Ciclismo
Mondiali di ciclismo, Italia d’oro nella cronostaffetta
Mondiali di ciclismo, l’Italia vince l’oro nella cronostaffetta mista a Montreal con Ganna, Cattaneo, Sobrero, Guazzini, Longo Borghini e Trinca Colonel.

Foto di dylan nolte su Unsplash
L’Italia conquista la medaglia d’oro nella cronostaffetta mista ai Mondiali di ciclismo. A Montreal il sestetto azzurro firma una prestazione di grande livello e porta a casa il primo titolo iridato della spedizione italiana nella rassegna canadese. La squadra composta da Mattia Cattaneo, Filippo Ganna, Matteo Sobrero, Vittoria Guazzini, Elisa Longo Borghini e Monica Trinca Colonel ha completato i 40,6 chilometri della prova in 51’32”, precedendo la Francia di 8 secondi e la Svizzera di 19 secondi.
Mondiali di ciclismo: Italia, una cronostaffetta da titolo mondiale
La gara di Montreal ha visto prima impegnato il terzetto maschile e successivamente quello femminile. Gli azzurri sono riusciti a costruire progressivamente il proprio vantaggio, fino a portarsi al comando nel corso della prova e a difendere la posizione nella parte conclusiva. Il percorso prevedeva complessivamente 40,6 chilometri, suddivisi in due frazioni da 20,3 chilometri. La formazione italiana era composta da tre uomini e tre donne, con il tempo determinato sulla seconda atleta del terzetto femminile. Il risultato assume particolare valore anche considerando il percorso dell’Italia nelle precedenti edizioni. Gli azzurri avevano conquistato il bronzo nel 2021 e nel 2024 e l’argento nel 2022, mentre nel 2025 avevano chiuso al quarto posto. A Montreal è arrivato finalmente il titolo mondiale.
Ganna, Cattaneo e Sobrero: la spinta decisiva
Nella prima parte della cronostaffetta sono stati Filippo Ganna, Mattia Cattaneo e Matteo Sobrero a costruire le basi del successo italiano. Ganna arrivava dalla medaglia d’argento conquistata pochi giorni prima nella cronometro individuale élite, alle spalle del belga Remco Evenepoel. Anche Cattaneo aveva partecipato alla prova individuale, chiudendo al 16° posto. Il terzetto azzurro ha gestito il ritmo con efficacia, consegnando alle compagne di squadra una situazione favorevole nella seconda metà della gara.
Longo Borghini, Guazzini e Trinca Colonel completano l’opera
A chiudere il lavoro sono state Elisa Longo Borghini, Vittoria Guazzini e Monica Trinca Colonel. Il terzetto femminile ha mantenuto il vantaggio costruito dagli uomini, riuscendo a respingere il tentativo di rimonta delle principali avversarie. Per Longo Borghini si tratta inoltre di un risultato significativo a livello personale: con questa partecipazione, la ciclista italiana è diventata l’azzurra con il maggior numero di presenze ai Mondiali. Guazzini, invece, arrivava a Montreal con un importante riferimento nella specialità, mentre Trinca Colonel ha completato un sestetto costruito per puntare al massimo risultato.
Francia seconda, Svizzera terza
Alle spalle dell’Italia si è classificata la Francia, medaglia d’argento con un distacco di 8 secondi. Terzo posto per la Svizzera, che ha terminato la prova a 19 secondi dagli azzurri. Più indietro la Germania, quarta a 48 secondi, mentre la Spagna ha chiuso quinta con un ritardo di 1’10”. L’ordine d’arrivo:
- Italia – 51’32”
- Francia – +8″
- Svizzera – +19″
- Germania – +48″
- Spagna – +1’10”
Primo oro italiano ai Mondiali di ciclismo a Montreal
L’oro nella cronostaffetta mista rappresenta la prima medaglia del metallo più prezioso conquistata dall’Italia ai Mondiali di Montreal. Gli azzurri erano già saliti sul podio grazie agli argenti di Filippo Ganna nella cronometro élite e di Nicolas Milesi nella cronometro Under 23. La vittoria della staffetta permette quindi alla Nazionale italiana di aggiungere il titolo mondiale a una spedizione già caratterizzata da diversi piazzamenti di rilievo. Il successo di Montreal porta la firma di sei corridori: Cattaneo, Ganna, Sobrero, Guazzini, Longo Borghini e Trinca Colonel.
