Rugby
Hockey: Italia travolta dal Canada al debutto dei Mondiali
Comincia male il Mondiale dell’Italia dell’hockey su ghiacco: gli azzurri perdono malamente contro i rivali del Canada.

Non inizia nel migliore dei modi il cammino dell’Italia ai Mondiali di hockey su ghiaccio. Gli Azzurri sono stati nettamente sconfitti dal Canada nella gara inaugurale del torneo, disputata alla BCF Arena di Friburgo, pagando la differenza tecnica e l’enorme intensità imposta dai nordamericani fin dalle prime battute.
Hockey: Canada dominante fin dal primo periodo
La nazionale canadese ha preso subito il controllo della partita, imponendo ritmo, velocità e grande pressione offensiva. L’Italia ha faticato a contenere la qualità degli avversari e già nel primo periodo il match si è indirizzato nettamente a favore del Canada. Gli azzurri hanno provato a resistere con organizzazione e sacrificio, ma la profondità del roster canadese e l’elevato numero di occasioni create hanno reso il confronto estremamente complicato. Alla sirena finale il risultato ha certificato una superiorità evidente della formazione nordamericana.

Italia, obiettivo salvezza nella Top Division
Per la Nazionale italiana il Mondiale rappresenta soprattutto una sfida per mantenere la permanenza nella massima categoria internazionale. Dopo il ritorno in Top Division, gli azzurri sanno di dover affrontare avversarie di altissimo livello come Canada, Svezia e Cechia. La sfida contro il Canada era considerata una delle più difficili dell’intero girone e il ko non cambia gli obiettivi principali della squadra, che dovrà cercare punti pesanti soprattutto negli scontri diretti per evitare la retrocessione.
Il prossimo impegno degli azzurri ai Mondiali
Dopo il pesante esordio contro il Canada, gli Azzurri saranno subito chiamati a voltare pagina nei prossimi incontri del girone. Il calendario dei Mondiali propone infatti un percorso molto impegnativo, ma fondamentale per costruire la corsa salvezza nella competizione. Il commissario tecnico punterà ora a recuperare energie fisiche e mentali in vista delle prossime sfide, dove l’Italia dovrà necessariamente alzare il livello per conquistare punti decisivi.
Rugby
Rugby femminile: le formazioni di Italia e Galles
Italia femminile rugby a Cardiff per il terzo posto nel Sei Nazioni. Le formazioni delle due Nazionali in vista del match dell’Arms Park.

Foto di Angel Arcalle su Unsplash
Tra poco più di un’ora l’Italia femminile di rugby scenderà in campo contro il Galles all’Arms Park di Cardiff per la quinta giornata del Sei Nazioni femminile 2026. Per le azzurre guidate dal commissario tecnico Fabio Roselli si tratta di una partita decisiva per chiudere il torneo con un risultato prestigioso. Una vittoria contro il Galles, unita a un risultato favorevole nella sfida tra Irlanda e Scozia, potrebbe infatti regalare all’Italia il terzo posto finale nella classifica del torneo.
Rugby: le scelte del ct Roselli
Dopo la sconfitta contro l’Inghilterra, il ct Fabio Roselli ha deciso di apportare quattro modifiche al XV titolare. Nel pacchetto di mischia tornano protagoniste Francesca Sgorbini come flanker numero 6, Giordana Duca in seconda linea accanto a Valeria Fedrighi e Gaia Maris nel ruolo di pilone destro. In trequarti spazio invece a Francesca Granzotto sull’ala destra, mentre Aura Muzzo partirà dalla panchina. Grande attenzione anche per Valeria Fedrighi, pronta a disputare l’ultima partita della sua carriera internazionale con la maglia azzurra.
Alla vigilia del match, Sofia Stefan ha sottolineato le difficoltà della trasferta gallese: “Il Galles è una squadra orgogliosa e molto fisica. Giocare a Cardiff non è mai semplice perché riescono a mettere pressione in ogni zona del campo e il pubblico sa trascinare la squadra”.

