Calcio
Tragedia nel calcio olandese: morto a 38 anni l’arbitro Rob Dieperink
L’arbitro olandese Rob Dieperink è morto a 38 anni. Il direttore di gara era stato escluso dai Mondiali di calcio dopo un’indagine poi archiviata per mancanza di prove. La KNVB esprime il proprio cordoglio.
Il mondo del calcio olandese è in lutto per la scomparsa di Rob Dieperink, arbitro internazionale morto all’età di 38 anni. La notizia è stata confermata dalla Federazione calcistica dei Paesi Bassi (KNVB), che ha ricordato il direttore di gara come una figura molto apprezzata sia dal punto di vista professionale che umano. La morte di Dieperink arriva a pochi mesi da una vicenda che aveva attirato l’attenzione del panorama calcistico internazionale e che aveva avuto pesanti conseguenze sulla sua carriera.
Il cordoglio della Federazione olandese per la morte di Rob Dieperink
Nel messaggio diffuso dalla KNVB, la federazione ha espresso vicinanza alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che hanno condiviso il percorso professionale dell’arbitro. Dieperink aveva costruito una carriera di rilievo nel calcio professionistico olandese. Dopo l’esordio in Eredivisie nel 2017, aveva ricoperto anche il ruolo di assistente VAR in numerose competizioni UEFA, compresi gli Europei del 2024. Soltanto pochi giorni prima della sua scomparsa aveva diretto un’amichevole precampionato, confermando la sua regolare attività sul terreno di gioco.
L’esclusione dai Mondiali
Negli ultimi mesi il nome di Rob Dieperink era finito al centro delle cronache dopo un episodio avvenuto in Inghilterra. L’arbitro era stato arrestato nell’aprile 2026 al termine di una gara di Conference League con l’accusa di presunti comportamenti sessualmente inappropriati nei confronti di un minorenne. L’indagine delle autorità britanniche si è successivamente conclusa senza incriminazioni, con l’archiviazione del procedimento per insufficienza di prove. Nonostante l’esito dell’inchiesta, la FIFA aveva deciso di escluderlo dall’elenco degli ufficiali di gara convocati per i Mondiali 2026, competizione nella quale avrebbe dovuto ricoprire il ruolo di video assistant referee (VAR).

Le circostanze della morte
Secondo quanto riportato dai media olandesi, Rob Dieperink è stato trovato senza vita nella propria abitazione. Le autorità locali hanno avviato gli accertamenti di rito e, allo stato attuale, non emergerebbero elementi che facciano pensare al coinvolgimento di altre persone nella sua morte. Le indagini proseguono per chiarire con precisione le circostanze del decesso.
Rob Dieperink, una carriera internazionale interrotta prematuramente
La morte di Rob Dieperink rappresenta una perdita significativa per il movimento arbitrale olandese. Considerato uno dei direttori di gara più esperti del panorama nazionale, aveva maturato una lunga esperienza sia sul campo sia davanti ai monitor VAR nelle competizioni internazionali. La sua improvvisa scomparsa chiude una carriera che, fino a pochi mesi fa, sembrava destinata a raggiungere uno dei traguardi più prestigiosi con la partecipazione ai Mondiali 2026. Oggi il calcio olandese si stringe attorno alla sua famiglia, ricordando un professionista che aveva lasciato il segno nel panorama arbitrale europeo.
Calcio
Atalanta-Hapoel Tel Aviv 0-0: si gioca tutto al ritorno
Atalanta-Hapoel Tel Aviv finisce 0-0 nell’andata dei playoff di Conference League. La qualificazione per la dea si deciderà nel match di ritorno.
L’Atalanta non va oltre lo 0-0 contro l’Hapoel Tel Aviv nell’andata dei playoff di Conference League. Alla New Balance Arena la squadra di Maurizio Sarri mostra ancora qualche difficoltà legata alla condizione e al ritmo partita, riuscendo a creare diverse situazioni interessanti senza però trovare la giocata decisiva. Un risultato che lascia tutto aperto in vista della gara di ritorno, in programma il 27 agosto, quando la Dea sarà chiamata a conquistare la qualificazione in trasferta.
Atalanta, avvio a ritmo lento
La formazione nerazzurra parte con l’intenzione di prendere il controllo del gioco, ma fatica a trovare continuità nella manovra offensiva. Il terreno appesantito dalla pioggia e i ritmi non particolarmente elevati contribuiscono a rendere la sfida poco spettacolare nella prima parte. L’Hapoel Tel Aviv, però, non rinuncia a giocare e riesce in alcuni frangenti a mettere in difficoltà la difesa bergamasca. Al 24′ gli israeliani costruiscono una buona occasione con Boateng, trovando la risposta di Carnesecchi.
L’Atalanta prova a reagire e si rende pericolosa con Zalewski e Scamacca. Proprio l’attaccante italiano, al 36′, trova una conclusione che costringe Tzur a intervenire e a rifugiarsi in calcio d’angolo. Da segnalare anche l’uscita dal campo di Giorgio Scalvini, costretto a lasciare il terreno di gioco al 26′ e sostituito da Kristensen.
Krstovic entra e cambia il ritmo
Nella ripresa Sarri prova a modificare l’inerzia della partita. Al 63′ arriva l’ingresso di Nikola Krstovic, che prende il posto di Scamacca e porta maggiore fisicità e vivacità negli ultimi metri. L’attaccante montenegrino diventa immediatamente uno dei principali riferimenti offensivi dell’Atalanta. Al 67′ riceve da Samardzic e prova a sorprendere il portiere avversario con una conclusione dalla distanza, sfiorando il palo. Con il passare dei minuti la Dea aumenta la pressione e cerca con maggiore insistenza il gol del vantaggio. L’Hapoel, tuttavia, riesce a proteggere la propria area e a mantenere il risultato in equilibrio.

