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Pallanuoto femminile, SIS Roma fuori dalla Champions League
Niente da fare per la SIS Roma: le capitoline escono dalla Champions League femminile di pallanuoto per mano delle spagnole dell’Assolim CN Mataró.

Si interrompe ai quarti di finale il cammino europeo della SIS Roma nella Champions League femminile di pallanuoto. La formazione capitolina saluta la competizione dopo una sfida complicata contro un’avversaria di alto livello internazionale, come l’Assolim CN Mataró, vedendo sfumare il sogno di conquistare l’accesso alla Final Four.
Pallanuoto: SIS Roma, eliminazione amara
La squadra romana arrivava alla fase a eliminazione diretta della Champions League dopo una stagione europea convincente, caratterizzata da prestazioni solide nella fase preliminare e da una crescita costante del gruppo. Nei quarti di finale, però, la SIS Roma ha trovato sulla propria strada una formazione capace di imporre maggiore intensità e precisione nei momenti decisivi del match. La partita si è rivelata equilibrata soprattutto nelle fasi iniziali, con la squadra italiana che ha provato a restare agganciata al punteggio grazie a una buona organizzazione difensiva e ad alcune giocate offensive di qualità. Con il passare dei minuti, però, le avversarie sono riuscite a prendere il controllo della gara sfruttando esperienza e cinismo sotto porta.

La differenza nei dettagli decide la sfida
A fare la differenza sono stati soprattutto gli episodi e la gestione dei possessi chiave. La SIS Roma ha pagato qualche imprecisione nelle superiorità numeriche e una minore continuità offensiva rispetto alle spagnole, che invece hanno mantenuto alta la percentuale realizzativa nei momenti più delicati dell’incontro vincendo 12-10. Nonostante l’eliminazione, la formazione capitolina esce comunque dalla competizione con indicazioni positive. Il club ha dimostrato ancora una volta di poter competere stabilmente ai massimi livelli della pallanuoto europea, confermando la crescita del movimento femminile italiano anche in ambito internazionale.
Obiettivi ora sul campionato italiano
Archiviata la delusione europea, la SIS Roma potrà adesso concentrare tutte le energie sul finale di stagione nazionale. La squadra resta infatti una delle protagoniste del campionato italiano femminile, dove punta a recitare un ruolo di primo piano nella corsa al titolo. Lo staff tecnico lavorerà soprattutto sull’aspetto mentale per permettere al gruppo di reagire rapidamente dopo l’eliminazione continentale. L’esperienza maturata in Champions League potrà comunque rappresentare un patrimonio importante in vista delle prossime stagioni europee.
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Pallamano femminile: Martin Albertsen è il nuovo Direttore Tecnico
Martin Albertsen è il nuovo direttore tecnico della Nazionale femminile di pallamano. La FIGH punta sull’esperienza internazionale del tecnico danese fino al 2028.

La pallamano femminile italiana apre un nuovo capitolo della propria storia. La Federazione Italiana Giuoco Handball ha ufficializzato la nomina di Martin Albertsen come nuovo Direttore Tecnico delle Squadre Nazionali femminili, affidando al tecnico danese il compito di guidare il settore azzurro in un progetto di sviluppo che guarda al futuro e alle grandi competizioni internazionali. L’accordo legherà Albertsen alla Federazione fino al dicembre 2028 e non riguarderà soltanto la Nazionale maggiore. Il nuovo direttore tecnico avrà infatti un ruolo centrale anche nella crescita dei settori giovanili, nella selezione dei talenti e nel coordinamento generale dell’intero movimento femminile.
Pallamano femminile: un profilo internazionale per il rilancio azzurro
Cinquantadue anni, danese, Albertsen porta in Italia un curriculum di altissimo livello costruito tra Danimarca, Germania e Svizzera. Nel corso della sua carriera ha conquistato titoli nazionali, coppe europee e ha contribuito in maniera significativa alla crescita della pallamano femminile svizzera, accompagnando il movimento verso risultati storici a livello internazionale.
Entusiasta per la nuova avventura, il tecnico ha dichiarato: “Sono entusiasta di intraprendere questa nuova sfida con la FIGH. Guidare la Nazionale italiana rappresenta per me motivo di grande orgoglio. Ci aspetta un percorso entusiasmante e mi impegnerò al massimo per superare i limiti e innalzare il livello della pallamano femminile italiana”.
Albertsen ha poi sottolineato la fiducia nelle potenzialità del movimento italiano: “Ritengo che questa nazione abbia un potenziale immenso e il mio obiettivo sarà quello di sviluppare il nostro stile di gioco, valorizzare le giocatrici affermate, coltivare i giovani talenti, instaurare una mentalità vincente e una cultura di squadra competitiva”.

