Rugby
Rugby: Georgia, scandalo doping senza precedenti
In Georgia scandalo senza precedenti nel rugby. Sanzioni complessive inflitte per quasi 36 anni di squalifica grazie all’Operazione Obsidian.

Foto di Thomas Serer su Unsplash
Il rugby georgiano è travolto da uno dei più gravi scandali antidoping degli ultimi anni. L’“Operazione Obsidian”, indagine internazionale avviata nel 2023 dalla World Anti-Doping Agency e da World Rugby, ha portato alla luce un sistema di irregolarità che coinvolge sei giocatori della nazionale della Georgia e un membro dello staff tecnico.
L’inchiesta ha evidenziato violazioni pesantissime del Codice Mondiale Antidoping, facendo emergere dubbi profondi sulla credibilità dell’intero sistema di controllo sportivo georgiano. Le sanzioni complessive inflitte raggiungono quasi 36 anni di squalifica, un dato che fotografa la portata dello scandalo.
Rugby, l’Operazione Obsidian smaschera la Georgia
Secondo quanto emerso dal rapporto ufficiale, gli investigatori hanno individuato almeno cinque episodi di sostituzione dei campioni antidoping, pratica severamente vietata dalle normative internazionali.
Le accuse non si limitano però ai singoli atleti. L’indagine avrebbe infatti documentato irregolarità sistematiche anche nella gestione dei controlli da parte dell’agenzia antidoping georgiana, la GADA. Alcuni dipendenti avrebbero avvisato preventivamente gli atleti dell’arrivo dei test, compromettendo così l’efficacia delle verifiche.
Inoltre, gli ufficiali incaricati dei controlli non avrebbero rispettato i protocolli obbligatori durante la raccolta dei campioni biologici. Tra le contestazioni più gravi emerge la mancata osservazione diretta degli atleti durante la minzione, violazione considerata estremamente seria nelle procedure antidoping internazionali.

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WADA durissima
Le reazioni della WADA sono state immediate e molto dure. Il presidente Witold Bańka ha definito l’intera vicenda “oltraggiosa”, sottolineando come il caso rischi di danneggiare profondamente l’immagine sportiva della Georgia a livello internazionale. Secondo Bańka, le squalifiche rappresentano un segnale forte contro ogni tentativo di aggirare le regole antidoping. La WADA ha inoltre elogiato il lavoro investigativo svolto da World Rugby, considerato decisivo per portare alla luce il sistema irregolare. L’inchiesta potrebbe ora avere conseguenze istituzionali molto pesanti anche per la GADA, finita sotto osservazione per presunte carenze strutturali e operative nella gestione dei controlli.
Le possibili ripercussioni internazionali
Lo scandalo arriva in un momento delicato per il rugby georgiano, nazionale che negli ultimi anni aveva conquistato credibilità e competitività nel panorama internazionale grazie ai risultati ottenuti nelle competizioni europee e mondiali. La vicenda rischia ora di compromettere i rapporti con gli organismi sportivi internazionali e potrebbe portare a controlli ancora più rigidi sulle attività antidoping nel Paese. Nel frattempo, il mondo del rugby guarda con attenzione agli sviluppi dell’inchiesta, mentre cresce la preoccupazione per l’impatto che casi simili possono avere sulla reputazione dello sport.
Nations Championship e futuro del rugby: il tema della credibilità torna centrale
Lo scandalo esplode inoltre a poche settimane dal dibattito internazionale sul nuovo Nations Championship, competizione destinata a rivoluzionare gli equilibri del rugby mondiale. In un contesto in cui federazioni e organizzazioni stanno cercando di aumentare visibilità, investimenti e competitività, la questione della trasparenza e della correttezza sportiva torna al centro dell’attenzione. L’Operazione Obsidian rappresenta così un caso destinato a lasciare il segno, non solo per il rugby georgiano ma per l’intero sistema sportivo internazionale.
Rugby
Ranking World Rugby, Nuova Zelanda all’assalto del Sudafrica
Ranking World Rugby, la Nuova Zelanda sfida il Sudafrica per il primo posto. Fiji a rischio Top 10, Italia stabile all’11° posto.

