Calcio
Italia, i 28 convocati da Gattuso per i playoff Mondiali
Il ritorno di Federico Chiesa è il tema centrale delle convocazioni diramate dal commissario tecnico Gennaro Gattuso in vista dei playoff per l’accesso al Mondiale. L’esterno offensivo del Liverpool torna a vestire la maglia azzurra dopo 635 giorni di assenza, offrendo qualità, esperienza internazionale e imprevedibilità a un gruppo chiamato a non sbagliare nella semifinale contro l’Irlanda del Nord, in programma il 26 marzo.
Italia, non solo Chiesa, c’è anche Tonali!
Tra le notizie più rassicuranti c’è quella legata a Sandro Tonali: il centrocampista, uscito acciaccato da un recente impegno di Champions League per un problema all’inguine, ha recuperato e sarà regolarmente a disposizione. Una presenza fondamentale per equilibrio e leadership in mezzo al campo.
Gattuso ha scelto di puntare anche su diversi volti nuovi e ritorni interessanti. Spicca la prima convocazione per Marco Palestra, premiato dopo le buone prestazioni in stagione. Tornano nel gruppo anche Giorgio Scalvini e Niccolò Pisilli, assenti da mesi ma considerati pedine utili per ampliare le soluzioni a disposizione del CT.
In porta, scelta significativa con Elia Caprile inserito tra i convocati e preferito a Vicario, segnale di una gerarchia in evoluzione tra i pali. Non farà invece parte del gruppo Mattia Zaccagni, costretto a dare forfait a causa di una lesione muscolare.

Foto di Connor Coyne su Unsplash
I convocati
– Portieri: Elia Caprile (Cagliari); Marco Carnesecchi (Atalanta); Gianluigi Donnarumma (Manchester City); Alex Meret (Napoli);
– Difensori: Alessandro Bastoni (Inter); Alessandro Buongiorno (Napoli); Riccardo Calafiori (Arsenal); Andrea Cambiaso (Juventus); Diego Coppola (Paris FC); Federico Dimarco (Inter); Federico Gatti (Juventus); Gianluca Mancini (Roma); Marco Palestra (Cagliari); Giorgio Scalvini (Atalanta); Leonardo Spinazzola (Napoli);
– Centrocampisti: Nicolò Barella (Inter); Bryan Cristante (Roma); Davide Frattesi (Inter); Manuel Locatelli (Juventus); Niccolò Pisilli (Roma); Sandro Tonali (Newcastle);
– Attaccanti: Federico Chiesa (Liverpool); Francesco Pio Esposito (Inter); Moise Kean (Fiorentina); Matteo Politano (Napoli); Giacomo Raspadori (Atalanta); Mateo Retegui (Al-Qadsiah); Gianluca Scamacca (Atalanta).
La lista dei 28 riflette l’idea di un’Italia che mescola esperienza e rinnovamento. Il ritorno di Chiesa rappresenta una risorsa chiave per il reparto offensivo, mentre i nuovi innesti testimoniano la volontà di costruire un gruppo competitivo anche in prospettiva futura. Contro l’Irlanda del Nord serviranno concentrazione e intensità: la posta in palio è altissima e non sono ammessi passi falsi.
Calcio
Nazionale, Silvio Baldini guiderà gli azzurri a giugno
La Nazionale riparte dai giovani e dalla “filosofia” di Silvio Baldini. In un clima di profondo rinnovamento dopo la mancata qualificazione ai Mondiali del 2026 e l’addio di Gennaro Gattuso, la FIGC ha rotto gli indugi: sarà l’attuale tecnico dell’Under 21 a guidare gli Azzurri nelle amichevoli di giugno contro Lussemburgo e Grecia. Una scelta che sa di transizione programmata, in attesa che le elezioni federali del prossimo 22 giugno definiscano il nuovo assetto di via Allegri e, di conseguenza, il nome del Commissario Tecnico a cui affidare il ciclo del rilancio.
