Basket
Eurolega, Milano batte il Maccabi Tel Aviv e continua la corsa al Play-In
L’Olimpia Milano conquista un successo pesante nel Round 31 di Eurolega, superando il Maccabi Tel Aviv per 96-87 e centrando la seconda vittoria consecutiva dopo quella ottenuta contro il Barcellona. Un risultato che mantiene vive le speranze della squadra di Peppe Poeta nella corsa a un posto nel Play-In.
Eurolega, l’Olimpia Milano c’è!
La gara all’Allianz Cloud è stata equilibrata soprattutto nelle fasi iniziali. Il primo quarto si chiude con gli ospiti avanti 26-25 grazie a una spettacolare tripla da metà campo di Tamir Blatt allo scadere. Nel secondo periodo, però, Milano cambia ritmo e costruisce un parziale importante, arrivando anche sul +12 grazie alle giocate sotto canestro di Josh Nebo e ai punti di Bolmaro e LeDay.
Nella ripresa il Maccabi prova a rientrare in partita, approfittando di alcune palle perse dei padroni di casa e tornando fino a -6 con le iniziative di Walker e Brissett. Milano, tuttavia, mantiene il controllo nei momenti decisivi: Nebo firma una stoppata fondamentale e realizza due liberi pesanti, prima che Shavon Shields chiuda definitivamente il match con due triple consecutive.
Protagonista assoluto della serata è proprio Nebo, autore di una doppia doppia da 19 punti, 10 rimbalzi e 2 stoppate. Ottima anche la prova di Shields con 17 punti, mentre LeDay ne aggiunge 15.
Con questo successo l’Olimpia sale a un record di 16 vittorie e 15 sconfitte, restando pienamente in corsa per la zona Play-In nelle ultime giornate della regular season.
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Olimpia Milano, ora è crisi: ko col Maccabi in Eurolega
Olimpia Milano ko 97-79 contro il Maccabi Tel Aviv in Eurolega. Terza sconfitta europea per la squadra di Peppe Poeta: è già crisi nera per l’Olimpia.

Foto di Ben Hershey su Unsplash
L’Olimpia Milano non riesce a reagire e incassa un’altra pesante sconfitta in Eurolega. Sul parquet neutro di Belgrado, la squadra di Peppe Poeta cede nettamente al Maccabi Tel Aviv, che si impone con il punteggio di 97-79. Un risultato che certifica le difficoltà dell’EA7 Emporio Armani in questo avvio di stagione europea. Per Milano si tratta della terza sconfitta nelle prime quattro giornate di Eurolega, un bilancio decisamente al di sotto delle aspettative. Dopo il ko iniziale sul campo del Partizan, l’Olimpia aveva trovato la prima vittoria stagionale contro la Virtus Bologna, prima di cadere nuovamente contro il Baskonia. Il passo falso contro il Maccabi rende ancora più complicato il momento della formazione milanese.
Olimpia Milano, il Maccabi domina a Belgrado in Eurolega
La sfida contro il Maccabi rappresentava una grande occasione per l’Olimpia Milano. Gli israeliani arrivavano infatti all’appuntamento con tre sconfitte nelle prime tre partite di Eurolega e occupavano l’ultima posizione della classifica. Milano, invece, cercava un successo per riportare in equilibrio il proprio rendimento europeo. Sul campo dell’Aleksandar Nikolić Hall, però, la partita ha preso una direzione diversa dalle aspettative. Il Maccabi ha trovato ritmo e fiducia, mentre l’Olimpia ha mostrato nuovamente quelle difficoltà già emerse nelle precedenti uscite. Il 97-79 finale fotografa una serata negativa sotto diversi punti di vista. Milano non è riuscita a trovare continuità e, soprattutto, ha faticato a contenere la produzione offensiva degli avversari.
Olimpia Milano, terza sconfitta in Eurolega
Il dato più significativo riguarda il bilancio complessivo. Dopo quattro giornate, l’Olimpia Milano è 1-3 in Eurolega. Un rendimento che obbliga l’ambiente biancorosso a interrogarsi sulle difficoltà di una squadra costruita con ambizioni importanti. Il problema non riguarda soltanto il risultato contro il Maccabi. Già nella precedente trasferta europea contro il Baskonia erano emerse fragilità evidenti. A Vitoria Milano era riuscita a rientrare in partita dopo essere stata sotto di 13 punti, arrivando anche a mettere la testa avanti, ma nel finale aveva subito un parziale di 16-4 che aveva consegnato la vittoria agli spagnoli per 86-76. Contro il Maccabi, dunque, l’Olimpia era chiamata a dare una risposta. La reazione non è arrivata e il nuovo ko aumenta inevitabilmente le perplessità.

