Calcio
Calcio, inchiesta arbitri, FIGC: chiesta l’archiviazione per Inter e Rocchi
Calcio, inchiesta arbitri, la Procura FIGC chiede l’archiviazione per Inter e Gianluca Rocchi: nessun illecito sportivo emerso dagli accertamenti.

Svolta nell’inchiesta sul rapporto tra l’Inter e il mondo arbitrale nel calcio italiano. La Procura Federale FIGC, al termine degli accertamenti condotti sul caso, ha chiesto l’archiviazione delle posizioni del club nerazzurro e di Gianluca Rocchi, l’ex designatore arbitrale coinvolto nell’indagine. Secondo quanto riportato da Il Giorno, dagli approfondimenti della Procura Federale non sarebbero emersi elementi sufficienti per sostenere una contestazione di illecito sportivo nei confronti dell’Inter. La richiesta della giustizia sportiva arriva dopo quella già presentata dalla Procura di Milano nel procedimento ordinario.
Calcio: inchiesta arbitri, gli accertamenti della Procura FIGC
Il fascicolo federale era stato aperto dopo la trasmissione degli atti dell’inchiesta milanese. Il procuratore federale Giuseppe Chinè e il suo staff hanno esaminato il materiale investigativo, comprese le intercettazioni e le dichiarazioni raccolte durante gli accertamenti. L’obiettivo era verificare l’eventuale presenza di condotte rilevanti anche sul piano della giustizia sportiva. Al termine dell’attività investigativa, però, la Procura FIGC avrebbe concluso che non ci sono elementi sufficienti per contestare un illecito sportivo all’Inter o a Rocchi. La richiesta di archiviazione rappresenta quindi un ulteriore passaggio verso la chiusura del filone relativo alle presunte pressioni sulle designazioni arbitrali. La decisione definitiva sull’archiviazione dovrà seguire l’iter previsto dalla giustizia sportiva.

Inter e Rocchi, nessun illecito contestato
Il punto centrale degli accertamenti riguarda l’assenza di elementi ritenuti sufficienti a dimostrare un’attività di condizionamento delle designazioni arbitrali. Secondo quanto riferito dalle fonti che hanno ricostruito il procedimento, non sarebbero emersi contatti tali da configurare un intervento illecito dell’Inter nei confronti del designatore o del suo staff. La vicenda aveva avuto origine dall’indagine della Procura di Milano, che nel luglio 2026 aveva già chiesto l’archiviazione per Rocchi e per la posizione dell’Inter. Gli atti erano poi passati alla giustizia sportiva per le valutazioni di competenza.
Calcio: inchiesta arbitri, resta un fascicolo sul VAR
La richiesta di archiviazione relativa a Inter e Rocchi non coincide però con la conclusione di tutti gli accertamenti collegati all’inchiesta arbitrale. Resta infatti distinto il capitolo relativo alle cosiddette “bussate” alla sala VAR di Lissone, riguardante presunti contatti avvenuti durante alcune partite. Su questo filone sono stati effettuati ulteriori approfondimenti e, secondo gli aggiornamenti del 18 settembre, anche la Procura di Monza ha chiesto l’archiviazione delle posizioni di Rocchi, Andrea Gervasoni, Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo, ritenendo che dagli atti non emergessero condotte fraudolente né il dolo necessario per configurare un’alterazione dei risultati. Il quadro dell’inchiesta arbitrale si avvia dunque verso una progressiva definizione, con procedimenti distinti che hanno seguito percorsi differenti tra giustizia ordinaria e sportiva.
Calcio
Cristiano Ronaldo lascia il Portogallo: 234 presenze, 146 gol e record leggendari
Cristiano Ronaldo lascia il Portogallo: 234 presenze, 146 gol, un Europeo e due Nations League. Tutti i record di CR7 con la Nazionale lusitana.

