privati. La FIFA rinuncia al piano dopo le forti proteste del mondo del calcio.
Clamoroso cambio di rotta in casa FIFA. Dopo giorni di polemiche e una dura opposizione da parte delle principali istituzioni calcistiche internazionali, il presidente Gianni Infantino ha deciso di abbandonare il progetto che prevedeva l’ingresso di investitori privati nella gestione commerciale dei Mondiali. La proposta, che aveva acceso un acceso dibattito nel panorama calcistico mondiale, è stata ufficialmente ritirata con l’obiettivo di evitare ulteriori divisioni all’interno del movimento.
Il progetto della FIFA che ha diviso il calcio mondiale
L’idea della FIFA prevedeva la creazione di una nuova società incaricata di gestire le attività commerciali legate alle competizioni internazionali, compresa la Coppa del Mondo. Una quota di minoranza sarebbe stata ceduta a fondi di investimento privati, con l’obiettivo di raccogliere nuove risorse economiche da destinare allo sviluppo del calcio globale. Secondo il piano iniziale, la nuova struttura avrebbe potuto generare miliardi di dollari da redistribuire alle 211 federazioni affiliate alla FIFA attraverso programmi di finanziamento e sviluppo. Tuttavia, il progetto ha suscitato fin da subito forti perplessità.
La protesta della UEFA e delle federazioni
A guidare l’opposizione è stata la UEFA, che ha definito inaccettabile l’ipotesi di affidare parte del valore commerciale del Mondiale a investitori esterni. L’organismo europeo aveva sottolineato come il calcio non possa essere trattato come un semplice asset finanziario, invitando la FIFA a rivedere immediatamente la propria posizione. Le critiche non sono arrivate soltanto dall’Europa. Anche altre confederazioni e diversi dirigenti interni alla FIFA hanno espresso dubbi sul progetto, ritenuto potenzialmente dannoso per l’autonomia e la governance del calcio mondiale.

Infantino cambia strategia
Di fronte alle crescenti contestazioni, Gianni Infantino ha deciso di fare un passo indietro. Il presidente della FIFA ha spiegato che, nonostante l’iniziativa fosse nata con l’intenzione di rafforzare il sostegno economico alle federazioni, le profonde divisioni emerse avrebbero finito per compromettere gli obiettivi del progetto. Per questo motivo la federazione internazionale ha scelto di interrompere l’iter e rinunciare alla vendita della quota della nuova società commerciale.
Fifa, una decisione che evita uno scontro istituzionale
Il dietrofront contribuisce ad allentare la tensione con la UEFA e con le altre confederazioni, scongiurando il rischio di un duro scontro istituzionale che avrebbe potuto avere conseguenze anche sull’organizzazione delle future competizioni internazionali. La vicenda rappresenta uno dei momenti più delicati della presidenza Infantino, costretto a rinunciare a una delle iniziative economiche più ambiziose degli ultimi anni. Per il momento, il Mondiale resta completamente sotto il controllo della FIFA, senza l’ingresso di capitali privati nella sua struttura commerciale.
Calcio
Franco Baresi è morto: addio alla leggenda del Milan
Il calcio italiano piange Franco Baresi, storico capitano del Milan e campione del mondo con l’Italia. Aveva 66 anni. La sua eredità resterà eterna.
Il mondo del calcio è in lutto per la scomparsa di Franco Baresi. Lo storico capitano del Milan e della Nazionale italiana è morto all’età di 66 anni, lasciando un vuoto enorme nel panorama sportivo italiano e internazionale. Considerato uno dei più grandi difensori di tutti i tempi, Baresi ha scritto pagine indelebili della storia del calcio grazie al suo talento, alla sua leadership e a un legame indissolubile con la maglia rossonera.
Negli ultimi anni Baresi aveva affrontato alcuni problemi di salute. Nel 2025 era stato sottoposto a un intervento chirurgico per un nodulo polmonare e aveva intrapreso un percorso di cure, continuando ad affrontare la malattia con la discrezione che aveva sempre contraddistinto il suo carattere.
Baresi, una carriera leggendaria con il Milan
Franco Baresi ha dedicato l’intera carriera professionistica al Milan, diventandone il simbolo per eccellenza. Per oltre vent’anni ha guidato la difesa rossonera, conquistando numerosi trofei nazionali e internazionali e indossando la fascia da capitano. La sua straordinaria fedeltà ai colori rossoneri lo ha reso una delle bandiere più amate nella storia del calcio italiano. Al termine della carriera, il Milan ha ritirato la maglia numero 6, un omaggio riservato a pochissimi campioni e destinato a ricordare per sempre il suo contributo alla crescita della società.
Campione del Mondo con l’Italia
Anche con la Nazionale azzurra Baresi ha lasciato un segno indelebile. Ha conquistato il titolo mondiale nel 1982 e, da capitano, ha guidato l’Italia fino alla finale della Coppa del Mondo del 1994. Quella competizione è rimasta nella memoria collettiva anche per il suo straordinario rientro in campo dopo un grave infortunio al ginocchio, dimostrando determinazione e spirito di sacrificio fuori dal comune.

Baresi, il cordoglio del Milan e del mondo del calcio
La notizia della sua scomparsa ha generato un’ondata di commozione. Il Milan ha ricordato il proprio capitano con un messaggio carico di emozione.
“Non è semplice comunicare la perdita di un battito del nostro cuore, di uno dei respiri della nostra anima. Ma tutto il Milan e tutti i Milanisti devono provare ad essere all’altezza di Franco Baresi, bisogna farsi forza e raccogliere tutte le energie utili, pur fra le lacrime e la commozione di un momento che pesa tantissimo. Franco ci ha lasciati, dopo averci regalato solo pochi mesi fa l’ultima grande, orgogliosa immagine di sé in uno stadio gremito, collegato con tutto il mondo, per una cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali milanesi che lui ha reso storica.
Abbracciamo tutti uniti il ricordo gigantesco di Franco, sapendo che ci terrà sempre per mano, e che ci darà una motivazione in più per ogni istante della nostra vita rossonera. Per sempre. Perché Baresi è per sempre.”
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