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MotoGP Brno, Ogura in pole record: Bagnaia in prima fila, Marquez 5°
MotoGP: Ai Ogura conquista la pole position record a Brno con Trackhouse Aprilia. Bagnaia in prima fila, Di Giannantonio secondo, Bezzecchi 4° e Marquez 5°.

Grande spettacolo nelle qualifiche del Gran Premio della Repubblica Ceca di MotoGP a Brno, dove Ai Ogura ha conquistato una straordinaria pole position da record. Il pilota giapponese del team Trackhouse Aprilia ha messo tutti in riga con un giro perfetto, confermando il grande momento di crescita del progetto satellite Aprilia. Una prestazione che ha lasciato il paddock senza parole, grazie a un tempo che rappresenta anche un nuovo riferimento sul circuito ceco.
MotoGP, prima fila: Di Giannantonio e Bagnaia inseguono Ogura
Alle spalle del poleman si piazza un ottimo Fabio Di Giannantonio, protagonista di una qualifica solida e costante. Il pilota italiano ha confermato il suo feeling con la pista di Brno, riuscendo a inserirsi nella lotta per le posizioni di vertice. Completa la prima fila Francesco Bagnaia, che porta la sua Ducati nelle zone alte della griglia. Il campione italiano ha mostrato un buon passo sul giro secco, restando pienamente in corsa per la gara e per la gestione del weekend. La prima fila si preannuncia quindi estremamente competitiva, con tre piloti di tre progetti diversi pronti a contendersi la vittoria.

Bezzecchi in seconda fila: buon passo per Aprilia
In seconda fila troviamo Marco Bezzecchi, quarto al termine delle qualifiche. Il pilota italiano dell’Aprilia ha confermato la competitività della casa di Noale, anche se non è riuscito a replicare il ritmo del compagno di marca Ogura. Bezzecchi resta comunque pienamente in lotta per il podio, forte di un passo gara che potrebbe rivelarsi molto solido nella corsa di domenica.
Marc Marquez solo quinto: lavoro in salita per la gara
Giornata più complicata per Marc Márquez, che chiude le qualifiche in quinta posizione. Lo spagnolo ha faticato a trovare il giro perfetto nel momento decisivo, restando leggermente staccato rispetto ai primi. Nonostante ciò, il ritmo mostrato nelle prove lascia aperte le possibilità di rimonta in gara, dove il sei volte campione della MotoGP sarà certamente uno dei protagonisti più attesi.
MotoGP, scenario gara: equilibrio totale a Brno
Le qualifiche di Brno confermano un equilibrio sempre più marcato in MotoGP. La pole position di Ogura, la solidità di Bagnaia e la presenza di piloti come Di Giannantonio, Bezzecchi e Márquez promettono una gara estremamente combattuta. Con diversi costruttori nelle prime posizioni, la corsa al Gran Premio della Repubblica Ceca si preannuncia aperta e imprevedibile, con strategie e gestione gomme che potrebbero fare la differenza.
Tennis
Sinner, cure finite a Torino. Pechino resta l’obiettivo
Buone notizie per Jannik Sinner. Il lungo stop seguito alla vittoria di Wimbledon comincia a intravedere la sua conclusione. Il tennista italiano ha terminato a Torino il ciclo di cure e riabilitazione al JMedical e si prepara a rientrare a Montecarlo, dove riprenderà progressivamente il lavoro sul campo.
La situazione del ginocchio destro, alle prese con una tendinopatia extra-articolare, è migliorata dopo circa tre settimane di terapie. I riscontri degli ultimi giorni sono stati incoraggianti, tanto da permettere allo staff medico e tecnico di passare dalla fase prevalentemente riabilitativa a quella sportiva.
Dal J Medical al campo, il prossimo test sarà quello decisivo per Sinner
Il passaggio a Montecarlo rappresenta una tappa importante, ma non equivale ancora al via libera definitivo per il ritorno alle competizioni.
A Torino Sinner ha alternato terapie, fisioterapia, lavoro di potenziamento e stabilizzazione dell’articolazione, fino ai primi test con la racchetta e ai movimenti specifici richiesti dal tennis, come appoggi, cambi di direzione e rotazioni. Le risposte sono state positive e hanno consentito di programmare il ritorno agli allenamenti in campo. Anche durante la sua recente apparizione al Gran Premio d’Italia di Monza, Sinner aveva lasciato filtrare ottimismo sulle condizioni del ginocchio, rispondendo positivamente a chi gli chiedeva come stesse.
Ora, però, sarà proprio il campo a fornire le indicazioni più importanti. L’obiettivo è aumentare progressivamente i carichi, verificando giorno dopo giorno come il ginocchio reagirà al lavoro tennistico vero e proprio.
La prudenza resta quindi fondamentale. Anche perché il problema aveva già costretto Sinner a rinunciare alla tournée americana e, soprattutto, agli US Open.
Obiettivo Pechino, ma senza una corsa contro il tempo
Il calendario continua a indicare una data precisa. L’ATP 500 di Pechino, in programma dal 30 settembre al 6 ottobre. Sinner è il campione in carica e l’intenzione dello staff è quella di arrivare in Cina nelle condizioni necessarie per competere al massimo livello. Ad oggi però sarebbe prematuro considerare il suo rientro a Pechino come una certezza assoluta.
La formula scelta dal team di Sinner è chiara, prima il recupero completo, poi la competizione. Il ritorno a Montecarlo servirà proprio a capire se il ginocchio è in grado di sostenere progressivamente i carichi di allenamento senza dolore o altri segnali di allarme.
Solo dopo questa fase si potrà avere un quadro più preciso sulla possibilità di scendere in campo in Cina.
Il percorso seguito nelle ultime settimane racconta bene la strategia adottata dal gruppo di lavoro del numero uno del mondo. Prima la riduzione dell’infiammazione, poi il recupero della forza e della stabilità dell’articolazione e infine la progressiva introduzione dei gesti specifici.
Se tutto procederà secondo programma, Pechino sarà il primo vero banco di prova dopo lo stop. E il calendario potrebbe poi proseguire con il Masters 1000 di Shanghai, in programma subito dopo il torneo cinese.

