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Ciclismo

Armstrong incorona Pogacar come GOAT dopo il quinto Tour

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Tour de France

Tadej Pogacar conquista il quinto Tour de France della carriera ed entra nella leggenda. Lance Armstrong lo celebra nel suo podcast: “È il migliore di tutti i tempi”.

Pogacar

Con il quinto Tour de France conquistato in carriera, Tadej Pogacar continua a riscrivere la storia del ciclismo mondiale. Il campione sloveno ha trionfato anche nell’edizione 2026 della Grande Boucle, raggiungendo quota cinque successi e affiancando nell’albo dei plurivincitori autentiche leggende come Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault e Miguel Indurain. Una vittoria costruita con autorità assoluta: cinque successi di tappa, superiorità in ogni terreno e una gestione della corsa che non ha lasciato spazio agli avversari. Un dominio che ha acceso il dibattito su chi possa essere considerato il più grande ciclista di sempre.

Pogacar sempre più nella leggenda del Tour de France

Dopo i trionfi del 2020, 2021, 2024, 2025 e 2026, Pogacar consolida il proprio posto tra i giganti della storia del Tour. A soli pochi anni dall’inizio della sua carriera ai massimi livelli, lo sloveno ha già collezionato un palmarès straordinario, distinguendosi non solo nelle corse a tappe ma anche nelle classiche monumento e nelle principali gare di un giorno. La sua capacità di essere competitivo su qualsiasi percorso e in qualsiasi periodo della stagione rappresenta uno degli aspetti più apprezzati dagli addetti ai lavori e dagli appassionati.

Lance Armstrong: “Pogacar è il migliore di tutti i tempi”

Tra coloro che hanno voluto rendere omaggio al campione sloveno c’è anche Lance Armstrong, sette volte vincitore del Tour de France prima della revoca dei titoli per doping. Nel corso del suo podcast, l’ex corridore statunitense ha espresso un giudizio destinato a far discutere.

Le parole dello statunitense: “Questo ragazzo è il migliore di tutti i tempi. Può fare tutto, l’abbiamo visto fino a oggi. Quando mette il dorsale, non importa se in pianura o sul pavè o in montagna, in qualsiasi momento dell’anno, non importa se alla Strade Bianche o dovunque, lui vuole gareggiare. È semplicemente il migliore di tutti i tempi. Spesso la gente vuole parlare con me della mia carriera e della mia storia al Tour e di che posizione occupo. Non importa, questo ragazzo è il GOAT. E lo dico mentre lo guardiamo correre ed essere così dominante e allo stesso tempo in controllo. Questo ragazzo avrebbe fatto a pezzi Lance Armstrong. Dico sul serio. Forse non è la cosa più divertente da vedere in una corsa di tre settimane, ma è un fatto. È il migliore di sempre e direi che è anche l’atleta più dominante al mondo”.

Un dominio che va oltre i numeri

Le parole di Armstrong confermano quanto Pogacar stia lasciando un segno profondo nella storia del ciclismo moderno. Il campione sloveno non si limita a vincere le grandi corse a tappe, ma riesce a imporsi anche nelle competizioni di un giorno, affrontando ogni gara con lo stesso spirito offensivo che lo ha reso uno dei corridori più spettacolari della sua generazione. La stagione 2026 rappresenta l’ennesima conferma della sua superiorità tecnica e atletica, con prestazioni di altissimo livello che hanno messo in difficoltà tutti i principali rivali.

Il dibattito sul GOAT è più aperto che mai

Il quinto Tour de France rilancia inevitabilmente il confronto tra Pogacar e le più grandi icone del ciclismo mondiale. I suoi risultati, uniti alla straordinaria versatilità dimostrata in ogni tipo di competizione, alimentano il dibattito su chi possa essere considerato il GOAT (Greatest of All Time). Le dichiarazioni di Armstrong aggiungono ulteriore peso a questa discussione. Se il giudizio definitivo spetterà alla storia, una certezza sembra già emergere: Tadej Pogacar è ormai uno dei più grandi campioni che il ciclismo abbia mai conosciuto e continua ad arricchire un palmarès destinato a entrare definitivamente nella leggenda dello sport mondiale.

