Ciclismo
Damiano Caruso si ritira: addio al ciclismo dopo 17 anni
Damiano Caruso si ritira dal ciclismo dopo 17 stagioni. Dal secondo posto al Giro 2021 alle vittorie: dal 2027 sarà DS della Bahrain Victorious.

Foto di dylan nolte su Unsplash
Il ciclismo italiano saluta uno dei suoi protagonisti più apprezzati. Damiano Caruso si ritira dal professionismo dopo una lunga carriera vissuta sempre ai massimi livelli. Il corridore siciliano ha disputato oggi la sua ultima gara al Gran Piemonte, chiudendo così un percorso durato 17 stagioni nel grande ciclismo internazionale. A quasi 39 anni, il corridore della Bahrain Victorious ha scelto di concludere la propria esperienza agonistica dopo aver lasciato un segno importante soprattutto nelle corse a tappe. Una carriera costruita con continuità, sacrificio e grande affidabilità, qualità che gli hanno permesso di diventare un punto di riferimento per compagni e capitani.
Ciclismo: Damiano Caruso, l’ultimo giorno da professionista
Il sipario è calato al Gran Piemonte, dove Caruso ha indossato per l’ultima volta il numero di gara. Prima della partenza, il gruppo ha voluto rendere omaggio al siciliano con un simbolico saluto collettivo, accompagnando gli ultimi chilometri della sua carriera con una celebrazione particolarmente emozionante.Si chiude così una storia iniziata nel 2009 e sviluppatasi attraverso diverse squadre di primo piano. Dalla LPR alla Liquigas, passando per la BMC e arrivando alla Bahrain Victorious, Caruso ha costruito progressivamente la propria reputazione come corridore completo e uomo squadra.
Il capolavoro al Giro d’Italia 2021
Il momento più alto della carriera di Damiano Caruso resta il Giro d’Italia 2021. In quell’edizione il siciliano riuscì a conquistare il secondo posto nella classifica generale alle spalle di Egan Bernal, diventando l’ultimo corridore italiano capace di salire sul podio di un grande giro. Quella Corsa Rosa rappresentò la definitiva consacrazione di Caruso. Dopo aver assunto responsabilità da leader, il corridore della Bahrain Victorious seppe sfruttare le proprie qualità sulle montagne e chiuse il Giro con una splendida vittoria di tappa all’Alpe Motta. Pochi mesi più tardi arrivò anche un altro successo prestigioso: Caruso si impose infatti in una frazione della Vuelta a España, confermando di poter essere protagonista nelle principali corse a tappe del calendario internazionale.
Una carriera costruita sulla continuità
Il palmarès di Caruso racconta solo una parte del suo valore. Il siciliano ha spesso lavorato per i capitani, mettendo le proprie ambizioni al servizio della squadra, ma quando ha avuto l’opportunità di correre per sé ha dimostrato di possedere qualità da protagonista. Al Giro d’Italia ha ottenuto altri importanti piazzamenti, con il quarto posto nel 2023, il quinto nel 2025 e il nono posto nell’edizione 2026, disputata a 38 anni. Nell’ultima Corsa Rosa ha inoltre conquistato un piazzamento sul podio nella diciassettesima tappa e il premio di Supercombattivo, confermando una volta ancora il proprio spirito agonistico. Nel 2026 Caruso ha inoltre preso parte al Tour de France, completando così una stagione particolarmente impegnativa e ricca di responsabilità all’interno della Bahrain Victorious.