La priorità dello staff tecnico e medico di Sinner rimane comunque la stessa. Tornare quando sarà davvero tutto pronto, non semplicemente quando sarà possibile.
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La ventesima tappa che può decidere la Vuelta
La Vuelta di Spagna 2026 arriva all’ultima grande sfida in montagna, domani il Collado del Alguacil potrebbe riscrivere la classifica generale.
La 20ª tappa della Vuelta di Spagna 2026, in programma domani sabato 12 settembre, rappresenta l’ultimo vero appuntamento con l’alta montagna prima della passerella conclusiva di Granada. Il percorso misura 186,8 chilometri, da La Calahorra al Collado del Alguacil, e presenta un dislivello complessivo superiore ai 5.000 metri. La partenza è prevista alle 12:30, mentre l’arrivo è stimato intorno alle 17:20.
Un percorso senza tregua
La giornata sarà tutt’altro che lineare. Dopo una prima parte caratterizzata da salite e discese, il percorso entrerà nella fase decisiva con una sequenza di ascese che metterà alla prova soprattutto gli uomini della classifica generale. Tra i passaggi più impegnativi figurano il doppio transito sull’El Purche, 8,2 chilometri all’8,1%, e il Puerto de El Duque, 7,4 chilometri all’8,3%.
Il vero giudizio arriverà però negli ultimi chilometri. Il Collado del Alguacil è una salita inedita per il ciclismo professionistico e misura 8,3 chilometri con una pendenza media del 9,8%. La vetta è posta a 1.884 metri di quota, un finale estremamente selettivo, nel quale anche pochi secondi possono trasformarsi in una differenza decisiva nella lotta per la maglia rossa.
I risultati della tappa 19
La 19ª tappa, disputata oggi tra Vélez-Málaga e Peñas Blancas a Estepona, ha premiato Eddie Dunbar. L’irlandese è riuscito a superare nel finale Santiago Buitrago, al termine di una lunga fuga, conquistando una vittoria di grande prestigio sul traguardo in salita. Alle loro spalle si è sviluppata la battaglia tra gli uomini della classifica generale, con Enric Mas, Primož Roglič e Felix Gall ancora una volta protagonisti.
Il risultato più importante in ottica classifica è però la conferma di Enric Mas in maglia rossa. Lo spagnolo ha difeso il primato al termine della dura ascesa di Peñas Blancas e si presenta così alle ultime due tappe ancora al comando della Vuelta . Dopo la cronometro di Jerez, Roglič resta secondo a 1’37”, mentre Felix Gall è terzo a 3’01”; completano la top five Richard Carapaz, a 5’17”, e Oscar Onley, a 6’03”. Mas ha quindi costruito una posizione favorevole, ma il Collado del Alguacil rappresenta un ultimo banco di prova di enorme difficoltà.
L’ultima grande occasione per la Vuelta
Con una salita finale così dura e un dislivello complessivo imponente, la 20ª tappa potrebbe essere l’ultima occasione concreta per cambiare il volto della Vuelta. Gli uomini della generale dovranno dosare le energie, scegliere il momento giusto per attaccare e soprattutto arrivare lucidi all’ultima ascesa.

