Formula 1
Ferrari, Vasseur frena gli entusiasmi: “Mercedes avanti”
Frédéric Vasseur analizza il momento della Ferrari: l’ADUO porterà benefici, ma il team principal avverte che il gap con Mercedes resterà di uno o due decimi al giro.
La Ferrari continua a lavorare per ridurre il divario dai rivali, ma Frédéric Vasseur invita alla prudenza. Il team principal della Scuderia di Maranello ha analizzato gli effetti dell’ADUO, l’aggiornamento destinato a migliorare le prestazioni della power unit, sottolineando come il nuovo pacchetto rappresenti un passo avanti ma non sia sufficiente, almeno nell’immediato, per colmare il distacco dalla Mercedes.
Ferrari, Vasseur: “Mercedes avrà ancora un vantaggio”
Il manager francese ha spiegato che gli aggiornamenti offriranno un contributo importante, ma ha escluso un recupero completo nei confronti della concorrenza: “L’ADUO ci sarà d’aiuto, ma non basterà per raggiungere la Mercedes. Avranno ancora un vantaggio di uno o due decimi a giro.”

Foto di Philip Myrtorp su Unsplash
Gli aggiornamenti non sono una soluzione immediata
Vasseur ha ribadito che lo sviluppo della monoposto richiede tempo e che nessun intervento tecnico può ribaltare da solo i valori in pista nel giro di poche gare. L’obiettivo della Ferrari resta quello di ridurre progressivamente il gap attraverso una costante evoluzione della vettura e un lavoro continuo su affidabilità, prestazioni e ottimizzazione del pacchetto tecnico.
Ferrari guarda avanti con realismo
Le dichiarazioni del team principal confermano l’approccio adottato dalla Scuderia: evitare facili entusiasmi e concentrarsi su una crescita graduale. L’ADUO rappresenta un tassello importante nello sviluppo della SF-26, ma a Maranello sono consapevoli che la rincorsa alla Mercedes richiederà ulteriori aggiornamenti e un lavoro costante nel corso della stagione. L’obiettivo resta quello di avvicinare il riferimento della griglia e tornare a lottare con continuità per vittorie e podi, pur sapendo che il margine da recuperare è ancora significativo.
Formula 1
GP Azerbaijan, perché la gara di Formula 1 si corre sabato
Gran Premio di Azerbaijan, la Formula 1 questo weekend corre a Baku sabato 26 settembre: il calendario è stato anticipato per il Giorno della Memoria.
Il Gran Premio dell’Azerbaijan avrà una caratteristica insolita rispetto al tradizionale calendario della Formula 1: la gara non si correrà domenica, ma sabato 26 settembre sul circuito cittadino di Baku. La decisione di anticipare di 24 ore l’intero programma del weekend è legata a una ricorrenza nazionale azera. Domenica 27 settembre è infatti il Giorno della Memoria, dedicato alla commemorazione dei militari e delle persone morte durante il conflitto del Nagorno-Karabakh del 2020.
Formula 1 a Baku, il GP si corre sabato
La modifica del calendario è stata concordata dalla FIA e dalla Formula 1 su richiesta del promotore del Gran Premio e delle autorità azere. Il GP dell’Azerbaijan era inizialmente previsto per domenica 27 settembre, ma è stato spostato al giorno precedente proprio per evitare la sovrapposizione con la ricorrenza nazionale. Di conseguenza, anche le altre attività del fine settimana sono state anticipate. Le prove libere inizieranno giovedì 24 settembre, mentre le prove libere 3 e le qualifiche sono in programma venerdì 25 settembre. Il momento più atteso sarà quindi sabato 26 settembre, quando le monoposto scenderanno in pista per il Gran Premio dell’Azerbaijan.
GP Azerbaijan, il programma completo
Il weekend di Formula 1 a Baku prenderà il via giovedì con le prime due sessioni di prove libere. Venerdì sarà invece la giornata dedicata alla terza sessione e alle qualifiche. La gara scatterà sabato alle 15:00 ora locale, corrispondenti alle 13:00 in Italia. Il GP prevede 51 giri sul tracciato cittadino di Baku, lungo 6,003 chilometri. Il programma della Formula 1 prevede:
- Giovedì 24 settembre: FP1 alle 12:30 e FP2 alle 16:00;
- Venerdì 25 settembre: FP3 alle 12:30 e qualifiche alle 16:00;
- Sabato 26 settembre: GP Azerbaijan alle 15:00 locali, le 13:00 italiane.

