Ciclismo
Il Giro d’Italia perde pezzi prima della partenza: ecco chi mancherà
Ciclismo
Giro di Romandia, Godon concede il bis a Orbe. Pogacar resta leader
Al Giro di Romandia, Dorian Godon si prende la scena e piazza il secondo successo. In testa alla classifica generale invece rimane sempre Tadej Pogacar.

Foto di dylan nolte su Unsplash
Secondo successo al Giro di Romandia per Dorian Godon, che dopo aver conquistato il prologo si impone anche nella tappa di Orbe. Il francese ha regolato in volata Finn Fisher-Black, trovando il tempismo perfetto per lanciare lo sprint e firmare un’altra vittoria di prestigio. Alle sue spalle chiude proprio Fisher-Black, mentre sul podio di giornata sale anche Valentin Paret-Peintre. Solo quarto, invece, Tadej Pogacar, che non riesce a inserirsi nella lotta per il successo di tappa ma conserva senza problemi la maglia di leader della classifica generale.
Giro di Romandia, la tappa odierna
La frazione, inizialmente attesa come terreno di battaglia per gli uomini di classifica, si è invece trasformata in una giornata favorevole alla fuga e poi a un arrivo allo sprint. Il gruppo dei big ha controllato senza forzare, lasciando spazio agli attaccanti nella prima parte di gara. Tra i protagonisti della giornata anche Damiano Caruso, grande animatore della fuga. L’italiano ha provato il colpo a sorpresa sul Col du Mollendruz, restando da solo al comando dopo aver staccato i compagni di avventura. Il suo tentativo si è però concluso a pochi chilometri dal traguardo, quando è stato ripreso a circa 2 km dall’arrivo dopo una lunga azione in solitaria.

La fuga non va in porto
La fuga, partita dopo circa trenta chilometri e composta inizialmente da sette corridori tra cui Caruso e Lorenzo Germani, aveva già vissuto momenti di tensione in seguito a una caduta che ha coinvolto diversi uomini a 67 km dal traguardo, senza conseguenze gravi. Sul GPM del Mollendruz la corsa si è accesa, ma senza stravolgere gli equilibri della generale. Il lavoro delle squadre dei big, in particolare la UAE Team Emirates, ha mantenuto sotto controllo il distacco, impedendo alla fuga di prendere margine decisivo. Nel finale, il gruppo ha ricucito progressivamente lo svantaggio, preparando il terreno alla volata conclusiva che ha premiato la maggiore freschezza di Godon.
Il Giro di Romandia resta quindi ancora aperto, con Pogacar saldamente al comando ma con le ultime tappe pronte a offrire nuovi scenari per la classifica generale.
Ciclismo
Liegi-Bastogne-Liegi: è dominio di Tadej Pogacar!
Pogacar domina la Liegi-Bastogne-Liegi: quarta vittoria e supremazia totale nella Doyenne per il ciclista slovacco. Secondo Seixas, terzo Evenepoel.
La Liegi-Bastogne-Liegi conferma ancora una volta il suo padrone. Tadej Pogacar conquista la “Doyenne” con una prova autoritaria, centrando il quarto successo personale nella classica belga, il terzo consecutivo. Un dominio che rafforza il suo status di riferimento assoluto nel ciclismo mondiale.

Foto di dylan nolte su Unsplash
Alla Liegi-Bastogne-Liegi il campione del mondo termina davanti a tutti
Sulle strade di Liegi, il campione del mondo ha costruito la vittoria con la consueta lucidità tattica e una condizione fisica impeccabile. Decisivo il lavoro della sua squadra, la UAE Team Emirates, che ha controllato la corsa fin dalle fasi centrali, andando a neutralizzare una fuga numerosa e insidiosa, nella quale figurava anche Remco Evenepoel.
Il momento chiave è arrivato sulla celebre côte de La Redoute. Qui Pogacar ha lanciato il primo attacco, selezionando drasticamente il gruppo. A sorpresa, l’unico in grado di rispondere è stato il giovane talento francese Paul Seixas, protagonista di una prestazione di grande personalità al debutto nella corsa.
Seixas ha resistito alla ruota del campione sloveno fino alla salita finale, dimostrando maturità e coraggio oltre la sua età. Tuttavia, nel tratto conclusivo Pogacar ha fatto valere la sua superiorità, staccando definitivamente il rivale e involandosi verso il traguardo in solitaria. Alle sue spalle, il francese ha difeso con determinazione un prestigioso secondo posto, mentre Evenepoel ha completato il podio dopo essere rientrato nelle fasi decisive.
La gara ha ribadito ancora una volta la superiorità di Pogacar nelle grandi classiche: gestione perfetta, attacco nel momento giusto e capacità di fare la differenza quando conta davvero. La Liegi-Bastogne-Liegi resta così il suo terreno di conquista, mentre il ciclismo internazionale si inchina di fronte a un campione che continua a scrivere pagine di storia.
Ciclismo
Ciclismo: trionfo di Pellizzari al Tour of the Alps
Il ciclismo italiano ritrova il sorriso grazie a Giulio Pellizzari. Il giovane talento della Red Bull-Bora-Hansgrohe firma un’impresa di grande spessore al Tour of the Alps, conquistando in solitaria la tappa regina e riportando l’Italia sul gradino più alto di una corsa a tappe che mancava da ben 13 anni.

Foto di dylan nolte su Unsplash
Ciclismo: Pellizzari davanti a tutti!
Una vittoria costruita con intelligenza e forza. Prima il lavoro di squadra, con Giovanni Aleotti prezioso nel preparare il terreno, poi l’attacco decisivo. Pellizzari sceglie il momento giusto, a circa venti chilometri dal traguardo, lungo la salita di Montoppio (9,2 km con pendenza media del 6,2%), dove cambia ritmo e lascia sul posto tutti gli avversari. Da lì in avanti è una cavalcata solitaria fino al traguardo di Bolzano, tagliato a braccia alzate con pieno merito.
Alle sue spalle prova a limitare i danni Egan Bernal, che chiude in seconda posizione con un ritardo di circa trenta secondi, seguito da Storer e Arensman. Più indietro, ma comunque protagonista, anche Aleotti, autore di un lavoro fondamentale per il successo del compagno e capace di concludere la sua prova nella top ten.
Per Pellizzari si tratta di una consacrazione importante, arrivata su un palcoscenico prestigioso e al termine di una prestazione da corridore maturo. Il suo attacco deciso e la capacità di gestire il vantaggio dimostrano qualità tecniche e mentali di alto livello. Il successo assume un valore ancora più simbolico perché interrompe un lungo digiuno per il ciclismo azzurro in questa competizione, riportando alla memoria l’ultima affermazione italiana firmata da Vincenzo Nibali nel 2012, quando la corsa si chiamava ancora Giro del Trentino.
Una giornata da incorniciare per il ciclismo italiano, che trova in Pellizzari un protagonista capace di guardare al futuro con ambizione e concretezza.
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