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Italia, Makkelie dirigerà la sfida contro l’Irlanda del Nord

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Sono state rese note dalla UEFA le designazioni arbitrali per i playoff di qualificazione al Mondiale 2026. Per la sfida tra Italia e Irlanda del Nord, in programma giovedì 26 marzo alle 20:45 alla New Balance Arena, la direzione di gara è stata affidata all’olandese Danny Makkelie. Il fischietto 43enne sarà coadiuvato dagli assistenti, anch’essi olandesi, Steegstra e De Vries, mentre il ruolo di quarto ufficiale sarà ricoperto dallo spagnolo Jesús Gil Manzano. In sala VAR opererà una squadra tutta olandese: Van Boekel sarà il video assistant referee, affiancato da Manschot nel ruolo di AVAR.

Italia, i precedenti con Makkelie

Non si tratta di una novità assoluta per Makkelie con la selezione italiana. L’arbitro olandese ha già incrociato gli azzurri in quattro occasioni, con un bilancio fatto di momenti positivi e altri meno memorabili.

Il primo precedente risale al 9 ottobre 2016, sempre in un match di qualificazione mondiale, quando l’Italia superò 3-2 la Macedonia del Nord. Più opaco, invece, il ricordo dello 0-0 contro il Portogallo nella UEFA Nations League del 2018. Makkelie ha poi arbitrato due gare degli Europei. Nella prima, all’esordio dell’Italia a UEFA Euro 2020, la squadra guidata da Roberto Mancini si impose con un netto 3-0 sulla Turchia allo stadio Olimpico di Roma. Più recente, invece, il precedente a UEFA Euro 2024, nella sfida contro la Croazia: un pareggio per 1-1 deciso in extremis dal gol di Mattia Zaccagni, risultato che valse agli azzurri il passaggio agli ottavi.

Ora un nuovo capitolo: con in palio un pass fondamentale verso il Mondiale 2026, l’Italia si prepara a ritrovare Makkelie in una gara che si preannuncia decisiva.

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Italia, le parole di Gattuso alla vigilia del match contro l’Irlanda del Nord

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Cresce l’attesa per la semifinale playoff tra Italia e Irlanda del Nord, in programma domani a Bergamo per un posto ai Mondiali 2026. Alla vigilia del match, il Ct azzurro Gennaro Gattuso ha parlato ai microfoni di Sky Sport, mostrando entusiasmo ma anche la consapevolezza della posta in gioco.

Italia, le parole di Gattuso

Il peso della partita: “Ho un Paese sulle spalle, è la gara più importante della mia carriera da allenatore – ha detto Gattuso -. Sappiamo cosa c’è in gioco ed è giusto arrivarci carichi e con un po’ di tensione. Loro fanno pochissime cose, ma credono moltissimo in tutto quello che fanno. Bastoni in panchina o dall’inizio? Vedremo”.

L’allenatore ha sottolineato l’atmosfera positiva a Coverciano nei giorni di preparazione: “C’è un buon umore all’interno della squadra, devo dire che sono stati tre giorni belli. Grandissima atmosfera, domani abbiamo una partita importante, sappiamo tutti cosa ci giochiamo. È giusto arrivare domani carichi e sentire un po’ di responsabilità e di tensione”.

Sulla strategia di gara, Gattuso ha spiegato: “Tutte e due. Loro fanno pochissime cose, ma credono moltissimo in tutto quello che fanno. Quando vanno in verticale, sulla seconda palla, in tutte le parti del campo la buttano dentro, vanno ‘in the box’. Bisogna essere bravi, forti mentalmente, saper soffrire, stare là e quando abbiamo la palla riuscire a giocare in velocità, riuscire a portare i giocatori negli ultimi 16-20 metri e metterli in difficoltà”.

Il tecnico ha poi parlato del recupero dei giocatori: “Vediamo. Merito a lui, anche Scamacca ieri ha fatto un lavoro a parte, però giustamente bisogna rispettare a livello strumentale quello che dice. C’è la voglia di questi ragazzi di mettersi a disposizione, di stringere i denti. Le valutazioni sono queste”.

