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Il Giro d’Italia perde pezzi prima della partenza: ecco chi mancherà

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A due settimane dal via, il Giro d’Italia inizia a perdere pezzi. Alcuni big costretti a rinunciare alla corsa rosa per via di alcuni problemi fisici.

Il Giro d’Italia 2026, in programma dall’8 maggio con partenza dalla Bulgaria, si apre con una notizia che cambia sensibilmente gli equilibri della corsa prima ancora del via ufficiale. La lista dei favoriti per la classifica generale subisce infatti due scossoni importanti che ridisegnano scenari e gerarchie per via di alcuni problemi fisici.

Giro d’Italia: Almeida e Carapaz fuori dai giochi

Il primo colpo riguarda Joao Almeida, costretto a rinunciare alla partecipazione a causa di problemi fisici legati a una sindrome virale che lo ha condizionato nelle ultime settimane. Il corridore della UAE Team Emirates, designato inizialmente come uomo di classifica, ha ufficializzato la sua assenza attraverso un messaggio diretto, lasciando un vuoto significativo tra gli uomini di alta classifica.

Ancora più incerta appare la situazione di Richard Carapaz, vincitore del Giro 2019 e terzo classificato nell’edizione 2025. Secondo indiscrezioni riportate da fonti internazionali, le sue condizioni fisiche non sarebbero ottimali e la partecipazione alla corsa rosa sarebbe in forte dubbio. L’ecuadoriano della EF Education–EasyPost potrebbe quindi rinunciare per concentrarsi sugli altri grandi obiettivi stagionali come Tour de France e Vuelta.

Chi saranno i favoriti?

Due assenze pesanti che, di fatto, spalancano le porte a nuovi scenari per la vittoria finale. Il nome in cima alla lista dei favoriti resta quello di Jonas Vingegaard, già indicato come principale candidato al successo finale grazie alla sua solidità nelle grandi corse a tappe e al supporto di una formazione altamente competitiva.

Alle sue spalle, l’Italia ripone le speranze su Giulio Pellizzari, giovane talento in rapida crescita e considerato tra i possibili protagonisti della classifica generale. Per il corridore marchigiano si profila la concreta opportunità di centrare un piazzamento di prestigio, con il podio che rappresenterebbe un risultato storico per il ciclismo italiano recente.

Non mancano comunque gli outsider pronti a inserirsi nella lotta per le posizioni di vertice: da Ben O’Connor a Enric Mas, passando per Adam Yates, Thymen Arensman, Egan Bernal, Felix Gall e Derek Gee, il lotto dei pretendenti resta ampio e competitivo.

In attesa del via ufficiale, il Giro d’Italia 2026 si presenta quindi già profondamente cambiato: meno certezze, più incognite e una corsa che, almeno sulla carta, sembra più aperta che mai.

Ciclismo

Giro di Romandia, Godon concede il bis a Orbe. Pogacar resta leader

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Al Giro di Romandia, Dorian Godon si prende la scena e piazza il secondo successo. In testa alla classifica generale invece rimane sempre Tadej Pogacar.

Secondo successo al Giro di Romandia per Dorian Godon, che dopo aver conquistato il prologo si impone anche nella tappa di Orbe. Il francese ha regolato in volata Finn Fisher-Black, trovando il tempismo perfetto per lanciare lo sprint e firmare un’altra vittoria di prestigio. Alle sue spalle chiude proprio Fisher-Black, mentre sul podio di giornata sale anche Valentin Paret-Peintre. Solo quarto, invece, Tadej Pogacar, che non riesce a inserirsi nella lotta per il successo di tappa ma conserva senza problemi la maglia di leader della classifica generale.

Giro di Romandia, la tappa odierna

La frazione, inizialmente attesa come terreno di battaglia per gli uomini di classifica, si è invece trasformata in una giornata favorevole alla fuga e poi a un arrivo allo sprint. Il gruppo dei big ha controllato senza forzare, lasciando spazio agli attaccanti nella prima parte di gara. Tra i protagonisti della giornata anche Damiano Caruso, grande animatore della fuga. L’italiano ha provato il colpo a sorpresa sul Col du Mollendruz, restando da solo al comando dopo aver staccato i compagni di avventura. Il suo tentativo si è però concluso a pochi chilometri dal traguardo, quando è stato ripreso a circa 2 km dall’arrivo dopo una lunga azione in solitaria.

La fuga non va in porto

La fuga, partita dopo circa trenta chilometri e composta inizialmente da sette corridori tra cui Caruso e Lorenzo Germani, aveva già vissuto momenti di tensione in seguito a una caduta che ha coinvolto diversi uomini a 67 km dal traguardo, senza conseguenze gravi. Sul GPM del Mollendruz la corsa si è accesa, ma senza stravolgere gli equilibri della generale. Il lavoro delle squadre dei big, in particolare la UAE Team Emirates, ha mantenuto sotto controllo il distacco, impedendo alla fuga di prendere margine decisivo. Nel finale, il gruppo ha ricucito progressivamente lo svantaggio, preparando il terreno alla volata conclusiva che ha premiato la maggiore freschezza di Godon.

