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Rugby: i convocati dell’Italia scelti dal CT Quesada

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Rugby femminile, USA-Italia

Rugby, Italia: ufficializzati i convocati per il Nations Championship 2026. Le scelte di Quesada per il torneo dove gli azzurri scenderanno in campo.

L’Italia del rugby si prepara a vivere una nuova e importante fase internazionale con il Nations Championship, la competizione che vedrà gli azzurri confrontarsi con le migliori nazionali del panorama mondiale. Il commissario tecnico Gonzalo Quesada ha diramato la lista dei convocati per la prima parte del torneo, confermando un gruppo che unisce esperienza e nuovi innesti. La selezione azzurra arriva all’appuntamento dopo un percorso di crescita nel Sei Nazioni, dove la squadra ha mostrato segnali incoraggianti sia sul piano del gioco che dei risultati, confermando una maggiore solidità rispetto alle stagioni precedenti.

Rugby, il gruppo scelto da Quesada

Il gruppo convocato dal CT azzurro mantiene il nucleo storico della Nazionale, con diversi giocatori di riferimento chiamati a guidare la squadra anche nella nuova competizione internazionale. Tra i punti fermi del progetto tecnico restano elementi di grande esperienza come Michele Lamaro, leader del pack e simbolo della Nazionale, insieme a giocatori ormai centrali nel sistema azzurro come Juan Ignacio Brex e Tommaso Menoncello. Accanto ai senatori trovano spazio anche giovani in crescita e profili emergenti che stanno guadagnando sempre più minuti a livello internazionale, segno della volontà dello staff tecnico di allargare le rotazioni e costruire profondità in vista dei prossimi appuntamenti mondiali.

Le scelte tra conferme e nuovi innesti

La lista diramata da Quesada conferma l’ossatura consolidata della squadra, ma lascia spazio anche a diverse valutazioni legate alla forma fisica e alla gestione del gruppo. Alcuni giocatori reduci da acciacchi o fasi di recupero non risultano pienamente disponibili, mentre altri atleti hanno saputo guadagnarsi la chiamata grazie alle prestazioni nei rispettivi club. Lo staff tecnico ha ribadito l’importanza di mantenere alta la competitività interna, elemento considerato fondamentale per affrontare una competizione che vedrà l’Italia opposta a nazionali di altissimo livello.

Nations Championship: un banco di prova mondiale

Il Nations Championship rappresenta una novità assoluta nel calendario internazionale e sarà un test significativo per misurare il livello raggiunto dall’Italia nel rugby. Gli Azzurri saranno chiamati a confrontarsi con alcune delle squadre più forti al mondo, in un percorso che servirà anche come preparazione ai futuri grandi eventi internazionali. Per la Nazionale italiana si tratta di un’opportunità importante per consolidare identità, automatismi e ambizioni, con l’obiettivo di continuare il percorso di crescita iniziato nelle ultime stagioni.

Il lavoro di Quesada punta a costruire una squadra sempre più competitiva e profonda, capace di affrontare con continuità il livello delle migliori nazionali. Il Nations Championship 2026 diventa così un passaggio chiave nel processo di maturazione dell’Italia, chiamata a confermare i progressi mostrati e a misurarsi senza timori con l’élite mondiale del rugby.

Rugby

Rugby femminile, USA-Italia: orario e probabili formazioni

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Rugby femminile, USA-Italia

Rugby femminile, l’Italia sfida gli USA a Nashville nelle WXV Global Series 2026. Orario, diretta TV e obiettivo riscatto dopo il ko dell’ultima sfida.

L’Italia del rugby femminile torna in campo per affrontare gli USA nella seconda sfida delle WXV Global Series 2026. Oggi, al Geodis Park di Nashville, le Azzurre avranno l’opportunità di riscattare la sconfitta rimediata nel primo confronto contro le Eagles e chiudere nel migliore dei modi la trasferta americana. Il calcio d’inizio è previsto alle 22:15 italiane, con diretta televisiva su Sky Sport. La squadra guidata da Plinio Sciamanna è chiamata a una prova di carattere contro un’avversaria che ha già dimostrato di poter sfruttare la propria fisicità e gli errori della formazione azzurra.