Ciclismo
Ciclismo, Pogacar choc: “Tre vertebre rotte, ero depresso. Ora sto bene”
Tadej Pogacar racconta la gravità dell’incidente alla Vuelta 2026: tre vertebre fratturate, commozione cerebrale e un difficile recupero fisico e mentale.

Foto di dylan nolte su Unsplash
La caduta alla Vuelta di Spagna è stata molto più grave di quanto fosse emerso inizialmente. Tadej Pogacar ha svelato nuovi dettagli sull’incidente del 29 agosto, quando era al comando della classifica generale con la maglia rossa. Gli esami successivi hanno infatti evidenziato tre vertebre fratturate, e non una soltanto, oltre alla frattura della clavicola sinistra e alla commozione cerebrale. Il fuoriclasse sloveno ha raccontato il difficile periodo della convalescenza in un’intervista a The Athletic. Un’esperienza che lo ha segnato profondamente, non soltanto per le conseguenze fisiche, ma anche per il contraccolpo psicologico. Oggi il quadro è decisamente migliorato e il campione della UAE Team Emirates-XRG è tornato ad allenarsi.
Ciclismo, Pogacar e la nuova diagnosi: tre vertebre fratturate
La prima diagnosi aveva individuato una frattura alla vertebra C7, oltre alla clavicola sinistra rotta e alla commozione cerebrale. Una nuova TAC effettuata in Slovenia ha però rivelato altre due lesioni, alle vertebre T1 e T2. Pogacar ha spiegato che la scoperta è arrivata a distanza di alcune settimane dall’incidente: “Due settimane fa ero in Slovenia e mi sono fatto fare un’altra TAC. Sapevo di avere avuto una frattura alla vertebra C7, ma poi abbiamo scoperto che avevo rotto altre due vertebre: la T1 e la T2”.
La gravità del quadro ha fatto cambiare prospettiva anche rispetto al possibile rientro. Inizialmente lo sloveno aveva sperato di partecipare ai Campionati Europei, in programma proprio nel suo Paese. Dopo aver conosciuto l’entità delle lesioni, però, ha riconosciuto quanto fosse stata importante la decisione di non forzare il recupero.
Il pensiero del campione è diventato soprattutto quello di aver superato un incidente dalle conseguenze potenzialmente molto serie: “Quando ho visto che avevo tre vertebre rotte, ero semplicemente felice di essere vivo e di poter stare in piedi”.
Il difficile recupero dopo la caduta: Pogacar racconta la depressione
La convalescenza non è stata complicata soltanto dalle fratture. La commozione cerebrale ha provocato problemi di equilibrio, vertigini e nausea, rendendo difficili anche le normali attività quotidiane.
Il corridore ha raccontato un episodio emblematico avvenuto il giorno successivo al ritorno a casa. Aveva proposto alla compagna di raggiungere una gelateria a pochi minuti di distanza, ma anche quella breve uscita si era trasformata in una prova faticosa. La sudorazione, il timore di compromettere i punti e il senso di spossatezza lo avevano costretto a fermarsi e a cercare di rientrare rapidamente.
A pesare, tuttavia, era soprattutto la condizione psicologica. Pogacar ha ammesso di aver attraversato due settimane particolarmente difficili, durante le quali aveva perso entusiasmo e voglia di fare. Lo sloveno ha descritto quel periodo con parole molto dirette: “Ero semplicemente depresso, non sentivo nulla”.
