Calcio
Calcio, è morto Osvaldo Bagnoli: addio all’allenatore dello storico scudetto del Verona, aveva 91 anni
Il calcio italiano piange Osvaldo Bagnoli, storico allenatore dell’Hellas Verona campione d’Italia nel 1984-85. Aveva 91 anni e lascia un’eredità indelebile nel calcio italiano.
Il mondo del calcio dice addio a Osvaldo Bagnoli, scomparso all’età di 91 anni. L’ex allenatore resterà per sempre nella storia per aver guidato l’Hellas Verona alla conquista dello storico Scudetto nella stagione 1984-1985, una delle imprese sportive più straordinarie mai realizzate nel campionato italiano. La notizia della sua morte ha suscitato profonda commozione tra tifosi, addetti ai lavori e protagonisti del calcio nazionale.
Bagnoli, l’impresa con il Verona che ha cambiato la storia della Serie A
Il nome di Osvaldo Bagnoli è indissolubilmente legato alla favola dell’Hellas Verona. In un’epoca dominata da grandi potenze del calcio italiano, il tecnico milanese riuscì a costruire una squadra compatta, organizzata e capace di competere contro club ricchi di campioni. Lo Scudetto conquistato nel 1985 rappresenta ancora oggi uno dei successi più sorprendenti della storia della Serie A. Quel Verona seppe imporsi grazie a un calcio pragmatico, all’equilibrio tattico e a uno straordinario spirito di gruppo, qualità che portarono la firma del suo allenatore. Ancora oggi quell’impresa viene ricordata come un modello di programmazione, competenza e valorizzazione del collettivo, tanto da essere considerata una delle pagine più belle del calcio italiano.

Una carriera costruita con competenza e semplicità
Nato a Milano nel 1935, Bagnoli intraprese inizialmente la carriera da calciatore prima di dedicarsi alla panchina, ruolo nel quale avrebbe raggiunto la definitiva consacrazione. Dopo gli anni d’oro al Verona, allenò anche Genoa e Inter, lasciando ovunque il segno grazie a uno stile sobrio, concreto e lontano dai riflettori. Con il club ligure sfiorò risultati di grande prestigio, arrivando fino alla semifinale di Coppa UEFA dopo aver firmato una storica vittoria sul campo del Liverpool ad Anfield, mentre con l’Inter guidò una squadra protagonista nella corsa ai vertici del campionato italiano.
Il ricordo di Bagnoli, un maestro del calcio italiano
Osvaldo Bagnoli è stato uno degli ultimi allenatori capaci di dimostrare come organizzazione, lavoro quotidiano e spirito di squadra potessero colmare il divario con club economicamente più forti. Il suo carattere riservato, unito a una profonda competenza calcistica, gli ha permesso di conquistare il rispetto dell’intero ambiente sportivo. La sua eredità va ben oltre i risultati ottenuti sul campo.
Rimane il simbolo di un calcio fatto di idee, sacrificio e valorizzazione del gruppo, principi che continuano ancora oggi a rappresentare un punto di riferimento per allenatori e appassionati. Con la scomparsa di Osvaldo Bagnoli se ne va una delle figure più iconiche della storia del calcio italiano, ma il ricordo della straordinaria cavalcata del Verona campione d’Italia e delle sue imprese resterà vivo nella memoria di intere generazioni di tifosi.
Calcio
PSG-Aston Villa 2-1: Kvaratskhelia decide la Supercoppa
Il PSG batte 2-1 l’Aston Villa e conquista la Supercoppa UEFA 2026. Kvaratskhelia apre la sfida, Madjo pareggia, poi la decide Doué in favore dei francesi.

Il Paris Saint-Germain continua a vincere e inaugura la nuova stagione con un altro trofeo internazionale. La squadra di Luis Enrique ha superato l’Aston Villa per 2-1 alla Red Bull Arena di Salisburgo, conquistando per il secondo anno consecutivo la Supercoppa Europea. Dopo il successo ottenuto nella precedente edizione contro il Tottenham, questa volta il PSG ha avuto la meglio sulla formazione inglese guidata da Unai Emery. Una sfida equilibrata, decisa dagli episodi e soprattutto dalle giocate dei suoi uomini di maggiore qualità.
Supercoppa: Kvaratskhelia apre la partita per il PSG
A sbloccare il risultato è stato ancora una volta Khvicha Kvaratskhelia. Il georgiano ha firmato l’1-0 al 20′, capitalizzando un’azione costruita insieme a Désiré Doué. Un’altra prova di grande concretezza per l’ex Napoli, sempre più protagonista nelle partite che mettono in palio trofei. Il vantaggio parigino, tuttavia, non ha scoraggiato l’Aston Villa. La formazione inglese ha reagito e prima dell’intervallo ha trovato il pareggio con una delle storie più belle della serata.
Al 45′ è arrivato l’1-1 firmato da Brian Madjo, giovane attaccante di appena 17 anni. Emery ha scelto di lanciarlo a sorpresa dal primo minuto e il ragazzo ha ripagato immediatamente la fiducia dell’allenatore. Per Madjo si trattava della prima presenza con l’Aston Villa a livello professionistico. In precedenza aveva giocato soprattutto con la formazione riserve dei Villans e aveva raccolto soltanto cinque presenze in Ligue 1 con il Metz. Contro i campioni d’Europa è arrivato il primo gol della sua carriera tra i professionisti. Una rete dal peso enorme, che ha permesso all’Aston Villa di andare all’intervallo sul risultato di parità e ha trasformato Madjo nel protagonista più sorprendente della finale.