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Dopo 186,8 chilometri e migliaia di metri di dislivello, il Collado del Alguacil potrebbe dunque consegnare alla Vuelta 2026 il suo verdetto più importante, quello destinato a separare chi sogna ancora la maglia rossa da chi dovrà ormai soltanto difenderla fino a Granada.
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Giochi del Mediterraneo, i precedenti dell’Italia
L’Italia ha ospitato i Giochi del Mediterraneo a Napoli, Bari e Pescara. Ecco come sono andate le tre edizioni e i risultati degli azzurri.

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I Giochi del Mediterraneo tornano in Italia. Con l’edizione di Taranto 2026, il nostro Paese raggiunge quota quattro organizzazioni della manifestazione, dopo le esperienze di Napoli 1963, Bari 1997 e Pescara 2009. Un percorso lungo oltre sessant’anni, nel quale l’Italia ha quasi sempre recitato un ruolo da protagonista anche nel medagliere. L’edizione di Taranto, in programma da oggi 21 agosto al 3 settembre 2026, rappresenta dunque un nuovo capitolo di una storia iniziata a Napoli nel 1963.
Giochi del Mediterraneo: Napoli 1963, il primo grande successo italiano
La prima edizione dei Giochi del Mediterraneo disputata in Italia si è svolta a Napoli nel 1963. Alla manifestazione parteciparono 13 Paesi e oltre mille atleti, impegnati in 17 discipline sportive. Il fattore campo si trasformò in un importante vantaggio per gli azzurri. L’Italia conquistò il primo posto nel medagliere, mettendo insieme complessivamente 69 medaglie.
Tra i protagonisti di quella spedizione ci fu anche un giovanissimo Klaus Dibiasi, capace di conquistare nei tuffi la sua prima medaglia d’oro in una grande competizione internazionale. Il torneo di calcio vide invece gli azzurri imporsi in finale sulla Turchia con il risultato di 3-0. Napoli 1963 rimane quindi una delle edizioni più significative nella storia italiana dei Giochi del Mediterraneo, sia per i risultati sportivi sia per l’impatto lasciato sulla città.
Bari 1997, un altro trionfo azzurro
Per rivedere i Giochi del Mediterraneo in Italia bisogna attendere 34 anni. Nel 1997 è Bari a ospitare la tredicesima edizione della manifestazione. Anche in Puglia l’Italia riesce a chiudere davanti a tutti nel medagliere, confermando la propria tradizione positiva quando organizza i Giochi in casa.
L’edizione barese è ricordata anche per il successo degli Azzurrini nel torneo di calcio. La squadra guidata da Marco Tardelli arrivò fino alla finale, disputata il 25 giugno 1997, dove travolse la Turchia per 5-1. A segno anche Francesco Totti e Nicola Ventola, entrambi autori di una doppietta, oltre a Roberto Baronio. Quel successo rappresenta ancora oggi l’ultimo oro dell’Italia nel torneo calcistico dei Giochi del Mediterraneo.

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Pescara 2009, l’Italia ancora prima nel medagliere
La terza esperienza italiana arriva nel 2009, quando è Pescara a ospitare la sedicesima edizione. I Giochi si svolsero dal 26 giugno al 5 luglio e coinvolsero una nutrita delegazione azzurra. Anche in Abruzzo l’Italia riuscì a conquistare il primo posto nel medagliere generale, confermando una tradizione ormai consolidata.
Secondo il bilancio del CONI, gli azzurri conquistarono 176 medaglie complessive, risultato che rappresentò il secondo miglior bottino italiano nella storia dei Giochi dopo quello ottenuto a Bari nel 1997. Il dominio italiano fu evidente in numerose discipline. Nell’atletica, per esempio, gli azzurri chiusero al primo posto nel relativo medagliere con 11 ori, 11 argenti e 7 bronzi. Anche il CONI celebrò al termine della manifestazione la vittoria italiana nel medagliere di Pescara 2009.
Giochi del Mediterraneo, quattro edizioni in Italia
Il bilancio delle tre precedenti edizioni italiane è dunque particolarmente significativo. Napoli 1963, Bari 1997 e Pescara 2009 hanno tutte regalato all’Italia il primato nel medagliere, confermando la capacità degli azzurri di sfruttare il fattore campo. Ora tocca a Taranto 2026 raccogliere questa eredità.
La ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo segna il ritorno della manifestazione in Italia dopo 17 anni e porta nuovamente nel nostro Paese una competizione che dal 1951 rappresenta uno dei principali appuntamenti sportivi dell’area mediterranea. Gli azzurri partiranno quindi con una responsabilità importante: mantenere una tradizione che, nelle tre precedenti occasioni, li ha sempre visti chiudere i Giochi del Mediterraneo in vetta al medagliere.
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