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Agassi punge Sinner: “Non ci sono scuse per crollare dopo un’ora e 45 minuti”

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Andre Agassi commenta il crollo di Jannik Sinner al Roland Garros contro Cerúndolo: dubbi su idratazione, preparazione e staff tecnico del tennista italiano.

Il Roland Garros continua a far discutere anche fuori dal campo. Dopo la sconfitta di Jannik Sinner contro Francisco Cerúndolo, ad attirare l’attenzione sono state le parole di Andre Agassi, che ha analizzato senza filtri il crollo fisico del campione azzurro. L’ex numero uno del mondo, otto volte vincitore di uno Slam, ha espresso dubbi sulla gestione fisica del tennista italiano, soffermandosi in particolare sulle condizioni di caldo estremo che hanno caratterizzato il match.

Le parole di Agassi: “Non ci sono scuse”

Nel suo intervento televisivo a TNT, Agassi non ha risparmiato critiche, puntando il dito sulla preparazione dell’atleta: “Deve essere un problema di idratazione. Mi chiedo se si prepari nel modo giusto. So che è il miglior giocatore al mondo, ma so anche che non ci sono scuse per crollare dopo un’ora e 45 minuti”

Una dichiarazione netta che ha immediatamente acceso il dibattito nel mondo del tennis, tra chi condivide l’analisi e chi invece sottolinea le condizioni climatiche estreme del match.

Il paragone con la carriera di Agassi

Agassi ha poi ampliato il suo ragionamento, facendo un confronto con la propria esperienza nei tornei del Grande Slam: “L’uscita di Sinner è stata un grosso colpo. Quando giocavo, avevo un limite attorno alle quattro ore. In condizioni molto calde, forse di 3 ore e 45 minuti. Ma Sinner… ha giocato cinque ore e mezza nella finale dello scorso anno, e ora si è fatto frenare dal caldo in un’ora e 45 minuti. C’è una grossa differenza tra l’essere in forma e l’essere preparato. Si può sicuramente fare qualcosa. Sinner si allena duramente. Sono sicuro che ha un ottimo staff di medici e allenatori. Ma ripetere per due volte lo stesso errore… Deve capire cosa cambiare e inserire una figura nuova nel suo staff”

Le parole dell’ex campione americano si concentrano quindi non solo sulla prestazione, ma anche su un possibile intervento strutturale nello staff tecnico e medico del giocatore.

Idratazione e preparazione fisica: il nodo della questione

Agassi ha poi insistito sul tema della gestione fisica e dell’idratazione, elemento sempre più centrale nel tennis moderno giocato in condizioni estreme: “Dev’essere un problema di idratazione. Quando giocavo gli Australian Open in condizioni di caldo torrido, bevevo 10-12 litri di acqua il giorno prima di ogni partita. Mi chiedo quanta ne beva lui, se ne assume la quantità giusta, non conosco la sua preparazione. Ha dimostrato di poter giocare per cinque ore e mezza. So che, al momento, è il miglior giocatore al mondo. Ma so anche che non ci sono scuse per crollare dopo un’ora e 45 minuti”

Dibattito aperto nel tennis mondiale

Le dichiarazioni di Agassi hanno riacceso il dibattito sulla preparazione atletica nel tennis contemporaneo, soprattutto nei tornei dello Slam disputati in condizioni climatiche sempre più estreme. Il caso di Sinner diventa così un punto di discussione più ampio: fino a che punto la prestazione dipende dalla forma fisica e quanto invece dalla gestione scientifica dello sforzo? Il confronto tra generazioni resta aperto. Da un lato l’esperienza di una leggenda come Agassi, dall’altro l’evoluzione del tennis moderno rappresentata da Sinner. Il Roland Garros, ancora una volta, si conferma teatro non solo di match spettacolari, ma anche di accesi dibattiti fuori dal campo.

Tennis

Djokovic torna a Pechino: sfida a Sinner nell’ATP 500

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ATP

Novak Djokovic torna a Pechino dopo 11 anni: il serbo sarà al via dell’ATP 500 dal 30 settembre, insieme al campione in carica Jannik Sinner.

Novak Djokovic torna a Pechino. Il campione serbo ha annunciato la propria presenza all’ATP 500 cinese, in programma dal 30 settembre, smentendo così le voci che si erano diffuse dopo la sua prematura eliminazione dagli US Open. Il torneo potrebbe inoltre segnare il rientro di Jannik Sinner, reduce dall’infortunio al ginocchio che gli ha impedito di partecipare allo Slam newyorkese.

Djokovic torna a Pechino dopo 11 anni

Per Djokovic si tratta di un ritorno particolarmente significativo. Il serbo non partecipa al torneo di Pechino dal 2015, ma il suo legame con l’appuntamento cinese è ricco di successi: in carriera ha conquistato sei titoli e non ha mai perso una partita disputata nel torneo. L’annuncio arriva dopo l’eliminazione al primo turno degli US Open contro Mariano Navone. Djokovic ha scelto quindi di inserire nuovamente Pechino nel proprio calendario, tornando a competere in un torneo che ha avuto un peso importante nella sua carriera.

