Tennis
Djokovic eliminato allo US Open: crollo e lacrime
Novak Djokovic fuori al primo turno dello US Open 2026: Mariano Navone vince in cinque set dopo oltre quattro ore e mezza di battaglia.

Foto di Ben Hershey su Unsplash
Una notte destinata a entrare nella storia dello US Open. Novak Djokovic è stato clamorosamente eliminato al primo turno da Mariano Navone, capace di imporsi al termine di una battaglia durissima durata oltre quattro ore e mezza. L’argentino ha vinto con il punteggio di 7-6(5), 5-7, 4-6, 6-2, 6-1, approfittando del progressivo crollo fisico del fuoriclasse serbo, apparso in evidente difficoltà per gran parte dell’incontro. Una sconfitta pesantissima per Djokovic, che aveva anche avuto la possibilità di prendere il controllo della sfida prima di essere costretto ad arrendersi ai problemi fisici.
Vomito, crampi e dolore: l’agonia di Djokovic in campo
La partita di Djokovic si è trasformata progressivamente in una vera e propria prova di resistenza. Il serbo ha accusato problemi fisici già nelle prime fasi del match, con difficoltà che hanno coinvolto lo stomaco e successivamente anche il resto del corpo. Nel corso dell’incontro Nole ha vomitato più volte e ha dovuto fare i conti con crampi e dolori, oltre ai problemi alla schiena e alla spalla emersi nella parte finale della sfida. Nonostante tutto, Djokovic è riuscito a rimontare dopo aver perso il primo set, conquistando secondo e terzo parziale. Nel quarto set il campione serbo si era portato anche avanti di un break, ma da quel momento la sua condizione fisica è peggiorata. Navone ha approfittato del calo dell’avversario, ribaltando l’inerzia e trascinando il match al quinto set.
Lacrime per il serbo, Navone conquista il match
Nel parziale decisivo Djokovic è apparso sempre più provato. Dopo aver ricevuto assistenza per i problemi alla schiena, il serbo ha continuato a lottare, ma non è più riuscito a contrastare la freschezza e l’intensità di Navone. Le telecamere hanno mostrato tutta la sofferenza del 39enne, che ha anche lasciato spazio alle lacrime mentre il match si avviava verso la conclusione. Navone ha mantenuto lucidità e aggressività, chiudendo il quinto set sul 6-1 e firmando una delle vittorie più importanti della sua carriera.

Djokovic: «Il mio corpo ha iniziato a cedere»
Dopo la partita, Djokovic non ha nascosto la gravità delle sensazioni provate in campo. Il serbo ha spiegato di convivere da tempo con problemi fisici che, nel corso della stagione, si sarebbero presentati con una certa continuità. Il 24 volte campione Slam ha raccontato di aver preso in considerazione anche l’ipotesi del ritiro durante l’incontro, scegliendo però di restare in campo e provare a completare la partita. La vittoria del secondo e del terzo set gli aveva fatto sperare di poter trovare le energie necessarie per chiudere la sfida, ma il fisico non ha retto fino alla fine.
Una sconfitta storica per Novak
L’eliminazione contro Navone rappresenta un dato particolarmente significativo nella carriera di Djokovic. Per il serbo si tratta infatti della prima sconfitta al primo turno dello US Open e della prima eliminazione all’esordio in un torneo dello Slam dai tempi degli Australian Open 2006.
Un risultato che interrompe immediatamente il cammino di Nole a New York e apre inevitabilmente interrogativi sulle sue condizioni fisiche e sulla capacità di affrontare incontri così lunghi e intensi. Djokovic esce dallo US Open tra sofferenza e commozione, mentre Mariano Navone firma l’impresa della sua carrierae si prende una vittoria destinata a restare nella storia del torneo.
Tennis
Rybakina vince lo US Open: battuta Sabalenka
Elena Rybakina vince lo US Open 2026 battendo Sabalenka 6-4, 5-7, 6-2. Per la kazaka è il secondo Slam dell’anno e arriva anche il numero 1 WTA.