USA-Italia, rugby femminile: la rivincita dopo la sconfitta di Mansfield

Il primo confronto tra le due nazionali, disputato a Mansfield nella notte tra il 17 e il 18 ottobre, si è concluso con la vittoria degli Stati Uniti per 36-27. L’Italia ha pagato soprattutto un primo tempo complicato, chiuso sul 26-10 in favore delle padrone di casa. Nella ripresa, però, le Azzurre hanno reagito con determinazione, riuscendo a ridurre il divario e a mettere in difficoltà le avversarie. Le mete di Aura Muzzo, Vittoria Zanette e Francesca Granzotto, oltre alle marcature del primo tempo di Francesca Granzotto e Vittoria Vecchini, hanno confermato le potenzialità offensive della squadra italiana. La rimonta non è bastata per evitare la sconfitta. A pesare sono stati alcuni errori nella gestione dell’ovale e la scarsa precisione dalla piazzola, aspetti sui quali lo staff tecnico dovrà lavorare in vista del secondo appuntamento. Per conquistare un risultato positivo a Nashville, l’Italia dovrà mantenere maggiore continuità nell’arco degli 80 minuti, limitare le penalità e migliorare l’efficacia nelle fasi statiche.

WXV Global Series 2026, il percorso dell’Italia

La doppia sfida contro gli Stati Uniti rappresenta un passaggio importante nel percorso autunnale della Nazionale femminile. Prima della trasferta americana, le Azzurre avevano affrontato Giappone e Sudafrica a Fontanafredda, ottenendo una vittoria per 55-21 contro le nipponiche e una sconfitta per 41-29 contro le sudafricane. Il bilancio complessivo ha evidenziato una squadra capace di costruire occasioni e segnare mete, ma ancora alla ricerca della necessaria solidità contro avversarie di alto livello. Il confronto di Nashville offrirà quindi un’altra occasione per verificare i progressi del gruppo e consolidare il lavoro avviato dal commissario tecnico.

Le WXV Global Series riuniscono dodici nazionali di primo piano e rappresentano un appuntamento significativo per la crescita del rugby femminile internazionale. Per l’Italia, riuscire a chiudere la trasferta con una prestazione convincente sarebbe un segnale importante in vista dei prossimi impegni. L’obiettivo delle Azzurre è chiaro: trasformare le indicazioni positive della rimonta di Mansfield in una prestazione più completa, provando a sorprendere le Eagles davanti al pubblico di casa.

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Rugby

Nations Championship 2026, i convocati dell’Italia di Quesada

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Rugby femminile, USA-Italia
Nations Championship 2026, l’Italia si raduna a Padova dal 25 ottobre. I convocati di Quesada, i rientri, i nuovi volti e le sfide di novembre.

La Nazionale italiana di rugby si prepara a tornare in campo per la fase autunnale del Nations Championship 2026. Il commissario tecnico Gonzalo Quesada ha ufficializzato la lista dei 34 giocatori convocati per il raduno di Padova, previsto a partire da domenica 25 ottobre. L’obiettivo è preparare al meglio tre appuntamenti impegnativi contro alcune delle migliori selezioni internazionali. Il calendario metterà gli Azzurri di fronte a Sudafrica, Argentina e Fiji, in un trittico di incontri che richiederà una squadra competitiva, organizzata e capace di reagire alle difficoltà. La preparazione, tuttavia, dovrà fare i conti con una situazione complicata sul fronte degli infortuni, che priva il gruppo di diversi elementi importanti.

