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Ciclismo: trionfo di Pellizzari al Tour of the Alps

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Giro d'Italia

Il ciclismo italiano ritrova il sorriso grazie a Giulio Pellizzari. Il giovane talento della Red Bull-Bora-Hansgrohe firma un’impresa di grande spessore al Tour of the Alps, conquistando in solitaria la tappa regina e riportando l’Italia sul gradino più alto di una corsa a tappe che mancava da ben 13 anni.

Ciclismo: Pellizzari davanti a tutti!

Una vittoria costruita con intelligenza e forza. Prima il lavoro di squadra, con Giovanni Aleotti prezioso nel preparare il terreno, poi l’attacco decisivo. Pellizzari sceglie il momento giusto, a circa venti chilometri dal traguardo, lungo la salita di Montoppio (9,2 km con pendenza media del 6,2%), dove cambia ritmo e lascia sul posto tutti gli avversari. Da lì in avanti è una cavalcata solitaria fino al traguardo di Bolzano, tagliato a braccia alzate con pieno merito.

Alle sue spalle prova a limitare i danni Egan Bernal, che chiude in seconda posizione con un ritardo di circa trenta secondi, seguito da Storer e Arensman. Più indietro, ma comunque protagonista, anche Aleotti, autore di un lavoro fondamentale per il successo del compagno e capace di concludere la sua prova nella top ten.

Per Pellizzari si tratta di una consacrazione importante, arrivata su un palcoscenico prestigioso e al termine di una prestazione da corridore maturo. Il suo attacco deciso e la capacità di gestire il vantaggio dimostrano qualità tecniche e mentali di alto livello. Il successo assume un valore ancora più simbolico perché interrompe un lungo digiuno per il ciclismo azzurro in questa competizione, riportando alla memoria l’ultima affermazione italiana firmata da Vincenzo Nibali nel 2012, quando la corsa si chiamava ancora Giro del Trentino.

Una giornata da incorniciare per il ciclismo italiano, che trova in Pellizzari un protagonista capace di guardare al futuro con ambizione e concretezza.

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Giro d’Italia, Narváez concede il bis: trionfo a Fermo

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giro d'italia

Narváez ottiene il secondo successo al Giro trionfando a Fermo nella “tappa dei muri”. Poco più dietro completano il podio Leknessund e Tjotta.

Giro d'Italia

La UAE Team Emirates-XRG torna a dominare il Giro d’Italia grazie a un eccezionale Jhonatan Narváez, protagonista di una nuova impresa nella spettacolare Chieti–Fermo, ottava frazione della corsa rosa. Dopo il successo conquistato nei giorni scorsi a Cosenza, l’ecuadoriano si è ripetuto sulle dure rampe marchigiane, imponendosi con un attacco deciso nel finale e confermando uno stato di forma straordinario.

Giro d’Italia, la tappa Chieti-Fermo

La tappa, definita dagli addetti ai lavori come la “tappa dei muri”, proponeva un percorso nervoso e ricco di strappi esplosivi, con arrivo in salita a Fermo dopo oltre 150 chilometri intensi. Gli ultimi chilometri, caratterizzati dalle ascese di Capodarco e del muro finale verso il centro cittadino, hanno selezionato il gruppo dei migliori senza però creare distacchi pesanti tra gli uomini di classifica.

Narváez ha sferrato l’attacco decisivo sull’ultima salita, riuscendo a staccare il norvegese Andreas Leknessund, che ha provato inutilmente a rientrare. Il corridore della UAE ha tagliato il traguardo in solitaria con oltre trenta secondi di vantaggio, mentre alle sue spalle si è acceso lo sprint per il podio di giornata.

La classifica generale

Per quanto riguarda la classifica generale, nessuno dei grandi favoriti ha voluto scoprirsi troppo. Jonas Vingegaard ha controllato senza affondare il colpo, mantenendo alta l’attenzione dopo la brillante prova sul Blockhaus del giorno precedente. La maglia rosa resta sulle spalle del portoghese Afonso Eulalio, bravo a difendersi su un terreno insidioso e a conservare il primato in classifica.

Tra gli appassionati e gli osservatori cresce intanto l’entusiasmo per un Giro che, tappa dopo tappa, continua a offrire spettacolo e colpi di scena. Sui social e nei forum specializzati molti hanno elogiato il coraggio di Narváez e la durezza del percorso marchigiano, considerato perfetto per attaccanti e finisseur.

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Giro d’Italia 2026, Vingegaard domina sul Blockhaus

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Giro d'Italia

La settima tappa del Giro d’Italia, vede dominare Vingegaard sul Blockhaus: Pellizzari perde terreno, Eulalio resta in maglia rosa.

