Calcio
Musiala, nuovo malore: “Ho una disfunzione neurologica”
Nuovo malore per Jamal Musiala durante Heidenheim-Bayern Monaco. Il talento tedesco rassicura tutti: “Sto bene, nessun rischio per la salute”.

È tornata la paura attorno a Jamal Musiala. Il talento del Bayern Monaco ha accusato un nuovo malore durante l’amichevole disputata contro l’Heidenheim, a soli tre giorni dall’episodio che aveva già fatto scattare l’allarme nel corso della sfida contro il Lipsia. Il centrocampista offensivo tedesco è entrato nella ripresa e, dopo pochi minuti, si è accasciato nuovamente sul terreno di gioco. Lo staff medico del Bayern è intervenuto immediatamente, mentre i compagni si sono stretti attorno al giocatore. Musiala è poi riuscito a lasciare il campo sulle proprie gambe, accompagnato dai medici.
Musiala, nuovo malore dopo quello contro il Lipsia
L’episodio di Heidenheim arriva a pochissimi giorni dal primo malore. Sabato scorso, durante l’amichevole contro il Lipsia, Musiala aveva accusato vertigini, spossatezza e una sensazione di forte calore, arrivando a perdere i sensi senza che ci fosse stato uno scontro con un avversario. Il nuovo episodio ha inevitabilmente alimentato la preoccupazione, soprattutto per la sua vicinanza temporale al precedente. Questa volta, però, è stato lo stesso giocatore a intervenire pubblicamente per chiarire la situazione e rassicurare tifosi e compagni.
Musiala rompe il silenzio: “Ho una disfunzione neurologica”
Dopo la partita, il numero 10 del Bayern Monaco ha affidato ai propri canali social un messaggio nel quale ha spiegato quanto sta accadendo. Musiala ha parlato di episodi temporanei legati a una disfunzione neurologica e ha sottolineato di essere seguito dagli specialisti: “Mi sono state diagnosticate delle assenze temporanee, di breve durata ma facilmente curabili, dovute a una disfunzione neurologica, che possono portare a episodi del genere”.
Il calciatore ha quindi voluto tranquillizzare tutti sulle proprie condizioni: “So che a prima vista possono sembrare spaventose, ma per me al momento fanno parte della mia quotidianità. Sono in ottime mani dal punto di vista medico e sono molto ottimista”.
Musiala ha inoltre spiegato che, secondo quanto gli è stato riferito dagli specialisti, non ci sarebbe un ulteriore rischio per la sua salute. Il giocatore ha scelto di affrontare la situazione continuando a dedicarsi alla propria quotidianità e al calcio, con il supporto del Bayern Monaco e delle persone a lui più vicine.

Il talento del Bayern vuole continuare a giocare
Nel suo messaggio, Musiala ha ribadito anche la volontà di affrontare questo percorso con serenità, mantenendo il contatto con gli specialisti e seguendo le indicazioni dei neurologi.
La priorità resta naturalmente la sua salute, ma il tedesco ha fatto sapere di voler continuare a coltivare la propria passione per il calcio. Una posizione assunta, come ha spiegato lui stesso, dopo un confronto con i professionisti che lo stanno seguendo: “La cosa importante è che non esista alcun ulteriore rischio per la mia salute”.
Il messaggio ai tifosi
Nonostante la paura provocata dal nuovo malore, Musiala ha mostrato grande fiducia nel percorso intrapreso. Il giocatore ha ringraziato chi gli è stato vicino e ha chiesto anche di rispettare la propria volontà di mantenere alcuni aspetti della vicenda all’interno della cerchia più ristretta, composta da familiari, club e specialisti. Un messaggio importante dopo una serata che aveva nuovamente fatto temere il peggio. La situazione del talento del Bayern resta dunque sotto osservazione, ma le parole dello stesso Musiala puntano soprattutto a rassicurare l’ambiente: “Sto bene”.
Calcio
Calcio: è morto Sandro Mazzola, leggenda dell’Inter
Calcio: è morto a 83 anni Sandro Mazzola, leggenda dell’Inter e della Nazionale. Quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni e l’Europeo 1968 per l’ex nerazzurro.
Il calcio italiano piange Sandro Mazzola, scomparso a 83 anni. L’ex attaccante e centrocampista è stato una delle figure più importanti della storia dell’Inter e della Nazionale italiana. La notizia della morte è arrivata nella notte tra venerdì 18 e sabato 19 settembre ed è stata comunicata ufficialmente dal club nerazzurro. Mazzola ha legato praticamente tutta la propria carriera alla maglia dell’Inter. Cresciuto nel settore giovanile nerazzurro, ha giocato in prima squadra dal 1961 al 1977, diventando uno dei simboli della formazione guidata da Helenio Herrera durante gli anni della Grande Inter. Il club lo ha inserito nella propria Hall of Fame, riconoscendone il ruolo centrale nella storia nerazzurra.
Calcio: Sandro Mazzola, una carriera con l’Inter
Con l’Inter Mazzola ha conquistato quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Tra le immagini più celebri della sua carriera c’è la finale di Coppa dei Campioni del 1964 contro il Real Madrid: a Vienna il numero 10 nerazzurro realizzò una doppietta nel successo per 3-1 dell’Inter. Nel 1965 arrivò anche il titolo di capocannoniere della Serie A, mentre nel 1971 Mazzola chiuse al secondo posto nella classifica del Pallone d’Oro, alle spalle di Johan Cruyff. Il suo percorso con l’Inter si concluse dopo 17 stagioni da professionista, prima del successivo impegno anche nel ruolo dirigenziale.