Foto di Markus Spiske su Unsplash
Poeta chiamato a trovare rapidamente una soluzione
Per Peppe Poeta il momento diventa delicato. L’allenatore dovrà cercare di intervenire rapidamente per restituire equilibrio e certezze a una squadra che sembra ancora lontana dal rendimento auspicato. Il calendario europeo non concede molto tempo per assorbire la sconfitta. Ogni partita assume già un peso considerevole in una competizione lunga e competitiva come l’Eurolega, soprattutto per una squadra che punta a raggiungere la fase decisiva della stagione. L’Olimpia Milano dovrà quindi lavorare sui problemi emersi nelle prime quattro giornate, evitando che una partenza complicata si trasformi in una crisi più profonda.
Mercato e scelte sotto osservazione
Il rendimento dell’Olimpia apre inevitabilmente anche una riflessione sulle scelte effettuate in estate. Una squadra costruita per competere ai massimi livelli europei non può permettersi di accumulare così presto un bilancio di tre sconfitte in quattro gare. Il ko di Belgrado contro il Maccabi, arrivato contro una formazione che prima di questa partita aveva perso tutte le proprie gare europee, rappresenta quindi un campanello d’allarme particolarmente significativo. Ora servirà una reazione immediata. L’Olimpia Milano deve ritrovare identità, continuità e soprattutto risultati. Perché se una sconfitta può essere considerata un incidente di percorso, tre ko nelle prime quattro giornate iniziano a delineare un problema molto più concreto.
Basket
Eurolega a 24 squadre: Napoli verso il sì, ci sono Virtus e Roma
Eurolega verso le 24 squadre dal 2027-28: Napoli ha ottenuto un sì condizionale. In corsa anche Virtus Bologna, BC Roma e Maxima Roma.

Foto di LOGAN WEAVER | @LGNWVR su Unsplash
Il basket europeo guarda al futuro e l’Eurolega prepara una possibile svolta storica. Il progetto di espansione della competizione prevede il passaggio dalle attuali 20 squadre a 24 partecipanti a partire dalla stagione 2027-28, con l’introduzione di un modello sempre più vicino a quello delle franchigie. Tra le realtà interessate al nuovo scenario ci sono anche quattro società italiane: Napoli, Virtus Bologna, BC Roma e Maxima Roma. Per il movimento italiano si tratta di un’opportunità particolarmente importante. La possibile crescita dell’Eurolega potrebbe infatti riportare stabilmente nuove piazze italiane ai massimi livelli del basket continentale, aumentando anche l’interesse commerciale e sportivo intorno alla competizione.
Eurolega: Napoli, arriva il sì condizionale
La situazione più interessante riguarda il Napoli Basket. Secondo quanto riportato da Eurosport, la società guidata da Matt Rizzetta avrebbe già ottenuto nel mese di agosto un’approvazione condizionata per il progetto Eurolega. Il via libera definitivo dovrebbe arrivare nei prossimi mesi, al termine delle verifiche previste dal processo di selezione. Il progetto del club partenopeo non riguarda soltanto l’aspetto sportivo. Napoli starebbe infatti lavorando anche sul fronte infrastrutturale, con l’idea di realizzare una nuova arena sulla Costiera Amalfitana capace di rispettare gli standard richiesti dall’Eurolega e, eventualmente, anche da NBA Europe. Una prospettiva ambiziosa che potrebbe cambiare il peso del basket napoletano nel panorama internazionale.
Virtus Bologna, candidatura già forte
Tra le italiane in corsa c’è anche la Virtus Bologna, che rappresenta una delle realtà più consolidate del basket nazionale. La società bianconera ha già un accordo triennale per partecipare all’Eurolega e punta a costruire le condizioni per una presenza sempre più stabile nella competizione. La candidatura della Virtus si inserisce quindi in un percorso già avviato e potrebbe rappresentare una delle opzioni più solide nel momento in cui verranno assegnate le nuove licenze.

Foto di Ben Hershey su Unsplash
BC Roma e Maxima Roma sognano l’Eurolega
A completare il poker italiano ci sono le due nuove realtà della capitale: BC Roma e Maxima Roma. Entrambi i progetti puntano a riportare Roma ai vertici del basket europeo. La capitale rappresenta una piazza di enorme valore potenziale per l’Eurolega e le due candidature testimoniano la volontà di tornare a costruire un progetto di primo piano nella città. La concorrenza, però, è molto ampia. Le candidature complessive hanno superato quota venti e l’Eurolega prevede di assegnare fino a otto nuove franchigie per la stagione 2027-28.
Eurolega, otto nuove franchigie dal 2027
Il progetto prevede un cambiamento strutturale della competizione. Le 13 società attualmente in possesso di licenza decennale potranno trasformare il proprio status in franchigie permanenti, mentre saranno assegnati fino a otto nuovi posti attraverso il processo di selezione. L’Eurolega ha già ricevuto numerose proposte, per un valore potenziale degli investimenti superiore a 1,2 miliardi di euro. Il processo non riguarda dunque soltanto il campo, ma anche la solidità economica, le infrastrutture, il mercato di riferimento e le prospettive commerciali dei club interessati.
Il futuro dell’Eurolega e la sfida con la NBA
Il progetto di espansione arriva in un momento delicato per il basket europeo. Nei giorni scorsi i club azionisti dell’Eurolega hanno respinto l’offerta della NBA, pur lasciando aperto il dialogo tra le parti. Parallelamente, l’organizzazione europea ha confermato la volontà di portare avanti il proprio percorso di crescita. La decisione definitiva sulle nuove licenze sarà quindi fondamentale per delineare gli equilibri del basket europeo dei prossimi anni. Per l’Italia, intanto, la partita è aperta: Napoli, Virtus Bologna, BC Roma e Maxima Roma sono pronte a giocarsi le proprie chance per entrare nel nuovo progetto dell’Eurolega a 24 squadre. E per Napoli, il sì condizionale già ottenuto rappresenta un primo passo concreto verso un possibile salto storico.
Basket
NBA-Eurolega, proposta respinta: il dialogo resta aperto
NBA ed Eurolega non trovano l’accordo: respinta la proposta di acquisizione, ma la trattativa resta aperta in vista del progetto NBA Europe.

