Rugby
Rugby femminile: le formazioni di Italia e Galles
Italia femminile rugby a Cardiff per il terzo posto nel Sei Nazioni. Le formazioni delle due Nazionali in vista del match dell’Arms Park.

Foto di Angel Arcalle su Unsplash
Tra poco più di un’ora l’Italia femminile di rugby scenderà in campo contro il Galles all’Arms Park di Cardiff per la quinta giornata del Sei Nazioni femminile 2026. Per le azzurre guidate dal commissario tecnico Fabio Roselli si tratta di una partita decisiva per chiudere il torneo con un risultato prestigioso. Una vittoria contro il Galles, unita a un risultato favorevole nella sfida tra Irlanda e Scozia, potrebbe infatti regalare all’Italia il terzo posto finale nella classifica del torneo.
Rugby: le scelte del ct Roselli
Dopo la sconfitta contro l’Inghilterra, il ct Fabio Roselli ha deciso di apportare quattro modifiche al XV titolare. Nel pacchetto di mischia tornano protagoniste Francesca Sgorbini come flanker numero 6, Giordana Duca in seconda linea accanto a Valeria Fedrighi e Gaia Maris nel ruolo di pilone destro. In trequarti spazio invece a Francesca Granzotto sull’ala destra, mentre Aura Muzzo partirà dalla panchina. Grande attenzione anche per Valeria Fedrighi, pronta a disputare l’ultima partita della sua carriera internazionale con la maglia azzurra.
Alla vigilia del match, Sofia Stefan ha sottolineato le difficoltà della trasferta gallese: “Il Galles è una squadra orgogliosa e molto fisica. Giocare a Cardiff non è mai semplice perché riescono a mettere pressione in ogni zona del campo e il pubblico sa trascinare la squadra”.

Foto di Thomas Serer su Unsplash
Il Galles punta sulla continuità
Il Galles conferma quasi interamente la formazione vista contro l’Irlanda nell’ultimo turno del Sei Nazioni. L’unica novità riguarda Seren Singleton, scelta come ala titolare. Le gallesi potranno contare su un triangolo allargato particolarmente pericoloso formato da Kayleigh Powell, Jasmine Joyce e dalla stessa Singleton.
L’head coach Sean Lynn ha chiesto massima intensità alle sue giocatrici: “Sappiamo quanto sia importante questa partita. L’Italia è davanti a noi nel ranking mondiale e serviranno carattere, aggressività e grande fisicità”.
Le formazioni ufficiali di Galles-Italia
Galles: 15 Kayleigh Powell; 14 Seren Singleton, 13 Carys Cox, 12 Courtney Keight, 11 Jasmine Joyce; 10 Lleucu George, 9 Keira Bevan; 1 Gwenllian Pyrs, 2 Kelsey Jones, 3 Sisilia Tuipulotu, 4 Branwen Metcalfe, 5 Georgia Evans, 6 Jorja Aiono, 7 Bethan Lewis (cap.), 8 Bryonie King. A disposizione: Molly Reardon, Maisie Davies, Donna Rose, Natalia John, Alisha Joyce, Seren Lockwood, Hannah Dallavalle, Nikita Prothero.
Italia: 15 Vittoria Ostuni Minuzzi; 14 Francesca Granzotto, 13 Michela Sillari, 12 Sara Mannini, 11 Alyssa D’Incà; 10 Veronica Madia, 9 Sofia Stefan; 1 Silvia Turani, 2 Vittoria Vecchini, 3 Gaia Maris, 4 Valeria Fedrighi, 5 Giordana Duca, 6 Francesca Sgorbini, 7 Alissa Ranuccini, 8 Elisa Giordano (cap.). A disposizione: Chiara Cheli, Vittoria Zanette, Gaia Dosi, Alessandra Frangipani, Beatrice Veronese, Alia Bitonci, Emma Stevanin, Aura Muzzo.
Rugby
Rugby: Valorugby Emilia campione d’Italia: battuto il Petrarca Padova
Il Valorugby Emilia conquista il primo scudetto della sua storia superando il Petrarca Padova nella finale del campionato italiano di rugby. Prestazione dominante e trionfo storico per la squadra di Marcello Violi.