Nazionale, la conferma della FIGC
La conferma ufficiale è arrivata tramite una nota della Federazione: Baldini siederà sulla panchina della Nazionale maggiore per il doppio impegno internazionale che chiuderà la stagione. Gli Azzurri scenderanno in campo mercoledì 3 giugno allo Stade de Luxembourg contro i padroni di casa, per poi volare in missione a Creta domenica 7 giugno, dove affronteranno la Grecia al Pankritio Stadium di Candia.

Rivoluzione verde: “Nessun reduce dalla disfatta”
Più che i test in sé, a far rumore è la linea editoriale che Baldini sembra intenzionato a seguire. Secondo le ultime indiscrezioni, il tecnico toscano starebbe preparando una lista di convocati che profuma di tabula rasa: l’idea è quella di non chiamare nessuno dei protagonisti della recente delusione in terra bosniaca, puntando con decisione sul blocco dell’Under 21 che sta ben figurando nelle qualificazioni europee. Spazio dunque ai talenti che Baldini conosce meglio: dai nomi già nel giro della prima squadra a prospetti come Kayode, Ndour, Koleosho e Lipani. Un segnale forte per dire che il futuro deve iniziare adesso, senza voltarsi indietro.
Un traghettatore di carisma
Promosso dall’Under 21 (dove era approdato nel luglio 2025), Silvio Baldini rappresenta l’usato sicuro ma con una visione identitaria molto marcata. Non sarà un semplice “burocrate della panchina”, ma un uomo chiamato a ridare dignità e un’anima tattica a un gruppo ferito. Mentre il calcio mondiale si prepara a vivere la rassegna iridata senza l’Italia, gli Azzurri si rifugiano nel laboratorio di Baldini. Sarà lui a consegnare le chiavi della squadra al futuro presidente federale con l’obiettivo di aver almeno gettato il primo seme di una nuova, necessaria, gioventù.
Calcio
Calcio, addio a Mircea Lucescu: leggenda del calcio europeo
Il mondo del calcio piange la scomparsa di Mircea Lucescu, storico allenatore romeno, morto all’età di 80 anni dopo un improvviso aggravamento delle sue condizioni di salute. Figura carismatica e tra le più vincenti della storia del calcio internazionale, Lucescu lascia un’eredità fatta di successi, eleganza e una visione profonda dello sport.
Lucescu, il malore durante l’allenamento della nazionale romena
Il tecnico era stato colto da un malore lo scorso 29 marzo mentre dirigeva un allenamento della nazionale romena in preparazione all’amichevole contro la Slovacchia. Trasportato in ospedale per accertamenti, le sue condizioni sembravano inizialmente sotto controllo, tanto da far pensare a una possibile dimissione. Tuttavia, venerdì 3 aprile, è sopraggiunto un infarto miocardico acuto che ha reso necessario il ricovero prolungato presso l’Ospedale universitario d’emergenza di Bucarest.
Nei giorni successivi sono emerse gravi aritmie cardiache che hanno portato a un rapido peggioramento del quadro clinico. I medici hanno disposto il trasferimento in terapia intensiva e l’induzione del coma farmacologico, ma ogni tentativo si è rivelato vano: Lucescu si è spento oggi, circondato dall’affetto dei suoi familiari.

Calcio, chi era Lucescu
Nato nel 1945, Lucescu aveva costruito una lunga carriera già da calciatore, distinguendosi come attaccante e diventando uno dei punti di riferimento della nazionale romena, che guidò da capitano al Mondiale del 1970. Terminata l’attività in campo, intraprese nel 1979 la carriera da allenatore, iniziando come giocatore-allenatore al Corvinul Hunedoara.
La sua prima esperienza da commissario tecnico della Romania, dal 1981 al 1986, segnò una tappa storica: sotto la sua guida, la nazionale si qualificò per la prima volta a un Campionato Europeo. Questo successo aprì le porte al calcio internazionale, portandolo anche in Italia.
