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Baseball, Italia fuori a testa alta: il Venezuela rimonta e vola in finale
Si ferma in semifinale il sogno dell’Italia al World Baseball Classic. Al Loan Depot Park di Miami gli azzurri cedono 4-2 al Venezuela, che conquista la finale contro gli Stati Uniti al termine di una sfida intensa e ricca di tensione. La nazionale italiana chiude comunque il miglior percorso della sua storia nella competizione, al termine di un torneo sorprendente che l’aveva vista arrivare imbattuta fino alla penultima tappa.
Baseball, Italia eliminata dal Venezuela
La partita si era messa subito sui binari giusti per l’Italia, capace di portarsi sul 2-0 già nel secondo inning grazie a un attacco paziente e concreto, più costruito che spettacolare. Gli azzurri hanno gestito il vantaggio per diversi inning, mostrando solidità sul monte e ordine nel box. Il Venezuela, però, non ha mai smesso di crederci. Il primo segnale è arrivato con il fuoricampo che ha accorciato le distanze a metà gara, riaprendo un match fino a quel momento controllato dagli italiani. La svolta è arrivata nel settimo inning. Con ancora sette eliminazioni a separare l’Italia dalla finale, il bullpen azzurro ha iniziato a vacillare sotto la pressione delle mazze venezuelane. In pochi minuti, la partita è cambiata volto: tre punti segnati grazie a una serie di valide consecutive hanno ribaltato il risultato e spento l’entusiasmo italiano. Da quel momento, l’attacco azzurro ha perso lucidità, faticando a reagire contro i lanci ad alta velocità dei pitcher sudamericani.
Fine del percorso
Nonostante la sconfitta, resta un torneo straordinario per l’Italia, capace di battere anche gli Stati Uniti nella fase a gironi e di conquistare per la prima volta una semifinale mondiale. Un risultato che segna un punto di svolta per il baseball italiano, sempre più competitivo a livello internazionale. Il Venezuela si giocherà il titolo contro gli Stati Uniti nella notte, inseguendo un trionfo storico. Per l’Italia, invece, resta l’orgoglio di aver scritto una delle pagine più belle della propria storia sportiva.
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Mondiali ginnastica artistica 2026, Melnikova senza visto
Mondiali di ginnastica artistica 2026, negato il visto ad Angelina Melnikova, Viktoria Listunova e Anna Kalmykova. La Russia si rivolge agli organismi internazionali.

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Il conto alla rovescia per i Mondiali di ginnastica artistica 2026 è accompagnato da una vicenda che rischia di condizionare la competizione. Le autorità dei Paesi Bassi hanno negato il visto d’ingresso a tre ginnaste russe attese a Rotterdam dal 17 al 25 ottobre: Angelina Melnikova, Viktoria Listunova e Anna Kalmykova. La decisione, comunicata dalla Federazione russa di ginnastica, impedisce alle atlete interessate di raggiungere il Paese ospitante, almeno finché il provvedimento non verrà eventualmente modificato. La vicenda ha suscitato la protesta della federazione russa, che ha annunciato l’intenzione di rivolgersi agli organismi sportivi internazionali per chiedere una revisione del caso. A rendere particolarmente rilevante la notizia è soprattutto il nome di Angelina Melnikova, campionessa del mondo in carica nel concorso generale individuale. La sua mancata partecipazione priverebbe la rassegna iridata di una delle principali protagoniste della ginnastica artistica femminile.
Mondiali di ginnastica artistica: niente visto Angelina Melnikova
Melnikova arriva all’appuntamento iridato dopo aver conquistato importanti successi internazionali. Ai Mondiali del 2025 a Giacarta, in Indonesia, la ginnasta russa ha vinto l’oro nel concorso generale individuale e al volteggio, confermandosi ai vertici della disciplina. Insieme a lei sono state coinvolte nel provvedimento anche Viktoria Listunova e Anna Kalmykova, altre due atlete di primo piano del movimento russo. L’assenza delle tre ginnaste potrebbe avere conseguenze sulla lotta alle medaglie e sulla composizione della squadra nazionale in una manifestazione importante anche in prospettiva olimpica. Il caso non è del tutto nuovo per Melnikova. Già nell’agosto 2026 la campionessa aveva incontrato difficoltà nell’ottenere il visto per partecipare agli Europei in Croazia. In quell’occasione, dopo un ricorso, la situazione si era risolta e l’atleta aveva potuto prendere parte alla competizione, conquistando il titolo continentale nel concorso generale individuale.