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Il ranking World Rugby torna a regalare scenari interessanti alla vigilia di nuovi appuntamenti internazionali. La sfida per il primo posto resta apertissima tra Sudafrica e Nuova Zelanda, mentre alle loro spalle gli equilibri della classifica mondiale rimangono particolarmente delicati. Gli Springboks occupano attualmente la vetta con 93,39 punti, mentre gli All Blacks inseguono a quota 92,85. Il prossimo confronto diretto può quindi modificare sensibilmente la situazione al vertice. Una vittoria della Nuova Zelanda permetterebbe infatti alla formazione oceanica di tornare davanti a tutti. Il Sudafrica, dal canto suo, avrebbe la possibilità di consolidare ulteriormente il primato in caso di nuovo successo.
Ranking World Rugby: duello tra Sudafrica e Nuova Zelanda
Il prossimo capitolo della rivalità tra le due grandi potenze del rugby internazionale si preannuncia dunque decisivo anche per la classifica. Gli All Blacks hanno davanti a sé l’opportunità di riprendersi il numero uno del mondo, ma gli Springboks possono rispondere aumentando il proprio margine. La graduatoria conferma inoltre il distacco dalle inseguitrici. L’Irlanda è terza con 88,08 punti, davanti alla Francia, quarta a 87,43. Seguono Inghilterra e Scozia, rispettivamente a 85,68 e 84,78 punti. Più indietro si trovano Australia e Argentina, mentre la nona posizione è occupata dalle Fiji.
Fiji, la Top 10 è in pericolo
È proprio la situazione delle Fiji a rappresentare uno degli aspetti più interessanti del prossimo aggiornamento del ranking World Rugby. La nazionale isolana è attualmente nona con 78 punti, ma il margine sulle squadre immediatamente alle sue spalle non è sufficiente per dormire sonni tranquilli. Nella Pacific Nations Cup le Fiji affrontano il Canada. Un eventuale successo non permetterebbe ai campioni in carica di guadagnare punti nella classifica, mentre una sconfitta potrebbe costare carissima, fino a farle scivolare fuori dalla Top 10 e potenzialmente fino alla dodicesima posizione. Una situazione che rende particolarmente importante il prossimo appuntamento per una nazionale che vuole continuare a occupare un posto stabile tra le migliori squadre del rugby mondiale.

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Italia undicesima: gli Azzurri a un passo dalla Top 10
In chiave italiana, il ranking World Rugby offre una fotografia altrettanto interessante. L’Italia occupa attualmente l’undicesimo posto con 76,30 punti, appena 0,08 lunghezze dietro al Galles, decimo a quota 76,38. Gli Azzurri sono quindi molto vicini alla Top 10. Alle loro spalle si trovano Giappone e Georgia, mentre il margine con le prime posizioni resta ancora significativo. La classifica aggiornata vede dunque il Sudafrica al comando, seguito da Nuova Zelanda, Irlanda, Francia, Inghilterra, Scozia, Australia, Argentina, Fiji e Galles. L’Italia completa la Top 11.
La nuova classifica mondiale delle nazionali di rugby
La graduatoria del World Rugby Ranking al 7 settembre 2026 è la seguente:
- Sudafrica – 93,39 punti
- Nuova Zelanda – 92,85
- Irlanda – 88,08
- Francia – 87,43
- Inghilterra – 85,68
- Scozia – 84,78
- Australia – 83,71
- Argentina – 82,08
- Fiji – 78,00
- Galles – 76,38
- Italia – 76,30
- Giappone – 75,40
- Georgia – 73,90
- Stati Uniti – 70,20
- Portogallo – 69,40
Il prossimo aggiornamento potrebbe quindi portare novità importanti sia in vetta, con il duello tra Nuova Zelanda e Sudafrica, sia nella parte bassa della Top 10, dove Fiji e Galles devono guardarsi dalle inseguitrici. Per l’Italia, invece, l’obiettivo resta quello di colmare quel minimo distacco che la separa dal decimo posto.
Rugby
Italia rugby femminile: 38 convocate per le WXV 2026
Il CT Plinio Sciamanna ha ufficializzato le 38 azzurre chiamate per le WXV Global Series 2026. L’Italia del rugby affronterà Giappone e Sudafrica in casa, poi volerà negli Stati Uniti.