La soddisfazione della Federazione
Grande soddisfazione anche da parte del presidente federale Stefano Podini, che ha spiegato le motivazioni della scelta: “Sono entusiasta di annunciare che la Federazione ha affidato l’incarico di Direttore Tecnico a Martin Albertsen, tecnico dalla comprovata esperienza e di primissimo piano sulla scena europea”.
Il numero uno della FIGH ha inoltre evidenziato come la nomina rientri in una strategia di crescita internazionale già avviata negli ultimi mesi: “Per pensare di competere tra i migliori, abbiamo bisogno di misurarci con i migliori ogni settimana, in allenamento e in campo. Siamo convinti che una figura di spicco come Martin Albertsen possa aiutare la pallamano italiana ad accelerare questo processo”.
Nuovo ciclo per la Nazionale femminile
L’arrivo di Albertsen coincide con la conclusione del rapporto con il precedente responsabile tecnico Alfredo Rodriguez Alvarez, al quale la Federazione ha rivolto un ringraziamento per il lavoro svolto nel percorso di crescita delle Nazionali femminili. La nuova guida tecnica sarà chiamata a preparare le prossime sfide internazionali dell’Italia, a partire dai Giochi del Mediterraneo e dalle qualificazioni ai Mondiali 2027, con l’obiettivo di consolidare la presenza delle azzurre nel panorama continentale e internazionale.
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Ginnastica Ritmica, Raffaeli e Dragas frenano in finale agli Europei
Sofia Raffaeli e Tara Dragas non riescono a salire sul podio nella finale all-around degli Europei di ginnastica ritmica 2026. A Varna domina Darja Varfolomeev.

Si chiude con un risultato al di sotto delle aspettative la finale all-around degli Europei di ginnastica ritmica per Sofia Raffaeli e Tara Dragas. Sul palcoscenico di Varna, in Bulgaria, le due rappresentanti italiane non sono riuscite a inserirsi nella corsa alle medaglie, in una gara che ha visto il dominio della tedesca Darja Varfolomeev, protagonista assoluta della competizione continentale. Dopo le ottime indicazioni emerse nelle qualificazioni, le aspettative attorno alle ginnaste azzurre erano elevate. Tuttavia la finale ha raccontato una storia diversa, caratterizzata da alcune imprecisioni che hanno impedito all’Italia di avvicinarsi alle posizioni più prestigiose della classifica.
Ginnastica ritmica: Varfolomeev conferma il suo regno europeo
La grande protagonista della giornata è stata ancora una volta Darja Varfolomeev. La fuoriclasse tedesca ha mostrato solidità, precisione e continuità in tutti gli esercizi, costruendo progressivamente un vantaggio che le ha permesso di conquistare il titolo europeo nel concorso generale individuale. La campionessa olimpica e mondiale ha confermato il proprio status di riferimento assoluto della disciplina, imponendo un ritmo difficile da sostenere per tutte le avversarie e dimostrando ancora una volta una straordinaria capacità di gestione della pressione nei momenti decisivi.
Sofia Raffaeli non trova continuità nella finale
Per Sofia Raffaeli la finale è stata più complicata del previsto. La ginnasta marchigiana era arrivata all’appuntamento decisivo dopo aver chiuso le qualificazioni nelle posizioni di vertice e con ambizioni importanti. Nel corso della gara, però, alcuni errori e una minore brillantezza rispetto alle giornate precedenti hanno limitato la sua rincorsa alle medaglie. Nonostante la qualificazione alla fase finale della competizione, la prestazione complessiva non è bastata per contrastare le migliori specialiste europee.
Tara Dragas lotta ma resta lontana dal podio
Anche Tara Dragas ha dovuto fare i conti con una finale particolarmente competitiva. L’azzurra è riuscita a confermare la propria presenza tra le migliori ginnaste del continente, ma non ha trovato gli spunti necessari per avvicinarsi alle posizioni da medaglia. La sua prova resta comunque significativa in ottica futura, soprattutto considerando la crescita mostrata nelle ultime stagioni e la capacità di mantenersi stabilmente nei contesti internazionali di alto livello.