Foto di Angel Arcalle su Unsplash
Una giornata destinata a entrare per sempre nella storia del rugby italiano. Il Valorugby Emilia conquista il primo scudetto della sua storia superando il Petrarca Padova nella finalissima disputata allo Stadio Plebiscito. Dopo un avvio complicato, la formazione guidata da Marcello Violi prende il controllo della partita e domina il confronto, imponendosi con autorità e meritandosi il titolo di campione d’Italia. Per il club emiliano si tratta del coronamento di un percorso straordinario, culminato con una prestazione di grande maturità sul palcoscenico più importante della stagione.
Rugby: Petrarca avanti, poi la reazione degli emiliani
L’inizio della finale sembra sorridere ai padroni di casa. Il Petrarca approccia la sfida con grande aggressività, mantenendo il possesso del pallone e costringendo il Valorugby a difendersi per lunghi tratti della prima frazione. La pressione dei veneti viene premiata al 16′, quando una rapida apertura verso l’esterno libera Scagnolari, bravo a trovare lo spazio giusto per schiacciare oltre la linea e portare avanti il Petrarca. Il vantaggio, però, rappresenta soltanto una parentesi all’interno di una gara che presto cambierà padrone.
Il Valorugby cambia marcia e ribalta la finale
Superata la fase iniziale di difficoltà, gli emiliani iniziano progressivamente a imporre il proprio ritmo. La svolta arriva poco prima della mezz’ora, quando una maul avanzante mette in crisi la difesa padovana e Giacomo Milano trova la meta del sorpasso. Da quel momento il Valorugby prende definitivamente il controllo dell’incontro. La squadra di Violi aumenta intensità e precisione, trovando spazi sempre più ampi nella retroguardia avversaria. Prima Resino finalizza una splendida azione corale dei trequarti, poi Leituala completa il lavoro con la terza meta che consente agli ospiti di andare all’intervallo sul rassicurante punteggio di 21-5.

Foto di Thomas Serer su Unsplash
Secondo tempo di gestione e controllo
Nella ripresa il Petrarca prova a reagire per riaprire la sfida, ma commette diversi errori che impediscono qualsiasi tentativo di rimonta. Il Valorugby, invece, dimostra grande lucidità nella gestione del vantaggio, controllando il ritmo della partita e limitando al minimo i rischi. Le punizioni trasformate da Hugo permettono agli emiliani di allungare ulteriormente il margine, mentre la difesa continua a respingere ogni iniziativa dei padroni di casa. Con il passare dei minuti diventa sempre più evidente la superiorità della formazione allenata da Marcello Violi, capace di dominare sul piano fisico, tattico e mentale.
Un trionfo storico per il club emiliano di rugby
Il fischio finale scatena la festa dell’Emilia, che conquista il primo titolo nazionale della propria storia. Un successo costruito attraverso una stagione di altissimo livello e certificato da una finale praticamente perfetta dopo il primo quarto d’ora di gioco. Per Marcello Violi e i suoi giocatori si tratta di un risultato destinato a restare nella memoria del club e dei tifosi. La vittoria contro una delle realtà più prestigiose del rugby italiano come il Petrarca rappresenta infatti un passaggio storico per la crescita della società. Lo scudetto 2026 porta così una nuova squadra nell’albo d’oro del rugby italiano e consacra definitivamente il Valorugby Emilia tra le grandi protagoniste del movimento nazionale.
Rugby
Rugby: i convocati dell’Italia scelti dal CT Quesada
Rugby, Italia: ufficializzati i convocati per il Nations Championship 2026. Le scelte di Quesada per il torneo dove gli azzurri scenderanno in campo.