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Sono 38 le giocatrici convocate da Plinio Sciamanna per il prossimo appuntamento internazionale dell’Italia di rugby femminile. Il nuovo commissario tecnico azzurro ha diramato la lista per le WXV Global Series 2026, competizione che rappresenterà il primo importante banco di prova del nuovo corso. Il calendario prevede quattro partite di alto livello. Le azzurre inizieranno davanti al proprio pubblico, affrontando Giappone e Sudafrica, rispettivamente il 19 e il 26 settembre. Successivamente la squadra italiana volerà negli Stati Uniti per completare il percorso con un doppio confronto contro le padrone di casa, in programma il 17 e il 24 ottobre.
La rosa scelta da Sciamanna è composta da 22 avanti e 16 trequarti. Sono inoltre sette le giocatrici alla prima convocazione, a conferma della volontà del nuovo CT di ampliare il gruppo a disposizione e creare maggiore concorrenza interna.
Rugby, le parole del CT dell’Italia Sciamanna
Per Plinio Sciamanna, da poco alla guida della Nazionale, le WXV Global Series non rappresentano soltanto una serie di partite internazionali, ma il punto di partenza per costruire la nuova Italia. Il commissario tecnico ha spiegato al sito federale: “Le WXV Global Series rappresentano per noi l’inizio di un percorso. Abbiamo davanti quattro partite di alto livello, contro avversarie con caratteristiche molto diverse, e vogliamo utilizzare ogni momento di questo ciclo per crescere come squadra. In questa fase il nostro obiettivo è costruire basi solide: sviluppare un’identità chiara, alzare gli standard individuali e collettivi e creare sempre maggiore competizione all’interno del gruppo”.

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Italia femminile, l’obiettivo è ampliare il gruppo
Sciamanna ha poi evidenziato l’importanza di coinvolgere un numero sempre maggiore di giocatrici in grado di sostenere il livello internazionale. La crescita individuale dovrà procedere di pari passo con la competitività della Nazionale: “Vogliamo allargare il numero di giocatrici capaci di competere a questo livello, senza mai separare lo sviluppo dalla necessità di essere competitivi ogni volta che scendiamo in campo. Queste partite saranno quindi un passaggio importante per capire dove siamo, mettere alla prova ciò che stiamo costruendo e continuare ad alzare il livello del gruppo”.
Le 38 convocate dell’Italia per le WXV Global Series di rugby
Avanti
- Francesca Andreoli (LOU Rugby, esordiente)
- Giulia Cavina (AC Bobigny, 5 caps)
- Chiara Cheli (Arredissima Villorba Rugby, 4 caps)
- Elettra Costantini (Valsugana Rugby Padova, 2 caps)
- Gaia Dosi (Rugby Parma FC, 2 caps)
- Giordana Duca (Valsugana Rugby Padova, 65 caps)
- Elena Errichiello (Unione Rugby Capitolina, 1 cap)
- Silvia Fent (Benetton Rugby Treviso, esordiente)
- Laura Foscato (CUS Milano Rugby, esordiente)
- Alessandra Frangipani (Arredissima Villorba Rugby, 16 caps)
- Elisa Giordano (Valsugana Rugby Padova, 83 caps)
- Mascia Jelic (Benetton Rugby Treviso, esordiente)
- Gaia Maris (Valsugana Rugby Padova, 47 caps)
- Alessia Pilani (Stade Bordelais Rugby, 12 caps)
- Alissa Ranuccini (ASM Clermont, 23 caps)
- Francesca Sgorbini (ASM Clermont, 42 caps)
- Desiree Spinelli (Benetton Rugby Treviso, 5 caps)
- Margherita Tonellotto (Valsugana Rugby Padova, 1 cap)
- Silvia Turani (Harlequins, 52 caps)
- Vittoria Vecchini (Gloucester Hartpury, 46 caps)
- Beatrice Veronese (Valsugana Rugby Padova, 35 caps)
- Vittoria Zanette (Blagnac Rugby, 7 caps)
Trequarti
- Natascia Aggio (Valsugana Rugby Padova, esordiente)
- Alia Bitonci (Valsugana Rugby Padova, 15 caps)
- Gaia Buso (Arredissima Villorba Rugby, 6 caps)
- Sofia Catellani (Lons Section Paloise, 3 caps)
- Giada Corradini (Montpellier Herault Rugby)
- Alyssa D’Incà (Blagnac Rugby, 40 caps)
- Francesca Granzotto (Exeter Chiefs, 28 caps)
- Rubina Grassi (RCTPM Toulon, esordiente)
- Veronica Madia (Blagnac Rugby, 65 caps)
- Sara Mannini (Harlequins, 17 caps)
- Aura Muzzo (ASM Clermont, 63 caps)
- Vittoria Ostuni Minuzzi (Grenoble Amazones, 49 caps)
- Michela Sillari (Valsugana Rugby Padova, 98 caps)
- Sofia Stefan (RCTPM Toulon, 106 caps)
- Emma Stevanin (Grenoble Amazones, 32 caps)
- Vittoria Zeni (Valsugana Rugby Padova, esordiente)
L’Italia femminile di rugby è quindi pronta a iniziare una nuova fase. Quattro partite contro avversarie di livello internazionale, sette esordienti e un gruppo che punta a costruire una nuova identità sotto la guida di Plinio Sciamanna: le WXV Global Series saranno il primo vero test del nuovo corso azzurro.
Rugby
Rugby: Plinio Sciamanna nuovo CT dell’Italia femminile
Plinio Sciamanna è il nuovo CT dell’Italia femminile di rugby. Confermato dopo l’interim estivo, sarà affiancato da Francesco Mazzariol.