Doué firma il gol decisivo
Nella ripresa il PSG ha aumentato la pressione e al 61′ ha trovato nuovamente la via della rete. A segnare il 2-1 è stato Désiré Doué, protagonista assoluto della serata con un gol e un assist. La rete è stata inizialmente oggetto di verifica da parte del VAR per una possibile posizione di fuorigioco, ma dopo la revisione è arrivata la convalida. Il PSG è così tornato avanti e ha poi gestito il vantaggio fino al triplice fischio.
Seconda Supercoppa consecutiva per il PSG
Il successo di Salisburgo conferma il momento straordinario vissuto dal Paris Saint-Germain, che continua a mettere trofei in bacheca dopo il trionfo in Champions League. Per Luis Enrique arriva dunque un altro titolo, mentre Kvaratskhelia si conferma ancora una volta decisivo. Il georgiano ha aperto la strada alla vittoria, Doué ha completato l’opera e il PSG ha potuto festeggiare un’altra notte europea.
Calcio
Calcio: Omar Artan, dall’esclusione Mondiale alla Supercoppa
Omar Abdulkadir Artan arbitrerà PSG-Aston Villa in Supercoppa Europea dopo l’esclusione dai Mondiali 2026. Una designazione storica.
Dalla grande delusione del Mondiale alla prestigiosa designazione per la Supercoppa Europea. È la particolare parabola vissuta da Omar Abdulkadir Artan, arbitro somalo di 34 anni scelto per dirigere la sfida tra Paris Saint-Germain e Aston Villa, in programma questa sera alla Red Bull Arena di Salisburgo. Artan avrebbe dovuto prendere parte alla Coppa del Mondo disputata tra Stati Uniti, Canada e Messico, essendo stato inserito dalla FIFA nel gruppo degli ufficiali di gara selezionati per la competizione. Il suo percorso, però, si è interrotto prima ancora di poter scendere in campo.
Artan respinto al Mondiale negli Stati Uniti
Il direttore di gara era arrivato all’aeroporto internazionale di Miami, ma non gli è stato consentito l’ingresso negli Stati Uniti. La vicenda ha inevitabilmente impedito all’arbitro somalo di partecipare al torneo iridato, trasformando quello che avrebbe dovuto essere uno dei momenti più importanti della sua carriera in una profonda delusione. Lo stesso Artan ha raccontato di aver vissuto un periodo particolarmente difficile, sottolineando il sostegno ricevuto da numerose persone dopo quanto accaduto. Un episodio che, tuttavia, non ha fermato la sua crescita professionale.

La UEFA punta su Artan per la Supercoppa Europea
A distanza di poche settimane è arrivata la grande occasione. La UEFA ha designato Omar Artan come arbitro di PSG-Aston Villa, gara che mette in palio il primo trofeo europeo della stagione 2026/27. Il match vedrà di fronte i campioni della Champions League e i vincitori dell’Europa League. La designazione assume un significato particolare anche dal punto di vista storico: Artan sarà il primo arbitro non europeo a dirigere una Supercoppa UEFA. Per il direttore di gara somalo si tratta inoltre della prima partita arbitrata in Europa.
Una nuova occasione per il fischietto somalo
La partita di Salisburgo rappresenta quindi molto più di una semplice designazione internazionale. Per Artan è l’opportunità di trasformare una delle pagine più complicate della propria carriera in un nuovo punto di partenza. Il suo percorso dimostra come una battuta d’arresto possa essere seguita da un’occasione ancora più prestigiosa. Dopo aver dovuto rinunciare al Mondiale, l’arbitro somalo è ora chiamato a dirigere una delle partite più importanti dell’estate calcistica europea. Questa sera, dunque, tutti gli occhi saranno puntati anche su Omar Abdulkadir Artan, protagonista di una storia di riscatto che lo ha portato dall’amarezza dell’esclusione dalla Coppa del Mondo alla ribalta della Supercoppa Europea. Un appuntamento storico per il calcio somalo e per lo stesso direttore di gara.
Calcio
Infantino: UEFA, AFC e CONCACAF pronte allo scontro
UEFA, AFC e CONCACAF attaccano Infantino e la FIFA: fiducia compromessa dopo il progetto sulla Coppa del Mondo. Tensione ai vertici del calcio.

