Calcio
Calcio, addio a Mircea Lucescu: leggenda del calcio europeo
Il mondo del calcio piange la scomparsa di Mircea Lucescu, storico allenatore romeno, morto all’età di 80 anni dopo un improvviso aggravamento delle sue condizioni di salute. Figura carismatica e tra le più vincenti della storia del calcio internazionale, Lucescu lascia un’eredità fatta di successi, eleganza e una visione profonda dello sport.
Lucescu, il malore durante l’allenamento della nazionale romena
Il tecnico era stato colto da un malore lo scorso 29 marzo mentre dirigeva un allenamento della nazionale romena in preparazione all’amichevole contro la Slovacchia. Trasportato in ospedale per accertamenti, le sue condizioni sembravano inizialmente sotto controllo, tanto da far pensare a una possibile dimissione. Tuttavia, venerdì 3 aprile, è sopraggiunto un infarto miocardico acuto che ha reso necessario il ricovero prolungato presso l’Ospedale universitario d’emergenza di Bucarest.
Nei giorni successivi sono emerse gravi aritmie cardiache che hanno portato a un rapido peggioramento del quadro clinico. I medici hanno disposto il trasferimento in terapia intensiva e l’induzione del coma farmacologico, ma ogni tentativo si è rivelato vano: Lucescu si è spento oggi, circondato dall’affetto dei suoi familiari.

Calcio, chi era Lucescu
Nato nel 1945, Lucescu aveva costruito una lunga carriera già da calciatore, distinguendosi come attaccante e diventando uno dei punti di riferimento della nazionale romena, che guidò da capitano al Mondiale del 1970. Terminata l’attività in campo, intraprese nel 1979 la carriera da allenatore, iniziando come giocatore-allenatore al Corvinul Hunedoara.
La sua prima esperienza da commissario tecnico della Romania, dal 1981 al 1986, segnò una tappa storica: sotto la sua guida, la nazionale si qualificò per la prima volta a un Campionato Europeo. Questo successo aprì le porte al calcio internazionale, portandolo anche in Italia.
Nel nostro Paese sedette sulle panchine di Pisa, Brescia, Reggiana e Inter. Se la parentesi pisana non fu particolarmente fortunata, fu a Brescia che lasciò un segno importante, conquistando due promozioni in Serie A e guadagnandosi il rispetto dell’ambiente calcistico italiano.
La carriera di Lucescu raggiunse però il suo apice all’estero. Con il Galatasaray vinse subito la Supercoppa Europea battendo il Real Madrid, mentre con il Besiktas continuò a collezionare trofei. Il capitolo più glorioso resta quello allo Shakhtar Donetsk, dove in dodici stagioni conquistò 21 titoli nazionali e una storica Coppa Uefa nel 2007-08. Successivamente allenò anche Zenit, Dinamo Kiev e la nazionale turca, prima di tornare alla guida della Romania nell’agosto 2024 per quella che sarebbe stata la sua ultima esperienza. Profondamente rispettato per la sua cultura, il suo stile e la sua capacità di costruire squadre vincenti, Lucescu era considerato molto più di un allenatore.
Il saluto della Federazione romena
La Federazione romena lo ha ricordato con parole cariche di emozione: “È morto un uomo che è stato più di un allenatore, colui che ci ha insegnato che il calcio non è solo uno sport, ma un modo di vivere con dignità. Mircea Lucescu è stato un modello per decine di generazioni, un uomo che amava il calcio più di se stesso. Ci restano i ricordi, le lezioni di vita e l’eleganza inconfondibile con cui camminava in ogni stadio del mondo. Di una cosa sola siamo convinti: se dove ti trovi adesso c’è un campo da calcio, lo troverai sicuramente. Grazie di tutto, signor Lucescu! Riposa in pace!”
Con la sua scomparsa se ne va uno degli ultimi grandi maestri del calcio europeo, capace di attraversare epoche e confini lasciando ovunque un’impronta indelebile.
Calcio
Calcio, inchiesta arbitri, FIGC: chiesta l’archiviazione per Inter e Rocchi
Calcio, inchiesta arbitri, la Procura FIGC chiede l’archiviazione per Inter e Gianluca Rocchi: nessun illecito sportivo emerso dagli accertamenti.