Finale incredibile: Tzur salva l’Hapoel
La grande occasione arriva nei minuti di recupero. L’Atalanta costruisce l’azione migliore della propria partita e va a un passo dall’1-0. Krstovic trova la deviazione di testa da posizione favorevole, ma Tzur compie una parata decisiva. Sulla respinta arriva anche Raspadori, che calcia nuovamente verso la porta, trovando però un’altra opposizione dell’estremo difensore israeliano. Una doppia occasione clamorosa che avrebbe potuto cambiare completamente il volto della sfida. Il triplice fischio sancisce così lo 0-0 tra Atalanta e Hapoel Tel Aviv. Un pareggio che non compromette il cammino europeo della squadra di Sarri, ma che obbliga i nerazzurri a ottenere un risultato positivo nella gara di ritorno.
Atalanta, ora serve la vittoria in trasferta
Il discorso qualificazione resta quindi completamente aperto. L’Atalanta dovrà affrontare il ritorno con maggiore brillantezza e con la necessità di trovare almeno una rete per indirizzare la sfida. La prestazione della New Balance Arena ha evidenziato una squadra ancora alla ricerca della migliore condizione, ma anche capace di aumentare la pressione nella fase finale della gara. Per Sarri ci sarà ora una settimana di lavoro per preparare al meglio l’appuntamento decisivo.
Calcio
Musiala, nuovo malore: “Ho una disfunzione neurologica”
Nuovo malore per Jamal Musiala durante Heidenheim-Bayern Monaco. Il talento tedesco rassicura tutti: “Sto bene, nessun rischio per la salute”.

È tornata la paura attorno a Jamal Musiala. Il talento del Bayern Monaco ha accusato un nuovo malore durante l’amichevole disputata contro l’Heidenheim, a soli tre giorni dall’episodio che aveva già fatto scattare l’allarme nel corso della sfida contro il Lipsia. Il centrocampista offensivo tedesco è entrato nella ripresa e, dopo pochi minuti, si è accasciato nuovamente sul terreno di gioco. Lo staff medico del Bayern è intervenuto immediatamente, mentre i compagni si sono stretti attorno al giocatore. Musiala è poi riuscito a lasciare il campo sulle proprie gambe, accompagnato dai medici.
Musiala, nuovo malore dopo quello contro il Lipsia
L’episodio di Heidenheim arriva a pochissimi giorni dal primo malore. Sabato scorso, durante l’amichevole contro il Lipsia, Musiala aveva accusato vertigini, spossatezza e una sensazione di forte calore, arrivando a perdere i sensi senza che ci fosse stato uno scontro con un avversario. Il nuovo episodio ha inevitabilmente alimentato la preoccupazione, soprattutto per la sua vicinanza temporale al precedente. Questa volta, però, è stato lo stesso giocatore a intervenire pubblicamente per chiarire la situazione e rassicurare tifosi e compagni.
Musiala rompe il silenzio: “Ho una disfunzione neurologica”
Dopo la partita, il numero 10 del Bayern Monaco ha affidato ai propri canali social un messaggio nel quale ha spiegato quanto sta accadendo. Musiala ha parlato di episodi temporanei legati a una disfunzione neurologica e ha sottolineato di essere seguito dagli specialisti: “Mi sono state diagnosticate delle assenze temporanee, di breve durata ma facilmente curabili, dovute a una disfunzione neurologica, che possono portare a episodi del genere”.
Il calciatore ha quindi voluto tranquillizzare tutti sulle proprie condizioni: “So che a prima vista possono sembrare spaventose, ma per me al momento fanno parte della mia quotidianità. Sono in ottime mani dal punto di vista medico e sono molto ottimista”.
Musiala ha inoltre spiegato che, secondo quanto gli è stato riferito dagli specialisti, non ci sarebbe un ulteriore rischio per la sua salute. Il giocatore ha scelto di affrontare la situazione continuando a dedicarsi alla propria quotidianità e al calcio, con il supporto del Bayern Monaco e delle persone a lui più vicine.