Il rapporto tra Gianni Infantino e alcune delle principali confederazioni del calcio mondiale è ormai ai minimi termini. UEFA, AFC e CONCACAF hanno firmato una lettera congiunta indirizzata alla comunità calcistica internazionale, nella quale esprimono forti critiche nei confronti della gestione della FIFA e del suo presidente. Al centro della contestazione c’è il progetto relativo alla possibile cessione di interessi economici legati alla Coppa del Mondo, iniziativa che le tre confederazioni considerano problematica non soltanto per i suoi contenuti, ma soprattutto per le modalità con cui sarebbe stata gestita. Secondo UEFA, AFC e CONCACAF, sarebbero infatti mancate trasparenza e condivisione nelle decisioni.
UEFA, AFC e CONCACAF contro Infantino
La presa di posizione rappresenta un nuovo e pesante capitolo dello scontro ai vertici del calcio internazionale. Le tre confederazioni sostengono che la fiducia sia stata compromessa e contestano una gestione che, a loro giudizio, avrebbe messo in secondo piano il principio della governance collettiva. Il messaggio lanciato è particolarmente duro: la leadership del calcio mondiale, secondo i firmatari, non può essere considerata una proprietà personale. Il calcio appartiene infatti a un sistema molto più ampio, composto da federazioni, club, calciatori, tifosi e istituzioni. Non viene quindi messa in discussione soltanto una singola iniziativa economica. La questione riguarda soprattutto il modello decisionale della FIFA e il rapporto tra il presidente e le confederazioni continentali.
Il caso della Coppa del Mondo
La vicenda nasce dal piano che avrebbe previsto l’ingresso di investitori privati negli interessi commerciali legati alla Coppa del Mondo FIFA. Un progetto che ha provocato una forte reazione all’interno del mondo del calcio e che, secondo l’Associated Press, UEFA, CONCACAF e AFC considerano una vera e propria violazione della fiducia nei confronti delle istituzioni che fanno parte della FIFA. Le tre confederazioni precisano inoltre che il problema non riguarda la crescita economica del calcio in sé. Al contrario, viene riconosciuto il valore dello sviluppo registrato negli ultimi anni. La contestazione riguarda piuttosto il modo in cui determinate decisioni vengono assunte e comunicate.

“La crescita del calcio è stata un lavoro collettivo”
Nel documento viene sottolineato come l’espansione delle competizioni, l’assegnazione dei Mondiali del 2030 e del 2034 e la distribuzione delle risorse siano risultati frutto di decisioni condivise tra FIFA, confederazioni e federazioni nazionali. Il concetto espresso dalle tre organizzazioni è chiaro: la crescita del calcio mondiale non può essere attribuita a una sola persona. I risultati raggiunti negli ultimi anni sarebbero infatti il prodotto del lavoro congiunto di numerose componenti del sistema. La questione finanziaria, dunque, viene messa in secondo piano rispetto a quella istituzionale. UEFA, AFC e CONCACAF chiedono che le ingenti risorse disponibili vengano utilizzate in modo responsabile per continuare a sostenere lo sviluppo delle federazioni e del movimento calcistico.
Una frattura sempre più profonda
La lettera conferma così una frattura sempre più evidente tra la FIFA e una parte importante del calcio internazionale. UEFA, AFC e CONCACAF rappresentano infatti tre aree fondamentali dello sport mondiale: Europa, Asia e Nord e Centro America con i Caraibi. La situazione potrebbe avere conseguenze anche sul futuro della governance della FIFA. La contestazione a Infantino non si limita più a singole dichiarazioni o divergenze sulle strategie commerciali, ma coinvolge direttamente il rapporto di fiducia tra il presidente e alcune delle principali componenti dell’organizzazione.
Infantino sotto pressione
Per Gianni Infantino, quindi, si apre una fase particolarmente delicata. Il presidente della FIFA continua a difendere la propria visione dello sviluppo del calcio, ma il fronte dei suoi oppositori si è fatto più ampio e organizzato. La lettera congiunta rappresenta soprattutto un segnale politico: le tre confederazioni chiedono maggiore trasparenza, collegialità e rispetto degli equilibri istituzionali. Lo scontro, dunque, è tutt’altro che chiuso. E mentre il calcio mondiale si prepara ai prossimi grandi appuntamenti internazionali, la partita più delicata potrebbe giocarsi lontano dal campo, nei corridoi della FIFA e della sua governance.
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