Calcio
Italia, la replica della FIGC alla provocazione di Infantino
Le parole di Infantino sull’Italia e sui Mondiali scatenano le polemiche. La FIGC parla di “uscita infelice”, mentre Abodi chiede chiarimenti al n.1 della FIFA.

Le dichiarazioni del presidente della FIFA Gianni Infantino hanno provocato un acceso dibattito nel mondo del calcio italiano. Durante un intervento dedicato all’ipotesi di un ulteriore ampliamento del Mondiale, il numero uno della federazione internazionale ha fatto riferimento alle difficoltà dell’Italia nel qualificarsi alla competizione iridata, utilizzando toni che hanno generato numerose reazioni. La battuta, diventata rapidamente virale sui social network, è arrivata in un momento particolarmente delicato per il movimento calcistico azzurro, ancora alle prese con le conseguenze delle recenti esclusioni dalla fase finale dei Mondiali.
Italia, Abodi chiede chiarimenti
Tra i primi a intervenire sulla vicenda è stato il Ministro per lo Sport Andrea Abodi, che ha preferito adottare una linea prudente pur manifestando la volontà di approfondire quanto accaduto: “Siccome la distanza tra Italia e Messico è ampia è meglio sentirsi al telefono per capire compatibilmente con i suoi impegni. Mi interessa sapere il suo pensiero diretto”.
La FIGC attacca: “Un’uscita infelice, una caduta di stile”
Molto più dura la posizione assunta dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio. Negli ambienti federali le dichiarazioni di Infantino sono state accolte con forte disappunto, considerandole poco opportune nei confronti di una delle nazionali più prestigiose della storia del calcio mondiale: “È stata un’uscita infelice, una caduta di stile che ha ferito il sentimento dell’intera comunità sportiva italiana. Nella vittoria e nella sconfitta il calcio insegna i valori, a cominciare dal rispetto”.

Le ferite delle mancate qualificazioni sono ancora aperte
Le osservazioni di Infantino toccano infatti un tema particolarmente sensibile. La Nazionale continua a convivere con il peso delle recenti esclusioni dal Mondiale, episodi che hanno lasciato una profonda delusione tra tifosi, dirigenti e addetti ai lavori. Per questo motivo, qualsiasi riferimento alle difficoltà degli Azzurri nel percorso di qualificazione viene inevitabilmente percepito come un argomento delicato, capace di generare reazioni immediate sia a livello istituzionale sia tra gli appassionati.
Italia e FIFA, ora si attende un chiarimento
Dopo le prese di posizione del ministro Abodi e della FIGC, l’attenzione è ora rivolta a un possibile chiarimento tra le parti. L’obiettivo sarà comprendere se le parole del presidente FIFA fossero semplicemente una battuta o se nascondessero una riflessione più ampia sul momento vissuto dal calcio italiano. Nel frattempo la vicenda continua a far discutere, alimentando il confronto tra chi considera l’uscita di Infantino una semplice ironia e chi, invece, la ritiene una mancanza di rispetto nei confronti della Nazionale italiana e dell’intero movimento calcistico azzurro.
Calcio
Gianfranco Zola torna in azzurro: è il nuovo coordinatore dei progetti giovanili del Club Italia
Ufficiale il ritorno di Gianfranco Zola in FIGC: sarà il coordinatore dei progetti delle attività giovanili del Club Italia, affiancando Maurizio Viscidi.

La FIGC ha ufficializzato il ritorno di Gianfranco Zola nel mondo azzurro. L’ex fantasista della Nazionale entra a far parte del Club Italia con il ruolo di coordinatore dei progetti delle attività giovanili, assumendo un incarico strategico nello sviluppo dei giovani talenti del calcio italiano.
Un ruolo chiave per il futuro del calcio italiano per Zola
La scelta di affidare a Zola questo importante incarico conferma la volontà della Federazione di investire sulla crescita dei settori giovanili. L’ex numero 10 metterà a disposizione la propria esperienza internazionale e lavorerà a stretto contatto con il coordinatore tecnico Maurizio Viscidi, contribuendo alla formazione delle future generazioni di calciatori azzurri. L’attuale vicepresidente vicario della Lega Pro continuerà a ricoprire anche il proprio incarico istituzionale, affiancando il nuovo ruolo all’interno del Club Italia.

La fiducia della FIGC
La nomina rientra nel progetto di rinnovamento della Federazione, che punta a rafforzare il percorso di crescita del calcio italiano partendo proprio dal vivaio. La scelta di Zola è stata fortemente sostenuta dai vertici federali, convinti che il suo carisma, la competenza tecnica e l’attenzione dimostrata negli ultimi anni verso la valorizzazione dei giovani possano rappresentare un valore aggiunto per tutto il movimento.
Zola: esperienza e competenza al servizio degli azzurri
Per Gianfranco Zola si tratta di un ritorno in azzurro con una veste diversa rispetto al passato da calciatore. Dopo una brillante carriera e le successive esperienze da allenatore e dirigente, l’ex campione sarà chiamato a coordinare i progetti dedicati ai giovani, con l’obiettivo di favorire la crescita dei migliori prospetti italiani e creare una filiera sempre più solida tra i vivai e le Nazionali.
Calcio
UEFA-FIFA, scontro totale: possibile azione legale contro Infantino, tensione ai massimi livelli
Cresce la tensione tra UEFA e FIFA. Possibile azione legale contro Gianni Infantino sul progetto FFE, mentre aumentano le indiscrezioni sul futuro della presidenza.
Il rapporto tra UEFA e FIFA attraversa uno dei momenti più delicati degli ultimi anni. Lo scontro tra le due principali istituzioni del calcio mondiale si è ulteriormente inasprito dopo le polemiche legate al progetto FIFA Forward Enterprise (FFE), l’iniziativa promossa dalla FIFA per riorganizzare e valorizzare commercialmente alcune delle proprie attività. Secondo le ultime ricostruzioni, la UEFA starebbe valutando anche possibili iniziative legali nei confronti della FIFA, ritenendo che il progetto presenti criticità sotto il profilo della governance e della trasparenza.
Il progetto FFE porta allo scontro FIFA E UEFA
Il piano proposto dalla FIFA prevedeva la creazione di una nuova struttura commerciale con la possibilità di coinvolgere investitori privati attraverso una quota di minoranza. L’obiettivo dichiarato era incrementare le risorse economiche da redistribuire alle federazioni affiliate. La proposta, tuttavia, ha incontrato una forte opposizione da parte della UEFA, che considera il progetto incompatibile con il modello di governance del calcio internazionale e teme un’eccessiva influenza del capitale privato sulle principali competizioni mondiali.

