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Hockey: Jukka Jalonen non sarà più CT dell’Italia
Hockey su ghiaccio: Italia, ufficiale l’addio di Jukka Jalonen dopo i Mondiali 2026. Il tecnico paga la retrocessione degli azzurri in Division I.

Si chiude ufficialmente l’avventura di Jukka Jalonen sulla panchina della Nazionale italiana di hockey su ghiaccio. Dopo la conclusione dei Mondiali Top Division 2026, culminati con la retrocessione dell’Italia in Division I, la Federazione Italiana Sport del Ghiaccio ha annunciato la separazione dal commissario tecnico finlandese. Il contratto dell’allenatore era in scadenza e, nonostante i contatti avviati nei mesi scorsi per provare a proseguire insieme, le parti hanno deciso di interrompere il rapporto iniziato ufficialmente il 5 settembre 2024. Un percorso che ha accompagnato il Blue Team anche nell’esperienza delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026.
Hockey, Jalonen torna in Finlandia
Dopo l’esperienza alla guida dell’Italia, Jalonen farà ritorno in Finlandia dove assumerà il ruolo di Senior Advisor dell’HPK Hämeenlinna, club che milita nella Liiga finlandese. Nella squadra giocheranno anche i gemelli Gabriel e Raffael Nitz, giovani talenti italiani classe 2007 originari di Bressanone. Il tecnico finlandese lascia dunque la Nazionale dopo due stagioni intense, caratterizzate da un lavoro improntato su organizzazione, disciplina tattica e crescita del gruppo.

Zisser: “La Nazionale è cresciuta dal punto di vista dell’unità”
A tracciare il bilancio dell’esperienza di Jalonen è stato Stefan Zisser, direttore sportivo delle squadre nazionali di hockey su ghiaccio della FISG: “In queste due stagioni i giocatori e lo staff hanno avuto modo di apprezzare un tecnico dall’approccio molto diverso rispetto a quelli del recente passato. Che fosse ai raduni per le amichevoli di novembre o alle Olimpiadi Jalonen è sempre stato lo stesso, con un approccio diretto alla preparazione delle partite e la ricerca di un sistema di gioco veloce e con direttive chiare. Ritengo che sia i ragazzi in pista sia le persone che hanno lavorato con lui possano aver appreso molto dalla sua esperienza, e tra gli aspetti più importanti che si sono visti c’è sicuramente la compattezza di una Nazionale che è cresciuta dal punto di vista dell’unità nell’ultimo periodo”.
Futuro da ricostruire
La retrocessione in Division I obbligherà ora l’Italia a ripensare il proprio progetto tecnico in vista delle prossime competizioni internazionali. La FISG dovrà individuare il nuovo commissario tecnico chiamato a guidare il percorso di rilancio della Nazionale azzurra, con l’obiettivo di tornare rapidamente ai vertici dell’hockey mondiale. L’esperienza di Jalonen lascia comunque un’eredità importante dal punto di vista della mentalità e della compattezza del gruppo, aspetti sui quali la Nazionale proverà a costruire il proprio futuro.
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Beach volley, Italia d’argento alle Olimpiadi Giovanili di Dakar 2026: Lafuenti e Coretti ko in finale

Foto di Çağlar Oskay su Unsplash
L’Italia conquista una splendida medaglia d’argento nel beach volley femminile ai Giochi Olimpici Giovanili di Dakar 2026. A salire sul secondo gradino del podio sono Micol Lafuenti e Margherita Coretti, protagoniste di un torneo di grande spessore, concluso con la sconfitta in finale contro le olandesi Mees Both ed Elin de Groot. La coppia azzurra si è arresa soltanto nell’ultimo atto della competizione, cedendo alle campionesse europee Under 18 con il punteggio di 2-1 (21-16, 19-21, 15-11). Un risultato che non cancella quanto di buono mostrato dalle due giovani italiane durante tutta la manifestazione.
Beach volley, Italia d’argento: rimonta di carattere, ma l’oro va all’Olanda
La finale sulla sabbia di Dakar si apre con le neerlandesi più incisive. Both e de Groot riescono a prendere subito il controllo degli scambi, mantenendo un margine di sicurezza sulle avversarie e aggiudicandosi il primo parziale per 21-16.
Nel secondo set arriva la reazione dell’Italia. Lafuenti e Coretti alzano il livello del proprio gioco, trovano maggiore continuità e riescono a mettere in difficoltà le favorite. Dopo una fase iniziale equilibrata, le azzurre prendono l’iniziativa e resistono ai tentativi di rimonta delle olandesi. Nonostante qualche occasione mancata per chiudere prima il parziale, l’Italia porta a casa il set con il punteggio di 21-19, rimandando il verdetto al tie-break.
Nel terzo e decisivo set la sfida rimane aperta fino alle battute finali. Le italiane provano a restare agganciate alle avversarie, ma alcuni errori consentono alla formazione olandese di allungare. Both e de Groot sfruttano il vantaggio e chiudono sul 15-11, conquistando la medaglia d’oro.