Ciclismo

Tour de France, Carapaz vince la 20a tappa

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Tour de France

Richard Carapaz conquista la ventesima tappa del Tour de France sull’Alpe d’Huez. Pogacar difende la maglia gialla e ipoteca il successo finale

Tour de France

Tour de France, l’ecuadoriano trionfa nella tappa regina

La 20ª tappa del Tour de France 2026, da Le Bourg-d’Oisans all’Alpe d’Huez (170,9 km), ha regalato ancora una volta spettacolo sulle grandi montagne francesi. A imporsi è stato Richard Carapaz, autore di un’altra impresa in solitaria dopo il successo conquistato pochi giorni fa. L’ecuadoriano della EF Education-EasyPost è stato protagonista della fuga di giornata, gestendo al meglio le energie sulle salite del Col de la Croix de Fer, Télégraphe, Galibier e sull’ascesa finale verso l’Alpe d’Huez. Sul traguardo ha preceduto Remco Evenepoel, mentre Sepp Kuss ha completato il podio dopo una giornata resa ancora più complicata da due cadute nel finale.
Alle spalle dei primi, Tadej Pogacar ha corso con grande intelligenza tattica. Lo sloveno ha controllato i diretti rivali senza esporsi ad attacchi rischiosi, chiudendo con i migliori uomini della classifica generale e conservando un ampio vantaggio in maglia gialla. Grazie alla gestione perfetta della tappa regina, il campione della UAE Team Emirates si presenta all’ultima frazione con il successo finale ormai a un passo.
Per Carapaz si tratta di una vittoria di enorme prestigio, che gli consente anche di consolidare la maglia a pois di miglior scalatore. Il Tour de France 2026 è ormai praticamente deciso: salvo colpi di scena nell’ultima passerella verso Parigi, sarà ancora Pogacar a salire sul gradino più alto del podio, mentre Carapaz chiude la settimana alpina con un doppio successo destinato a restare tra i momenti più belli di questa edizione della Grande Boucle.
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Ciclismo

Tour de France, Pogacar domina all’Alpe d’Huez

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Tour de France

Tadej Pogacar vince la diciannovesima tappa del Tour de France sull’Alpe d’Huez con un’impresa straordinaria e allunga in classifica generale

Tour de France

Tour de France, lo sloveno firma il capolavoro di giornata

La 19ª tappa del Tour de France, da Gap all’Alpe d’Huez (127,9 km), ha incoronato ancora una volta Tadej Pogacar. La maglia gialla ha sferrato un attacco devastante sulla salita finale, rimontando i fuggitivi e tagliando il traguardo in solitaria dopo una prestazione di altissimo livello. Alle sue spalle hanno concluso Lenny Martinez e Richard Carapaz, protagonisti della fuga di giornata ma costretti ad arrendersi al ritmo impressionante dello sloveno.
L’azione decisiva è arrivata sulle rampe dell’Alpe d’Huez, dove Pogacar ha imposto un’andatura insostenibile per tutti i rivali. Lo sloveno ha inoltre stabilito il nuovo record di scalata della storica salita francese, migliorando il primato che apparteneva da oltre trent’anni a Marco Pantani e aggiungendo un’altra pagina memorabile alla sua carriera.
La vittoria consente a Pogacar di consolidare ulteriormente il proprio vantaggio nella classifica generale. Remco Evenepoel e gli altri uomini di classifica non sono riusciti a rispondere all’accelerazione del leader della UAE Team Emirates-XRG, che ora si presenta con un margine rassicurante all’ultima tappa di montagna prima della passerella conclusiva verso Parigi.
Con il quinto successo personale in questa edizione della Grande Boucle, Pogacar lancia un messaggio chiarissimo ai rivali: il Tour de France 2026 è ormai a un passo. Salvo clamorosi colpi di scena, lo sloveno è pronto a conquistare un altro storico trionfo nella corsa a tappe più prestigiosa del ciclismo mondiale.
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Ciclismo

Tour de France, Carapaz conquista la 18ª tappa

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Tour de France
Richard Carapaz vince la 18ª tappa del Tour de France con un attacco decisivo. La classifica generale resta invariata in vista delle tappe sulle Alpi
Tour de France

Tour de France, l’ecuadoriano trionfa in salita

La 18ª tappa del Tour de France, da Voiron a Orcières-Merlette, ha regalato spettacolo e una vittoria di prestigio a Richard Carapaz. L’ecuadoriano della EF Education-EasyPost è stato il più forte nella lunga fuga di giornata, sferrando l’attacco decisivo negli ultimi chilometri della salita finale e tagliando il traguardo in solitaria. Alle sue spalle hanno chiuso Mauro Schmid e Matteo Jorgenson, protagonisti anche loro della battaglia sulle montagne.
La corsa è stata animata fin dai primi chilometri da numerosi tentativi di fuga, con il gruppo maglia gialla che ha preferito lasciare spazio agli attaccanti. Sull’ascesa conclusiva Carapaz ha cambiato ritmo, riuscendo a staccare i compagni d’avventura e conquistando un successo di grande valore dopo una prova condotta con intelligenza e coraggio.
Tra gli uomini di classifica generale non si sono registrati scossoni. I principali pretendenti al successo finale hanno controllato le rispettive posizioni senza attaccarsi, conservando le energie in vista delle prossime tappe alpine, considerate decisive per l’assegnazione della maglia gialla. La vittoria di Carapaz riporta comunque sotto i riflettori il campione olimpico, autore di una delle prestazioni più brillanti di questa edizione della Grande Boucle.
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