Calcio
Capo Verde nella storia: qualificazione ai Sedicesimi dei Mondiali
Capo Verde conquista una storica qualificazione alla fase a eliminazione diretta dei Mondiali 2026. Lo 0-0 con l’Arabia Saudita vale il secondo posto nel girone H e la sfida contro l’Argentina.

Capo Verde continua a scrivere una delle pagine più emozionanti dei Mondiali 2026. La nazionale africana, al debutto assoluto nella competizione iridata, conquista una storica qualificazione alla fase a eliminazione diretta grazie allo 0-0 contro l’Arabia Saudita. Un risultato che permette alla selezione guidata dal commissario tecnico Bubista di chiudere il girone H al secondo posto con tre punti, frutto di altrettanti pareggi contro Spagna, Uruguay e Arabia Saudita.
Per una nazione di poco più di 500 mila abitanti, il traguardo rappresenta un’impresa destinata a entrare nella storia del calcio africano. Prima dell’inizio del torneo Capo Verde occupava il 67° posto del ranking FIFA, ma sul campo ha dimostrato organizzazione, solidità difensiva e grande carattere, riuscendo a rimanere imbattuta contro avversari di alto livello.

Capo Verde, un pareggio che vale una qualificazione storica
La sfida contro l’Arabia Saudita è stata combattuta e ricca di emozioni. Capo Verde ha creato diverse occasioni da gol, sfiorando il vantaggio in almeno tre circostanze. A negare la gioia della rete ci ha pensato il portiere saudita Al Owais, autore di una prestazione decisiva con interventi determinanti. Nonostante l’assenza di reti, il triplice fischio ha dato il via alla festa della nazionale africana, premiata anche dai risultati maturati negli altri incontri del girone.
A favorire la storica qualificazione di Capo Verde è stato anche il pareggio tra Spagna e Uruguay, con la clamorosa disattenzione del portiere Muslera che ha compromesso le speranze della Celeste. Il risultato ha consentito agli isolani di conservare il secondo posto alle spalle della Spagna, centrando un obiettivo che fino a poche settimane fa sembrava impossibile.
Ora arriva l’Argentina
Il sogno di Capo Verde è tutt’altro che finito. Il prossimo 4 luglio, a Miami, la sorprendente nazionale africana affronterà l’Argentina, campione del mondo in carica, in una sfida che promette spettacolo e grandi emozioni. Sulla carta i sudamericani partono con tutti i favori del pronostico, ma la squadra di Bubista ha già dimostrato di saper sorprendere chiunque. Dopo aver chiuso il girone senza sconfitte, Capo Verde si presenterà all’appuntamento con entusiasmo, fiducia e la voglia di continuare a vivere una favola che ha già conquistato gli appassionati di calcio di tutto il mondo.
Calcio
Giuseppe Signori torna in Nazionale: nuovo ruolo nell’Under 20
Giuseppe Signori è il nuovo capo delegazione della Nazionale Under 20. La nomina di Giovanni Malagò, l’intesa con Claudio Ranieri e il ritorno in azzurro.

Giuseppe Signori torna a vestire i colori azzurri, questa volta in una veste diversa da quella che lo ha reso protagonista sui campi di calcio. L’ex attaccante è stato nominato capo delegazione della Nazionale italiana Under 20, formazione guidata dal commissario tecnico Carmine Nunziata. La decisione è stata presa da Giovanni Malagò, commissario della FIGC, in accordo con Claudio Ranieri, direttore tecnico federale e presidente del Club Italia. Per Signori si apre così una nuova fase della carriera, con l’obiettivo di mettere la propria esperienza a disposizione dei giovani talenti del calcio italiano. Il suo compito sarà accompagnare il gruppo nel percorso di crescita, contribuendo a rafforzare il legame con la maglia azzurra e a preparare i ragazzi al passaggio verso livelli sempre più competitivi.
Signori, nuovo capo delegazione della Nazionale Under 20
L’ex attaccante ha accolto con grande entusiasmo la nuova opportunità, sottolineando il valore personale e professionale di questo incarico: “Tornare in azzurro è un’emozione speciale e un grande motivo d’orgoglio”, ha dichiarato Signori, spiegando di voler condividere il proprio bagaglio di esperienze con i calciatori dell’Under 20. L’obiettivo è accompagnarli nella loro maturazione e aiutarli ad avvicinarsi al sogno di affermarsi nel calcio di alto livello. Signori ha inoltre ringraziato Malagò per la fiducia ricevuta, ribadendo la propria motivazione e la volontà di offrire un contributo concreto alla Federazione e alla Nazionale.