Il Giro di Romandia resta quindi ancora aperto, con Pogacar saldamente al comando ma con le ultime tappe pronte a offrire nuovi scenari per la classifica generale.

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Ciclismo

Liegi-Bastogne-Liegi: è dominio di Tadej Pogacar!

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Pogacar domina la Liegi-Bastogne-Liegi: quarta vittoria e supremazia totale nella Doyenne per il ciclista slovacco. Secondo Seixas, terzo Evenepoel.

La Liegi-Bastogne-Liegi conferma ancora una volta il suo padrone. Tadej Pogacar conquista la “Doyenne” con una prova autoritaria, centrando il quarto successo personale nella classica belga, il terzo consecutivo. Un dominio che rafforza il suo status di riferimento assoluto nel ciclismo mondiale.

Alla Liegi-Bastogne-Liegi il campione del mondo termina davanti a tutti

Sulle strade di Liegi, il campione del mondo ha costruito la vittoria con la consueta lucidità tattica e una condizione fisica impeccabile. Decisivo il lavoro della sua squadra, la UAE Team Emirates, che ha controllato la corsa fin dalle fasi centrali, andando a neutralizzare una fuga numerosa e insidiosa, nella quale figurava anche Remco Evenepoel.

Il momento chiave è arrivato sulla celebre côte de La Redoute. Qui Pogacar ha lanciato il primo attacco, selezionando drasticamente il gruppo. A sorpresa, l’unico in grado di rispondere è stato il giovane talento francese Paul Seixas, protagonista di una prestazione di grande personalità al debutto nella corsa.

Seixas ha resistito alla ruota del campione sloveno fino alla salita finale, dimostrando maturità e coraggio oltre la sua età. Tuttavia, nel tratto conclusivo Pogacar ha fatto valere la sua superiorità, staccando definitivamente il rivale e involandosi verso il traguardo in solitaria. Alle sue spalle, il francese ha difeso con determinazione un prestigioso secondo posto, mentre Evenepoel ha completato il podio dopo essere rientrato nelle fasi decisive.

La gara ha ribadito ancora una volta la superiorità di Pogacar nelle grandi classiche: gestione perfetta, attacco nel momento giusto e capacità di fare la differenza quando conta davvero. La Liegi-Bastogne-Liegi resta così il suo terreno di conquista, mentre il ciclismo internazionale si inchina di fronte a un campione che continua a scrivere pagine di storia.

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Ciclismo

Ciclismo: trionfo di Pellizzari al Tour of the Alps

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Il ciclismo italiano ritrova il sorriso grazie a Giulio Pellizzari. Il giovane talento della Red Bull-Bora-Hansgrohe firma un’impresa di grande spessore al Tour of the Alps, conquistando in solitaria la tappa regina e riportando l’Italia sul gradino più alto di una corsa a tappe che mancava da ben 13 anni.

Ciclismo: Pellizzari davanti a tutti!

Una vittoria costruita con intelligenza e forza. Prima il lavoro di squadra, con Giovanni Aleotti prezioso nel preparare il terreno, poi l’attacco decisivo. Pellizzari sceglie il momento giusto, a circa venti chilometri dal traguardo, lungo la salita di Montoppio (9,2 km con pendenza media del 6,2%), dove cambia ritmo e lascia sul posto tutti gli avversari. Da lì in avanti è una cavalcata solitaria fino al traguardo di Bolzano, tagliato a braccia alzate con pieno merito.

Alle sue spalle prova a limitare i danni Egan Bernal, che chiude in seconda posizione con un ritardo di circa trenta secondi, seguito da Storer e Arensman. Più indietro, ma comunque protagonista, anche Aleotti, autore di un lavoro fondamentale per il successo del compagno e capace di concludere la sua prova nella top ten.

Per Pellizzari si tratta di una consacrazione importante, arrivata su un palcoscenico prestigioso e al termine di una prestazione da corridore maturo. Il suo attacco deciso e la capacità di gestire il vantaggio dimostrano qualità tecniche e mentali di alto livello. Il successo assume un valore ancora più simbolico perché interrompe un lungo digiuno per il ciclismo azzurro in questa competizione, riportando alla memoria l’ultima affermazione italiana firmata da Vincenzo Nibali nel 2012, quando la corsa si chiamava ancora Giro del Trentino.

Una giornata da incorniciare per il ciclismo italiano, che trova in Pellizzari un protagonista capace di guardare al futuro con ambizione e concretezza.

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