Cristiano Ronaldo lascia il Portogallo. Dopo 23 anni di carriera internazionale, il fuoriclasse lusitano ha annunciato la decisione di concludere la propria avventura con il Portogallo al termine degli impegni della pausa per le Nazionali di novembre. Un percorso straordinario, caratterizzato da numeri eccezionali, trofei e primati destinati a rimanere nella storia del calcio mondiale. A 41 anni, CR7 saluta la nazionale portoghese con un bilancio difficilmente eguagliabile: 234 presenze e 146 gol, entrambi record assoluti nel calcio internazionale maschile. Un’eredità sportiva che racconta molto più delle semplici statistiche e che certifica il ruolo di Ronaldo tra i più grandi protagonisti della storia del pallone.
Cristiano Ronaldo, lascia il Portogallo: i numeri con la Nazionale
La storia di Ronaldo con la Nazionale comincia nell’agosto 2003, quando appena diciottenne debutta con la maglia del Portogallo. Da quel momento diventa progressivamente il simbolo della squadra, assumendo anche la fascia da capitano e guidando diverse generazioni di calciatori. Il primo grande primato riguarda le presenze. Con 234 partite disputate, il portoghese si colloca al vertice della classifica mondiale dei calciatori più presenti con una Nazionale. Nel marzo 2023 aveva già superato il precedente record di 196 apparizioni appartenente al kuwaitiano Bader Al-Mutawa.
Ancora più impressionante il rendimento sotto porta. I 146 gol realizzati con il Portogallo rappresentano il primato mondiale maschile, davanti a Lionel Messi e agli altri grandi marcatori della storia internazionale. Ronaldo aveva conquistato il record nel settembre 2021, superando l’iraniano Ali Daei, fermo a 109 reti. Un altro dato testimonia la sua incredibile continuità: dopo le prime due apparizioni senza gol nel 2003, CR7 è riuscito ad andare a segno con la Nazionale per 23 anni consecutivi, dal 2004 al 2026.
Europeo 2016 e Nations League: i trofei conquistati da CR7
Il contributo di Cristiano Ronaldo alla storia del Portogallo non si limita ai record individuali. Il momento più importante della sua avventura internazionale arriva nel 2016, quando la Seleção conquista il primo Campionato Europeo della propria storia.
Nella finale contro la Francia, disputata allo Stade de France, Ronaldo è costretto ad abbandonare il campo nel primo tempo a causa di un infortunio. Nonostante l’assenza del proprio capitano, i portoghesi riescono a conquistare il trofeo grazie alla rete decisiva di Éder nei tempi supplementari.
Nel 2019 arriva un’altra soddisfazione con la vittoria della prima edizione della UEFA Nations League. Ronaldo contribuisce al successo della squadra anche con una memorabile tripletta nella semifinale contro la Svizzera. Il Portogallo conquista nuovamente la competizione nel 2025, aggiungendo un altro titolo al palmarès del fuoriclasse. Il bilancio complessivo comprende dunque tre grandi successi internazionali: un Europeo e due Nations League.

Cristiano Ronaldo, il record dei sei Mondiali
Tra i primati più significativi della carriera di CR7 c’è anche quello relativo alla Coppa del Mondo. Il portoghese è infatti l’unico calciatore ad aver segnato in sei diverse edizioni dei Mondiali, dal 2006 al 2026. Un percorso che lo ha portato a realizzare complessivamente 11 reti nella competizione, diventando anche il miglior marcatore portoghese nella storia della manifestazione e superando il precedente riferimento di Eusébio. Ronaldo ha inoltre raggiunto un’altra impresa statistica: è uno dei pochissimi calciatori capaci di superare quota dieci gol sia ai Mondiali sia agli Europei, con 11 reti nella prima competizione e 14 nella seconda.
L’eredità di CR7: il Portogallo saluta il suo capitano
L’addio alla Nazionale rappresenta la conclusione di un capitolo fondamentale nella storia del calcio portoghese. Ronaldo ha accompagnato il Paese per oltre due decenni, passando dall’essere una giovane promessa a diventare il punto di riferimento assoluto della Seleção. La sua avventura internazionale si chiude con numeri straordinari, tre trofei conquistati e una lunga serie di primati individuali. Resta inoltre il suo obiettivo personale di continuare a giocare a livello di club con l’Al-Nassr, senza appendere definitivamente gli scarpini al chiodo. Il Portogallo perde il proprio capitano, ma conserva l’eredità di un calciatore che ha cambiato la storia della Nazionale. 234 presenze, 146 gol e una carriera lunga 23 anni: Cristiano Ronaldo saluta la Seleção da leggenda assoluta.
Calcio
Rafael Nadal entra nel Real Madrid: Florentino Pérez lo vuole nel Consiglio di Amministrazione

Nuova pagina nella carriera di Rafael Nadal, ma questa volta lontano dai campi da tennis. L’ex campione spagnolo si prepara a entrare nella dirigenza del Real Madrid, società della quale è da tempo un grande sostenitore e socio onorario. La notizia è stata ufficializzata dal club attraverso un comunicato pubblicato il 4 novembre. Il Consiglio di Amministrazione, riunitosi nella giornata di mercoledì, ha deliberato di sottoporre all’Assemblea Generale dei Soci la ratifica della nomina di Nadal come nuovo componente dell’organo direttivo. Si tratta di un riconoscimento importante per uno degli sportivi più rappresentativi della storia spagnola, che dopo aver concluso la propria carriera agonistica nel novembre 2024 potrebbe mettere la propria esperienza al servizio di una delle società più prestigiose del panorama calcistico internazionale.
Real Madrid, Nadal nel CDA: manca il via libera dei soci
La proposta porta la firma del presidente Florentino Pérez e del Consiglio direttivo del Real Madrid. Per diventare effettiva, tuttavia, dovrà ottenere l’approvazione dei soci rappresentanti durante l’Assemblea straordinaria convocata per il prossimo 21 novembre. Nadal ha accolto con entusiasmo la possibilità di assumere questo nuovo incarico, ringraziando il presidente e la dirigenza per la fiducia ricevuta. L’ex tennista ha manifestato la volontà di imparare e di mettere a disposizione del club il proprio contributo. La sua presenza rappresenterebbe un ulteriore collegamento tra il mondo dello sport individuale e quello del calcio, portando all’interno della società madridista una figura riconosciuta a livello internazionale per risultati, professionalità e personalità.