Foto di Thomas Serer su Unsplash
Il Galles punta sulla continuità
Il Galles conferma quasi interamente la formazione vista contro l’Irlanda nell’ultimo turno del Sei Nazioni. L’unica novità riguarda Seren Singleton, scelta come ala titolare. Le gallesi potranno contare su un triangolo allargato particolarmente pericoloso formato da Kayleigh Powell, Jasmine Joyce e dalla stessa Singleton.
L’head coach Sean Lynn ha chiesto massima intensità alle sue giocatrici: “Sappiamo quanto sia importante questa partita. L’Italia è davanti a noi nel ranking mondiale e serviranno carattere, aggressività e grande fisicità”.
Le formazioni ufficiali di Galles-Italia
Galles: 15 Kayleigh Powell; 14 Seren Singleton, 13 Carys Cox, 12 Courtney Keight, 11 Jasmine Joyce; 10 Lleucu George, 9 Keira Bevan; 1 Gwenllian Pyrs, 2 Kelsey Jones, 3 Sisilia Tuipulotu, 4 Branwen Metcalfe, 5 Georgia Evans, 6 Jorja Aiono, 7 Bethan Lewis (cap.), 8 Bryonie King. A disposizione: Molly Reardon, Maisie Davies, Donna Rose, Natalia John, Alisha Joyce, Seren Lockwood, Hannah Dallavalle, Nikita Prothero.
Italia: 15 Vittoria Ostuni Minuzzi; 14 Francesca Granzotto, 13 Michela Sillari, 12 Sara Mannini, 11 Alyssa D’Incà; 10 Veronica Madia, 9 Sofia Stefan; 1 Silvia Turani, 2 Vittoria Vecchini, 3 Gaia Maris, 4 Valeria Fedrighi, 5 Giordana Duca, 6 Francesca Sgorbini, 7 Alissa Ranuccini, 8 Elisa Giordano (cap.). A disposizione: Chiara Cheli, Vittoria Zanette, Gaia Dosi, Alessandra Frangipani, Beatrice Veronese, Alia Bitonci, Emma Stevanin, Aura Muzzo.
Rugby
Rugby: Georgia, scandalo doping senza precedenti
In Georgia scandalo senza precedenti nel rugby. Sanzioni complessive inflitte per quasi 36 anni di squalifica grazie all’Operazione Obsidian.

Foto di Thomas Serer su Unsplash
Il rugby georgiano è travolto da uno dei più gravi scandali antidoping degli ultimi anni. L’“Operazione Obsidian”, indagine internazionale avviata nel 2023 dalla World Anti-Doping Agency e da World Rugby, ha portato alla luce un sistema di irregolarità che coinvolge sei giocatori della nazionale della Georgia e un membro dello staff tecnico.
L’inchiesta ha evidenziato violazioni pesantissime del Codice Mondiale Antidoping, facendo emergere dubbi profondi sulla credibilità dell’intero sistema di controllo sportivo georgiano. Le sanzioni complessive inflitte raggiungono quasi 36 anni di squalifica, un dato che fotografa la portata dello scandalo.
Rugby, l’Operazione Obsidian smaschera la Georgia
Secondo quanto emerso dal rapporto ufficiale, gli investigatori hanno individuato almeno cinque episodi di sostituzione dei campioni antidoping, pratica severamente vietata dalle normative internazionali.
Le accuse non si limitano però ai singoli atleti. L’indagine avrebbe infatti documentato irregolarità sistematiche anche nella gestione dei controlli da parte dell’agenzia antidoping georgiana, la GADA. Alcuni dipendenti avrebbero avvisato preventivamente gli atleti dell’arrivo dei test, compromettendo così l’efficacia delle verifiche.
Inoltre, gli ufficiali incaricati dei controlli non avrebbero rispettato i protocolli obbligatori durante la raccolta dei campioni biologici. Tra le contestazioni più gravi emerge la mancata osservazione diretta degli atleti durante la minzione, violazione considerata estremamente seria nelle procedure antidoping internazionali.