Foto di Philip Myrtorp su Unsplash
Perché il Giorno della Memoria cade il 27 settembre
La ricorrenza è stata istituita dopo il conflitto scoppiato il 27 settembre 2020 nella regione del Nagorno-Karabakh, territorio conteso tra Azerbaigian e Armenia. Il conflitto durò 44 giorni e si concluse con un accordo che modificò gli equilibri territoriali della regione. Il 27 settembre è diventato quindi una giornata commemorativa nazionale in Azerbaigian. Per questo motivo la Formula 1 ha scelto di modificare il tradizionale schema del weekend di gara, anticipando di un giorno tutte le attività.
Baku, una tappa particolare del Mondiale di Formula 1
Il Baku City Circuit torna così protagonista del calendario di Formula 1 con un’altra particolarità. Il tracciato cittadino, caratterizzato da lunghi rettilinei e dalla stretta sezione del castello, ospiterà nel 2026 la decima gara di Formula 1, considerando anche l’appuntamento del 2016 disputato con la denominazione di Gran Premio d’Europa. L’edizione 2026 sarà quindi particolare non soltanto per il weekend anticipato, ma anche per la collocazione della gara in un calendario che entra nella fase decisiva della stagione. A Baku, dunque, la Formula 1 correrà di sabato: una scelta determinata dal Giorno della Memoria del 27 settembre e che porterà tutto il programma del Gran Premio dell’Azerbaijan avanti di 24 ore.
Formula 1
Formula 1, Alpine: Mike Elliott è il nuovo CTO
Formula 1, Alpine ingaggia Mike Elliott come Chief Technical Officer. L’ex Mercedes torna a Enstone per rafforzare il team e ridurre il gap dai top team.
Alpine rafforza la propria struttura tecnica con l’arrivo di Mike Elliott. Il 52enne ingegnere britannico entrerà nel team di Formula 1 con il ruolo di Chief Technical Officer, iniziando la nuova esperienza in vista del Gran Premio di Azerbaijan a Baku. L’obiettivo della scuderia francese è aumentare le proprie competenze tecniche e ridurre il distacco dalle quattro squadre di riferimento del campionato: Mercedes, Ferrari, McLaren e Red Bull.
Formula 1: Mike Elliott torna a Enstone
Per Elliott si tratta di un ritorno a Enstone, sede nella quale aveva già lavorato tra il 2008 e il 2012 come responsabile dell’aerodinamica di Renault e Lotus. La sua carriera in Formula 1 era iniziata ancora prima, nel 2000, con l’ingresso in McLaren nel reparto aerodinamico. Dopo l’esperienza a Enstone, nel 2013 è arrivato il passaggio alla Mercedes, dove ha vissuto una delle fasi più vincenti nella storia recente della Formula 1. Entrato come responsabile dell’aerodinamica, Elliott ha assunto successivamente incarichi di maggiore responsabilità fino a diventare direttore tecnico. Durante il ciclo Mercedes dal 2014 al 2021, Elliott ha contribuito ai successi della squadra, protagonista della conquista di otto titoli piloti e otto titoli costruttori consecutivi.

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Alpine, Elliott lavorerà al fianco di David Sanchez
L’arrivo del britannico non comporterà la sostituzione dell’attuale direttore tecnico esecutivo David Sanchez. La struttura di Alpine sarà invece ampliata: Elliott avrà una funzione di supervisione generale sulle attività tecniche e ingegneristiche della sede di Enstone. Sanchez potrà quindi concentrarsi maggiormente sullo sviluppo della monoposto, mentre Elliott avrà il compito di coordinare la visione tecnica complessiva e guardare anche alle future regolamentazioni della Formula 1.
Formula 1: il comunicato di Alpine
Il team ha sottolineato l’esperienza maturata da Elliott in oltre vent’anni di Formula 1 e il suo contributo ai successi ottenuti in Mercedes. Per Alpine, l’ingresso del nuovo Chief Technical Officer rappresenta un ulteriore investimento sulla struttura tecnica, con l’obiettivo di consolidare i progressi mostrati in pista e avvicinarsi alle squadre di vertice. Il debutto operativo di Elliott con Alpine è previsto nella prossima settimana, in occasione del GP di Azerbaijan, in programma a Baku dal 24 al 26 settembre.
Formula 1
F1, Antonelli: “Voglio vincere il più possibile con Mercedes”
Kimi Antonelli parla del futuro in Formula 1: vuole restare in Mercedes ancora a lungo e ringrazia Toto Wolff, per l’opportunità che gli è stata data.
Il nome di Kimi Antonelli continua a essere al centro dell’attenzione in Formula 1. Il pilota italiano della Mercedes sta vivendo una stagione di altissimo livello e, dopo gli ultimi risultati, ha ulteriormente rafforzato la propria posizione nella corsa al Mondiale piloti. Il successo e il rendimento delle ultime settimane hanno inevitabilmente riacceso anche le indiscrezioni sul suo futuro. Intervistato da Automoto.it, il pilota italiano ha chiarito quale sia oggi la sua priorità: continuare a vincere con la Mercedes.
Antonelli vuole restare in Mercedes
Il rapporto tra Antonelli e Mercedes è infatti molto profondo: “Adesso sto bene dove sono. Sono contentissimo di essere in Mercedes, anche perché sento di avere un debito da ripagare nei loro confronti per tutte le opportunità che mi hanno concesso. Sono stati loro a credere in me quando avevo solo 12 anni. Mi hanno accompagnato in questo percorso di crescita e spero di cogliere tanti successi con loro in futuro. Poi si vedrà. Non escludo nulla, ma oggi l’obiettivo è vincere il più possibile con la Mercedes”.

Generato con AI
Il ruolo di Toto Wolff nella crescita di Antonelli
Nel racconto del proprio percorso, Antonelli ha dedicato particolare attenzione anche a Toto Wolff: “È stato fondamentale. Lui è sempre stato trasparente nei miei confronti. Mi ha sempre detto le cose come stavano. Lo scorso anno a Monza mi disse che mi sarei dovuto svegliare, perché c’era bisogno del mio contributo. Sono molto grato di poter contare su una persona come lui, che capisce il lato umano e quello sportivo, avendo corso. Ma è anche molto schietto”.
Antonelli e il Mondiale 2026: “Non voglio pensarci”
La grande novità della stagione è però rappresentata dalla posizione di Antonelli nel Mondiale. Il pilota Mercedes è al comando della classifica con 292 punti e arriva a questo appuntamento dopo una serie di prestazioni particolarmente positive: “Non è solo scaramanzia, ma anche mindset. Non parlo mai di campionato perché voglio evitare di pensarci quando mi metto in macchina. Mi renderebbe più teso. Ci sono delle occasioni in cui mi viene in mente il mondiale, come quando devo effettuare un sorpasso e mi chiedo se ne valga la pena, se possa davvero cambiare drasticamente il risultato. Ma quando sono in gara e ancora di più in qualifica, non ci voglio pensare”.
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