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La Nazionale italiana femminile di rugby ha il suo nuovo commissario tecnico. La Federazione Italiana Rugby ha infatti confermato Plinio Sciamanna alla guida delle Azzurre, dopo il periodo trascorso ad interim durante i raduni estivi. La scelta arriva al termine del percorso di valutazione affidato alla commissione incaricata dalla FIR e dà continuità al lavoro avviato negli ultimi anni. Sciamanna, infatti, fa parte dello staff della Nazionale dal 2021 e conosce già da vicino il gruppo delle giocatrici e l’ambiente azzurro. Plinio Sciamanna confermato alla guida dell’Italia femminile
Rugby: Sciamanna confermato sulla panchina azzurra
Sciamanna aveva assunto temporaneamente la responsabilità della Nazionale dopo la conclusione dell’esperienza di Fabio Roselli, rimasto alla guida dell’Italia fino al termine del proprio contratto, il 30 giugno 2026. Durante l’estate il tecnico ha quindi seguito le Azzurre nei raduni di preparazione, maturando un’esperienza diretta che ha portato la Federazione a confermarlo come nuovo CT. La decisione, come spiegato dal direttore tecnico federale Daniele Pacini, nasce dalla volontà di proseguire nel solco del progetto tecnico già sviluppato. Sciamanna conosce il gruppo e lo staff e ha contribuito negli anni alla crescita della squadra e alla definizione degli standard di lavoro.
Sciamanna: “Grande orgoglio e responsabilità”
Il nuovo commissario tecnico ha accolto la nomina sottolineando soprattutto il valore della responsabilità che lo attende: “Guidare la Nazionale Femminile è per me un grande orgoglio e, soprattutto, una grande responsabilità”, ha dichiarato Sciamanna.
Il tecnico ha poi evidenziato la fiducia nel potenziale delle Azzurre e l’importanza di costruire un ambiente nel quale ogni componente della squadra possa contribuire al percorso di crescita. L’obiettivo sarà continuare ad alzare gli standard dentro e fuori dal campo, mettendo sempre il gruppo al centro del progetto. Per Sciamanna si apre dunque una nuova fase, questa volta con l’incarico ufficiale e con la possibilità di sviluppare pienamente la propria idea di rugby alla guida dell’Italia femminile.

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Francesco Mazzariol sarà il nuovo assistente allenatore
La FIR ha annunciato anche un importante ingresso nello staff tecnico. Francesco “Cocco” Mazzariol è stato infatti nominato assistente allenatore della Nazionale femminile. Mazzariol porta con sé una lunga esperienza nel rugby italiano e 35 presenze con la Nazionale maschile, raccolte tra il 1995 e il 2004. Il suo ingresso è stato pensato come un ulteriore investimento sul rafforzamento dello staff delle Azzurre.
“Quella vissuta negli ultimi dieci anni è stata un’evoluzione incredibile: poterne fare parte oggi rappresenta per me un privilegio e una grandissima motivazione”, ha spiegato Mazzariol, pronto a mettere la propria esperienza a disposizione dello staff e delle giocatrici.
Italia femminile di rugby, ora spazio alle sfide internazionali
Il nuovo corso guidato da Plinio Sciamanna è già atteso da appuntamenti importanti. Le prossime sfide dell’Italia saranno quelle della WXV Global Series 2026, con le Azzurre chiamate ad affrontare Giappone e Sudafrica, prima degli ulteriori impegni previsti negli Stati Uniti. La conferma di Sciamanna rappresenta quindi una scelta all’insegna della continuità, ma anche l’inizio di una nuova fase per il rugby femminile italiano. Il nuovo CT avrà il compito di valorizzare il lavoro già svolto e accompagnare la Nazionale verso i prossimi obiettivi internazionali.
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