Mazzola e la Nazionale italiana di calcio
Importante anche il percorso di Sandro Mazzola con la Nazionale. In azzurro ha collezionato 70 presenze e 22 gol, conquistando il Campionato Europeo del 1968. Nel 1970 partecipò inoltre al Mondiale in Messico, arrivando fino alla finale persa dall’Italia contro il Brasile. Proprio con la Nazionale è rimasta celebre la rivalità sportiva con Gianni Rivera, protagonista insieme a Mazzola della storica alternanza nel corso del Mondiale del 1970.
Il legame con Valentino Mazzola e il Grande Torino
Sandro Mazzola portava anche un cognome legato a una delle pagine più drammatiche del calcio italiano. Era infatti il figlio di Valentino Mazzola, capitano e simbolo del Grande Torino, morto nella tragedia di Superga del 4 maggio 1949. Sandro aveva appena sei anni quando perse il padre. Negli anni successivi costruì però una propria identità calcistica, diventando a sua volta una figura simbolo del calcio italiano, ma con la maglia dell’Inter. La scomparsa di Mazzola lascia dunque un vuoto profondo nella storia del calcio nerazzurro e della Nazionale. Il CONI ha disposto un minuto di silenzio in tutte le manifestazioni sportive del fine settimana per ricordare l’ex campione.
Calcio
Italia, convocati Mancini: nove novità in Nazionale
Italia, Roberto Mancini ha scelto 34 convocati per la Nations League: nove novità, tra cui Antonio Vergara. Presenti anche Donnarumma e Di Lorenzo.
Il Mancini-bis prende ufficialmente il via. Roberto Mancini ha diramato la lista dei convocati dell’Italia per i primi impegni della Nations League, scegliendo un gruppo di 34 calciatori. La nuova gestione del commissario tecnico parte con diverse novità e con una particolare attenzione ai giovani. Sono infatti nove i giocatori alla prima convocazione con la Nazionale maggiore: Massimo Pessina, Daniele Ghilardi, Michael Kayode, Eddy Kouadio, Issa Doumbia, Alessandro Romano, Sebastiano Esposito, Antonio Vergara e Mohamed Alì Zoma.
Italia, Vergara tra le novità di Mancini
Tra i nomi che attirano maggiormente l’attenzione c’è Antonio Vergara. L’attaccante del Napoli riceve la prima chiamata nella Nazionale maggiore e diventa uno dei volti nuovi del progetto azzurro. Per il Napoli si tratta di un riconoscimento importante per il percorso del giovane calciatore, che avrà ora l’opportunità di confrontarsi con alcuni dei principali protagonisti del calcio italiano. Nella lista figura anche Giovanni Di Lorenzo, confermato nel reparto difensivo dell’Italia.
Donnarumma e Barella confermati, tornano Fagioli e Zaniolo
Mancini ha mantenuto diversi punti di riferimento della Nazionale. Tra i convocati figurano Gianluigi Donnarumma, Nicolò Barella, Alessandro Bastoni, Sandro Tonali e Federico Dimarco. Non mancano inoltre alcuni ritorni. Nicolò Fagioli e Nicolò Zaniolo tornano nel gruppo azzurro dopo una lunga assenza, mentre Rolando Mandragora rientra tra i convocati a distanza di diversi anni dall’ultima chiamata. Confermati anche Honest Ahanor e Samuele Inacio, già coinvolti nelle precedenti amichevoli della Nazionale.