Gattuso ha ammesso la pressione che sente: “Sicuramente. Mi gioco tanto. Sono ancora giovane e ho un Paese sulle spalle. Non vi nego che in questi 7 mesi tutti i giorni sentire ‘Mister portaci al Mondiale’… la pressione c’è. Però sono abituato da tantissimi anni, è ormai da una vita che faccio questo mestiere: è sicuramente la partita più importante della carriera”.

In conferenza stampa il Ct ha aggiunto ulteriori dettagli sulla preparazione: “Voglio pensare positivo. C’è bisogno sempre di esperienza quando si entra in campo, ma ormai i giocatori smanettano sui telefoni, hanno password per vedere partite e sistemi tattici. Sono due giorni che facciamo sala video e non deve mancare questo: annusare il pericolo e capire che loro ci credono su ogni palla. Dormire? Ringrazio i dottori perché qualche pillolina ci scappa, se no alle 4.30/5 apro gli occhi e sembro un pipistrello. Ho letto le parole di Lippi e non nego che un po’ mi sono emozionato. Ci parlo spesso, so quello che abbiamo condiviso insieme ma le parole mi hanno emozionato e lo ringrazio”.

Infine, il tecnico ha parlato anche dei rigori: “Il rigorista è Retegui. Ieri li abbiamo provati, tutti hanno tirato 3 rigori a testa, ci siamo portati avanti sicuramente… Sappiamo che c’è la possibilità di andare ai rigori e li abbiamo provati. Vorrei vedere lo spirito di Sinner in questa squadra”. E ha concluso: “Non avevo bisogno di guardare gli spareggi precedenti, li ho nella mia testa. Poi la verità è che se Jorginho segna all’Olimpico siamo al Mondiale, la fortuna è una componente del calcio, ma alla fine non andiamo al Mondiale dal 2014. Quello è il passato, pensiamo a domani”.

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Italia, Gattuso: “Fatto tutto il possibile, adesso sta a noi…”

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Alla vigilia di una sfida decisiva come quella degli azzurri contro l’Irlanda del Nord, il commissario tecnico dell’Italia, Gennaro Gattuso, ha parlato in conferenza stampa tracciando la linea della sua Italia: pragmatismo, gestione delle energie e fiducia nel gruppo.

Italia, le parole di Gattuso in conferenza stampa

“Io pensavo di arrivare e giocare la partita, nessun alibi per gi infortuni. Se non è stato afatto quello che volevamo fare vuol dire che non c’erano i presupposti. Gli infortuni ce li avranno anche gli altri, ci sta, siamo alla 30esima. Sceglieremo i giocatori che stanno meglio e andremo in capo. Non c’è tempo per pensare ad altro. Abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare, adesso sta a noi. Inutile pensare se si poteva fare qualcosa in più, ora testa alla partita di giovedì. Non dobbiamo pensare ai Mondiali e gli Europei vinti, per noi c’è solo giovedì, per tutte le persone che ci circondano”.

Le parole su Bastoni: “Bastoni? Sapete tutti il problema che ha avuto, bisogna ringraziarlo per la disponibilità. È a Coverciano a fare le cure. deve lavorare, deve curarsi bene e speriamo di recuperarlo. Chapeau a lui per la professionalità. Alle cene non siamo andati a parlare di tattica, le scelte che sono state fatte le ho fatte per creare un rapporto con i giocatori. Tante scelte che meritavano di essere qua, come Zaniolo, Bernardeschi, Fagioli, Orsolini e altri, la scelta di puntare sul gruppo ha determinato. Ho cercato di crearlo e sono contento, spero con tutto il cuore di riuscire a raggingere l’obiettivo. Questo gruppo per come si sta comportando e per l’attaccamento che hanno dimostrato si merita una gioia”.

Alleggerire la tensione: “Bisogna pensare a quello che abbiamo di fronte, dobbiamo pensare ad adesso e alleggerire i ragazzi. Dobbiamo preparare le partite sapendo che ci sono delle difficoltà. La partita a San Siro contro la Norvegia abbiamo fatto un grande primo tempo ma alla prima difficoltà siamo andati sotto. Dobbiamo riuscire a tenere botta, l’evento può succedere e dipende come lo vivi e lo gestisci. Dobiamo essere bravi su questo aspetto. Noi pensiamo a oggi, dove abbiamo una grandissima occasione”.