Foto di Moises Alex su Unsplash
Elena Rybakina è la campionessa dello US Open. La tennista kazaka supera Aryna Sabalenka nella finale dell’Arthur Ashe Stadium con il punteggio di 6-4, 5-7, 6-2 e conquista per la prima volta in carriera il torneo di New York. Per Rybakina si tratta del terzo titolo del Grande Slam, il secondo conquistato nel 2026 dopo il trionfo agli Australian Open. Il successo assume un valore ancora maggiore perché arriva proprio contro Sabalenka, la numero uno del mondo e campionessa uscente. La kazaka completa così una stagione straordinaria sul cemento, diventando la nuova leader della classifica WTA.
Rybakina-Sabalenka 2-1: la finale dello US Open
La finale dello US Open conferma le attese della vigilia. Rybakina parte con grande autorità e conquista il primo set per 6-4, riuscendo a mettere pressione alla rivale con il suo tennis potente e particolarmente efficace al servizio. Sabalenka reagisce nel secondo parziale. La bielorussa alza il livello, trova maggiore continuità negli scambi e riesce a trascinare la partita al terzo set imponendosi per 7-5. Nel momento decisivo, però, Rybakina ritrova lucidità e aggressività. La kazaka prende immediatamente il controllo del set finale e costruisce il margine necessario per chiudere sul 6-2, mettendo le mani sul trofeo.
Secondo Slam del per Rybakina
Il trionfo di New York completa un’annata da protagonista assoluta per Elena Rybakina. La tennista aveva già conquistato l’Australian Open, superando proprio Sabalenka in finale. Due successi Slam nello stesso anno, entrambi ottenuti contro la stessa avversaria, certificano la crescita della kazaka ai massimi livelli del tennis mondiale. Con il titolo allo US Open arriva inoltre il terzo Slam della carriera, dopo Wimbledon 2022 e l’Australian Open 2026.

Foto di Ben Hershey su Unsplash
Rybakina nuova numero 1 del mondo
Il successo di New York vale anche la vetta del ranking. Elena Rybakina sarà la nuova numero 1 WTA, prendendo il posto di Sabalenka. È un traguardo storico per la kazaka, che raggiunge per la prima volta in carriera la posizione più alta della classifica mondiale. La vittoria nello US Open rappresenta dunque la consacrazione definitiva di una giocatrice ormai stabilmente ai vertici del tennis femminile.
Sabalenka, sfuma il terzo US Open consecutivo
Per Aryna Sabalenka arriva invece una sconfitta pesante. La bielorussa puntava a conquistare il terzo US Open consecutivo, ma il progetto si interrompe davanti alla potenza e alla solidità di Rybakina. La finale chiude inoltre la striscia vincente di Sabalenka a New York e consegna alla kazaka una delle vittorie più importanti della sua carriera.
Un nuovo capitolo del tennis femminile
La finale di New York conferma così la grande rivalità tra Rybakina e Sabalenka, protagoniste di diversi appuntamenti di vertice negli ultimi anni. Nel 2026 le due si sono affrontate anche nella finale degli Australian Open e nella finale di Indian Wells, a conferma di una sfida ormai centrale nel circuito WTA.
Tennis
Sinner, cure finite a Torino. Pechino resta l’obiettivo
Buone notizie per Jannik Sinner. Il lungo stop seguito alla vittoria di Wimbledon comincia a intravedere la sua conclusione. Il tennista italiano ha terminato a Torino il ciclo di cure e riabilitazione al JMedical e si prepara a rientrare a Montecarlo, dove riprenderà progressivamente il lavoro sul campo.
La situazione del ginocchio destro, alle prese con una tendinopatia extra-articolare, è migliorata dopo circa tre settimane di terapie. I riscontri degli ultimi giorni sono stati incoraggianti, tanto da permettere allo staff medico e tecnico di passare dalla fase prevalentemente riabilitativa a quella sportiva.
Dal J Medical al campo, il prossimo test sarà quello decisivo per Sinner
Il passaggio a Montecarlo rappresenta una tappa importante, ma non equivale ancora al via libera definitivo per il ritorno alle competizioni.
A Torino Sinner ha alternato terapie, fisioterapia, lavoro di potenziamento e stabilizzazione dell’articolazione, fino ai primi test con la racchetta e ai movimenti specifici richiesti dal tennis, come appoggi, cambi di direzione e rotazioni. Le risposte sono state positive e hanno consentito di programmare il ritorno agli allenamenti in campo. Anche durante la sua recente apparizione al Gran Premio d’Italia di Monza, Sinner aveva lasciato filtrare ottimismo sulle condizioni del ginocchio, rispondendo positivamente a chi gli chiedeva come stesse.
Ora, però, sarà proprio il campo a fornire le indicazioni più importanti. L’obiettivo è aumentare progressivamente i carichi, verificando giorno dopo giorno come il ginocchio reagirà al lavoro tennistico vero e proprio.
La prudenza resta quindi fondamentale. Anche perché il problema aveva già costretto Sinner a rinunciare alla tournée americana e, soprattutto, agli US Open.
Obiettivo Pechino, ma senza una corsa contro il tempo
Il calendario continua a indicare una data precisa. L’ATP 500 di Pechino, in programma dal 30 settembre al 6 ottobre. Sinner è il campione in carica e l’intenzione dello staff è quella di arrivare in Cina nelle condizioni necessarie per competere al massimo livello. Ad oggi però sarebbe prematuro considerare il suo rientro a Pechino come una certezza assoluta.
La formula scelta dal team di Sinner è chiara, prima il recupero completo, poi la competizione. Il ritorno a Montecarlo servirà proprio a capire se il ginocchio è in grado di sostenere progressivamente i carichi di allenamento senza dolore o altri segnali di allarme.
Solo dopo questa fase si potrà avere un quadro più preciso sulla possibilità di scendere in campo in Cina.
Il percorso seguito nelle ultime settimane racconta bene la strategia adottata dal gruppo di lavoro del numero uno del mondo. Prima la riduzione dell’infiammazione, poi il recupero della forza e della stabilità dell’articolazione e infine la progressiva introduzione dei gesti specifici.
Se tutto procederà secondo programma, Pechino sarà il primo vero banco di prova dopo lo stop. E il calendario potrebbe poi proseguire con il Masters 1000 di Shanghai, in programma subito dopo il torneo cinese.