Foto di Angel Arcalle su Unsplash
L’Italia del rugby si prepara a vivere una nuova e importante fase internazionale con il Nations Championship, la competizione che vedrà gli azzurri confrontarsi con le migliori nazionali del panorama mondiale. Il commissario tecnico Gonzalo Quesada ha diramato la lista dei convocati per la prima parte del torneo, confermando un gruppo che unisce esperienza e nuovi innesti. La selezione azzurra arriva all’appuntamento dopo un percorso di crescita nel Sei Nazioni, dove la squadra ha mostrato segnali incoraggianti sia sul piano del gioco che dei risultati, confermando una maggiore solidità rispetto alle stagioni precedenti.
Rugby, il gruppo scelto da Quesada
Il gruppo convocato dal CT azzurro mantiene il nucleo storico della Nazionale, con diversi giocatori di riferimento chiamati a guidare la squadra anche nella nuova competizione internazionale. Tra i punti fermi del progetto tecnico restano elementi di grande esperienza come Michele Lamaro, leader del pack e simbolo della Nazionale, insieme a giocatori ormai centrali nel sistema azzurro come Juan Ignacio Brex e Tommaso Menoncello. Accanto ai senatori trovano spazio anche giovani in crescita e profili emergenti che stanno guadagnando sempre più minuti a livello internazionale, segno della volontà dello staff tecnico di allargare le rotazioni e costruire profondità in vista dei prossimi appuntamenti mondiali.

Foto di Thomas Serer su Unsplash
Le scelte tra conferme e nuovi innesti
La lista diramata da Quesada conferma l’ossatura consolidata della squadra, ma lascia spazio anche a diverse valutazioni legate alla forma fisica e alla gestione del gruppo. Alcuni giocatori reduci da acciacchi o fasi di recupero non risultano pienamente disponibili, mentre altri atleti hanno saputo guadagnarsi la chiamata grazie alle prestazioni nei rispettivi club. Lo staff tecnico ha ribadito l’importanza di mantenere alta la competitività interna, elemento considerato fondamentale per affrontare una competizione che vedrà l’Italia opposta a nazionali di altissimo livello.
Nations Championship: un banco di prova mondiale
Il Nations Championship rappresenta una novità assoluta nel calendario internazionale e sarà un test significativo per misurare il livello raggiunto dall’Italia nel rugby. Gli Azzurri saranno chiamati a confrontarsi con alcune delle squadre più forti al mondo, in un percorso che servirà anche come preparazione ai futuri grandi eventi internazionali. Per la Nazionale italiana si tratta di un’opportunità importante per consolidare identità, automatismi e ambizioni, con l’obiettivo di continuare il percorso di crescita iniziato nelle ultime stagioni.
Il lavoro di Quesada punta a costruire una squadra sempre più competitiva e profonda, capace di affrontare con continuità il livello delle migliori nazionali. Il Nations Championship 2026 diventa così un passaggio chiave nel processo di maturazione dell’Italia, chiamata a confermare i progressi mostrati e a misurarsi senza timori con l’élite mondiale del rugby.
Rugby
Rugby: il CT dell’Italia Quesada pensa a volti nuovi
L’Italia del rugby si prepara ad un’estate di costruzione: il CT Quesada pensa a nuovi volti e giovani talenti per il tour estivo della Nazionale azzurra.