Infantino nel mirino, futuro da definire
Le tensioni hanno inevitabilmente coinvolto il presidente della FIFA, Gianni Infantino, finito al centro delle critiche di diverse federazioni. La contrapposizione tra le parti potrebbe avere ripercussioni anche in vista delle future elezioni per la guida della federazione mondiale. Negli ultimi giorni sono emerse indiscrezioni su possibili alternative per la presidenza FIFA. Tra i nomi citati in alcune ricostruzioni giornalistiche figura anche quello di Nasser Al-Khelaifi, presidente del Paris Saint-Germain e dell’ECA, anche se al momento non esistono candidature ufficiali né conferme su un suo coinvolgimento diretto nella corsa alla presidenza della FIFA.
UEFA contro FIFA: una frattura che può cambiare il calcio
Il confronto tra UEFA e FIFA rischia di incidere profondamente sugli equilibri del calcio internazionale. Oltre agli aspetti economici, al centro del dibattito ci sono il modello di gestione delle competizioni, la distribuzione delle risorse e il ruolo delle confederazioni nella governance del calcio mondiale. Le prossime settimane saranno decisive per capire se le parti riusciranno a ricucire il rapporto oppure se il confronto sfocerà in un vero e proprio contenzioso legale, con possibili conseguenze sul futuro assetto del calcio internazionale.
Calcio
FIFA, Infantino fa marcia indietro: stop alla vendita del Mondiale ai fondi privati
Gianni Infantino ritira il progetto di vendita di una quota del Mondiale a investitori privati. La FIFA rinuncia al piano dopo le forti proteste del mondo del calcio.
Clamoroso cambio di rotta in casa FIFA. Dopo giorni di polemiche e una dura opposizione da parte delle principali istituzioni calcistiche internazionali, il presidente Gianni Infantino ha deciso di abbandonare il progetto che prevedeva l’ingresso di investitori privati nella gestione commerciale dei Mondiali. La proposta, che aveva acceso un acceso dibattito nel panorama calcistico mondiale, è stata ufficialmente ritirata con l’obiettivo di evitare ulteriori divisioni all’interno del movimento.
Il progetto della FIFA che ha diviso il calcio mondiale
L’idea della FIFA prevedeva la creazione di una nuova società incaricata di gestire le attività commerciali legate alle competizioni internazionali, compresa la Coppa del Mondo. Una quota di minoranza sarebbe stata ceduta a fondi di investimento privati, con l’obiettivo di raccogliere nuove risorse economiche da destinare allo sviluppo del calcio globale. Secondo il piano iniziale, la nuova struttura avrebbe potuto generare miliardi di dollari da redistribuire alle 211 federazioni affiliate alla FIFA attraverso programmi di finanziamento e sviluppo. Tuttavia, il progetto ha suscitato fin da subito forti perplessità.
La protesta della UEFA e delle federazioni
A guidare l’opposizione è stata la UEFA, che ha definito inaccettabile l’ipotesi di affidare parte del valore commerciale del Mondiale a investitori esterni. L’organismo europeo aveva sottolineato come il calcio non possa essere trattato come un semplice asset finanziario, invitando la FIFA a rivedere immediatamente la propria posizione. Le critiche non sono arrivate soltanto dall’Europa. Anche altre confederazioni e diversi dirigenti interni alla FIFA hanno espresso dubbi sul progetto, ritenuto potenzialmente dannoso per l’autonomia e la governance del calcio mondiale.

Infantino cambia strategia
Di fronte alle crescenti contestazioni, Gianni Infantino ha deciso di fare un passo indietro. Il presidente della FIFA ha spiegato che, nonostante l’iniziativa fosse nata con l’intenzione di rafforzare il sostegno economico alle federazioni, le profonde divisioni emerse avrebbero finito per compromettere gli obiettivi del progetto. Per questo motivo la federazione internazionale ha scelto di interrompere l’iter e rinunciare alla vendita della quota della nuova società commerciale.
Fifa, una decisione che evita uno scontro istituzionale
Il dietrofront contribuisce ad allentare la tensione con la UEFA e con le altre confederazioni, scongiurando il rischio di un duro scontro istituzionale che avrebbe potuto avere conseguenze anche sull’organizzazione delle future competizioni internazionali. La vicenda rappresenta uno dei momenti più delicati della presidenza Infantino, costretto a rinunciare a una delle iniziative economiche più ambiziose degli ultimi anni. Per il momento, il Mondiale resta completamente sotto il controllo della FIFA, senza l’ingresso di capitali privati nella sua struttura commerciale.
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