Italia, la lista completa dei convocati
Portieri: Carnesecchi, Donnarumma, Pessina, Vicario.
Difensori: Ahanor, Bastoni, Calafiori, Coppola, Di Lorenzo, Dimarco, Ghilardi, Kayode, Kouadio, Mancini, Scalvini.
Centrocampisti: Barella, Cristante, Doumbia, Fagioli, Frattesi, Mandragora, Romano, Tonali.
Attaccanti: Cambiaghi, Pio Esposito, Sebastiano Esposito, Samuele Inacio, Kean, Daniel Maldini, Raspadori, Scamacca, Vergara, Zaniolo, Zoma.
Nations League, subito quattro partite per gli azzurri
Il nuovo corso di Mancini comincerà con un calendario particolarmente intenso. L’Italia sarà impegnata in quattro gare di Nations League nell’arco di undici giorni. Gli Azzurri affronteranno il Belgio il 25 settembre all’Olimpico di Roma, quindi la Turchia il 28 settembre a Bursa. Il 2 ottobre sarà invece il momento della trasferta in Francia, prima del ritorno contro la Turchia, previsto il 5 ottobre a Bologna. La prima lista del Mancini-bis presenta dunque un mix tra esperienza e nuovi elementi. L’inserimento di nove debuttanti, tra cui il napoletano Antonio Vergara, rappresenta una delle principali caratteristiche delle scelte del commissario tecnico per l’avvio della nuova avventura azzurra.
Calcio
Calcio, inchiesta arbitri, FIGC: chiesta l’archiviazione per Inter e Rocchi
Calcio, inchiesta arbitri, la Procura FIGC chiede l’archiviazione per Inter e Gianluca Rocchi: nessun illecito sportivo emerso dagli accertamenti.

Svolta nell’inchiesta sul rapporto tra l’Inter e il mondo arbitrale nel calcio italiano. La Procura Federale FIGC, al termine degli accertamenti condotti sul caso, ha chiesto l’archiviazione delle posizioni del club nerazzurro e di Gianluca Rocchi, l’ex designatore arbitrale coinvolto nell’indagine. Secondo quanto riportato da Il Giorno, dagli approfondimenti della Procura Federale non sarebbero emersi elementi sufficienti per sostenere una contestazione di illecito sportivo nei confronti dell’Inter. La richiesta della giustizia sportiva arriva dopo quella già presentata dalla Procura di Milano nel procedimento ordinario.
Calcio: inchiesta arbitri, gli accertamenti della Procura FIGC
Il fascicolo federale era stato aperto dopo la trasmissione degli atti dell’inchiesta milanese. Il procuratore federale Giuseppe Chinè e il suo staff hanno esaminato il materiale investigativo, comprese le intercettazioni e le dichiarazioni raccolte durante gli accertamenti. L’obiettivo era verificare l’eventuale presenza di condotte rilevanti anche sul piano della giustizia sportiva. Al termine dell’attività investigativa, però, la Procura FIGC avrebbe concluso che non ci sono elementi sufficienti per contestare un illecito sportivo all’Inter o a Rocchi. La richiesta di archiviazione rappresenta quindi un ulteriore passaggio verso la chiusura del filone relativo alle presunte pressioni sulle designazioni arbitrali. La decisione definitiva sull’archiviazione dovrà seguire l’iter previsto dalla giustizia sportiva.

Inter e Rocchi, nessun illecito contestato
Il punto centrale degli accertamenti riguarda l’assenza di elementi ritenuti sufficienti a dimostrare un’attività di condizionamento delle designazioni arbitrali. Secondo quanto riferito dalle fonti che hanno ricostruito il procedimento, non sarebbero emersi contatti tali da configurare un intervento illecito dell’Inter nei confronti del designatore o del suo staff. La vicenda aveva avuto origine dall’indagine della Procura di Milano, che nel luglio 2026 aveva già chiesto l’archiviazione per Rocchi e per la posizione dell’Inter. Gli atti erano poi passati alla giustizia sportiva per le valutazioni di competenza.
Calcio: inchiesta arbitri, resta un fascicolo sul VAR
La richiesta di archiviazione relativa a Inter e Rocchi non coincide però con la conclusione di tutti gli accertamenti collegati all’inchiesta arbitrale. Resta infatti distinto il capitolo relativo alle cosiddette “bussate” alla sala VAR di Lissone, riguardante presunti contatti avvenuti durante alcune partite. Su questo filone sono stati effettuati ulteriori approfondimenti e, secondo gli aggiornamenti del 18 settembre, anche la Procura di Monza ha chiesto l’archiviazione delle posizioni di Rocchi, Andrea Gervasoni, Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo, ritenendo che dagli atti non emergessero condotte fraudolente né il dolo necessario per configurare un’alterazione dei risultati. Il quadro dell’inchiesta arbitrale si avvia dunque verso una progressiva definizione, con procedimenti distinti che hanno seguito percorsi differenti tra giustizia ordinaria e sportiva.
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