Italia, i convocati della Nations Championship

Nell’elenco diramato da Quesada figurano alcuni ritorni significativi. Dopo il periodo di recupero, tornano a disposizione Simone Ferrari e Manuel Zuliani, insieme a Lorenzo Cannone, fermatosi durante la partita contro la Nuova Zelanda disputata a Wellington nel luglio scorso. Rientrano inoltre Mirko Belloni, Enoch Opoku Gyamfi, Matt Gallagher, Damiano Mazza, Giovanni Montemauri e Federico Mori. Quest’ultimo torna nel gruppo azzurro dopo essere rimasto fuori dalle convocazioni a partire dal primo Sei Nazioni della gestione Quesada, nel 2024. Tra le novità spicca Mattia Midena, seconda linea classe 2005 del Benetton Rugby, alla prima convocazione con la Nazionale maggiore. Opportunità importanti anche per Samuele Locatelli, terza linea delle Zebre Parma, e Giovanni Montemauri, che potrebbero ritagliarsi spazio in una fase della stagione segnata dalle numerose assenze.

Emergenza infortuni: Menoncello è il grande assente

La principale difficoltà per il commissario tecnico riguarda l’infermeria. Sono tredici gli atleti indisponibili per problemi fisici, una situazione che riduce le possibilità di scelta in diversi reparti. L’assenza più pesante è quella di Tommaso Menoncello, centro del Tolosa e tra i riferimenti tecnici della squadra azzurra. Il giocatore non sarà a disposizione per gli impegni di novembre, privando l’Italia di una pedina fondamentale per qualità, fisicità e capacità di creare superiorità offensiva. Non ci saranno neppure Andrea Zambonin, Sebastian Negri, Riccardo Favretto, Alessandro Izekor, David Odiase, Giulio Marini, Martin Page-Relo, Lorenzo Pani, Jacopo Trulla, Giulio Bertaccini, Malik Faissal ed Edoardo Todaro. Quesada dovrà quindi puntare sulla solidità dei giocatori più esperti e, allo stesso tempo, valutare le risorse emergenti. Tra i nomi chiamati a garantire esperienza e continuità figurano Michele Lamaro, Ange Capuozzo, Paolo Garbisi, Juan Ignacio Brex e Federico Ruzza.

Il calendario dell’Italia in Nations Championship: tre sfide a novembre

Il percorso degli Azzurri nella finestra autunnale inizierà sabato 7 novembre a Torino contro il Sudafrica. Una settimana più tardi, sabato 14 novembre, la Nazionale sarà impegnata a Genova contro l’Argentina. L’ultimo appuntamento della serie è fissato per sabato 21 novembre a Udine, dove l’Italia affronterà le Fiji. Le tre partite rappresentano un banco di prova importante per misurare la crescita del gruppo e provare a migliorare il bilancio della competizione dopo una prima fase estiva senza punti. Il Nations Championship si concluderà con il fine settimana delle finali, in programma a Twickenham dal 27 al 29 novembre. Per l’Italia, la strada passa prima da Padova e da una preparazione nella quale sarà fondamentale trovare rapidamente equilibrio, intensità e nuove soluzioni per affrontare avversari di alto livello.

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Rugby, morto Hyron Andrews: il giocatore dei Lions aveva 31 anni

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Rugby femminile, USA-Italia

Lutto nel rugby: Hyron Andrews, seconda linea sudafricana dei Lions, è morto a 31 anni in Francia. Aperta un’indagine sulle cause del decesso.

Il mondo del rugby è sotto shock per la morte di Hyron Andrews, seconda linea sudafricana dei Lions, scomparso all’età di 31 anni mentre si trovava in Francia con la propria squadra. Il giocatore è stato trovato senza vita nell’hotel sull’Île de Ré nel quale alloggiava la formazione sudafricana, arrivata in Europa per preparare il debutto nella Champions Cup contro La Rochelle. La notizia, diffusa venerdì 16 ottobre, ha scosso profondamente compagni di squadra, dirigenti e appassionati. Andrews era in Francia per un appuntamento importante della stagione, ma la trasferta si è trasformata in una tragedia che ha lasciato sgomenta l’intera comunità rugbistica internazionale. Le autorità francesi hanno avviato un’indagine per chiarire le circostanze della morte. Al momento, le cause del decesso non sono state accertate ufficialmente e sarà necessario attendere gli esiti degli accertamenti prima di poter ricostruire con precisione quanto accaduto.

