Ciclismo
Parigi-Roubaix: impresa di Wout van Aert nella 123ª edizione
Impresa firmata Wout van Aert nella 123ª edizione della Parigi-Roubaix, una delle corse più dure e iconiche del calendario mondiale. Sul traguardo del velodromo di Roubaix, il belga ha conquistato la vittoria al termine di una gara estenuante, precedendo allo sprint Tadej Pogacar dopo oltre cinque ore di fatica.

Foto di dylan nolte su Unsplash
Parigi-Roubaix, Wout van Aert davanti a tutti!
La corsa, lunga più di 258 chilometri e caratterizzata da oltre 50 chilometri di pavé, ha messo a dura prova i corridori, tra cadute, forature e continui cambi di ritmo. Wout van Aert ha chiuso con il tempo di 5h16’52”, alla media di quasi 49 km/h, al termine di un duello serrato proprio con Pogacar, risolto solo negli ultimi metri nel velodromo. Alle spalle dei due protagonisti si è piazzato Jasper Stuyven, staccato di pochi secondi, mentre Mathieu van der Poel, tra i grandi favoriti della vigilia, ha chiuso ai piedi del podio dopo una gara complicata anche da problemi meccanici.
L’“Inferno del Nord” ha confermato ancora una volta la sua natura imprevedibile e selettiva: già nelle fasi iniziali diversi big hanno dovuto fare i conti con imprevisti, tra cui forature e cadute che hanno frammentato il gruppo e reso la corsa ancora più dura. Nel finale, la selezione definitiva è arrivata sui settori più iconici, con van Aert e Pogacar capaci di fare il vuoto e giocarsi tutto in un testa a testa spettacolare. Nel velodromo, il belga ha avuto la meglio con una volata potente, conquistando così una delle vittorie più prestigiose della sua carriera.
Per Pogacar resta il rammarico di un’altra grande prestazione senza successo nella classica francese, mentre van Aert si prende la scena e scrive il proprio nome nell’albo d’oro di una delle corse più leggendarie del ciclismo mondiale.
Ciclismo
Giro d’Italia, Narváez concede il bis: trionfo a Fermo
Narváez ottiene il secondo successo al Giro trionfando a Fermo nella “tappa dei muri”. Poco più dietro completano il podio Leknessund e Tjotta.

La UAE Team Emirates-XRG torna a dominare il Giro d’Italia grazie a un eccezionale Jhonatan Narváez, protagonista di una nuova impresa nella spettacolare Chieti–Fermo, ottava frazione della corsa rosa. Dopo il successo conquistato nei giorni scorsi a Cosenza, l’ecuadoriano si è ripetuto sulle dure rampe marchigiane, imponendosi con un attacco deciso nel finale e confermando uno stato di forma straordinario.
Giro d’Italia, la tappa Chieti-Fermo
La tappa, definita dagli addetti ai lavori come la “tappa dei muri”, proponeva un percorso nervoso e ricco di strappi esplosivi, con arrivo in salita a Fermo dopo oltre 150 chilometri intensi. Gli ultimi chilometri, caratterizzati dalle ascese di Capodarco e del muro finale verso il centro cittadino, hanno selezionato il gruppo dei migliori senza però creare distacchi pesanti tra gli uomini di classifica.
Narváez ha sferrato l’attacco decisivo sull’ultima salita, riuscendo a staccare il norvegese Andreas Leknessund, che ha provato inutilmente a rientrare. Il corridore della UAE ha tagliato il traguardo in solitaria con oltre trenta secondi di vantaggio, mentre alle sue spalle si è acceso lo sprint per il podio di giornata.

Foto di dylan nolte su Unsplash
La classifica generale
Per quanto riguarda la classifica generale, nessuno dei grandi favoriti ha voluto scoprirsi troppo. Jonas Vingegaard ha controllato senza affondare il colpo, mantenendo alta l’attenzione dopo la brillante prova sul Blockhaus del giorno precedente. La maglia rosa resta sulle spalle del portoghese Afonso Eulalio, bravo a difendersi su un terreno insidioso e a conservare il primato in classifica.
Tra gli appassionati e gli osservatori cresce intanto l’entusiasmo per un Giro che, tappa dopo tappa, continua a offrire spettacolo e colpi di scena. Sui social e nei forum specializzati molti hanno elogiato il coraggio di Narváez e la durezza del percorso marchigiano, considerato perfetto per attaccanti e finisseur.
Ciclismo
Giro d’Italia 2026, Vingegaard domina sul Blockhaus
La settima tappa del Giro d’Italia, vede dominare Vingegaard sul Blockhaus: Pellizzari perde terreno, Eulalio resta in maglia rosa.