Dal 2027 Caruso diventa direttore sportivo
Il ritiro dalle corse non coinciderà con un addio definitivo al ciclismo. Caruso resterà infatti nella Bahrain Victorious, squadra alla quale è legato dal 2019, assumendo dal 2027 il ruolo di direttore sportivo. Il nuovo incarico era stato ufficializzato già durante il Giro d’Italia. La squadra ha scelto di puntare sulla sua esperienza e sulla sua capacità di rapportarsi con i giovani corridori, trasformando quello che era un rapporto professionale in una nuova collaborazione fuori dalla bicicletta. Per Caruso si apre quindi una seconda vita nel ciclismo. Dopo quasi vent’anni trascorsi nel gruppo, il siciliano passerà dall’ammiraglia come corridore a quella di direttore sportivo, mettendo a disposizione delle nuove generazioni tutto ciò che ha imparato durante una carriera di altissimo livello.
L’eredità di Damiano Caruso
Il valore di Damiano Caruso non si misura soltanto attraverso le vittorie. Il secondo posto al Giro 2021, i successi di tappa, i numerosi piazzamenti nei grandi giri e le prestazioni offerte negli ultimi anni rappresentano il lato sportivo di una carriera molto più ampia. Caruso lascia infatti il professionismo con la reputazione di corridore serio, generoso e affidabile, capace di svolgere il proprio compito al servizio della squadra e di farsi trovare pronto quando l’occasione gli ha concesso di giocare per il successo. Il Gran Piemonte 2026 ha quindi chiuso un capitolo, ma non la storia di Caruso nel ciclismo. Dal 2027 inizierà una nuova sfida, questa volta dall’ammiraglia della Bahrain Victorious. Un passaggio naturale per un corridore che, per caratteristiche e personalità, ha sempre avuto un ruolo importante anche al di là del risultato personale.
Ciclismo
Europei di ciclismo, Roglic campione a cronometro: Frigo sorprende
Primoz Roglic conquista l’oro nella cronometro degli Europei di ciclismo in Slovenia. Marco Frigo stupisce e chiude ai piedi del podio europeo.

Primoz Roglic è il nuovo campione europeo a cronometro. Il fuoriclasse sloveno ha rispettato i pronostici nella prova individuale degli Europei di ciclismo, disputata sulle strade di casa, conquistando una medaglia d’oro dal valore speciale. Il corridore di 36 anni ha chiuso la prova in 28’16″61, facendo registrare una media di 46,357 km/h. Alle sue spalle si sono piazzati il francese Bruno Armirail, argento a 7″1, e il connazionale Maxime Decomble, bronzo a 29 secondi. Una prestazione autorevole quella di Roglic, che ha saputo sfruttare alla perfezione le caratteristiche di un percorso tutt’altro che semplice per i cronoman puri. La prova di Šenčur, lunga 22,1 chilometri, comprendeva infatti lo strappo di Možjanca, circa due chilometri con una pendenza media superiore al 10%, prima del ritorno verso il traguardo.
Europei di ciclismo, Roglic: una vittoria speciale davanti al pubblico di casa
Il successo assume un significato particolare per Primoz Roglic, protagonista assoluto della scena ciclistica slovena. Il padrone di casa ha trasformato l’appuntamento continentale in una nuova pagina del proprio straordinario palmarès. Il corridore sloveno ha confermato anche in questa occasione di essere ancora competitivo ai massimi livelli nelle prove contro il tempo. L’assenza di due grandi specialisti come Remco Evenepoel e Filippo Ganna aveva aperto la corsa al titolo, ma Roglic ha saputo sfruttare al meglio l’occasione. Per il vincitore si tratta dell’ennesimo risultato di prestigio di una carriera che comprende, tra gli altri successi, quattro Vuelta a España, un Giro d’Italia e l’oro olimpico nella cronometro.