Anche la ripresa dell’attività fisica ha richiesto pazienza. Il ritorno graduale sui rulli e le sedute quotidiane con il fisioterapista hanno rappresentato un primo passo verso il miglioramento, sia fisico sia mentale. Non è stato comunque un percorso lineare: alcuni giorni erano caratterizzati da grande energia, altri dalla totale mancanza di motivazione.

Generato con AI
Ciclismo, Pogacar torna ad allenarsi: “Adesso però sto bene”
Dopo settimane difficili, il quadro è progressivamente migliorato. Il campione sloveno ha ripreso a pedalare e a svolgere attività fisica, pur dovendo rispettare alcune precauzioni per evitare ricadute.
La paura di una nuova caduta rimane presente. Le fratture riportate alla Vuelta impongono attenzione, soprattutto durante gli allenamenti e nelle situazioni che potrebbero provocare nuovi traumi. Pogacar ha spiegato di non avvertire più particolari fastidi, ma di dover evitare cadute, sollevamenti pesanti con il braccio sinistro e sollecitazioni eccessive al collo.
La sua condizione attuale è comunque molto più rassicurante rispetto alle prime settimane dopo l’incidente. “Adesso però sto bene”, ha dichiarato, spiegando di poter gradualmente tornare alla normalità.
Vuelta, un incidente che cambia la prospettiva di Pogacar
L’incidente del 29 agosto ha interrotto bruscamente la stagione del campione sloveno, costringendolo ad abbandonare la Vuelta quando era in testa alla classifica generale. La possibilità di tornare in gara per gli Europei era stata inizialmente presa in considerazione, ma l’entità delle fratture ha confermato la necessità di fermarsi.
Il racconto di Pogacar restituisce la dimensione di un infortunio ben più serio di quanto fosse apparso nelle prime comunicazioni. Tre vertebre fratturate, una clavicola rotta e una commozione cerebrale: un bilancio pesante, accompagnato da settimane di difficoltà anche sul piano emotivo.
Adesso la priorità è completare il recupero e ritrovare gradualmente la migliore condizione. Il ritorno in bicicletta è già cominciato, ma dopo quanto accaduto alla Vuelta la prudenza resta fondamentale.
Ciclismo
Mondiali di ciclismo su pista 2026: il medagliere finale
Mondiali di ciclismo su pista 2026, l’Italia chiude sesta a Shanghai con quattro medaglie. Jonathan Milan conquista l’unico oro azzurro, Ganna è bronzo.

I Mondiali di ciclismo su pista 2026 si sono conclusi a Shanghai, in Cina, con un bilancio di quattro medaglie per l’Italia. La spedizione azzurra ha conquistato un oro, due argenti e un bronzo, chiudendo al sesto posto del medagliere per nazioni. A guidare la classifica è stata la Gran Bretagna, davanti ai Paesi Bassi e alla Danimarca, al termine di cinque giornate ricche di spettacolo e risultati importanti in vista delle Olimpiadi di Los Angeles 2028.
Mondiali di ciclismo su pista, il medagliere finale della competizione
La Gran Bretagna ha dominato la rassegna iridata con sei ori, tre argenti e tre bronzi, per un totale di dodici podi. Secondi i Paesi Bassi, capaci di conquistare cinque titoli mondiali, un argento e un bronzo. Terza posizione per la Danimarca, con due ori, tre argenti e un bronzo. L’Italia ha concluso al sesto posto, alle spalle anche di Germania e Cina. Il risultato complessivo conferma la competitività degli azzurri, soprattutto nelle prove di inseguimento, nonostante alcune occasioni sfumate nelle altre discipline.