Svolta nell’inchiesta sul rapporto tra l’Inter e il mondo arbitrale nel calcio italiano. La Procura Federale FIGC, al termine degli accertamenti condotti sul caso, ha chiesto l’archiviazione delle posizioni del club nerazzurro e di Gianluca Rocchi, l’ex designatore arbitrale coinvolto nell’indagine. Secondo quanto riportato da Il Giorno, dagli approfondimenti della Procura Federale non sarebbero emersi elementi sufficienti per sostenere una contestazione di illecito sportivo nei confronti dell’Inter. La richiesta della giustizia sportiva arriva dopo quella già presentata dalla Procura di Milano nel procedimento ordinario.
Calcio: inchiesta arbitri, gli accertamenti della Procura FIGC
Il fascicolo federale era stato aperto dopo la trasmissione degli atti dell’inchiesta milanese. Il procuratore federale Giuseppe Chinè e il suo staff hanno esaminato il materiale investigativo, comprese le intercettazioni e le dichiarazioni raccolte durante gli accertamenti. L’obiettivo era verificare l’eventuale presenza di condotte rilevanti anche sul piano della giustizia sportiva. Al termine dell’attività investigativa, però, la Procura FIGC avrebbe concluso che non ci sono elementi sufficienti per contestare un illecito sportivo all’Inter o a Rocchi. La richiesta di archiviazione rappresenta quindi un ulteriore passaggio verso la chiusura del filone relativo alle presunte pressioni sulle designazioni arbitrali. La decisione definitiva sull’archiviazione dovrà seguire l’iter previsto dalla giustizia sportiva.

Inter e Rocchi, nessun illecito contestato
Il punto centrale degli accertamenti riguarda l’assenza di elementi ritenuti sufficienti a dimostrare un’attività di condizionamento delle designazioni arbitrali. Secondo quanto riferito dalle fonti che hanno ricostruito il procedimento, non sarebbero emersi contatti tali da configurare un intervento illecito dell’Inter nei confronti del designatore o del suo staff. La vicenda aveva avuto origine dall’indagine della Procura di Milano, che nel luglio 2026 aveva già chiesto l’archiviazione per Rocchi e per la posizione dell’Inter. Gli atti erano poi passati alla giustizia sportiva per le valutazioni di competenza.
Calcio: inchiesta arbitri, resta un fascicolo sul VAR
La richiesta di archiviazione relativa a Inter e Rocchi non coincide però con la conclusione di tutti gli accertamenti collegati all’inchiesta arbitrale. Resta infatti distinto il capitolo relativo alle cosiddette “bussate” alla sala VAR di Lissone, riguardante presunti contatti avvenuti durante alcune partite. Su questo filone sono stati effettuati ulteriori approfondimenti e, secondo gli aggiornamenti del 18 settembre, anche la Procura di Monza ha chiesto l’archiviazione delle posizioni di Rocchi, Andrea Gervasoni, Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo, ritenendo che dagli atti non emergessero condotte fraudolente né il dolo necessario per configurare un’alterazione dei risultati. Il quadro dell’inchiesta arbitrale si avvia dunque verso una progressiva definizione, con procedimenti distinti che hanno seguito percorsi differenti tra giustizia ordinaria e sportiva.
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Calcio, Mondiali U20: Italia-Cina, azzurrine ai quarti grazie ai rigori
Calcio: Italia-Cina finisce 1-1 dopo 120 minuti, poi le azzurrine vincono ai rigori e volano ai quarti del Mondiale U20: sfida alla Corea del Sud.

L’Italia Under 20 femminile continua la propria corsa ai Mondiali U20 di calcio femminile 2026. Le azzurrine hanno superato la Cina agli ottavi di finale, al termine di una partita combattuta e risolta ai calci di rigore dopo l’1-1 maturato nei 120 minuti. Un risultato storico per la formazione guidata dal commissario tecnico Nicola Matteucci, che dopo aver chiuso il girone al primo posto supera anche il primo ostacolo della fase a eliminazione diretta e conquista l’accesso ai quarti di finale.
Calcio: Italia-Cina, Appiah porta avanti le azzurrine
La sfida disputata alla Sosnowiec Arena, in Polonia, si sblocca nel primo tempo. L’Italia riesce a trovare il vantaggio con Karen Appiah, che firma la rete dell’1-0 e permette alle Azzurrine di andare avanti nel punteggio. La Nazionale italiana prova successivamente a gestire il risultato e a trovare il gol della sicurezza, ma la Cina rimane in partita. Nella ripresa arriva infatti il pareggio della formazione asiatica: Wang firma l’1-1, sfruttando una situazione nella quale il portiere italiano Belli non riesce a intervenire nel modo migliore. Il risultato non cambia più nei tempi regolamentari. Anche i supplementari non producono ulteriori reti e così la qualificazione ai quarti di finale viene decisa dagli undici metri.