La Federazione russa protesta e prepara il ricorso
La Federazione russa di ginnastica ha contestato la decisione delle autorità olandesi, sostenendo che il mancato rilascio dei documenti penalizzi alcune delle atlete più competitive della nazionale. L’organismo ha descritto il provvedimento come una forma di discriminazione e una violazione dei principi di equità sportiva. La Russia intende sottoporre la questione alla Federazione internazionale di ginnastica, World Gymnastics, e al Comitato olimpico internazionale. L’obiettivo è ottenere una valutazione del caso e verificare se esistano le condizioni per consentire alle tre atlete di partecipare ai Mondiali. La questione resta delicata perché il rilascio dei visti è di competenza delle autorità del Paese ospitante. La partecipazione alle competizioni internazionali, quindi, non garantisce automaticamente il diritto di ingresso nello Stato in cui si svolge l’evento.

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World Gymnastics prende posizione
Nella giornata del 14 ottobre è arrivata anche la presa di posizione di World Gymnastics, la federazione internazionale della ginnastica. L’organismo ha espresso rammarico per le conseguenze del provvedimento, chiarendo però di non avere competenza diretta sulle decisioni relative ai visti. La federazione ha spiegato che il rilascio dei documenti dipende esclusivamente dalle autorità dei Paesi Bassi e che non è in grado di fornire spiegazioni specifiche sui motivi dei singoli rifiuti. Ha inoltre confermato di essere in contatto con le autorità olandesi, gli organizzatori locali e la Federazione russa per seguire l’evoluzione della situazione.
Mondiali di ginnastica artistica, in palio anche le prime quote olimpiche per Los Angeles 2028
L’esclusione delle tre ginnaste assume un peso ulteriore perché i Mondiali di Rotterdam rappresentano un appuntamento fondamentale nel percorso verso le Olimpiadi di Los Angeles 2028. La competizione assegnerà infatti le prime qualificazioni olimpiche a squadre. La mancata partecipazione di Melnikova, Listunova e Kalmykova potrebbe quindi incidere sulle ambizioni della nazionale russa, oltre a modificare gli equilibri nella corsa alle medaglie individuali. La Federazione russa ha contestato proprio le possibili ripercussioni sulla parità delle condizioni di qualificazione. Resta inoltre da chiarire la situazione di altri componenti della delegazione russa, per alcuni dei quali, secondo le informazioni diffuse dai media internazionali, la procedura per il visto non risultava ancora conclusa.
Il caso Melnikova resta aperto
A pochi giorni dall’inizio dei Mondiali, la vicenda dei visti si è trasformata in uno dei temi centrali che accompagnano la manifestazione. Da una parte c’è la protesta della Federazione russa, che chiede una valutazione internazionale; dall’altra, World Gymnastics ribadisce i limiti delle proprie competenze sulle autorizzazioni d’ingresso. Per Angelina Melnikova, Viktoria Listunova e Anna Kalmykova, il mancato rilascio dei visti rappresenta un ostacolo decisivo alla partecipazione alla rassegna iridata. Gli sviluppi del caso saranno importanti non soltanto per il futuro immediato delle tre atlete, ma anche per il dibattito sulle condizioni di accesso alle competizioni internazionali in vista del prossimo ciclo olimpico.