Foto di dylan nolte su Unsplash
Jonathan Milan campione del mondo, Ganna conquista il bronzo
Il momento più importante per l’Italia è arrivato nell’inseguimento individuale maschile. Jonathan Milan ha conquistato la medaglia d’oro, imponendosi nella finale contro il danese Frederik Madsen dopo aver stabilito il record del mondo durante le qualificazioni. Una prestazione di altissimo livello per il corridore azzurro, protagonista di una prova che ha confermato le sue qualità anche nella specialità su pista. Sul podio è salito anche Filippo Ganna, terzo classificato e medaglia di bronzo. Le altre due medaglie italiane sono arrivate dalle prove a squadre. Il quartetto maschile ha conquistato l’argento nell’inseguimento, arrendendosi alla Danimarca, mentre la formazione femminile ha chiuso al secondo posto dietro alla Gran Bretagna.
Tutti i risultati degli azzurri a Shanghai
Oltre alle medaglie, la Nazionale italiana ha raccolto diversi piazzamenti significativi. Tra questi spicca il quinto posto di Simone Consonni e Niccolò Galli nella Madison maschile, gara conclusiva della manifestazione, vinta dalla Danimarca. Non sono mancati, invece, i risultati al di sotto delle aspettative. Nell’Omnium femminile Elisa Balsamo non è riuscita a raggiungere il podio, mentre nella Madison femminile Vittoria Guazzini e Chiara Consonni hanno terminato lontano dalle prime tre posizioni. La rassegna di Shanghai rappresenta comunque un passaggio importante nel percorso verso Los Angeles 2028. Le quattro medaglie conquistate, il record mondiale di Milan e i piazzamenti ottenuti offrono indicazioni preziose allo staff azzurro. L’obiettivo sarà consolidare i progressi nelle specialità di resistenza e migliorare il rendimento nelle discipline nelle quali il podio è sfuggito. Il bilancio finale è dunque positivo soprattutto grazie all’inseguimento, con Milan e Ganna protagonisti assoluti. Per l’Italia, il lavoro proseguirà con lo sguardo rivolto ai prossimi appuntamenti internazionali e alla qualificazione olimpica.
Ciclismo
Ciclismo su pista: Jonathan Milan campione del mondo, Ganna è bronzo
Mondiali ciclismo su pista 2026: Jonathan Milan conquista l’oro nell’inseguimento individuale dopo il record del mondo. Filippo Ganna è bronzo.

Generato con AI
L’Italia del ciclismo su pista festeggia una giornata straordinaria ai Mondiali di ciclismo su pista a Shanghai. Jonathan Milan conquista il titolo iridato nell’inseguimento individuale maschile, confermandosi campione del mondo della specialità dopo il trionfo del 2024. A completare la festa azzurra ci pensa Filippo Ganna, che conquista la medaglia di bronzo al termine di una prova di grande carattere. Una doppietta che conferma il valore del movimento italiano nelle prove di resistenza su pista e regala alla spedizione azzurra un risultato prestigioso. Milan si prende la scena con una prestazione eccezionale, impreziosita dal record del mondo stabilito in mattinata durante le qualificazioni. Ganna, dal canto suo, torna sul podio iridato nell’inseguimento individuale, aggiungendo un’altra medaglia a una carriera già ricchissima di successi.
Ciclismo su pista: Jonathan Milan, oro mondiale dopo il record del mondo
Il protagonista assoluto della giornata è Jonathan Milan. Il corridore friulano ha dominato la finale contro il danese Frederik Madsen, dimostrando una superiorità netta lungo i quattro chilometri della prova. Dopo aver impressionato nelle qualificazioni, l’azzurro ha confermato il proprio straordinario stato di forma anche nell’atto decisivo. In mattinata Milan aveva fermato il cronometro a 3’58″850, stabilendo il nuovo record del mondo e diventando il primo atleta a scendere sotto la barriera dei tre minuti e 59 secondi nell’inseguimento individuale. Un risultato che ha ulteriormente rafforzato la sua candidatura al titolo. Nella finale per la medaglia d’oro, il friulano ha chiuso in 4’00″769, precedendo Madsen, autore di un tempo di 4’06″038. Oltre cinque secondi di vantaggio che raccontano l’ampiezza del successo italiano e la straordinaria condizione raggiunta dal campione azzurro. Per Milan si tratta del secondo titolo mondiale nell’inseguimento individuale, dopo quello conquistato nel 2024. Il nuovo trionfo conferma la sua crescita e la capacità di essere competitivo ai massimi livelli anche in una disciplina che richiede potenza, precisione e una gestione perfetta dello sforzo.