Foto di Connor Coyne su Unsplash
Malagò e Ranieri puntano sull’esperienza di Signori
La scelta di affidare a Signori questo ruolo nasce anche dalla volontà di valorizzare una figura che conosce profondamente il calcio italiano e le pressioni legate alla maglia della Nazionale. Claudio Ranieri ha accolto positivamente il suo ingresso nello staff federale, evidenziando le qualità tecniche e umane che hanno caratterizzato la sua carriera. Secondo il dirigente, la sua esperienza potrà rappresentare un riferimento importante per i giovani, aiutandoli a sviluppare consapevolezza e senso di appartenenza. La presenza di Signori al fianco del gruppo guidato da Nunziata avrà quindi una funzione che va oltre il semplice supporto organizzativo: l’obiettivo è accompagnare i ragazzi in una fase decisiva della loro formazione sportiva.
La carriera di Giuseppe Signori con la maglia della Nazionale e non solo
Prima del nuovo incarico federale, Signori ha costruito una carriera da protagonista nel calcio italiano. Con la maglia della Nazionale maggiore ha collezionato 28 presenze e 7 gol, prendendo parte al Mondiale del 1994 negli Stati Uniti, concluso dall’Italia al secondo posto. A livello di club è rimasto particolarmente legato alla Lazio, con cui ha conquistato per tre volte il titolo di capocannoniere della Serie A. Nel corso della sua carriera ha vestito anche le maglie di Foggia, Sampdoria e Bologna, lasciando un segno importante nel campionato italiano. Adesso si apre una nuova avventura: Signori metterà il proprio vissuto al servizio delle nuove generazioni, con l’ambizione di contribuire alla crescita dei prossimi talenti azzurri. Per l’Under 20 di Carmine Nunziata, il suo arrivo rappresenta un innesto di esperienza in vista delle sfide future.
Calcio
Italia, Baldini attacca i dirigenti: “Il problema è il calcio italiano”
Silvio Baldini, ct dell’Italia Under 21, critica i dirigenti del calcio italiano: troppi interessi economici e poco spazio ai giovani talenti.

Il problema del calcio italiano non sarebbe la mancanza di talento, ma il modo in cui viene gestito il movimento. È questa la posizione espressa da Silvio Baldini, commissario tecnico della Nazionale Under 21, che è tornato a criticare duramente il sistema dirigenziale del nostro calcio. Le sue dichiarazioni sono arrivate a Roma, in occasione della consegna del premio Scopigno-Pulici per l’immagine italiana nel mondo, e riaccendono il dibattito sulla valorizzazione dei giovani calciatori.
Secondo l’allenatore, l’Italia dispone ancora di giocatori con qualità tecniche e potenzialità importanti. Il vero ostacolo sarebbe rappresentato dalle scelte di chi dirige le società, con una gestione che, a suo giudizio, privilegia troppo spesso il guadagno e la visibilità rispetto alla crescita sportiva. Un messaggio chiaro, che si inserisce nel confronto sulle difficoltà del calcio italiano e sulla necessità di costruire un percorso più efficace per accompagnare i giovani dal settore giovanile alle prime squadre.
Italia, Baldini non ha dubbi: «Il problema non sono i giocatori giovani, ma i dirigenti»
Il ct dell’Under 21 ha ribadito il proprio pensiero senza mezzi termini, puntando l’attenzione sulle responsabilità della classe dirigenziale. Queste le sue parole: “Il problema non sono i giocatori giovani, ma i dirigenti. Non c’è un problema di materia prima, ma di dirigenti che hanno il loro modo di organizzare il calcio e fare le loro cose. Il mondo del calcio è in mano a persone che mettono la coscienza in secondo piano, mentre prevalgono il guadagno e la visibilità”.
Baldini ha poi insistito sulla necessità di recuperare valori e responsabilità nella gestione delle società calcistiche: “Ci sono dei valori che non possono cambiare quando i nostri dirigenti non si assumono le loro responsabilità in coscienza ci sarà sempre questo problema”.