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Simone Biles salta i Mondiali 2026: USA senza la stella

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I Mondiali di ginnastica artistica, in programma a Rotterdam dal 17 al 25 ottobre, si svolgeranno senza una delle atlete più rappresentative della storia di questo sport. Simone Biles non figura nella squadra degli Stati Uniti e non prenderà parte alla rassegna iridata, una scelta che era già prevista e che non rappresenta necessariamente un nuovo stop nella sua carriera. La ginnasta americana, protagonista assoluta alle Olimpiadi di Parigi 2024, ha conquistato nella capitale francese tre medaglie d’oro, rispettivamente nel concorso generale individuale, nella gara a squadre e al volteggio, oltre all’argento al corpo libero. Da allora non è più tornata a gareggiare in una competizione internazionale. L’assenza di Biles cambia inevitabilmente il volto della formazione statunitense, abituata negli ultimi anni a fare affidamento sul talento e sulla leadership della propria campionessa. Gli Stati Uniti, tuttavia, possono contare su un gruppo competitivo, con atlete emergenti e ginnaste già capaci di conquistare risultati importanti nelle principali manifestazioni internazionali.
Ginnastica artistica, Simone Biles e i problemi di salute: come sta la campionessa
Nelle ultime settimane Biles ha raccontato alcuni problemi di salute che l’hanno costretta a sottoporsi a cure e controlli. La campionessa ha spiegato di aver ricevuto diagnosi di eczema sulle braccia e dermatite seborroica sul cuoio capelluto, disturbi che le avevano provocato una forte desquamazione della pelle. Durante l’estate la situazione l’aveva particolarmente preoccupata, fino a richiedere un ricovero ospedaliero. Successivamente, grazie al supporto di professionisti di fiducia e a trattamenti specifici, l’atleta ha riferito di aver registrato miglioramenti. Le difficoltà fisiche si inseriscono in un periodo nel quale la ginnasta sta valutando con attenzione il proprio futuro sportivo. Al momento, però, non ci sono indicazioni che consentano di collegare direttamente i problemi dermatologici all’assenza dai Mondiali: la mancata partecipazione alla competizione era stata programmata in precedenza. La priorità resta quindi il benessere personale, senza forzare i tempi di un eventuale rientro. Per una campionessa che ha segnato un’epoca, la gestione della propria condizione fisica rappresenta un aspetto essenziale per valutare le prossime scelte.

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La squadra USA ai Mondiali: Jade Carey ed Hezly Rivera tra le protagoniste
Senza Biles, gli Stati Uniti si presenteranno a Rotterdam con una formazione rinnovata. Il quintetto selezionato comprende Skye Blakely, Charleigh Bullock, Reese Esponda, Claire Pease ed Hezly Rivera. Dulcy Caylor sarà invece la riserva viaggiante, mentre Jade Carey è stata indicata come riserva non viaggiante. Tra i nomi più attesi figurano proprio Rivera e Carey. La prima ha fatto parte della squadra statunitense che ha conquistato l’oro olimpico a Parigi 2024, mentre Carey si è laureata campionessa olimpica al corpo libero a Tokyo 2020. Anche Skye Blakely porta in dote una significativa esperienza internazionale, mentre per Bullock, Esponda e Pease il Mondiale rappresenterà un’occasione importante per affermarsi sulla scena globale. La sfida sarà impegnativa: gli Stati Uniti hanno dominato la competizione a squadre femminile ai Mondiali per gran parte dell’ultimo decennio e puntano a prolungare la propria striscia vincente. Senza la loro atleta simbolo, serviranno continuità, precisione e un contributo equilibrato da parte di tutte le componenti del gruppo.
Ginnastica artistica, Simone Biles tornerà alle Olimpiadi del 2028?
Il grande interrogativo riguarda il futuro olimpico di Simone Biles. Le Olimpiadi di Los Angeles 2028 potrebbero rappresentare una motivazione importante per la ginnasta, che avrebbe l’opportunità di gareggiare davanti al pubblico di casa. Al momento, tuttavia, non è arrivata una conferma definitiva sulla sua partecipazione. La campionessa dovrà valutare diversi fattori, dalla condizione fisica alle motivazioni personali, prima di prendere una decisione. Il suo palmarès le consente di affrontare il futuro senza la necessità di dimostrare ulteriormente il proprio valore, ma l’idea di un’ultima avventura olimpica resta uno scenario possibile.