Gli infortuni che hanno colpito gli azzurri: “Tanti giocatori avevano problemini ma il loro obiettivo era solo la Nazionale. I giocatori solitamente preferiscono rimane al club quando hanno un problema, ma oggi vedo un grandissimo attaccamento, lo tocco con mano. Nella vita bisogna anche essere corretti, dipende in che condizioni stanno e quali miglioramenti ci saranno. Non possiamo permetterci di perdere un giocatore e creare dei danni. Lo staff medico è molto preparato, all’avanguardia. Le scelte le faremo in maniera corretta”. Poi il punto sugli altri infortuni: “Scamacca ha un problema all’adduttore, lo valutiamo giorno dopo giorno, come Bastoni. Tonali farà un lavoro a basso carico, domani speriamo di averlo a disposizione. Per Mancini un affaticamento, nessun problema a livello strumentale. Calafiori ieri ha sentito un dolorino ma pensiamo di riaverlo. Chiesa si è presentato ieri alla convocazione, a livello fisico aveva dei piccoli problemi e abbiamo deciso che era inutile per entrambe le parti che rimanesse”. Sulla partita: “Dobbiamo arrivarci con grande voglia ma con lucidità, annusando il pericolo. Da quando sono qui il problema è quello di annusare il pericolo, bisogna avere rispetto dell’avversario, che corre tantissimo. Magari a livello qualitativo non è una grandissima squadra, ma sui calci piazzati fanno paura e hanno grande cuore”.

Le parole su Barella: “Volevo affrontare queste partite con le mie certezze, in questi 7 mesi questo gruppo me le ha date. Sono consapevole che ci sono giocatori che hanno fatto benissimo, ma le scelte sono state fatte in buona fede. Ho grande fiducia nei giocatori che ho convocato. Dimarco ha dei numeri incredibili. Parlo tutti i giorni con Barella, per come ha giocato lui la gente si aspetta sempre di più e lui lo fa. Mi aspetto che metta grande voglia, che non è mai mancata. Normale che quando gioca al di sotto delle sue possibilità viene massacrato perché ha dimostrato di essere un giocatore importante”.

Non dare pressione ai calciatori, soprattutto ai più giovani: “Tutti i giocatori che sono qua sanno l’importanza di questa partita. Se comincio da oggi tutti i giorni nell’orecchio con dieci riunioni in sala video… Facciamo quello che dobbiamo fare con serenità e spensieratezza, tutti loro già sanno quello che ci andiamo a giocare. Non dobbiamo soffocarli. I nostri giocatori hanno vinto tanto, hanno giocato finali, hanno vinto l’Europeo, ne abbiamo di forti. Credo molto in loro, abbiamo qualità, ci vuole convinzione. Abbiamo giocatori abituati a questo tipo di partita. Esposito e Palestra? Giovani e non giovani non c’ho mai pensato, se uno è forte è forte. Ma bisogna anche valutare che tipo di partita andiamo a giocare, l’esperienza e le condizioni degli altri giocatori. Ora il calcio moderno è cambiato, non conta solo chi inizia dal primo minuto, che è importante tanto quanto chi entra”.

La scelta di Bergamo: “Bergamo? L’ho scelto io, ringrazio il presidente e Buffon che me l’hanno permesso. A San Siro dopo 10 minuti inizi a sentire i primi fischi. A Bergamo per come ci hanno fatto sentire alla mia prima partita, ci hanno applaudito a fine primo tempo sullo 0-0. Giochiamo in un catino, speriamo di non aver toppato. Io per questa partita mi sono allenato. Bisogna trasmettere positività, io in questi mesi ci ho lavorato per arrivare in queste condizioni qua. Innegabile che la tensione c’è, solo un senza sangue non può avvertirla. Ma dobbiamo essere bravi a trasmettere positività. L’obiettivo è giovedì, tutte le foto qui sono il passato. Abbiamo una grande occasione e speriamo di raggiungerla. Su 300 gare in Serie A, ne abbiamo guardate 295 di Serie A, 15 Coppa Italia, poi la Supercoppa Italiana, i campionati esteri e le coppe europee. Lavoro faticoso ma divertente, siamo sempre stati presenti, anche grazie alla federazione che ci ha dato questa possibilità. Potevamo fare qualcosa in più, ma pazienza, accettiamo quello che abbiamo avuto. Giovedì ci andiamo a giocare quello che ci meritiamo”.