Il Giro d’Italia entra nel vivo con la prima grande sfida in salita e a lanciare un segnale fortissimo alla concorrenza è Jonas Vingegaard. Il campione danese conquista la settima tappa con arrivo sul Blockhaus, imponendo il proprio ritmo negli ultimi chilometri e facendo il vuoto tra gli uomini di classifica. Alle sue spalle prova a resistere Felix Gall, mentre Giulio Pellizzari paga oltre un minuto sul traguardo dopo aver tentato di restare agganciato agli scatti del leader della Visma-Lease a Bike. Nonostante la difficoltà finale, il giovane corridore italiano resta pienamente in corsa per le posizioni di vertice della classifica generale.

Giro d’Italia, Vingegaard fa selezione sul Blockhaus

La tappa di montagna era attesa come il primo vero spartiacque del Giro e le aspettative non sono state tradite. Sulle rampe del Blockhaus il forcing della squadra Visma ha progressivamente ridotto il gruppo dei migliori, preparando il terreno all’attacco decisivo di Vingegaard.

A circa cinque chilometri dall’arrivo il danese cambia ritmo e soltanto Pellizzari e Gall riescono inizialmente a rispondere. Con il passare dei chilometri, però, l’azione del due volte vincitore del Tour de France si rivela irresistibile. Vingegaard stacca tutti e vola verso il successo di tappa, firmando anche un nuovo riferimento cronometrico sulla storica salita abruzzese.

Giro d'Italia

Pellizzari soffre ma resta tra i protagonisti

Per Giulio Pellizzari la giornata si chiude con qualche rimpianto. Il marchigiano prova a seguire il forcing del danese, ma nel finale perde contatto e conclude la salita con un ritardo superiore al minuto. Nel dopo tappa, l’azzurro ha ammesso le difficoltà incontrate nella gestione dello sforzo: «Ho sbagliato a seguire Vingegaard, ma noi siamo qua per il podio». Parole che confermano comunque le ambizioni del corridore italiano per il prosieguo della corsa rosa.

Eulalio conserva la maglia rosa

Nonostante l’esplosione della corsa sul Blockhaus, Eulalio riesce a difendere la maglia rosa e mantiene il comando della classifica generale. Il portoghese limita i danni nella giornata più attesa della prima settimana e conserva così il simbolo del primato. La vittoria di Vingegaard, però, cambia gli equilibri del Giro d’Italia. Il danese ha mostrato una superiorità evidente in salita e l’impressione è che la lotta per la maglia rosa sia appena cominciata.

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Giro d’Italia, trionfo di Ballerini a Napoli: prima vittoria italiana nella corsa rosa

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Prima vittoria italiana sulle strade del Giro d’Italia. A conquistare il primo successo di tappa è Ballerini sul traguardo di Napoli.

Giro d'Italia

L’Italia finalmente esulta al Giro d’Italia. Sul traguardo di Napoli arriva il successo di Davide Ballerini, protagonista di una volata caotica e spettacolare nella sesta tappa della corsa rosa. Il corridore italiano ha sfruttato al meglio il finale movimentato, precedendo Jasper Stuyven e il giovane francese Paul Magnier, autore comunque di un’altra prova convincente. La maglia rosa rimane saldamente sulle spalle di Afonso Eulálio.

Giro d’Italia, Ballerini conquista Napoli

Dopo diversi tentativi andati a vuoto nelle prime tappe del Giro, il ciclismo italiano trova finalmente il suo primo successo nell’edizione 2026. Ballerini ha interpretato alla perfezione gli ultimi chilometri della frazione Paestum-Napoli, caratterizzata da grande tensione e da un ritmo altissimo imposto dalle squadre dei velocisti. Nel finale, una caduta ha cambiato completamente gli equilibri della corsa, coinvolgendo anche alcuni dei principali favoriti. L’azzurro è stato bravo a restare lucido, infilarsi nello spazio giusto e lanciare lo sprint decisivo verso il traguardo partenopeo.

Jonathan Milan ancora sfortunato: caduta nel finale

Giornata amara invece per Jonathan Milan, che continua a inseguire il primo successo in questo Giro d’Italia. Il velocista friulano è rimasto coinvolto nella caduta avvenuta negli ultimi chilometri, perdendo così ogni possibilità di giocarsi la vittoria allo sprint. Per Milan si tratta dell’ennesima occasione sfumata in una corsa rosa complicata, nella quale ha già raccolto diversi piazzamenti senza però riuscire a centrare il bersaglio grosso. Anche sui social e nelle community dedicate al ciclismo molti appassionati hanno commentato le difficoltà del corridore italiano nelle volate più caotiche di questa edizione.

Magnier conferma il suo talento

Nonostante il terzo posto, Paul Magnier continua a dimostrare di essere uno dei grandi protagonisti del Giro 2026. Il francese, già vincitore di tappe nelle prime giornate della corsa, ha confermato ancora una volta velocità e personalità nei finali di gruppo. Il giovane talento transalpino si sta imponendo come uno dei velocisti più continui della manifestazione e resta uno degli uomini più attesi per le prossime tappe dedicate alle ruote veloci.

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