Foto di dylan nolte su Unsplash
Il Giro d’Italia entra nel vivo con la prima grande sfida in salita e a lanciare un segnale fortissimo alla concorrenza è Jonas Vingegaard. Il campione danese conquista la settima tappa con arrivo sul Blockhaus, imponendo il proprio ritmo negli ultimi chilometri e facendo il vuoto tra gli uomini di classifica. Alle sue spalle prova a resistere Felix Gall, mentre Giulio Pellizzari paga oltre un minuto sul traguardo dopo aver tentato di restare agganciato agli scatti del leader della Visma-Lease a Bike. Nonostante la difficoltà finale, il giovane corridore italiano resta pienamente in corsa per le posizioni di vertice della classifica generale.
Giro d’Italia, Vingegaard fa selezione sul Blockhaus
La tappa di montagna era attesa come il primo vero spartiacque del Giro e le aspettative non sono state tradite. Sulle rampe del Blockhaus il forcing della squadra Visma ha progressivamente ridotto il gruppo dei migliori, preparando il terreno all’attacco decisivo di Vingegaard.
A circa cinque chilometri dall’arrivo il danese cambia ritmo e soltanto Pellizzari e Gall riescono inizialmente a rispondere. Con il passare dei chilometri, però, l’azione del due volte vincitore del Tour de France si rivela irresistibile. Vingegaard stacca tutti e vola verso il successo di tappa, firmando anche un nuovo riferimento cronometrico sulla storica salita abruzzese.

Pellizzari soffre ma resta tra i protagonisti
Per Giulio Pellizzari la giornata si chiude con qualche rimpianto. Il marchigiano prova a seguire il forcing del danese, ma nel finale perde contatto e conclude la salita con un ritardo superiore al minuto. Nel dopo tappa, l’azzurro ha ammesso le difficoltà incontrate nella gestione dello sforzo: «Ho sbagliato a seguire Vingegaard, ma noi siamo qua per il podio». Parole che confermano comunque le ambizioni del corridore italiano per il prosieguo della corsa rosa.
Eulalio conserva la maglia rosa
Nonostante l’esplosione della corsa sul Blockhaus, Eulalio riesce a difendere la maglia rosa e mantiene il comando della classifica generale. Il portoghese limita i danni nella giornata più attesa della prima settimana e conserva così il simbolo del primato. La vittoria di Vingegaard, però, cambia gli equilibri del Giro d’Italia. Il danese ha mostrato una superiorità evidente in salita e l’impressione è che la lotta per la maglia rosa sia appena cominciata.
Ciclismo
Giro d’Italia, trionfo di Ballerini a Napoli: prima vittoria italiana nella corsa rosa
Prima vittoria italiana sulle strade del Giro d’Italia. A conquistare il primo successo di tappa è Ballerini sul traguardo di Napoli.

L’Italia finalmente esulta al Giro d’Italia. Sul traguardo di Napoli arriva il successo di Davide Ballerini, protagonista di una volata caotica e spettacolare nella sesta tappa della corsa rosa. Il corridore italiano ha sfruttato al meglio il finale movimentato, precedendo Jasper Stuyven e il giovane francese Paul Magnier, autore comunque di un’altra prova convincente. La maglia rosa rimane saldamente sulle spalle di Afonso Eulálio.
Giro d’Italia, Ballerini conquista Napoli
Dopo diversi tentativi andati a vuoto nelle prime tappe del Giro, il ciclismo italiano trova finalmente il suo primo successo nell’edizione 2026. Ballerini ha interpretato alla perfezione gli ultimi chilometri della frazione Paestum-Napoli, caratterizzata da grande tensione e da un ritmo altissimo imposto dalle squadre dei velocisti. Nel finale, una caduta ha cambiato completamente gli equilibri della corsa, coinvolgendo anche alcuni dei principali favoriti. L’azzurro è stato bravo a restare lucido, infilarsi nello spazio giusto e lanciare lo sprint decisivo verso il traguardo partenopeo.

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Jonathan Milan ancora sfortunato: caduta nel finale
Giornata amara invece per Jonathan Milan, che continua a inseguire il primo successo in questo Giro d’Italia. Il velocista friulano è rimasto coinvolto nella caduta avvenuta negli ultimi chilometri, perdendo così ogni possibilità di giocarsi la vittoria allo sprint. Per Milan si tratta dell’ennesima occasione sfumata in una corsa rosa complicata, nella quale ha già raccolto diversi piazzamenti senza però riuscire a centrare il bersaglio grosso. Anche sui social e nelle community dedicate al ciclismo molti appassionati hanno commentato le difficoltà del corridore italiano nelle volate più caotiche di questa edizione.
Magnier conferma il suo talento
Nonostante il terzo posto, Paul Magnier continua a dimostrare di essere uno dei grandi protagonisti del Giro 2026. Il francese, già vincitore di tappe nelle prime giornate della corsa, ha confermato ancora una volta velocità e personalità nei finali di gruppo. Il giovane talento transalpino si sta imponendo come uno dei velocisti più continui della manifestazione e resta uno degli uomini più attesi per le prossime tappe dedicate alle ruote veloci.
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