Un format impegnativo che non perdona gli errori
L’edizione 2026 degli Europei ha proposto un sistema di gara particolarmente selettivo. Dopo una prima fase con tutte le finaliste impegnate agli attrezzi iniziali, soltanto le migliori dieci hanno avuto accesso alla seconda parte della competizione, dove si è deciso il podio finale. In un contesto così competitivo, ogni minima sbavatura ha avuto un peso determinante sulla classifica finale, rendendo estremamente difficile recuperare terreno una volta perso contatto con le prime posizioni.
Italia tra luci e ombre agli Europei di Varna
Per la spedizione azzurra resta la soddisfazione di aver portato due ginnaste nella finale più importante della manifestazione, confermando la competitività del movimento italiano a livello europeo. Allo stesso tempo, la mancata conquista di una medaglia nell’all-around lascia spazio a qualche rimpianto, soprattutto alla luce delle buone prestazioni offerte nelle qualificazioni. La rassegna continentale non è però ancora conclusa e le prossime finali di specialità offriranno nuove opportunità alle ginnaste italiane per tornare protagoniste sulla pedana bulgara.
Raffaeli e Dragas guardano già avanti
Archiviata la delusione del concorso generale, Sofia Raffaeli e Tara Dragas sono ora chiamate a reagire rapidamente. Le due azzurre avranno l’occasione di concentrarsi sui prossimi appuntamenti internazionali con l’obiettivo di ritrovare le migliori sensazioni e confermare il loro valore ai massimi livelli. A Varna il titolo europeo finisce nelle mani di Darja Varfolomeev, mentre per l’Italia resta la consapevolezza di avere ancora margini importanti per tornare a competere stabilmente per le medaglie più prestigiose della ginnastica ritmica internazionale.
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Tiro a segno: in Coppa del Mondo doppietta dell’India
Tiro a segno, dominio India nella pistola ad aria compressa femminile: doppietta in Coppa del Mondo. Le indiane conquistano l’oro e l’argento.

L’India continua a imporsi come una delle grandi potenze mondiali del tiro a segno. Nella tappa di Coppa del Mondo dedicata alla pistola ad aria compressa femminile da 10 metri, le atlete indiane hanno dominato la finale conquistando una prestigiosa doppietta internazionale: oro per Inder Singh Suruchi, argento Esha Singh. Una prova di altissimo livello tecnico che conferma la crescita impressionante del movimento asiatico nelle discipline olimpiche del tiro sportivo. La competizione ha visto le tiratrici indiane imporsi con freddezza, precisione e continuità, lasciando alle avversarie soltanto le posizioni di rincalzo.
Tiro a segno: finale spettacolare nella pistola 10 metri femminile
La gara si è sviluppata su ritmi elevatissimi fin dalle qualificazioni. Inder Singh Suruchi e Esha Singh hanno mostrato una superiorità evidente già nelle prime serie, mantenendo concentrazione e precisione anche nei momenti decisivi della finale. Nel duello conclusivo per la medaglia d’oro, le due rappresentanti dell’India hanno dato vita a una sfida intensa e combattuta, caratterizzata da punteggi altissimi e margini ridottissimi. Alla fine è arrivata una storica doppietta che consolida il ruolo dell’India tra le nazioni leader del tiro a segno mondiale. Sul gradino più basso del podio si è piazzata la sudcoreana Choo Gaeun, protagonista comunque di una prova solida e competitiva fino agli ultimi colpi.

Nessuna azzurra nelle posizioni di vertice
L’Italia non è riuscita a inserirsi nella lotta per il podio nella gara femminile di pistola 10 metri. L’unica azzurra presente alla Coppa del Mondo è stata Alessandra Fait, uscita nelle qualificazioni, chiudendo al 55º posto. Il movimento italiano resta comunque concentrato sulla crescita dei giovani talenti e sulla preparazione dei prossimi appuntamenti internazionali, con l’obiettivo di tornare competitivo nelle discipline olimpiche del tiro a segno.
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