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Marco Frigo, grande prova dell’azzurro
Tra i protagonisti della giornata c’è anche Marco Frigo. L’azzurro era chiamato a difendere i colori dell’Italia insieme a Mattia Cattaneo e ha confermato di poter competere ad alto livello su un percorso particolarmente impegnativo. La presenza della salita di Možjanca rendeva infatti la cronometro diversa dalle classiche prove dedicate agli specialisti puri. Servivano capacità di spinta, resistenza e soprattutto la possibilità di fare la differenza anche in salita. Caratteristiche che hanno permesso a Frigo di giocarsi le proprie carte fino alla fine. L’Italia aveva scelto proprio Frigo e Cattaneo per provare a ottenere un risultato importante, in assenza di Filippo Ganna, impegnato nella preparazione dei Mondiali su pista.
Un percorso selettivo
La prova maschile degli Europei di ciclismo si è sviluppata interamente sul circuito di Šenčur. I 22,1 chilometri prevedevano un tratto iniziale pianeggiante, la salita di Možjanca e una parte conclusiva nuovamente favorevole ai passisti. Lo strappo presentava una pendenza media del 10,2% e punte massime superiori al 15%, diventando uno dei passaggi determinanti della gara. Dopo la salita, i corridori hanno dovuto affrontare anche una fase caratterizzata da continui saliscendi prima del tratto finale pianeggiante. Un tracciato completo, dunque, che ha premiato corridori capaci di combinare potenza e qualità in salita.
Europei di ciclismo, Roglic detta legge. L’Italia può sorridere
La vittoria di Primoz Roglic regala alla Slovenia un altro momento memorabile nella rassegna continentale disputata in casa. Il campione sloveno ha sfruttato il fattore campo e ha confermato il proprio talento nella specialità. Per l’Italia, invece, la prova di Marco Frigo rappresenta un segnale incoraggiante in vista dei prossimi appuntamenti. La Nazionale ha scelto un percorso differente rispetto alla tradizionale cronometro per specialisti e l’azzurro ha dimostrato di poter essere protagonista anche in una competizione internazionale di alto livello. Gli Europei di ciclismo in Slovenia si chiudono così con Roglic sul gradino più alto del podio, mentre l’Italia può guardare con fiducia alla prestazione di Frigo e al percorso di crescita di uno dei suoi corridori più interessanti.
Ciclismo
Europei di ciclismo, Italia d’argento nella staffetta mista
Europei di ciclismo, l’Italia conquista la medaglia d’argento nella staffetta mista. Oro alla Francia, decisiva per gli azzurri l’assenza di Filippo Ganna.

Foto di dylan nolte su Unsplash
L’Italia conquista una preziosa medaglia d’argento nella staffetta mista agli Europei di ciclismo in Slovenia. Gli azzurri non riescono a completare il bis dopo il trionfo ottenuto ai Mondiali di Montréal e devono accontentarsi del secondo posto alle spalle della Francia, che si prende la rivincita dopo la sconfitta iridata. La formazione italiana, priva di Filippo Ganna e Vittoria Guazzini, ha chiuso la prova con un ritardo di 1’12” rispetto ai transalpini. Sul terzo gradino del podio sale invece il Lussemburgo, protagonista di una prestazione sorprendente.
Europei di Ciclismo: Francia davanti, Italia seconda
La gara ha iniziato a indirizzarsi già nella prima parte del percorso. Il terzetto maschile azzurro formato da Marco Frigo, Mattia Cattaneo e Matteo Sobrero ha pagato soprattutto il passaggio sulla salita di Stefanja Gora.In appena 900 metri, l’Italia ha perso 26 secondi nei confronti del trenino francese composto da Armirail, Cavagna e Guernalec. Un distacco pesante che ha complicato immediatamente la possibilità di giocarsi la medaglia d’oro. Gli azzurri hanno provato a reagire al secondo intermedio, recuperando tre secondi sulla Francia. Il tentativo di rimonta, però, non è stato sufficiente e al cambio la squadra italiana si è presentata ancora con un ritardo di circa 24 secondi.