Foto di Connor Coyne su Unsplash
Italia, Baldini difende i giovani: «Devono giocare per crescere»
Uno dei punti centrali del ragionamento del commissario tecnico riguarda l’impiego dei talenti emergenti. L’Italia continua a produrre giovani interessanti, ma il passaggio dalle selezioni giovanili al calcio professionistico resta un tema fondamentale. Baldini ha già sottolineato in precedenti interventi che il talento, da solo, non basta: per migliorare, un calciatore deve poter giocare con continuità e confrontarsi con avversari di livello crescente. Il rischio, altrimenti, è che le potenzialità restino inespresse per mancanza di opportunità.
Il tecnico ha espresso questa convinzione anche parlando a Sky Sport, evidenziando la necessità di investire concretamente sui ragazzi e non limitarsi a trasferirli in prestito senza garantire loro un percorso di crescita adeguato. La questione coinvolge direttamente le società, chiamate a trovare un equilibrio tra la ricerca di risultati immediati e la costruzione di rose capaci di valorizzare le risorse interne. Dare spazio ai giovani, in questa prospettiva, non significa soltanto abbassare l’età media della squadra, ma permettere ai calciatori più promettenti di accumulare esperienza e responsabilità.
Nazionale Under 21, i talenti ci sono: serve un progetto per il futuro
Le dichiarazioni di Baldini arrivano in un momento importante per la Nazionale Under 21, reduce dalla qualificazione alla fase finale dell’Europeo del 2027. Un risultato che conferma il potenziale del gruppo azzurro e alimenta le aspettative sul futuro di diversi giocatori. Il commissario tecnico ritiene che alcuni elementi della sua selezione siano già pronti per confrontarsi con il livello della Nazionale maggiore. Il problema, dunque, non sarebbe individuare nuovi talenti, ma creare le condizioni affinché possano crescere anche nei rispettivi club.
La continuità di impiego, la fiducia degli allenatori e una programmazione lungimirante diventano fattori determinanti per trasformare le qualità individuali in un patrimonio stabile per il calcio italiano. Il messaggio di Baldini va quindi oltre la semplice critica: il rilancio del movimento passa anche dalla capacità delle società di assumersi responsabilità precise nella formazione dei calciatori. Perché il talento può rappresentare il punto di partenza, ma senza occasioni concrete rischia di non raggiungere il livello che promette. La sua presa di posizione riporta al centro una questione destinata a far discutere: il futuro del calcio italiano dipende anche dallo spazio che i club saranno disposti a concedere ai giovani e dalle scelte di chi è chiamato a guidarli.
Calcio
Daniele De Rossi, arriva la docuserie “Radici”
Presentata al Festival del Cinema di Roma la docuserie su Daniele De Rossi, “Radici”. Dalle origini dell’ex calciatore della Roma, fino ad ora con l’esperienza Ostiamare.
Daniele De Rossi torna alle origini con Radici, la nuova docuserie che racconta il suo legame con Ostia e la sfida alla guida dell’Ostiamare. Presentata alla Festa del Cinemadi Roma il 15 ottobre 2026, la produzione arriverà prossimamente su Sky e NOW, con sette episodi dedicati al calcio, alla comunità e al valore delle proprie radici.

Daniele De Rossi e l’Ostiamare : un ritorno alle origini
Ostia protagonista: il calcio come strumento di crescita

L’URLO DI DANIELE DE ROSSI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Sette episodi per raccontare il calcio di ieri e di domani
Quando esce Radici documentario sull’Ostiamare dove vederla
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