Nadal, un palmarès leggendario al servizio del Real Madrid
La scelta del Real Madrid non è legata soltanto alla passione di Nadal per i colori blancos. Nel comunicato ufficiale, la società ha sottolineato anche le qualità umane e sportive che hanno accompagnato il maiorchino durante tutta la sua carriera. I numeri raccontano un percorso straordinario: 22 titoli del Grande Slam, 92 tornei ATP conquistati, due medaglie d’oro olimpiche e cinque Coppe Davis con la nazionale spagnola. Nadal ha inoltre raggiunto il primo posto della classifica mondiale, diventando uno dei protagonisti assoluti della storia del tennis. Il club ha voluto evidenziare soprattutto lo spirito di sacrificio, la determinazione, l’umiltà e il rispetto per gli avversari, valori considerati pienamente coerenti con l’identità del Real Madrid. Per Nadal si apre dunque una possibile seconda carriera, questa volta dietro le quinte del calcio. Dopo aver scritto pagine indimenticabili sui campi da tennis, l’ex numero uno del mondo è pronto a mettere la propria esperienza al servizio del club che ha sempre sostenuto.
Calcio
Tragedia nel calcio spagnolo, morto Jesús De Miguel: l’attaccante del Tenerife aveva 30 anni

Una tragedia sconvolge il calcio spagnolo. Jesús De Miguel, attaccante del Tenerife, è morto all’età di 30 anni dopo essere rimasto coinvolto in un gravissimo incidente durante la partita contro l’FC Andorra, valida per la Segunda División, la seconda serie del campionato spagnolo. Il calciatore era stato trasportato d’urgenza in ospedale dopo un violento impatto con il portiere avversario, Jesús Owono. Durante il trasferimento aveva accusato un arresto cardiaco, riuscendo a essere rianimato grazie all’intervento dei soccorritori. Nonostante le prime informazioni avessero descritto una situazione stabile, seppur estremamente grave, nelle ore successive il quadro clinico è peggiorato fino al tragico epilogo. La notizia della scomparsa è stata comunicata dal Tenerife nella mattinata di martedì 3 novembre, lasciando nello sconforto compagni di squadra, società e tutto il mondo del calcio.
Jesús De Miguel morto dopo lo scontro in campo
L’episodio si è verificato nei minuti finali della sfida tra Tenerife e Andorra, quando il risultato era fermo sul 2-2. Durante un’azione di gioco, De Miguel stava cercando di raggiungere un pallone in profondità quando il portiere ospite, Jesús Owono, è uscito dalla propria area per anticiparlo. L’estremo difensore ha colpito violentemente l’attaccante con il ginocchio, provocando un impatto particolarmente duro. De Miguel è crollato immediatamente sul terreno di gioco, privo di sensi, facendo scattare l’allarme tra i calciatori di entrambe le squadre. I soccorsi sono intervenuti rapidamente, prestando le prime cure direttamente sul campo per diversi minuti. Owono è stato espulso con un cartellino rosso diretto, mentre la partita è stata definitivamente sospesa al 108′, per consentire l’intervento del personale sanitario e il trasferimento del giocatore in ospedale.

Arresto cardiaco e ricovero: poi il tragico epilogo
Le condizioni dell’attaccante sono apparse subito molto serie. Durante il trasporto verso l’ospedale, De Miguel ha accusato un arresto cardiaco ed è stato sottoposto alle manovre di rianimazione cardiopolmonare da parte dei sanitari, che sono riusciti a ripristinare il battito. Il Tenerife aveva inizialmente comunicato che il proprio giocatore si trovava in condizioni stabili, seppur in una situazione di estrema gravità. Nelle ore successive, tuttavia, il quadro neurologico aveva subito un peggioramento. La mattina del 3 novembre è arrivata la notizia che nessuno avrebbe voluto ricevere: Jesús De Miguel non ce l’ha fatta. Aveva soltanto 30 anni.
Il calcio spagnolo piange Jesús De Miguel
La scomparsa del centravanti rappresenta un dolore enorme per il Tenerife e per tutto il movimento calcistico spagnolo. Una partita di campionato si è trasformata in una tragedia che ha lasciato senza parole giocatori, allenatori e tifosi. In questo momento il risultato e il calcio giocato passano inevitabilmente in secondo piano. Resta il dolore per la perdita di un ragazzo di appena 30 anni, la cui vita si è spezzata in seguito a un drammatico incidente durante una normale giornata di sport.
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