Generato con AI
Un torneo da applausi per le due azzurre
Nonostante la delusione per il risultato della finale, il percorso di Lafuenti e Coretti a Dakar merita una valutazione estremamente positiva. Le due atlete, entrambe classe 2009, hanno dimostrato qualità tecniche, personalità e capacità di reagire nei momenti più complicati.
Prima dell’ultimo atto, la coppia italiana aveva mantenuto un cammino impeccabile, superando anche la Svizzera in semifinale con una vittoria per 2-1 (21-19, 13-21, 15-10). Un successo arrivato dopo aver eliminato l’Argentina nei quarti di finale.
Per l’Italia si tratta della seconda medaglia conquistata nel beach volley femminile nella storia delle Olimpiadi Giovanili. Un precedente risaliva all’edizione di Buenos Aires 2018, quando Nicol Bertozzi e Claudia Scampoli avevano ottenuto l’argento.
Per Micol Lafuenti c’è anche un legame speciale con questa disciplina: è infatti figlia di Lucilla Perrotta, ex campionessa azzurra che ha rappresentato l’Italia nel beach volley alle Olimpiadi di Sydney 2000 e Atene 2004.
A Dakar, dunque, arriva una medaglia preziosa per il movimento italiano. L’oro sfuma soltanto all’ultimo ostacolo, ma la prestazione di Lafuenti e Coretti rappresenta un segnale importante in prospettiva futura.
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Pallanuoto, sorteggiati i gironi della World Cup 2027: Italia, ecco le avversarie di Settebello e Setterosa

La strada verso la World Cup 2027 di pallanuoto comincia a prendere forma. A Budapest sono stati sorteggiati i gironi della prima fase della competizione organizzata da World Aquatics, che vedrà protagoniste le migliori nazionali internazionali, sia nel torneo maschile sia in quello femminile. L’Italia ha conosciuto le proprie avversarie e si prepara ad affrontare un percorso tutt’altro che semplice. Il Settebello è stato inserito in un raggruppamento di alto livello, mentre anche il Setterosa dovrà misurarsi con alcune delle principali potenze della pallanuoto mondiale. La fase finale della manifestazione si disputerà ad Atene dal 24 al 28 febbraio 2027. L’appuntamento avrà un’importanza particolare perché le nazionali vincitrici della competizione conquisteranno anche i primi pass per i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028.
World Cup pallanuoto 2027, il girone dell’Italia maschile
Per il Settebello il sorteggio ha riservato il Gruppo A della Division 1, insieme a Serbia, Grecia e Stati Uniti. Un raggruppamento particolarmente impegnativo, nel quale ogni partita potrà avere un peso importante per la classifica e per il successivo sviluppo del torneo. La squadra italiana debutterà contro gli Stati Uniti, prima di affrontare Serbia e Grecia. Tre confronti di grande livello che rappresenteranno subito un banco di prova significativo per le ambizioni azzurre. Nell’altro raggruppamento sono state inserite Ungheria, Croazia, Montenegro e Spagna. La Division 1 maschile si svolgerà a Istanbul, in Turchia, dall’11 al 16 gennaio 2027.

Setterosa, girone con Spagna, Russia e Grecia
Impegno altrettanto complicato per la nazionale femminile. Il Setterosa è stato sorteggiato nel Gruppo B della Division 1 insieme a Spagna, Russia e Grecia. Le azzurre inizieranno il proprio cammino affrontando proprio la Spagna, in una sfida che potrebbe già fornire indicazioni importanti sulle possibilità di qualificazione alla fase conclusiva. Il Gruppo A sarà invece composto da Australia, Ungheria, Stati Uniti e Paesi Bassi. La competizione femminile si giocherà a Coimbra, in Portogallo, dal 14 al 19 dicembre 2026.
World Cup 2027, il calendario e il regolamento della competizione
Il torneo prevede due divisioni per entrambe le categorie. Le prime cinque nazionali classificate nella Division 1 accederanno alla fase finale di Atene, alle quali si aggiungeranno le due migliori squadre provenienti dalla Division 2. La Grecia, in quanto Paese organizzatore, è già qualificata per entrambe le competizioni. Se la nazionale ellenica dovesse chiudere la Division 1 tra le prime cinque, il posto disponibile verrebbe assegnato anche alla sesta classificata. La Division 2 femminile si disputerà a Coimbra dal 7 al 13 dicembre 2026, mentre quella maschile andrà in scena a Istanbul dal 18 al 24 gennaio 2027. L’appuntamento più atteso sarà però quello di Atene, dal 24 al 28 febbraio 2027, quando verranno assegnati i titoli della World Cup. Per Settebello e Setterosa il sorteggio rappresenta il primo passo di un percorso internazionale che guarda già ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028.
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Clemente Russo torna sul ring, sfida a Elmaghraby: “Il ring è casa mia”
Clemente Russo torna sul ring a 44 anni: il 21 novembre sfiderà l’imbattuto Mohamed Elmaghraby a Milano. Botta e risposta tra i due pugili.