Foto di Angel Arcalle su Unsplash
WADA durissima
Le reazioni della WADA sono state immediate e molto dure. Il presidente Witold Bańka ha definito l’intera vicenda “oltraggiosa”, sottolineando come il caso rischi di danneggiare profondamente l’immagine sportiva della Georgia a livello internazionale. Secondo Bańka, le squalifiche rappresentano un segnale forte contro ogni tentativo di aggirare le regole antidoping. La WADA ha inoltre elogiato il lavoro investigativo svolto da World Rugby, considerato decisivo per portare alla luce il sistema irregolare. L’inchiesta potrebbe ora avere conseguenze istituzionali molto pesanti anche per la GADA, finita sotto osservazione per presunte carenze strutturali e operative nella gestione dei controlli.
Le possibili ripercussioni internazionali
Lo scandalo arriva in un momento delicato per il rugby georgiano, nazionale che negli ultimi anni aveva conquistato credibilità e competitività nel panorama internazionale grazie ai risultati ottenuti nelle competizioni europee e mondiali. La vicenda rischia ora di compromettere i rapporti con gli organismi sportivi internazionali e potrebbe portare a controlli ancora più rigidi sulle attività antidoping nel Paese. Nel frattempo, il mondo del rugby guarda con attenzione agli sviluppi dell’inchiesta, mentre cresce la preoccupazione per l’impatto che casi simili possono avere sulla reputazione dello sport.
Nations Championship e futuro del rugby: il tema della credibilità torna centrale
Lo scandalo esplode inoltre a poche settimane dal dibattito internazionale sul nuovo Nations Championship, competizione destinata a rivoluzionare gli equilibri del rugby mondiale. In un contesto in cui federazioni e organizzazioni stanno cercando di aumentare visibilità, investimenti e competitività, la questione della trasparenza e della correttezza sportiva torna al centro dell’attenzione. L’Operazione Obsidian rappresenta così un caso destinato a lasciare il segno, non solo per il rugby georgiano ma per l’intero sistema sportivo internazionale.
Rugby
Sei Nazioni Femminile: l’Italia femminile cade contro l’Inghilterra
Sei Nazioni, grande cuore azzurro, ma non basta: le Red Roses vincono ma l’Italia conquista il bonus offensivo, fondamentale per la classifica.

Foto di Angel Arcalle su Unsplash
Una prova di carattere, orgoglio e intensità per le azzurre di Fabio Roselli, che nella sfida contro le campionesse del mondo dell’Inghilterra escono sconfitte ma con indicazioni estremamente positive. Nel match del Sei Nazioni Femminile, le inglesi si impongono 61-33, ma l’Italia porta a casa un prezioso punto di bonus offensivo grazie a cinque mete segnate.
Sei Nazioni: avvio devastante delle Red Roses
La partita si apre subito nel segno della superiorità inglese. Le ospiti partono forte e trovano rapidamente la prima meta con Packer, abile a finalizzare un’azione veloce alle spalle della difesa azzurra. La pressione dell’Inghilterra continua e nel giro di pochi minuti arrivano altre marcature che indirizzano il match già nella fase iniziale. Le Red Roses mostrano tutto il loro potenziale offensivo, sfruttando drive avanzanti, gioco al piede e grande velocità nelle fasi aperte, chiudendo il primo quarto di gara con un vantaggio già molto ampio.
L’Italia non molla: orgoglio e reazione
Nonostante il divario tecnico e fisico, le azzurre reagiscono con determinazione. La squadra allenata da Fabio Roselli riesce a costruire azioni offensive sempre più strutturate e trova la prima meta con Vecchini, arrivata dopo una lunga fase di pressione nei pressi della linea di meta. Il momento più significativo del primo tempo arriva però con la meta tecnica concessa all’Italia dopo un intervento irregolare della difesa inglese, episodio che consente alle azzurre di restare in partita dal punto di vista del punteggio e di chiudere la prima frazione con segnali incoraggianti.
Inghilterra dominante, ma l’Italia resta viva
Nella ripresa l’Inghilterra torna a spingere con forza, sfruttando profondità della rosa e qualità nelle avanzate. Le inglesi allungano ulteriormente il punteggio grazie alle mete di Packer e alla solidità del pacchetto di mischia. Nonostante ciò, l’Italia continua a giocare con intensità e trova ancora la via della meta con azioni ben costruite, tra cui spiccano le iniziative di Sgorbini e il lavoro del reparto avanzato, sempre più incisivo nella fase offensiva.

Cinque mete e bonus: il segnale più importante per le azzurre
Il dato più significativo della serata non è solo il risultato finale, ma la capacità dell’Italia di segnare cinque mete contro le campionesse del mondo. Un traguardo che vale il punto di bonus offensivo, fondamentale nella classifica del torneo. Le azzurre dimostrano di poter competere a tratti anche contro una delle squadre più forti al mondo, mostrando crescita nel gioco e una mentalità sempre più competitiva.
Classifica e prossimo impegno
Con questo risultato, l’Inghilterra resta a punteggio pieno in vetta al torneo, mentre l’Italia sale a quota 7 punti, restando pienamente in corsa per il podio del Sei Nazioni Femminile. Le azzurre chiuderanno il loro percorso contro il Galles, mentre l’Inghilterra sarà attesa dalla decisiva sfida contro la Francia. Una sconfitta pesante nel punteggio, ma una prestazione che lascia indicazioni importanti per il futuro del rugby femminile italiano.
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