Motori
Elkann: “Il 2025 ha offerto sia trionfi che insegnamenti”
Nella tradizionale lettera agli azionisti di Exor, il presidente John Elkann traccia un bilancio dell’ultimo anno della Ferrari, tra delusioni in Formula 1 e importanti successi nelle competizioni endurance. Il numero uno della holding non nasconde le difficoltà incontrate nel Circus, sottolineando come i risultati non siano stati all’altezza delle aspettative: “La F1 non è riuscita a raggiungere le ambizioni. Ma la Ferrari ha sempre capito che correre significa imparare tanto quanto vincere”. Un passaggio che evidenzia la volontà di leggere anche le stagioni meno brillanti come opportunità di crescita, in linea con la filosofia storica del Cavallino Rampante.
Elkann, il richiamo ad Enzo Ferrari
Elkann richiama infatti l’eredità del fondatore Enzo Ferrari, soffermandosi su un approccio diventato simbolico nel mondo delle corse: “Il fondatore della Ferrari, Enzo Ferrari – aggiunge Elkann -, teneva quello che chiamava un ‘museo degli errori’, una collezione di pezzi rotti raccolti alla ricerca del progresso. Questa mentalità rimane essenziale ancora oggi: responsabilità e determinazione a tornare più forti”.
Le soddisfazioni delle altre categorie
Se la Formula 1 ha lasciato l’amaro in bocca, il 2025 ha però regalato soddisfazioni importanti in altre categorie. Elkann evidenzia come la Ferrari abbia ottenuto risultati di rilievo nel Campionato del Mondo Endurance, conquistando sia il titolo costruttori sia quello piloti, oltre a una nuova vittoria alla 24 Ore di Le Mans e al successo nella GT3 World Cup di Macao. Un bilancio quindi a doppia faccia, che unisce trionfi e insegnamenti: “Il 2025 ha offerto sia trionfi che insegnamenti. La Ferrari ha disputato un anno straordinario vincendo sia il titolo costruttori che quello piloti del Campionato del Mondo Endurance, conquistando un’altra vittoria a Le Mans e aggiudicandosi la GT3 World Cup a Macao. Questi successi, arrivati a più di mezzo secolo dall’ultimo titolo mondiale di durata della Ferrari, riflettono lo straordinario spirito di squadra che unisce tutti coloro che sono coinvolti, dai meccanici in pit lane agli ingegneri e ai piloti, che lavorano con dedizione condivisa verso un obiettivo comune”.
Il messaggio che emerge dalla lettera è chiaro: per Ferrari, anche le difficoltà rappresentano un passaggio necessario nel percorso verso nuovi successi, nel solco di una tradizione che continua a fare della resilienza e dell’innovazione i propri pilastri.
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Mondiale Endurance: doppietta BMW alla 6 ore di Spa
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Rally delle Canarie, dominio Toyota nella prima giornata
La prima giornata del Rally delle Canarie si chiude con un chiaro segnale: è la Toyota a dettare il ritmo. Le vetture del team giapponese monopolizzano infatti le prime cinque posizioni della classifica provvisoria, con Sébastien Ogier leader davanti ai compagni di squadra.

Rally delle Canarie, Ogier davanti a tutti
La prova speciale di “La Aldea 1” ha offerto un’immagine emblematica della giornata, con le cinque Toyota in fila compatta: alle spalle di Ogier si piazzano Evans, Pajari, Solberg e Katsuta. Un dominio netto, costruito prova dopo prova, che ha permesso al pilota francese di allungare fino a sfiorare i nove secondi di vantaggio sul primo inseguitore.
Alle spalle del gruppo di testa, le Hyundai provano a restare agganciate. È lo spagnolo Sordo a guidare il terzetto coreano, seguito da Formaux e dal campione del mondo Neuville. Tuttavia, il distacco accumulato supera già il minuto, segno di una giornata complicata per gli inseguitori.
A completare la top ten ci sono McErlean, su Ford M-Sport, e Rossel su Lancia, primo tra i protagonisti della categoria WRC2. Più attardato Armstrong, mentre tra gli italiani si segnala il quindicesimo posto di Daprà, seguito da Trentin in ventesima posizione; più indietro Chiarani, tutti impegnati nella stessa categoria. La sensazione, al termine di questa prima giornata, è che la gara sia saldamente nelle mani di Toyota, anche se restano ancora diverse prove in cui tutto può cambiare.
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Mondiale Endurance: Toyota trionfa a Imola, Ferrari seconda
Parte con un segnale forte il Mondiale Endurance 2026. Sul circuito dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, la 6 Ore di Imola regala subito un duello acceso tra Toyota e Ferrari, con la casa giapponese capace di imporsi grazie a strategia e solidità.
Mondiale Endurance: è subito Toyota-Ferrari
La vittoria va alla Toyota numero 8, affidata a Sébastien Buemi, Brendon Hartley e Ryo Hirakawa, protagonista di una gara gestita con intelligenza tattica oltre che con un ritmo costante. Decisiva una scelta ai box: un rifornimento più rapido nel finale ha permesso all’equipaggio di guadagnare la posizione sulla Ferrari e mantenerla fino alla bandiera a scacchi. Alle sue spalle chiude proprio la Ferrari 499P numero 51, con Antonio Giovinazzi, James Calado e Alessandro Pier Guidi. Nonostante la pole position conquistata il sabato, la vettura di Maranello non è riuscita a trovare la velocità necessaria per contrastare la Toyota nel momento decisivo della corsa. Completa il podio un’altra Toyota, la numero 7, che conferma la competitività complessiva del team nipponico, capace di piazzare due vetture tra le prime tre posizioni nella gara inaugurale della stagione. La gara è stata caratterizzata più dalla gestione strategica che da distacchi netti in pista, con diversi team in grado di restare in lotta almeno nelle prime fasi. Alle spalle del podio si sono messi in evidenza Alpine e BMW, mentre le altre Ferrari hanno pagato episodi sfavorevoli e penalità che ne hanno compromesso il risultato finale.
Il successo di Imola rappresenta un vero e proprio riscatto per Toyota, che inaugura la stagione con una prestazione convincente sia sul piano tecnico sia su quello strategico. Ferrari, invece, esce comunque rafforzata: il secondo posto dimostra competitività, ma lascia anche la sensazione di un’occasione sfumata davanti al pubblico di casa. Il Mondiale è appena iniziato, ma i valori in campo sono già chiari: la sfida tra Toyota e Ferrari promette di essere il filo conduttore di una stagione che si preannuncia combattuta fino all’ultima curva.
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