Foto di Thomas Serer su Unsplash
Con la stagione europea ormai vicina alla conclusione, per l’Italia del rugby inizia una fase decisiva di programmazione e sviluppo. Il commissario tecnico Gonzalo Quesada guarda ai prossimi impegni estivi con un obiettivo chiaro: ampliare la profondità del gruppo azzurro e valutare nuovi profili in vista delle sfide future. Il tour internazionale che porterà l’Italrugby tra Giappone, Nuova Zelanda e Australia non sarà soltanto un banco di prova sul piano competitivo, ma anche un’occasione importante per sperimentare soluzioni nuove e consolidare il percorso avviato negli ultimi mesi.
Rugby: Quesada punta sui giovani per il futuro dell’Italia
La linea scelta dal ct sembra orientata verso una costruzione graduale ma ambiziosa. Accanto ai giocatori già consolidati nel gruppo azzurro, potrebbero trovare spazio diversi elementi emergenti che si sono messi in evidenza tra United Rugby Championship e Serie A Élite. L’idea è quella di creare maggiore concorrenza interna e aumentare le alternative in tutti i reparti, preparando una Nazionale più profonda e competitiva in vista dei prossimi appuntamenti internazionali.
Treviso al centro del progetto azzurro
Ancora una volta sarà il Benetton Treviso a rappresentare uno dei principali serbatoi tecnici per la Nazionale italiana. Nel reparto di prima linea crescono le quotazioni di Destiny Aminu, Marcos Francesco Gallorini e del tallonatore Nicholas Gasperini, tre giocatori che da tempo gravitano nell’ambiente azzurro. Si tratta di profili accomunati da fisicità, intensità e ampi margini di crescita, caratteristiche che li rendono perfettamente compatibili con il progetto di rinnovamento impostato da Quesada. Anche in seconda linea emerge con forza il nome di Giulio Marini, ormai sempre più integrato nei meccanismi del club trevigiano e considerato uno dei prospetti più interessanti nel suo ruolo.
Da Parma arrivano nuove opzioni in terza linea
Non solo Treviso. Anche Parma continua a offrire elementi di prospettiva per il rugby italiano. In particolare, Samuele Locatelli e Giacomo Ferrari stanno attirando attenzione grazie alla continuità mostrata nell’United Rugby Championship. Entrambi hanno già maturato esperienza ad alto livello e potrebbero rappresentare soluzioni importanti per aumentare dinamismo e intensità nel reparto delle terze linee. La sensazione è che il tour estivo possa trasformarsi per loro in una concreta opportunità di entrare stabilmente nel giro della Nazionale maggiore.

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Trequarti: esperienza e nuove alternative
Nel reparto arretrato, uno dei nomi più affidabili resta quello del centro Damiano Mazza, giocatore apprezzato per solidità difensiva, struttura fisica e capacità di garantire equilibrio alla linea dei trequarti. Attenzione anche al possibile ritorno di Mirko Belloni, profilo che potrebbe aggiungere velocità e imprevedibilità al gioco offensivo dell’Italia grazie alle sue qualità negli spazi aperti. Parallelamente, Quesada continua a monitorare con interesse anche la Serie A Élite, campionato che negli ultimi anni ha dimostrato di poter produrre giocatori pronti al salto internazionale.
Serie A Élite, Brisighella e Scalabrin osservati speciali
Tra i profili seguiti con maggiore attenzione ci sono Simone Brisighella del Valorugby Emilia e Marco Scalabrin del Petrarca Padova. Due giocatori che rappresentano perfettamente quella fascia di atleti capaci di emergere attraverso continuità, intensità e rendimento nei campionati nazionali. In una fase di costruzione come quella attuale, il contributo di questi profili può diventare particolarmente prezioso per allargare il livello competitivo del gruppo azzurro.
L’Italia del rugby, estate fondamentale per il nuovo ciclo
Più che il semplice risultato immediato, l’estate dell’Italia sarà dedicata alla crescita collettiva e alla definizione di una struttura tecnica sempre più completa. Gonzalo Quesada vuole costruire una Nazionale capace di avere alternative credibili in ogni reparto, aumentando qualità ed esperienza internazionale. Il tour tra Asia e Oceania rappresenterà quindi un passaggio cruciale non solo per valutare i giovani talenti, ma anche per gettare basi solide sul futuro dell’Italrugby.
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