Il talento del Bayern vuole continuare a giocare
Nel suo messaggio, Musiala ha ribadito anche la volontà di affrontare questo percorso con serenità, mantenendo il contatto con gli specialisti e seguendo le indicazioni dei neurologi.
La priorità resta naturalmente la sua salute, ma il tedesco ha fatto sapere di voler continuare a coltivare la propria passione per il calcio. Una posizione assunta, come ha spiegato lui stesso, dopo un confronto con i professionisti che lo stanno seguendo: “La cosa importante è che non esista alcun ulteriore rischio per la mia salute”.
Il messaggio ai tifosi
Nonostante la paura provocata dal nuovo malore, Musiala ha mostrato grande fiducia nel percorso intrapreso. Il giocatore ha ringraziato chi gli è stato vicino e ha chiesto anche di rispettare la propria volontà di mantenere alcuni aspetti della vicenda all’interno della cerchia più ristretta, composta da familiari, club e specialisti. Un messaggio importante dopo una serata che aveva nuovamente fatto temere il peggio. La situazione del talento del Bayern resta dunque sotto osservazione, ma le parole dello stesso Musiala puntano soprattutto a rassicurare l’ambiente: “Sto bene”.
Calcio
Malagò sotto indagine: a rischio anche Mancini in Nazionale
L’indagine sulla candidatura di Giovanni Malagò alla presidenza FIGC potrebbe avere conseguenze anche sulla nomina di Roberto Mancini come ct.

È una situazione che rischia di creare un vero terremoto ai vertici del calcio italiano. L’indagine avviata dalla Procura del CONI sulla candidatura di Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC potrebbe infatti avere conseguenze anche sulla nomina di Roberto Mancini come commissario tecnico della Nazionale. Al momento si tratta di uno scenario legato all’esito degli accertamenti e non di una decisione già assunta.
Malagò, sotto esame la regolarità della candidatura
Al centro della vicenda c’è il requisito del tesseramento federale necessario per poter presentare la candidatura alla presidenza della FIGC. La questione è stata sollevata da Renato Miele, avvocato ed ex calciatore, che aveva presentato un esposto contestando la regolarità della procedura. La FIGC aveva sostenuto che Malagò fosse stato ritenuto candidabile dai propri uffici. Tuttavia, secondo quanto emerso dall’inchiesta, sarebbe necessario verificare la presenza della documentazione relativa al tesseramento nell’anagrafe federale. L’accertamento è ora nelle mani degli organi competenti. L’obiettivo è stabilire se, al momento della candidatura, fossero presenti tutti i requisiti previsti dallo Statuto federale.
Cosa rischia la FIGC
La questione potrebbe avere conseguenze rilevanti qualora venisse accertata un’eventuale irregolarità. Secondo la ricostruzione riportata da Eurosport sulla base delle informazioni della Stampa, la candidatura di Malagò potrebbe essere considerata non valida, con possibili ripercussioni sull’elezione alla presidenza della Federazione. Lo scenario più delicato potrebbe arrivare fino all’eventuale annullamento delle elezioni e al commissariamento della FIGC. Si tratta però di ipotesi subordinate agli accertamenti in corso e, pertanto, non di decisioni già prese.

Mancini, nomina a rischio?
È proprio questo il punto che coinvolge direttamente Roberto Mancini. L’ex commissario tecnico azzurro è stato scelto da Malagò come nuovo allenatore della Nazionale e la nomina è stata ufficializzata a fine luglio. Se l’inchiesta dovesse portare alla decadenza di Malagò e alla conseguente messa in discussione degli atti adottati dalla sua gestione, potrebbe essere coinvolta anche la scelta del nuovo commissario tecnico. Questo non significa, allo stato attuale, che Mancini sia stato sollevato dall’incarico o che la sua nomina sia già stata annullata. L’eventuale effetto sulla panchina azzurra dipenderebbe infatti dall’esito dell’indagine e dalle decisioni che gli organi federali e sportivi dovessero successivamente assumere.
Caso Malagò: il futuro della Nazionale resta in bilico
La vicenda aggiunge quindi un ulteriore elemento di incertezza attorno alla Nazionale italiana, reduce da settimane particolarmente movimentate sul piano dirigenziale e tecnico. Il ritorno di Mancini sulla panchina azzurra era stato presentato come l’inizio di un nuovo progetto, con Claudio Ranieri nel ruolo di direttore tecnico. Ora, però, l’attenzione è concentrata sull’indagine riguardante Malagò. Prima di qualsiasi conclusione sarà necessario attendere gli esiti degli accertamenti: il futuro della presidenza FIGC e, indirettamente, quello di Mancini come ct dell’Italia potrebbero dipendere proprio da questa verifica.
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