Italia perfetta ai rigori
Dal dischetto le Azzurrine dimostrano grande freddezza. Cherubini, Ventriglia, Zamboni, Bressan e Langellatrasformano tutti i rispettivi tentativi, mentre la Cina non riesce a mantenere la stessa precisione. L’errore decisivo arriva sul quinto rigore cinese, permettendo all’Italia di chiudere la serie sul 5-4 e di festeggiare la qualificazione. Il risultato complessivo della sfida è quindi 6-5 per le azzurre, considerando la rete segnata nei tempi regolamentari. Per l’Italia si tratta di un altro passo importante in un torneo già storico. Le azzurrine avevano infatti conquistato per la prima volta l’accesso alla fase a eliminazione diretta della competizione.
Calcio: per le azzurre ai quarti c’è la Corea del Sud
Il prossimo appuntamento è già definito. Nei quarti di finale dei Mondiali U20 femminili, l’Italia affronterà la Corea del Sud. La sfida è in programma sabato 19 settembre alle ore 15:00, ancora a Sosnowiec. In palio ci sarà l’accesso alle semifinali del torneo. Il percorso delle azzurre prosegue dunque dopo una qualificazione sofferta contro la Cina. L’Italia ha dimostrato di saper gestire anche la pressione dei calci di rigore e ora guarda al prossimo appuntamento con l’obiettivo di continuare il proprio cammino nel Mondiale femminile Under 20.
Calcio
Pallone d’Oro 2026, la lista dei 30 candidati
È ufficiale la lista dei 30 candidati al prossimo Pallone d’Oro. Come ogni anno France Football ha reso noto il listone completo dell’edizione.

Nella giornata di oggi France Football ha reso nota la lista dei 30 candidati al prossimo Pallone d’Oro. Il premio individuale, che come ogni anno viene dato al miglior giocatore a livello mondiale, sarà assegnato il prossimo 26 ottobre, non più a Parigi, ma questa volta a Londra. Una svolta epocale che cambia completamente lo scenario in cui si consegnerà il trofeo più ambito da ogni calciatore.
Pallone d’Oro, solo un calciatore della Serie A
Come sempre, prima di ogni premiazione, la rivista France Football rende nota la lista dei principali candidati alla vittoria finale. La top 30 di quest’anno è come sempre ben composta e di grandissima qualità. A rappresentare il campionato italiano in questa stagione c’è solamente un calciatore: Lautaro Martinez. Il capitano e attaccante dell’Inter è l’unico esponente della Serie A in mezzo ai “titani” del calcio estero, con la solita e nutrita rappresentanza di Premier League e Liga spagnola.
Pallone d’Oro, la lista dei 30 candidati
Di seguito la lista dei trenta calciatori candidati per la vittoria finale del Pallone d’Oro 2026.
- Jude Bellingham
- Pau Cubarsí
- Ousmane Dembelé
- Marc Cucurella
- Luiz Diaz
- Bruno Fernandes
- Gabriel Magalhaes
- Erling Haaland
- Harry Kane
- Achraf Hakimi
- Khvicha Kvaratskhelia
- Lamine Yamal
- Sadio Mané
- Marquinhos
- Lautaro Martinez
- Kylian Mbappé
- Nuno Mendes
- Lionel Messi
- Joao Neves
- Michael Olise
- Willian Pacho
- Julian Quinones
- Declan Rice
- Rodri Hernandez
- Fabian Ruiz
- Ferran Torres
- William Saliba
- Dayot Upamecano
- Vinicius Jr.
- Vitinha

Chi è il favorito?
Tra i tanti nomi presenti sulla lista, spiccano il duo francese Mbappé-Dembelé, l’attaccante norvegese Haaland, l’inglese del Real Madrid, Jude Bellingham. Spazio anche a Khvicha Kvaratskhelia che ha trascinato il PSG nelle ultime due Champions League. Tra i volti nuovi spunta anche la stella del Bayern Monaco, Michael Olise, mentre della Spagna Campione del Mondo figurano: Cubarsì, Cucurella, Yamal, Rodri, Fabian Ruiz e Ferran Torres. Chi tra questi si aggiudicherà il tanto ambito Pallone d’Oro? Lo scopriremo soltanto il prossimo 26 ottobre.
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