La priorità dello staff tecnico e medico di Sinner rimane comunque la stessa. Tornare quando sarà davvero tutto pronto, non semplicemente quando sarà possibile.
Tennis
Shelton, il sogno americano contro Zverev in finale
Gli US Open 2026 hanno finalmente i loro due finalisti. Saranno Alexander Zverev e Ben Shelton a contendersi domenica sera il titolo di New York, al termine di due semifinali molto diverse. Il tedesco ha superato Karen Khachanov in tre set, mentre l’americano ha rimontato Frances Tiafoe nel derby statunitense, conquistando la prima finale Slam della sua carriera.
Zverev, solidità e nervi d’acciaio
Zverev ha battuto Khachanov 6-3, 7-6(7), 7-6(6), in una partita nella quale il punteggio non racconta fino in fondo l’equilibrio del confronto. Dopo un primo set controllato dal tedesco, Khachanov ha alzato il livello ed ha costretto l’avversario a giocare due tie-break estremamente combattuti. Zverev, però, ha mostrato ancora una volta grande freddezza nei momenti decisivi, che ha fatto già vedere negli scorsi mesi in diverse occasioni, chiudendo entrambi i parziali e conquistando così la sua terza finale Slam consecutiva.
Shelton, la rimonta che vale una finale
Ancora più spettacolare la sfida tra Shelton e Tiafoe. Il numero 8 al mondo ha iniziato meglio, vincendo il primo set 6-4, ma Shelton ha reagito con autorità. Il ventitreenne ha ribaltato l’incontro imponendosi 4-6, 6-3, 6-3, 7-5, grazie soprattutto alla potenza del servizio e alla capacità di mantenere l’aggressività nei momenti più delicati. Con 18 ace e una grande prestazione nei punti importanti, Shelton ha chiuso la partita al quarto set, centrando il più grande risultato della sua carriera.
Zverev favorito, ma i precedenti parlano chiaro
Sulla carta sarà Zverev a partire favorito. Il tedesco ha maggiore esperienza nelle finali Slam e, soprattutto, ha un bilancio perfetto contro Shelton. 4 vittorie su 4 incontri disputati. L’ultimo precedente risale alle ATP Finals 2025, quando Zverev si impose 6-3, 7-6(6). Anche gli altri tre confronti, disputati nel 2025, sono terminati a favore del tedesco.
La chiave della finale potrebbe essere il duello tra il servizio esplosivo di Shelton e la risposta di Zverev. L’americano dovrà cercare punti rapidi e mantenere un ritmo offensivo elevato, mentre il tedesco proverà ad allungare gli scambi sfruttando la propria solidità da fondo. L’esperienza favorisce Zverev, ma Shelton ha già dimostrato in questo torneo di poter ribaltare qualsiasi pronostico, eliminando anche Carlos Alcaraz nei quarti.
Il sogno americano degli US Open
Domenica sera non ci sarà soltanto un titolo in palio. Zverev cerca il secondo Slam della carriera e la rivincita dopo la finale persa a New York nel 2020. Shelton, invece, può diventare il primo statunitense a vincere un Major maschile dal 2003 e il primo uomo afroamericano a raggiungere la finale degli US Open dai tempi di Arthur Ashe.

Esperienza contro potenza, favorito contro outsider. New York è pronta a incoronare il suo nuovo campione domenica notte.
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