Foto di Ben Hershey su Unsplash
Il futuro del basket europeo resta ancora tutto da scrivere. L’incontro tra i vertici dell’Eurolega e la NBA, andato in scena a Cernobbio, non ha prodotto l’intesa sperata. I proprietari dei club della competizione europea hanno infatti respinto la proposta di acquisizione avanzata dalla NBA, ritenendo le condizioni presentate non sufficientemente convincenti. Il no, tuttavia, non rappresenta una chiusura definitiva. Il dialogo tra le due realtà rimane aperto e le parti potrebbero tornare a confrontarsi nelle prossime settimane per cercare una soluzione condivisa. La partita è particolarmente importante perché riguarda la possibile nascita di NBA Europe, il progetto con cui la lega americana punta a entrare stabilmente nel panorama del basket continentale a partire dalla stagione 2027/28.
Eurolega, proposta NBA giudicata non soddisfacente
Alla base del rifiuto ci sono soprattutto due questioni: l’aspetto economico e quello relativo alla governance. La proposta della NBA non avrebbe soddisfatto i proprietari dei club di Eurolega, che intendono mantenere un ruolo centrale nella gestione della competizione. Durante l’incontro, durato diverse ore, è emersa quindi la volontà di non accettare l’offerta nelle condizioni attuali. Allo stesso tempo, però, l’Eurolega ha scelto di non interrompere il confronto con la NBA, lasciando aperta la porta a una possibile nuova proposta.La decisione assume un peso ancora maggiore perché l’Eurolega sta portando avanti un proprio progetto di crescita. L’idea prevede un’evoluzione dell’attuale struttura e l’introduzione di un sistema basato sulle franchigie permanenti, con l’obiettivo di aumentare la stabilità economica e il valore commerciale della competizione.
NBA Europe, il progetto resta sul tavolo
La NBA non sembra intenzionata a rinunciare al proprio piano europeo. L’obiettivo resta quello di creare una nuova competizione composta da 16 squadre, con una parte dei posti riservata a franchigie permanenti e altre possibilità di accesso legate ai risultati sportivi. Il progetto dovrebbe partire nel 2027, anche nel caso in cui non venisse raggiunta un’intesa con l’Eurolega. La NBA punta inoltre a coinvolgere alcuni dei principali mercati europei e guarda con interesse alle grandi città e ai club calcistici capaci di garantire una forte base di tifosi. Tra le piazze considerate figurano, tra le altre, Milano, Roma, Parigi, Londra, Madrid, Barcellona, Berlino e Monaco. L’eventuale mancato accordo rischierebbe dunque di creare due competizioni parallele, con la NBA da una parte e l’Eurolega dall’altra. Uno scenario che potrebbe cambiare profondamente gli equilibri del basket europeo.

Eurolega, congelati per ora i piani di espansione
Uno degli elementi più importanti emersi dal vertice riguarda i progetti di sviluppo dell’Eurolega. Per mantenere vivo il confronto con la NBA, la competizione europea ha scelto di mettere temporaneamente in pausa l’espansione a 24 squadre e il processo di trasformazione dei club in franchigie permanenti. Si tratta di una sospensione strategica e non necessariamente definitiva. L’Eurolega vuole infatti continuare a lavorare al proprio progetto, ma senza chiudere la possibilità di trovare un’intesa con la NBA. I club azionisti hanno comunque confermato l’intenzione di procedere verso una maggiore stabilità societaria e finanziaria. L’obiettivo è aumentare il valore della competizione senza perdere il controllo del sistema.
Basket europeo a un bivio
La situazione apre così una fase decisiva per il futuro del basket europeo. Da una parte c’è la NBA, forte di risorse economiche, capacità commerciale e di un progetto destinato a coinvolgere alcuni dei principali mercati del continente. Dall’altra c’è l’Eurolega, che vuole difendere la propria identità e il ruolo dei club che hanno costruito negli anni la principale competizione europea. Il rifiuto dell’offerta americana non chiude quindi la partita. Al contrario, potrebbe rappresentare soltanto il primo passaggio di una trattativa molto più lunga. La possibilità di una collaborazione resta concreta, ma per arrivare all’accordo servirà trovare un punto d’incontro su soldi, governance, numero di squadre e gestione delle franchigie. Il futuro della pallacanestro europea passa da questi nodi e dalle prossime mosse di NBA ed Eurolega.
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