Longo Borghini e compagne provano la rimonta
Nella seconda parte della staffetta è toccato a Elisa Longo Borghini, Monica Trinca Colonel e Alessia Vigilia provare a ridurre il distacco accumulato dagli uomini. Le tre azzurre hanno mantenuto un buon ritmo, ma la Francia è riuscita a controllare la situazione e a difendere il vantaggio fino al traguardo. Il risultato finale premia dunque la formazione transalpina, capace di fermare il cronometro a 1h00’19”. L’Italia ha chiuso seconda con un distacco di 1’12”, mentre il Lussemburgo ha conquistato il bronzo a 3’34”. Quarta la Polonia, quinta la Slovenia e sesta l’Ucraina.
Europei di ciclismo: la Francia si prende la rivincita dopo Montréal
Il successo francese assume un significato particolare perché arriva poche settimane dopo la sfida dei Mondiali. A Montréal era stata proprio l’Italia a conquistare il titolo iridato, precedendo la Francia di otto secondi. In Slovenia, però, il copione è cambiato. L’assenza di Ganna ha inevitabilmente modificato gli equilibri della squadra italiana, che ha comunque confermato la propria competitività conquistando un’altra medaglia internazionale. Quattro dei sei componenti della formazione azzurra erano già stati protagonisti del successo mondiale: Cattaneo, Sobrero, Longo Borghini e Trinca Colonel. La Francia ha quindi centrato il bersaglio grosso, mentre per l’Italia resta la soddisfazione di un argento europeo che conferma l’ottimo momento del movimento azzurro nel ciclismo su strada.
Ciclismo
Europei di ciclismo: Evenepoel batte Ciccone, Scaroni bronzo
Europei di ciclismo: Remco Evenepoel batte Giulio Ciccone al fotofinish e conquista l’oro. Christian Scaroni completa il podio con il bronzo.
Remco Evenepoel è il nuovo campione europeo di ciclismo su strada. Il belga ha conquistato la prova in linea élite maschile degli Europei di ciclismo, superando al fotofinish un grandissimo Giulio Ciccone al termine di una sfida spettacolare e incerta fino all’ultimo centimetro. Una giornata comunque da ricordare per l’Italia, capace di piazzare due corridori sul podio: Ciccone conquista la medaglia d’argento, mentre Christian Scaroni completa il trionfo azzurro con il bronzo. Evenepoel campione europeo, Ciccone battuto al fotofinish
Europei di ciclismo: Evenepoel campione europeo, Ciccone battuto al fotofinish
La gara, disputata sulla distanza di 196,3 chilometri da Lubiana a Sencur, ha regalato un finale al cardiopalma. Evenepoel e Ciccone sono riusciti a fare la differenza nella fase decisiva, lasciando alle spalle gli altri protagonisti della corsa. Il belga ha dovuto anche superare un momento delicato: durante una delle azioni decisive è infatti finito a terra dopo aver perso il controllo della bicicletta in una curva. L’incidente, però, non ha compromesso la sua corsa. Evenepoel è riuscito a rientrare e, poco dopo, ha nuovamente accelerato, trovando in Ciccone l’unico corridore capace di seguirlo. Ciccone sfiora l’impresa
Ciccone sfiora l’impresa
Il corridore italiano ha disputato una prova di altissimo livello, rimanendo agganciato al campione belga anche nella parte più impegnativa del percorso. Nel finale Ciccone ha provato a giocarsi le proprie carte nello sprint a due. L’azzurro è riuscito a prendere la testa nell’ultima curva e sembrava poter conquistare la vittoria. Evenepoel, però, non ha mollato e negli ultimi metri ha prodotto una rimonta straordinaria, lanciando la bicicletta sulla linea d’arrivo. Il margine è stato talmente ridotto da rendere necessario il fotofinish, che ha assegnato l’oro al belga. Ciccone ha dovuto quindi accontentarsi di una splendida medaglia d’argento, a parità di tempo con il vincitore.

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Christian Scaroni regala il bronzo all’Italia
Alle spalle dei due protagonisti è arrivata un’altra grande prestazione italiana. Christian Scaroni ha conquistato la medaglia di bronzo, staccando gli inseguitori nella fase conclusiva e chiudendo a 59 secondi da Evenepoel. L’Italia può quindi festeggiare una straordinaria doppietta sul podio, con argento e bronzo nella prova in linea maschile degli Europei di ciclismo. Un risultato che conferma la qualità della squadra azzurra e la bontà della prestazione collettiva.
La top ten
Il successo di Evenepoel è arrivato con il tempo di 4h16’37”. Ciccone ha chiuso secondo con lo stesso tempo, mentre Scaroni ha accusato un ritardo di 59 secondi:
- Remco Evenepoel (Belgio) – 4h16’37”
- Giulio Ciccone (Italia) – stesso tempo
- Christian Scaroni (Italia) – +59″
- Toms Skujiņš (Lettonia) – +1’13”
- Iván Romeo (Spagna) – +1’16”
- Ramses Debruyne (Belgio) – +1’16”
- Emil Herzog (Germania) – +1’16”
- Maxim Van Gils (Belgio) – +1’16”
- Léo Bisiaux (Francia) – +1’18”
- Primož Roglič (Slovenia) – +1’19”
Europei ciclismo, Italia protagonista
Il risultato di Sencur consegna dunque un podio storico per il ciclismo italiano. Ciccone ha sfiorato il titolo europeo dopo una gara da protagonista assoluto, mentre Scaroni ha completato la festa azzurra con un bronzo di grande valore. A prendersi la maglia europea è stato però Remco Evenepoel, capace di resistere alla pressione, rialzarsi dopo la caduta e battere Ciccone al termine di uno sprint deciso soltanto dal fotofinish.
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