Nel nostro Paese sedette sulle panchine di Pisa, Brescia, Reggiana e Inter. Se la parentesi pisana non fu particolarmente fortunata, fu a Brescia che lasciò un segno importante, conquistando due promozioni in Serie A e guadagnandosi il rispetto dell’ambiente calcistico italiano.
La carriera di Lucescu raggiunse però il suo apice all’estero. Con il Galatasaray vinse subito la Supercoppa Europea battendo il Real Madrid, mentre con il Besiktas continuò a collezionare trofei. Il capitolo più glorioso resta quello allo Shakhtar Donetsk, dove in dodici stagioni conquistò 21 titoli nazionali e una storica Coppa Uefa nel 2007-08. Successivamente allenò anche Zenit, Dinamo Kiev e la nazionale turca, prima di tornare alla guida della Romania nell’agosto 2024 per quella che sarebbe stata la sua ultima esperienza. Profondamente rispettato per la sua cultura, il suo stile e la sua capacità di costruire squadre vincenti, Lucescu era considerato molto più di un allenatore.
Il saluto della Federazione romena
La Federazione romena lo ha ricordato con parole cariche di emozione: “È morto un uomo che è stato più di un allenatore, colui che ci ha insegnato che il calcio non è solo uno sport, ma un modo di vivere con dignità. Mircea Lucescu è stato un modello per decine di generazioni, un uomo che amava il calcio più di se stesso. Ci restano i ricordi, le lezioni di vita e l’eleganza inconfondibile con cui camminava in ogni stadio del mondo. Di una cosa sola siamo convinti: se dove ti trovi adesso c’è un campo da calcio, lo troverai sicuramente. Grazie di tutto, signor Lucescu! Riposa in pace!”
Con la sua scomparsa se ne va uno degli ultimi grandi maestri del calcio europeo, capace di attraversare epoche e confini lasciando ovunque un’impronta indelebile.
Calcio
Calcio, l’allenatore Lucescu ricoverato in coma farmacologico
Il mondo del calcio è in apprensione per le condizioni di Mircea Lucescu, ricoverato in coma farmacologico in un ospedale di Bucarest. L’ex allenatore di Pisa e Inter, attuale commissario tecnico della Nazionale rumena, ha 80 anni ed è in condizioni gravi ma stabili dopo un malore avuto martedì scorso al termine della partita contro la Turchia.

Calcio, le condizioni di Lucescu
Secondo quanto riportato dal direttore di Gazeta Sporturilor, Ovidiu Ioanițoaia, Lucescu ha subito un infarto che ha richiesto un intervento urgente. L’episodio è stato complicato da successive aritmie, che hanno peggiorato le sue condizioni, portando lo staff medico a indurlo in coma farmacologico, mentre inizialmente era previsto il suo ritorno a casa il 3 aprile.
“Purtroppo non c’è niente di nuovo. Dal punto di vista medico, Mircea Lucescu è in condizioni critiche, ma gravi e stabili. È intubato, ventilato, sedato, è incosciente. Come abbiamo visto tutti, ieri sera anche Răzvan Lucescu è venuto da Salonicco, ma non ha potuto parlare con suo padre. Lo ha solo visto, perché Lucescu è attaccato alle macchine per la respirazione artificiale, incosciente. Ripeto, la situazione è critica”, ha spiegato Ioanițoaia, sottolineando la delicatezza della situazione e l’intenzione di non diffondere ulteriori dettagli per evitare speculazioni mediatiche.
Negli ultimi giorni, alcune voci dai media turchi avevano parlato di morte cerebrale e persino di decesso, alimentando ulteriori preoccupazioni. Tuttavia, queste notizie non trovano conferma e il quadro clinico resta quello di un paziente in condizioni critiche ma stabile.
La notizia ha scosso il mondo del calcio, dove Lucescu è una figura di riferimento, ammirata non solo in Romania ma anche in Turchia e in Italia per le sue esperienze con club di alto livello. Familiari, colleghi e tifosi seguono con apprensione l’evolversi delle ore, sperando in un miglioramento delle condizioni del tecnico.
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