Rugby, Hyron Andrews trovato morto in hotel: aperta un’indagine

Il ritrovamento è avvenuto nella struttura alberghiera che ospitava i Lions sull’Île de Ré, nei pressi di La Rochelle. Secondo le ricostruzioni diffuse dai media, il giocatore sarebbe stato trovato privo di sensi in una cabina doccia. I soccorsi sono intervenuti, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato purtroppo inutile. La procura competente ha aperto un’indagine per fare luce sulla vicenda. Tra le ipotesi inizialmente considerate c’è quella di una morte accidentale, ma gli accertamenti dovranno stabilire con esattezza le cause della tragedia. La società sudafricana ha confermato la scomparsa del proprio atleta, esprimendo profondo dolore per la perdita di un giocatore entrato da poco nella famiglia dei Lions. Nel comunicato del club, il pensiero è rivolto soprattutto alla famiglia di Andrews, alla moglie Maiglin, ai figli e a tutte le persone che gli erano vicine. La società ha inoltre chiesto rispetto per la privacy dei familiari in un momento di dolore così difficile.

Chi era Hyron Andrews, la carriera tra Sharks, Sale Sharks e Lions

Nato in Sudafrica, Hyron Andrews ricopriva il ruolo di seconda linea, una posizione fondamentale nel rugby per il lavoro nelle fasi di conquista e per il contributo fisico in mischia e in touche. Nel corso della sua carriera aveva vestito la maglia degli Sharks sudafricani e aveva maturato un’esperienza significativa nel rugby inglese con i Sale Sharks, squadra nella quale aveva militato per due stagioni. Nell’estate del 2026 era tornato in patria per entrare a far parte dei Lions di Johannesburg. Andrews aveva inoltre rappresentato il Sudafrica a livello Under 20 nel 2015, entrando nel percorso di crescita di una delle nazioni più importanti nella storia di questo sport. Pur senza aver esordito con la nazionale maggiore, aveva costruito il proprio percorso professionale attraverso esperienze in campionati competitivi e aveva conquistato la stima di compagni e allenatori. La sua scomparsa prematura lascia un vuoto nella squadra e in un ambiente che, nelle ore successive alla notizia, si è stretto attorno ai suoi cari.

Lions-La Rochelle si giocherà in memoria di Andrews

La tragedia è avvenuta alla vigilia della partita tra Lions e La Rochelle, valida per la Champions Cup e inizialmente prevista per sabato 17 ottobre alle ore 18:30. Dopo aver affrontato la notizia della morte del compagno, i giocatori e lo staff dei Lions hanno deciso di disputare comunque l’incontro, dedicandolo alla memoria di Andrews. La scelta è stata condivisa con il club francese e con gli organizzatori della competizione europea. Prima del calcio d’inizio sarà osservato un minuto di raccoglimento per ricordare il seconda linea sudafricano e manifestare vicinanza alla sua famiglia. Una decisione carica di significato, che permetterà alla squadra di scendere in campo nel segno del proprio compagno, trasformando una partita europea in un momento di commemorazione.

Il rugby internazionale si stringe attorno alla famiglia

La notizia della morte di Hyron Andrews ha provocato un’ondata di cordoglio nel rugby internazionale. Dai Lions ai suoi precedenti club, il pensiero comune è rivolto alla famiglia e alle persone che hanno condiviso con lui il percorso sportivo e personale. In momenti come questo, il risultato di una partita passa inevitabilmente in secondo piano. La scomparsa di un atleta di appena 31 anni ricorda quanto sia importante il valore umano che unisce squadre, avversari e tifosi, al di là delle competizioni. Il rugby si prepara dunque a rendere omaggio ad Andrews nel fine settimana europeo, mentre proseguono le indagini per chiarire le circostanze della sua morte. Resta il dolore per una perdita improvvisa e la vicinanza a chi dovrà affrontare un lutto tanto difficile.

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