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Il conto alla rovescia è iniziato: Clemente Russo è pronto a rimettersi i guantoni per tornare protagonista sul ring. A 44 anni, dopo oltre cinque anni lontano dalle competizioni, il pugile campano si prepara a una nuova avventura, questa volta tra i professionisti. Ad attenderlo ci sarà Mohamed Elmaghraby, avversario più giovane e ancora imbattuto, deciso a rovinare il ritorno di uno dei nomi più importanti della boxe italiana. L’appuntamento è fissato per sabato 21 novembre all’Allianz Cloud di Milano, nell’ambito della manifestazione TAF – The Art of Fighting 14. Il confronto si disputerà sulla distanza degli otto round, con un limite di peso fissato a 93 chilogrammi. Una sfida che ha già acceso gli animi durante la presentazione ufficiale, dando vita a un primo confronto verbale tra i due protagonisti.
Boxe, Clemente Russo, il ritorno sul ring: “Il ring è casa mia”
Per Russo si tratta di una decisione maturata dopo un periodo di riflessione e una preparazione atletica iniziata nei mesi estivi. Il due volte medagliato olimpico, argento a Pechino 2008 e Londra 2012, ha scelto di rimettersi alla prova dopo aver conquistato due titoli mondiali dilettantistici, a Chicago nel 2007 e ad Almaty nel 2013. Il suo ritorno rappresenta anche una nuova sfida personale: dimostrare di poter essere competitivo nonostante l’età e il lungo periodo lontano dagli incontri ufficiali. Durante la presentazione dell’evento, Russo ha ribadito la propria determinazione, sottolineando il legame mai interrotto con il pugilato e la volontà di tornare a combattere. La sua posizione è chiara: sarà il ring a stabilire chi avrà ragione.

Elmaghraby non ha paura: “Vincerò di sicuro”
Dall’altra parte ci sarà Mohamed Elmaghraby, pugile di 29 anni che arriva all’appuntamento con un record professionistico immacolato: 15 vittorie in altrettanti incontri, sette delle quali ottenute per KO. Il campione italiano dei mediomassimi non sembra intenzionato a farsi condizionare dal prestigio e dall’esperienza del rivale. Anzi, durante il faccia a faccia ha lanciato un messaggio molto diretto a Russo, manifestando grande fiducia nelle proprie possibilità: “È il passato, vincerò di sicuro”.
Una dichiarazione che testimonia la sicurezza del pugile, pronto a sfruttare il vantaggio anagrafico e la continuità agonistica per imporsi contro un avversario che ha scritto pagine importanti della boxe internazionale.
Boxe: Clemente Russo-Mohamed Elmaghraby, una sfida tra generazioni
Il confronto metterà di fronte due percorsi sportivi differenti. Da una parte l’esperienza di Clemente Russo, protagonista di quasi 270 incontri da dilettante e capace di affrontare campioni del calibro di Oleksandr Usyk e Deontay Wilder. Dall’altra la freschezza di Elmaghraby, che vuole sfruttare questa opportunità per compiere un ulteriore salto di qualità nella propria carriera. Per Tatanka, inoltre, si tratterà del debutto ufficiale nelle principali sigle del professionismo, nonostante abbia già affrontato in passato incontri nel circuito APB e nelle World Series of Boxing. La serata di Milano promette dunque grande interesse: non soltanto per il ritorno di un campione che ha rappresentato l’Italia ai massimi livelli, ma anche per la possibilità di assistere a una sfida nella quale il giovane Elmaghraby cercherà di conquistare una vittoria di prestigio. Il 21 novembre arriverà il momento della verità. Le provocazioni sono già iniziate, ma saranno i colpi sul ring a stabilire chi potrà festeggiare.
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