Le parole del serbo

Il 24 volte campione Slam ha espresso attraverso i social la propria soddisfazione per il ritorno in Cina: “Sono molto contento di tornare dopo tanti anni. Non vedo l’ora di scendere in campo in uno dei tornei più importanti per la mia carriera e con cui condivido diversi momenti fantastici”.

Una dichiarazione che conferma la volontà del serbo di proseguire la propria stagione e di affrontare un nuovo appuntamento sul circuito ATP.

Djokovic e Sinner insieme a Pechino

Il ritorno di Djokovic rende ancora più interessante l’ATP 500 di Pechino. Nell’entry list del torneo figura infatti anche Jannik Sinner, campione in carica e numero 1 del mondo, che punta a tornare in campo dopo il problema al ginocchio. Per Sinner, il torneo cinese rappresenterebbe dunque un possibile appuntamento di rientro dopo l’assenza dagli US Open. L’altoatesino ha già ripreso gli allenamenti a Montecarlo e guarda alla trasferta asiatica come a una possibile tappa della ripartenza agonistica.

ATP Pechino, attesa per il ritorno dei big

La presenza contemporanea di Djokovic e Sinner aumenta l’attenzione intorno all’edizione 2026 del China Open. Da una parte il serbo, pronto a tornare in un torneo che lo ha visto protagonista assoluto; dall’altra Sinner, atteso al rientro dopo lo stop per infortunio. Il torneo ATP 500 di Pechino prenderà il via il 30 settembre e rappresenterà uno degli appuntamenti più importanti della fase asiatica della stagione. Per Djokovic sarà soprattutto l’occasione per tornare sul campo cinese dopo oltre un decennio. Per Sinner, invece, potrebbe essere il momento della ripartenza.

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Tennis

Sinner, confermata la presenza a Vienna: difenderà il titolo

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Tennis

Jannik Sinner giocherà l’ATP 500 di Vienna dal 24 ottobre al 1° novembre. Il numero 1 al mondo tornerà per difendere il titolo conquistato nel 2025.

ATP

foto di Guilherme Maggieri Unsplash

Jannik Sinner sarà al via dell’ATP 500 di Vienna. La conferma è arrivata direttamente dagli organizzatori dell’Erste Bank Open, che hanno annunciato la presenza del numero uno del mondo nella prossima edizione del torneo austriaco. L’appuntamento è fissato dal 24 ottobre al 1° novembre 2026 alla Wiener Stadthalle. Il tennista altoatesino tornerà quindi nella capitale austriaca con un obiettivo preciso: difendere il titolo conquistato nel 2025. Sinner aveva battuto Alexander Zverev nella finale della passata edizione e, dopo il successo del 2024, andrà a caccia del terzo trionfo nelle ultime tre partecipazioni al torneo.

Sinner torna a Vienna: l’annuncio del torneo

L’ufficialità è arrivata attraverso i canali dell’Erste Bank Open, che hanno celebrato il ritorno del campione in carica. Per Sinner si tratta di una conferma importante nel programma della parte finale della stagione. Il torneo di Vienna rappresenta infatti uno degli appuntamenti più importanti sulla strada verso le ATP Finals di Torino. L’azzurro dovrà inoltre gestire una corsa al numero uno del ranking ATP che si è fatta particolarmente interessante dopo l’assenza dagli US Open e il grande momento di Alexander Zverev.

Un tabellone di altissimo livello

Quella del 2026 si annuncia come un’edizione particolarmente competitiva. Oltre a Sinner, la entry list comprende infatti diversi protagonisti del tennis mondiale, a partire proprio da Alexander Zverev, reduce dal trionfo agli US Open. Tra i nomi annunciati figurano anche Daniil Medvedev, Flavio Cobolli, Lorenzo Musetti, Frances Tiafoe, Learner Tien, Brandon Nakashima, Tommy Paul e Jakub Mensik. La presenza contemporanea di Sinner e Zverev potrebbe quindi regalare nuovamente un grande duello nella capitale austriaca, dopo la finale dello scorso anno.

SINNER PECHINO

Vienna è una tappa importante per il finale di stagione

Il ritorno a Vienna assume un peso ancora maggiore considerando il particolare momento vissuto da Sinner. L’azzurro è rimasto lontano dalle competizioni dopo la finale di Wimbledon del 12 luglio e ha dovuto rinunciare anche agli US Open a causa del problema al ginocchio. Nelle ultime settimane ha ripreso gradualmente gli allenamenti, lavorando per tornare al massimo della condizione. Prima di Vienna, il programma dovrebbe comprendere anche gli appuntamenti asiatici di Pechino e Shanghai, mentre il Masters 1000 di Parigi e le ATP Finals rappresenteranno gli altri grandi obiettivi dell’autunno.