Filippo Ganna è bronzo: battuto il danese Pedersen
La festa italiana è completata da Filippo Ganna, protagonista di una prova convincente nella finale per il terzo posto. Il piemontese ha affrontato il danese Rasmus Pedersen, riuscendo a imporsi dopo una gara nella quale è stato capace di cambiare ritmo e prendere progressivamente il controllo della sfida. Ganna ha concluso la prova in 4’02″275, contro i 4’07″291 dell’avversario. Un successo importante per il campione azzurro, che torna sul podio mondiale dell’inseguimento individuale e dimostra ancora una volta il proprio valore nella specialità. Il bronzo rappresenta un’altra soddisfazione per un atleta che ha scritto pagine importanti della storia del ciclismo su pista. Dopo i successi ottenuti negli anni precedenti, Ganna aggiunge un nuovo piazzamento di prestigio al proprio palmarès, contribuendo a una giornata da ricordare per la nazionale italiana.

Foto di dylan nolte su Unsplash
Mondiali di ciclismo su pista, Italia protagonista nell’inseguimento
Il risultato ottenuto da Milan e Ganna conferma le ambizioni dell’Italia ai Campionati del Mondo di ciclismo su pista in corso a Shanghai, in Cina, dal 14 al 18 ottobre 2026. La medaglia d’oro di Milan arriva dopo l’argento conquistato dagli azzurri nell’inseguimento a squadre, un altro risultato significativo per il gruppo italiano. Il bronzo di Ganna rafforza ulteriormente il bilancio della spedizione, che continua a raccogliere soddisfazioni nelle discipline di resistenza. La giornata dell’inseguimento individuale assume un significato particolare anche per la rivalità sportiva con la Danimarca, protagonista con Madsen nella finale per l’oro e con Pedersen in quella per il bronzo. In entrambe le occasioni, però, sono stati gli italiani a imporsi, portando a casa due medaglie pesanti.
Jonathan Milan e Filippo Ganna, una doppietta che esalta il ciclismo italiano
Il trionfo di Jonathan Milan e il bronzo di Filippo Ganna rappresentano il miglior biglietto da visita per il movimento azzurro in questa rassegna iridata. Da una parte c’è Milan, capace di migliorare il proprio record mondiale e conquistare nuovamente il titolo; dall’altra Ganna, atleta di riferimento della disciplina, ancora una volta sul podio internazionale. Per il friulano, il successo di Shanghai conferma la crescita di un corridore che sa unire potenza e capacità di gestire lo sforzo sui quattro chilometri. Per Ganna, invece, il bronzo è la conferma di una competitività che continua a fare la differenza anche ai massimi livelli.
-
Altri sport4 giorni faPallanuoto, sorteggiati i gironi della World Cup 2027: Italia, ecco le avversarie di Settebello e Setterosa
-
MotoGP6 giorni faMotoGP Qatar, Yamaha si ritira: Dorna conferma il GP, rischio sanzioni
-
MotoGP5 giorni faMotoGP, GP Qatar a rischio: cinque assenze certe e quattro piloti in dubbio, griglia ridotta
-
Uncategorized5 giorni faHockey su ghiaccio, Italia: i convocati per la European Cup of Nations
-
Formula 17 giorni faKimi Antonelli è Campione del Mondo: l’Italia torna sul tetto della F1
-
Calcio5 giorni faTragedia nel calcio spagnolo, morto Jesús De Miguel: l’attaccante del Tenerife aveva 30 anni
-
Tennis6 giorni faRanking ATP, Zverev supera Sinner: nuova classifica, Cobolli resta 6°
-
Sci6 giorni faFederica Brignone lascia i Carabinieri: torna al suo sci club