Su Locatelli: “Sta facendo molto bene, lui e la Juve, squadra quadrata dove Luciano ha fatto un grande lavoro. Locatelli l’ho trovato bene, è cresciuto sta giocando con grande qualità fisiche e tecniche. Il rigore sbagliato ci sta, ci rimani male ma è normale. Il giocatore si è ritrovato, ha grande fiducia e può darci una mano”.

Su Federico Chiesa: “Perché Mancini e Bastoni sono rimasti e Chiesa no? Le teste dei giocatori non sono tutti uguali. Quando sento che è titubante devo fare una scelta, l’abbiamo deciso insieme, non se la sentiva ed è tornato a casa. Io devo accettarlo, posso convincerli per un po’, ma poi nella vita i rapporti sono importanti. Da quando faccio questo mestiere non avendo grandi conoscenze a livello medico, se una persona non sta bene non devo insistere. Se poi ci lascia un ginocchio come può guardarmi il calciatore. Non insisto ed è giusto che torni a casa”.

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Italia, i 28 convocati da Gattuso per i playoff Mondiali

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Il ritorno di Federico Chiesa è il tema centrale delle convocazioni diramate dal commissario tecnico Gennaro Gattuso in vista dei playoff per l’accesso al Mondiale. L’esterno offensivo del Liverpool torna a vestire la maglia azzurra dopo 635 giorni di assenza, offrendo qualità, esperienza internazionale e imprevedibilità a un gruppo chiamato a non sbagliare nella semifinale contro l’Irlanda del Nord, in programma il 26 marzo.

Italia, non solo Chiesa, c’è anche Tonali!

Tra le notizie più rassicuranti c’è quella legata a Sandro Tonali: il centrocampista, uscito acciaccato da un recente impegno di Champions League per un problema all’inguine, ha recuperato e sarà regolarmente a disposizione. Una presenza fondamentale per equilibrio e leadership in mezzo al campo.

Gattuso ha scelto di puntare anche su diversi volti nuovi e ritorni interessanti. Spicca la prima convocazione per Marco Palestra, premiato dopo le buone prestazioni in stagione. Tornano nel gruppo anche Giorgio Scalvini e Niccolò Pisilli, assenti da mesi ma considerati pedine utili per ampliare le soluzioni a disposizione del CT.

In porta, scelta significativa con Elia Caprile inserito tra i convocati e preferito a Vicario, segnale di una gerarchia in evoluzione tra i pali. Non farà invece parte del gruppo Mattia Zaccagni, costretto a dare forfait a causa di una lesione muscolare.

I convocati

Portieri: Elia Caprile (Cagliari); Marco Carnesecchi (Atalanta); Gianluigi Donnarumma (Manchester City); Alex Meret (Napoli);

Difensori: Alessandro Bastoni (Inter); Alessandro Buongiorno (Napoli); Riccardo Calafiori (Arsenal); Andrea Cambiaso (Juventus); Diego Coppola (Paris FC); Federico Dimarco (Inter); Federico Gatti (Juventus); Gianluca Mancini (Roma); Marco Palestra (Cagliari); Giorgio Scalvini (Atalanta); Leonardo Spinazzola (Napoli);

Centrocampisti: Nicolò Barella (Inter); Bryan Cristante (Roma); Davide Frattesi (Inter); Manuel Locatelli (Juventus); Niccolò Pisilli (Roma); Sandro Tonali (Newcastle);

Attaccanti: Federico Chiesa (Liverpool); Francesco Pio Esposito (Inter); Moise Kean (Fiorentina); Matteo Politano (Napoli); Giacomo Raspadori (Atalanta); Mateo Retegui (Al-Qadsiah); Gianluca Scamacca (Atalanta).

La lista dei 28 riflette l’idea di un’Italia che mescola esperienza e rinnovamento. Il ritorno di Chiesa rappresenta una risorsa chiave per il reparto offensivo, mentre i nuovi innesti testimoniano la volontà di costruire un gruppo competitivo anche in prospettiva futura. Contro l’Irlanda del Nord serviranno concentrazione e intensità: la posta in palio è altissima e non sono ammessi passi falsi.

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