I Mondiali di Rotterdam offriranno intanto agli Stati Uniti l’occasione di verificare la profondità del proprio movimento e di dare spazio a nuove protagoniste. Il risultato della squadra americana sarà uno degli elementi più interessanti della rassegna, anche per comprendere come il gruppo possa evolversi in vista del prossimo ciclo olimpico. L’assenza di Biles non chiude dunque il capitolo della ginnastica statunitense, ma apre una fase nuova: la squadra dovrà dimostrare di saper vincere anche senza la propria stella, mentre il futuro della campionessa rimane tutto da scrivere.
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Sci alpino, convocati Italia per Sölden: i sette azzurri

La stagione di Coppa del Mondo di sci alpino si avvicina al primo appuntamento e l’Italia ha ufficializzato i convocati per il gigante maschile di Sölden. La selezione azzurra riflette la volontà di proseguire nel solco del lavoro già avviato, senza stravolgimenti alla vigilia di una gara importante per valutare il livello raggiunto durante la preparazione estiva. Il direttore tecnico Massimo Carca ha scelto di utilizzare tutti e sette i posti disponibili, affidandosi a un gruppo che conosce già il circuito internazionale. L’obiettivo è presentarsi al via con una squadra collaudata, capace di affrontare le difficoltà della pista austriaca e di iniziare la nuova annata con indicazioni positive.
Sci alpino, i sette convocati dell’Italia per Sölden
La lista degli azzurri comprende sette nomi: Luca De Aliprandini, Alex Vinatzer, Filippo Della Vite, Giovanni Borsotti, Giovanni Franzoni, Tobias Kastlunger e Simon Talacci. Una formazione che unisce esperienza e prospettive di crescita, con atleti chiamati a dimostrare il proprio valore in una delle prime occasioni ufficiali della stagione. De Aliprandini e Vinatzer rappresentano due riferimenti importanti per il gruppo, mentre gli altri convocati avranno l’opportunità di confrontarsi subito con avversari di alto livello. La scelta di Carca punta dunque sulla conoscenza reciproca e sulla continuità tecnica. In un calendario lungo e impegnativo, partire con un gruppo definito può favorire il lavoro degli allenatori e permettere agli atleti di concentrarsi sugli aspetti da migliorare.

Gigante di Sölden, il primo test della Coppa del Mondo 2026-2027
Il debutto è fissato per il 25 ottobre 2026 sul ghiacciaio del Rettenbach, a Sölden, in Austria. Il gigante che inaugura la Coppa del Mondo sarà il primo vero banco di prova per misurare la condizione degli sciatori dopo i mesi di allenamento. La pista austriaca richiede precisione, capacità di adattamento e continuità lungo entrambe le manche. In una gara di apertura, inoltre, le condizioni del fondo e la gestione della pressione possono incidere in modo significativo sul risultato finale. Per gli azzurri sarà fondamentale tradurre in prestazione il lavoro svolto in preparazione, cercando di trovare subito il giusto ritmo e limitare gli errori. La competizione permetterà anche allo staff tecnico di raccogliere indicazioni utili per programmare il resto della stagione.
Italia dello sci alpino, preparazione tra Sölden e Pitztal
In vista dell’esordio, il gruppo italiano proseguirà il lavoro sulle nevi austriache, alternando le sessioni a Sölden con quelle nella vicina Pitztal. La fase finale della preparazione sarà dedicata alla messa a punto della condizione fisica, alla ricerca delle migliori sensazioni sugli sci e agli ultimi aggiustamenti tecnici. La decisione di confermare un gruppo consolidato mostra la fiducia dello staff nei confronti degli atleti selezionati. Ora, però, la parola passerà alla pista: il gigante di Sölden offrirà le prime risposte concrete sulle ambizioni dell’Italia nella Coppa del Mondo 2026-2027. L’obiettivo è cominciare con prestazioni solide e costruire fin da subito una base positiva per il prosieguo del calendario internazionale.
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