Sinner a caccia del tris a Vienna

Il rapporto tra Jannik Sinner e il torneo di Vienna è ormai particolarmente significativo. L’azzurro ha conquistato il titolo nel 2023 e nel 2025 e, nel 2026, proverà a completare una nuova doppietta consecutiva. In caso di successo, Sinner potrebbe quindi centrare il terzo titolo nelle ultime tre partecipazioni all’Erste Bank Open. Il torneo partirà il 24 ottobre e vedrà in campo alcuni dei migliori giocatori del circuito.

Per il numero uno del mondo sarà anche un appuntamento importante nella corsa al ranking ATP. Con la stagione ormai entrata nella sua fase decisiva, ogni risultato peserà nella sfida per chiudere l’anno al vertice. Sinner dunque ci sarà: Vienna lo aspetta e il campione in carica è pronto a tornare in campo per difendere il titolo.

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Zverev vince gli US Open: battuto Shelton in finale

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SINNER PECHINO

Alexander Zverev conquista gli US Open 2026: il tedesco supera Ben Shelton in quattro set e vince il secondo Slam della carriera.

Alexander Zverev è il nuovo campione degli US Open. Il tennista tedesco supera Ben Shelton nella finale dell’Arthur Ashe Stadium e conquista per la prima volta il torneo di New York, aggiungendo il secondo titolo Slam alla propria carriera dopo il trionfo ottenuto al Roland Garros nel corso della stessa stagione.   Il numero 2 del mondo si impone al termine di una finale combattuta con il punteggio di 6-3, 7-6(2), 5-7, 6-2, riuscendo a mantenere il controllo della partita nonostante la reazione dell’americano nel terzo set. Per Zverev si tratta del sesto atto conclusivo disputato in un torneo del Grande Slam e del secondo Major conquistato nel 2026.

Zverev-Shelton, il tedesco parte forte

Zverev approccia la finale con grande autorità. Il tedesco trova subito le soluzioni necessarie per mettere in difficoltà Shelton e chiude il primo set sul 6-3, costruendo il vantaggio grazie alla maggiore continuità negli scambi e alla solidità al servizio. La seconda frazione è decisamente più equilibrata. Shelton prova a sfruttare il sostegno del pubblico di New York e riesce a rimanere agganciato al match, ma nel momento decisivo è ancora Zverev a fare la differenza. Il tedesco domina il tie-break e si porta avanti di due set, sul 7-6(2).

Shelton reagisce, ma Zverev chiude in quattro set

Quando la partita sembra indirizzata verso una conclusione rapida, Shelton trova la forza per riaprire la finale. L’americano alza il livello, aumenta la pressione e riesce a conquistare il terzo set per  7-5, costringendo Zverev a giocarsi tutto nella quarta frazione.Il tedesco, però, non si lascia condizionare. Riprende immediatamente il controllo del match, mette in difficoltà Shelton nei suoi turni di servizio e chiude il quarto set sul 6-2, completando così l’impresa.

zverev

Primo trionfo a New York

Il successo ha un significato particolare per Zverev. Nel 2020 il tedesco aveva già raggiunto la finale degli US Open, ma in quell’occasione aveva visto sfumare il titolo contro Dominic Thiem dopo essere stato avanti di due set. Sei anni più tardi, Zverev riesce finalmente a sfatare il tabù di New York e a mettere le mani sul trofeo. Il trionfo completa una stagione straordinaria, nella quale il tedesco aveva già conquistato il Roland Garros e raggiunto la finale di Wimbledon.

Secondo Slam del 2026 per il tedesco

Il titolo degli US Open 2026 porta quindi a due il numero di Slam conquistati da Zverev. Il primo era arrivato pochi mesi fa sulla terra rossa di Parigi, mentre il secondo arriva sul cemento americano.Il tedesco diventa così uno dei grandi protagonisti della stagione e consolida il proprio status ai vertici del tennis mondiale. La vittoria di New York rappresenta anche la conferma della sua capacità di gestire le grandi occasioni dopo anni caratterizzati da finali Slam perse e occasioni sfumate.

Shelton, finale storica nonostante la sconfitta

Per Ben Shelton resta comunque un torneo da ricordare. L’americano, alla sua prima finale Slam, aveva eliminato Carlos Alcaraz nei quarti di finale e Frances Tiafoe in semifinale, arrivando all’ultimo atto con l’ambizione di riportare negli Stati Uniti il titolo maschile dello Slam che manca dal successo di Andy Roddick proprio a New York nel 2003. La sconfitta contro Zverev non cancella quindi il percorso compiuto dal 23enne americano, protagonista di una delle migliori campagne della sua carriera. A New York, però, la storia la scrive Alexander Zverev: il tedesco conquista il suo primo US Open, il secondo titolo del Grande Slam del 2026, e mette definitivamente alle spalle il ricordo della finale persa nel 2020.

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